Gemme e Metalli delle Fate

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Data di pubblicazione: 25 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

✫✫★ Le Gemme e i Cristalli ★✫✫

Le gemme più appropriate da utilizzare sono sicuramente la cosiddetta “Pietra di Fata” (nota più propriamente come Staurolite), l’Ambra, l’Ametista, la Celestite, la Labradorite, la Pietra di Luna, i Cristalli di Quarzo ed il Quarzo Rosa. Per proteggersi invece contro spiriti dispettosi, è utile usare la Selce.

Per approfondimenti sulle pietre magiche,
visitate la pagina Elenco e proprietà delle Pietre Magiche

La Pietra Lunare delle Fate

Il suo nome scientifico è Adularia, dall’antico nome della zona Alpina in cui hanno origine il Reno e l’Adda.

Si tratta di una varietà di feldspato, generalmente limpida, trasparente ed incolore. Tuttavia la si può trovare di colore leggermente verdastro, a causa di patine o inclusioni cloritiche.

È denominata Pietra di Luna, Lunaria o Lunare, l’Adularia che assume una tonalità di colore leggermente biancastro, con trasparenza leggermente intorpidita, spesso con tendenza perlacea, morbida. La Lunaria presenta un caratteristico gioco di luci che è detto “adularescenza”. Si tratta di un riflesso bianco-azzurro o azzurro madreperlaceo, che ondeggia provocando l’impressione del movimento attraverso riflessi argentei paragonabili alla luce lunare.

Questa pietra ci libera dai condizionamenti dovuti a blocchi interiori, favorendo, così, l’espressione delle emozioni, la riflessione e la serenità interiore. Stimola le qualità medianiche e le capacità intuitive, insite in ognuno di noi, e stimola la produzione di sogni lucidi.

Se avete un amico lunatico, o se ritenete di esserlo voi, l’Adularia è la pietra ideale, in quanto aiuta ad attenuare gli eccessivi sbalzi d’umore. A livello fisico stimola la circolazione linfatica.

L’Adularia ha una natura prettamente femminile ed è perciò indicata soprattutto alle donne. Innanzitutto agisce sul ciclo ormonale, armonizzandolo con i ritmi della natura, e rendendo la donna più fertile. Inoltre protegge le gravidanze, regolarizza il ciclo mestruale e disintossica la zona urogenitale.

Ma il potere femminile dell’Adularia agisce anche sull’uomo, aiutandolo a superare il rifiuto della sua componente femminile, oppure i conflitti con la madre.La Pietra Lunare delle Fate si presenta all’aspetto leggermente arrotondata ed allungata ai lati. Sui toni del grigio, presenta poi ai lati striature dei colori dell’arcobaleno, che si ampliano sino ad avvolgere completamente la Pietra, qualora essa sia sfiorata dalla mano di una Fata, assumendo di volta in volta una sfumatura diversa a seconda dell’inclinazione.

Attualmente è incastonata in un medaglione dorato, rappresentante un drago stilizzato, impreziosito da alcune piccole pietre provenienti da Feridia. La Pietra Lunare è in grado di catalizzare ed ampliare la naturale energia di ogni Fata. La sua struttura cristallina, infatti, le permette di accumulare un grande quantitativo di Energia Fatata, e di disporre in tutta la sua forma di questa forza accumulata. Essa viene quindi spostata e focalizzata su di una persona od un oggetto particolare, che sperimenterà l’incredibile vigore degli Otto Elementi uniti, qualora sia in particolare comunione con la Natura e riconosca la sua influenza nel ciclo della vita.

Allo stato naturale gode di un naturale influsso positivo sugli esseri particolarmente legati alla Natura, e in special modo sulle Fate provenienti da Feridia, evocando gli aspetti positivi e benefici della Natura e dei Sette Elementi naturali che dominano l’Isola delle Fate: Acqua, Terra, Fuoco, Gelo, Nebbia, Luce, Buio e Vento.

Se una Fata vi si avvicina, sfiorandola, la Pietra assumerà i colori dell’Elemento con cui essa è in comunione. Questo la farà sentire bene e in forze, oltreché avvicinarla maggiormente a Feridia, rendendola più consapevole e vicina all’Elemento.

Quando invece tutti gli Elementi si trovano attivati contemporaneamente all’interno della Pietra Lunare, le visioni più alte e luminose coglieranno le Fate che si trovano nei pressi della Pietra. Si allontaneranno dal mondo eterico avvicinandosi, seppur solo con la mente, alla consapevolezza più alta del piano astrale.

La Pietra Lunare è una porta attraverso cui ogni Fata può avvicinarsi alla sua Essenza Naturale.

La Storia della Pietra Lunare e il Drago
La tradizione di Feridia narra che la prima Fata ad utilizzare la Pietra fu Etiamesi, allo scopo di far ricrescere in tempi molto più brevi le proprie ali. Essa infatti è utilizzata principalmente nei Cerchi Fatati che richiedono l’accumulo di una grande quantità di energia, e finalizzati principalmente ad un fine ultimo particolarmente rilevante per le Fate.

Oltre al rituale di ricrescita delle ali, ad esempio, viene impiegata nel rito di protezione della Fata Madrina, nell’Invocazione degli Elementi e nel Rituale di Unione.

Accadde che presso l’isola chiamata Feridia, in un giorno come tanti, una Fata come tante venne al mondo col nome di Etiamesi…
Come per le consorelle Fate, anche sul suo corpo erano presenti i piccoli dettagli che caratterizzavano la razza Fatata… aveva la leggendaria bellezza che solamente nella razza Fatata può essere scorta fin dall’inizio dei tempi, ma possedeva alcuni tratti fuori dal comune: quattro piccole ed affusolate dita componevano ogni delicata mano, e piccole orecchie a punta erano nascoste dai suoi lunghi capelli dorati… ma qualcos’altro vi era nel suo aspetto che la differenziava dalle altre Fate: non possedeva ali.
Benché potesse volare, alla stessa maniera delle consorelle, spesso soleva sedere, sola e malinconica, presso la riva del mare, osservando sconsolata l’immagine di una Fata senz’ali riflessa sulle acque… Sebbene la mancanza delle ali non privasse del volo la fatina, faceva sì che in lei vi fosse sempre una grande tristezza, e che il suo sguardo fosse sempre velato dalle lacrime…
Una notte le consorelle, avvedutesi di ciò sin dal momento della sua nascita, decisero che insieme si sarebbero impegnate, con la loro Fatata magia, nella creazione di un elemento che sarebbe stato in grado di far spuntare le ali ad un essere vivente. Così, in una notte di plenilunio, le Fate si unirono in cerchio.
Si presero per mano e cominciarono a danzare in uno dei cerchi Fatati più splendenti che la storia fino ad ora ricordi… ballarono e ballarono giorni interi, le Fate della musica suonarono costantemente per lungo tempo… l’aura di ogni Fata brillava del suo colore d’inclinazione, facendo sì che il cerchio s’illuminasse di mille e mille riflessi… così danzarono, e danzarono ancora, finché, trascorse nove lune, le loro aure si fusero insieme in un riflesso dal colore meraviglioso…. un bagliore illuminò la foresta dell’isola di Feridia, finché le Fate, esauste, ruppero il cerchio. Si guardarono intorno come alla ricerca di qualcosa, rimanendo meravigliate poiché nessun particolare oggetto pareva essere comparso al centro del cerchio… finché una tra le Fate gialle, si avvicinò ad una pietra avente una forma stranamente arrotondata… quasi fosse stata levigata anni ed anni dalle acque di un fiume corrente… La pietra pian piano cambiò colore.
Dal grigio naturale che la contraddistingueva, ora assumeva riflessi dorati… e man mano che la Fata gialla incuriosita s’avvicinava, il riflesso diveniva più nitido… la Fata arrivò a prendere la pietra tra le mani e, nel momento nel quale la sfiorò, questa divenne di un colore giallo brillante.
Le consorelle Fate s’avvicinarono, ed ognuna volle sfiorare la pietra… s’accorsero che al tocco di ogni Fata, la pietra assumeva il colore della propria inclinazione…
Cercarono Etiamesi lungo le spiagge dell’isola, e come sempre la trovarono ad osservarsi, malinconica, nelle acque del mare calmo… le sorrisero e si presero ancora una volta per mano, senza parlare… la fatina teneva stretta la pietra tra le mani che, assunto intanto un colore verde, risplendeva nella notte buia…
Ed osservava speranzosa le sorelle Fate danzarle attorno in cerchio… poi socchiuse gli occhi…
Ecco che, dalla sua schiena, due filamenti comparvero, come in una preziosa trama finemente s’intrecciarono, si distesero… ecco che finalmente un paio di leggiadre ali dai mille riflessi brillava dietro la fatina… Etiamesi sorrise e, incredula, tornò a specchiarsi nel mare di Feridia… una lacrima d’emozione le solcò una guancia… adesso, era davvero felice.
Ed ora che il sogno di Etiamesi era stato realizzato, le Fate di Feridia cercarono un luogo che custodisse la preziosa pietra (identificata, poi, col nome di “Lunare”) lontano da mani indiscrete… Sarebbe stato un immane pericolo se qualcuno l’avesse sfruttata per malvagi scopi. Intanto il momento della loro fuga dall’isola s’avvicinava e presto una decisione venne presa…
Un passaggio trovato per pura Fatalità da alcune Fate (poiché sapientemente nascosto nella fitta vegetazione della foresta di Feridia) conduceva ad un’ampia e buia caverna… la temperatura, notevolmente variata rispetto a quella esterna, costringeva le Fate a rimanerne all’interno solamente per pochi minuti.
Al centro dell’enorme grotta un lago sotterraneo si era congelato a causa della gelida temperatura, e tutto intorno acuminate stalattiti di ghiaccio pendevano dal soffitto. Nessun altro luogo sarebbe stato più adatto di quelle caverne…
Convocarono, così, il Guardiano che avrebbe personalmente vegliato sul prezioso elemento: un giovane drago rosso di nome Subalbidus. Gli affidarono la Pietra Lunare, dopo averla incastonata in un medaglione che posero al suo collo.
Giunse così il giorno della fuga da Feridia, dopo il quale, si racconta, nessuna Fata od altro essere varcò più le soglie della caverna sotterranea…
Leggende Fatate narrano che il drago Subalbidus si trovi ancora nelle profondità dell’Isola di Feridia, al termine dello stretto passaggio, e che vegli ancora oggi sul prezioso medaglione.

✦ Lo Staurolite ✦

Lo Staurolite, o Staurolito, deriva il suo nome dal greco Staurós, “Croce”, per via della sua forma a croce greca, ossia con due bracci di uguale lunghezza ed intersecati ad angoli di 90°, mentre viene chiamata Croce di Sant’Andrea se la compenetrazione e rotazione di un cristallo rispetto all’altro è di 60°. Ha l’aspetto di due bastoncini marrone giallastri, cresciuti sovrapposti in modo da formare, appunto, una croce.

Gli esemplari di Staurolite che si possono trovare variano d’aspetto: le geminazioni possono intersecarsi ad angolo retto, producendo croci perfette a bracci uguali, che sono le preferite per scopi magici, oppure, più spesso, possono intersecarsi con varie angolature (da 60° a 120°).

Biossido di Silicio che cristallizza nel sistema rombico, lo Staurolite è una pietra opaca e non trasparente, la cui colorazione varia dal giallo ocra al marrone, al grigio e al nero, ed è spesso presente in rocce scistose se non micacee, che ne rendono addirittura possibile estrarre dalla roccia numerosissimi cristalli perfettamente terminati e liberi dalla matrice.

Gemmologicamente corrisponde ad una durezza di 7 – 7 e 1/2, e può scalfire il vetro. I geminati opachi di staurolite a forma di croce vengono frequentemente usati in gemmologia. Le gemme trasparenti, rare, sono tagliate solo per i collezionisti, mentre i cristalli a croce sono utilizzati come amuleti e nella gioielleria sacra.

A lungo si è ritenuto che questa pietra si trovasse solo nelle montagne Blue Ridge in Virginia, ma in realtà negli Stati Uniti si trova anche in North Carolina e New Mexico, e in Europa è presente in Francia ed in Scozia.

Viene chiamata anche Croce delle Fate, perché la leggenda dice sia nata dalle lacrime delle Fate, disperate alla notizia della crocifissione di Gesù.

Un’altra leggenda dice che fu usata per curare Riccardo Cuor di Leone, durante le crociate. Nell’antica Britannia si pensava che le Stauroliti fossero cadute dal cielo e venivano pertanto utilizzate come amuleti.La cristalloterapia fa uso di questo minerale per combattere la stanchezza primaverile e la stanchezza in generale, lenire i dolori alle articolazioni e l’artrite, cicatrizzare le ferite e rafforzare i legamenti.

Gli operatori di Luce e i cristalloterapeuti particolarmente collegati alle gerarchie angeliche, dicono che lo Staurolite crei una forte connessione con l’Arcangelo Michele.

Per ciò che concerne la psiche, questa pietra alimenta le regioni energeticamente impoverite, migliora il flusso energetico dei chakra inferiori, aiuta e favorisce i periodi di cambiamento, consente di mettere in pratica gli impulsi che suggeriscono modifiche. Fornisce il primo impulso, la prima spinta, promuove il coraggio e la determinazione.

Lo Staurolite è legato ai quattro elementi, Aria, Fuoco, Acqua e Terra, ed è utile per protezione, salute, denaro e per chiamare e risvegliare i poteri degli Elementi.

Le croci greche simboleggiano l’interpenetrazione del piano fisico con quello spirituale, la combinazione delle energie proiettive e ricettive   nei nostri corpi e nelle nostre anime, nonché nei rapporti sessuali.

Può essere di grande aiuto per il radicamento e la protezione, infatti viene usata per aiutare a radicare le persone che “volano via” dal mondo terreno e che vivono nei loro reami di fantasia.

Viene usata anche per trattare la depressione, lo stress e per allontanare lo sconforto (sintomi peraltro connessi alla mancanza di radicamento).Questa pietra ricorda la runa Naudhiz, la decima. Associata nel mondo occidentale contemporaneo al cristianesimo per via della sua forma (Croce di Sant’Andrea), questa pietra era usata in religione e magia già molti secoli prima del suo avvento.

In magia questa gemma rappresenta i Quattro Elementi, essendo un chiaro simbolo degli elementi e delle quattro direzioni, mentre per altri rappresenta le sette dimensioni delle spazio (Nord, Sud, Est, Ovest, Alto, Basso e centro Sacro).

Ad ogni modo, si ritiene che lo Staurolite sia utile per riequilibrare le carenze e gli eccessi di uno dei nostri quattro elementi nel nostro complesso organismo. Per esempio la ritenzione dei liquidi (elemento acqua), le infiammazioni (elemento fuoco), la decalcificazione ossea (elemento terra), scarsa ossigenazione del sangue (elemento aria).

Il suo ruolo primario è quello di catalizzare le forze della natura, e in particolare quelle dei quattro elementi che la croce stessa rappresenta. Viene considerata un potente portafortuna ed uno scudo contro gli attacchi esterni. Per attivarla è necessario orientare le quattro braccia della croce secondo i quattro punti cardinali, possibilmente all’interno di una piramide.

Come protezione, lo Staurolite è portato con sé o indossato per salvaguardarsi dalle avversità, dalle malattie e dagli incidenti: caricato opportunamente è utile da tenere in auto e in viaggio.

Sempre come Amuleto, una volta consacrato ad Hertha (Terra) e messo nell’apposito sacchettino, è anche portato o indossato per ricevere ricchezza e per vivacizzare la propria vita sessuale.Questa gemma si porta inoltre addosso come gioiello (preferibilmente un anello o un pendente, montato in lega d’oro e argento) per avere il controllo sulle forze degli elementi.

Infine, proprio per il suo legame con tutti e quattro gli elementi e per il suo simboleggiare l’intersecarsi del piano spirituale con quello fisico, è una delle pietre più adatte per entrare in contatto con il Mondo Feerico. È un potente amuleto protettivo utile per sintonizzarsi con altre dimensioni.

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1 commento

  1. salve a tutti,vorrei sapere se taluni di voi avete utilizzato qualcuna di queste pietre e se avesse o meno avuto efficacia per voi

    ringrazio anticipatamente chi volesse rispondermi

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