Classificazione dei Draghi

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Data di pubblicazione: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Famiglie di Draghi

Se un Drago possiede grandi ali e non ha le zampe, è un Anfither. Il Drago che ha invece due gambe ma niente ali, si chiama Lindorm o Lindworm. Sono Draghi che solitamente vengono rappresentati sugli stemmi araldici.

I Draghi con ali e due zampe si chiamano Viverne: anche questi sono animali araldici e compaiono in molti dipinti del Medioevo e del Rinascimento. I Draghi che possiedono quattro zampe e due ali, sono definiti generalmente come Draghi occidentali, mentre i Draghi con quattro zampe ma senza ali, sono indicati col nome di Draghi orientali.

Ricordando il mito di Ercole, i Draghi con più teste vengono comunemente definiti col nome di Idre. Un drago senza né ali né zampe ma con due teste, è chiamato Anfisbena.

I Draghi che invece sono piumati ed hanno le ali, vengono chiamati Amphithere, e per quanto possa sembrare bizzarro, esistono anche i Draghi marsupiali e i Dragoni con due zampe.

Infine il Knucker è un Drago dagli arti piccoli che striscia, non potendo volare per via delle ali troppo corte, ma non bisogna dimenticare il Flèrula, un drago che ha le ali protette da squame sopra e sotto, invece di essere esposte subito alla membrana.
In generale possiamo distinguere:

Draghi Celesti: di colore simile ad un verde molto chiaro, erano a guardia del cielo ed erano gli unici ad avere cinque artigli per zampa;
Draghi Spirituali: di colore azzurro, erano i più venerati in quanto guardiani del vento, delle nuvole e dell’acqua, e quindi da loro dipendeva il raccolto dei contadini;
Draghi Terrestri: di colore verde smeraldo, erano i guardiani dei corsi d’acqua, regolandone il flusso e vivendo nelle profondità dei fiumi;
Draghi Sotterranei: di colore dorato, erano i custodi di grandi ed immensi tesori e dispensatori di felicità eterna;
Draghi Rossi e Draghi Neri: creature violente e bellicose, che si scontravano continuamente nell’aria causando con la loro energia violente tempeste. Draghi Dorati
Il più venerato fra gli eroi leggendari dei Draghi è il Drago Dorato. Le sue squame ed ali sono color oro e, anche se non appartiene a nessuno dei tre elementi (terra, acqua e fuoco), dalla natura esso abbraccia tutti e tre gli elementi ed è il Drago dalla bellezza più grande.

Rispetto ad altri Draghi, quelli Dorati presentano delle dimensioni più ampie e presentano, già a partire dalla nascita, delle scaglie color giallo scuro, destinate a divenire sempre più simili all’oro più prezioso con il progredire dell’età. Solitamente, questi giganteschi Draghi non mostrano particolari attriti con le altre creature e prediligono una vita tranquilla, magari sotto forma di un corpo umanoide.

È unico, puro e perfetto. Né il fuoco, né l’aria né l’acqua sono sconosciuti a lui. Soltanto un uomo è il suo amico e soltanto tre Cavalieri hanno potuto vederlo. Non si conosce molto dunque su di essi, tuttavia sappiamo che sono gli unici Draghi che abbiano saputo opporsi alla degenerazione morale che ha colpito la loro razza nel remoto passato. Le uniche notizie che ci sono pervenute confermano la loro natura semidivina e la loro infinita saggezza, e che custodivano immensi tesori ed erano dispensatori di gioia e felicità eterna. draghiIl Drago Dorato non ha mai partecipato ad alcun’azione aggressiva. Lui è puro e senza difetto. È il guardiano, difende il castello incantato in cui un Cavaliere puro di cuore devotamente custodisce il Sacro Calice.

Il Calice è la serie completa dei caratteri di pace, della natura e della vita. È stato celato agli occhi degli esseri umani perché non erano degni di esso. Soltanto tre cavalieri sono riusciti a raggiungerlo e soltanto uno, che non aveva peccato, è diventato Re.

Davanti agli occhi stupiti dei suoi due compagni, il Cavaliere puro di cuore ed il Calice vennero prelevati da terra, con la promessa che sarebbero tornati quando gli abitanti di questo mondo fossero stati degni di vedere il Calice e di bere da esso. Un Drago Dorato è stato convocato per trasportare il Cavaliere guardiano al castello incantato, nel cuore del bosco nascosto, e vigilare su di lui fino al momento che il Calice torni sulla terra. Allora, tutti i Draghi voleranno da loro portando sulle loro ali uomini puri, e tutti renderanno omaggio all’elemento portante del Calice e al Drago Dorato.

Ed allora tutta la natura si curerà delle ferite. Il timore e l’odio spariranno. Gli umani e i Draghi saranno amici e l’era di pace albeggerà, protetta dal radiante dorato del Calice sacro e dalla dolcezza della sua luce. Questo mito ha molto in comune con la leggenda del Santo Graal e Sir Galahad, indica che l’Holy Grail e i Cavalieri esisterono realmente.



Drahi Neri
Le prime leggende sui Draghi, quelle mesopotamiche, parlano di grandi mostri alati, nerissimi oppure blu profondo: i Draghi della notte e degli abissi. I primi due Draghi ad essere concepiti furono dunque uno nero e l’altro blu, essi sono in pratica le due razze più antiche.
Sono i Draghi fisicamente più resistenti e temibili.

I loro incantesimi fanno principalmente appello ai poteri della negromanzia, frutto della corruzione morale dell’anti-virtù. Abitano in luoghi generalmente freddi, pertanto non è raro avvistare le loro particolari sagome scure in prossimità delle imponenti catene montuose che avvolgono le valli di Virtude.

I Draghi Neri “comuni” assomigliano tutti a Tiamat, benché superino raramente la lunghezza di venti metri, esclusa la coda. Essi hanno un’apertura alare grande a volte più della loro lunghezza, e sono di solito muniti anche di corna e di una coda irta di aculei. La loro schiena è percorsa da una linea di scaglie ossee appuntite, utili nel combattimento contro altri Draghi.

Il loro muso non presenta grandi caratteristiche, tranne forse gli occhi, a differenza degli altri Draghi che li hanno simili alle lucertole, mentre nei Draghi Neri ricordano più quelli di una tigre o di un leone. Stando alle fonti, sono in grado di attaccare il nemico con una vasta gamma di soffi: fuoco, acido, gas mortali ed una sorta di bava appiccicosa.

Alcuni Draghi Neri differiscono però in forma, e sono quei Draghi cresciuti nei pozzi, che emergono con sembianze di serpenti immani, ricoperti di scaglie. Questo tipo di Drago Nero, sebbene non possieda la capacità del soffio, non è meno temibile degli altri Draghi: può infatti stritolare il nemico come un boa, ed i muscoli delle fauci sono così sviluppati da permettergli di troncare una quercia con un sol morso. draghiI Draghi Neri sono da sempre sinonimo di malvagità ed astuzia. Essi sono la reincarnazione del male astuto, che serpeggia, da contrapporsi al male dirompente, simboleggiato dalla forza dirompente dei Draghi Rossi, che forse discendono da essi.

Il primo Drago Nero di cui si abbia notizia, la già citata Tiamat, denotava molte delle caratteristiche proprie dei Draghi Rossi e che invece tendono ad essere assenti in un Drago Nero. Secondo la leggenda, Tiamat generò un esercito di mostri da scagliare contro i suoi figli, gli Dèi, e i Draghi Neri, creati a sua somiglianza, popolarono il pianeta. Anche se in altre leggende la storia cambia, tuttavia i Draghi come oggi li conosciamo, quelli con le ali da pipistrello e gli artigli da aquila, discenderebbero da Tiamat.

Stando alle fonti dell’epoca, una volta cresciuti, i Draghi Neri, in preda alla fame, divoravano qualsiasi cosa capitasse loro a tiro, greggi, carne umana e quant’altro. Trattamento speciale era riservato ai bovini, i Draghi mordevano i loro capezzoli, golosissimi del latte, e i lamenti strazianti delle mucche erano udibili per chilometri.

Molte volte per liberare una terra da questo particolare flagello, giungevano eroi da molto lontano: ne è l’esempio un villaggio nel sud dell’attuale Danimarca che venne salvato da un eroe vichingo, giunto in cerca d’onore, con la sua nave e la sua micidiale ascia a sfidare il mostro. Con il tempo, i Draghi Rossi e i Neri si fecero nuovamente vivi nel nord Europa: i Rossi nella zona dell’Inghilterra, i Neri nella Scandinavia.

I Draghi Neri non amavano affrontare il nemico in duelli, ma preferivano colpire da posizioni sicure. Ben presto, ai Draghi Neri bastava volare sopra a una città per scatenare grandiosi incendi o carestie. Ma così, mentre molte città presero il nome dal Drago che le aveva flagellate, il ricordo dei Draghi Neri scomparve confondendosi con quello dei grandi cataclismi naturali, ed essi cessarono di popolare le leggende. Di fatto, fu la loro estinzione.

Le uniche gesta che furono quindi ricordate, furono i grandi massacri e le carestie che questi Draghi portarono, ed essi si guadagnarono quindi gli appellativi di malvagi e vili: malvagi per le stragi, vili perché raramente affrontavano faccia a faccia i loro avversari.

Draghi Rossi
I Draghi Rossi sono la specie di Draghi dalle dimensioni maggiori e dalle abilità magiche più sviluppate. Vivono in genere nelle profondità di ampie caverne e specialmente in prossimità di vulcani o aridi deserti. I Draghi Rossi sono inoltre i più longevi, e quindi spesso possiedono tesori di inestimabile valore.

All’origine i Draghi erano neri, tuttavia come dice la leggenda, Marduk li precipitò nell’inferno, e i Draghi, arroventati dalle fiamme, svilupparono due caratteristiche: la loro pelle divenne rossa e guadagnarono la completa immunità al fuoco. Era la nascita dei Draghi Rossi, che uscirono dagli Inferi nelle leggende greche. draghiI Draghi Rossi sono tra i più distruttivi e sanguinari della loro razza, votati solo alla strage e al massacro. Essi possiedono un’intelligenza eccezionale, sono indipendenti e difficili da comandare, in quanto non vanno d’accordo neanche tra di loro, ma in battaglia possono costituire un’arma formidabile.

Sono essenzialmente carnivori, uccidono e si nutrono di qualsiasi cosa si muova, non disdegnano neppure creature umanoidi e, in casi estremi, anche altri Draghi.

I Draghi Rossi vivono in territori collinosi e montagnosi, solitamente nelle vicinanze di un punto alto da cui è possibile dominare e controllare l’intera zona. Le loro tane sono in profonde caverne sotterranee il più possibile estese, nelle quali accumulano ingenti tesori.

A causa della loro insaziabile fame di ricchezze si sono guadagnati la fama di mostri e, nell’immaginario collettivo, rappresentano il Drago Malvagio per eccellenza. Spesso assalgono villaggi e non di rado sottomettono tribù di Orchi e Goblin, con le quali attaccano anche grosse città, mettendo tutto a ferro e fuoco e depredandole di ogni oggetto magico o prezioso.

Vivono in clan ma sono allo stesso tempo abbastanza solitari, fanno fronte comune contro le minacce ma quando non ve ne sono, preferiscono restare per conto loro o al massimo con le loro famiglie. Non sono per nulla tolleranti con gli altri esseri, competono spesso per motivi territoriali con gli altri Draghi ed odiano quelli Dorati, che ritengono “quasi” potenti quanto loro.

Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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