I FIORI di BACH

Pubblicato il: 15 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

La malattia è un messaggio che l’anima ci invia attraverso il corpo e la mente: serve a farci capire dove stiamo sbagliando e a farci ritrovare il giusto cammino… Quale rimedio è più vicino all’energia della Natura se non i Fiori di Bach?

Queste cure non contengono infatti la sostanza fisica della pianta ma il loro “potenziale energetico” e, nel nostro mondo d’incanti, è proprio di questo potenziale che andiamo a parlare…

Le Fate, emanazioni della Natura, energie che fluiscono da essa…

I Fiori… anch’essi concentrato di energia, ma perché, vi chiederete, utilizzare proprio questa parte della pianta? Per quale motivo non sono usate ad esempio le foglie, i semi o le radici? Perché è nel fiore che è racchiuso tutto il potenziale della pianta stessa.

Le radici, il fusto e le foglie racchiudono la parte più materiale e già manifesta, ed il seme, ancora non manifestato, riassume in esso tutte le caratteristiche peculiari di quella pianta, permettendo una sua riproduzione; il fiore è il ponte, il legame che simbolicamente e materialmente collega queste due parti. E molto spesso, e in tante culture, si è usato il fiore come simbolo d’avvenimenti ed emozioni, e portatore di messaggi.

L’uomo non è fatto solo di materia ma anche di un corpo energetico, ed è proprio su questo che agiscono i Fiori di Bach. Essi sono un vero e proprio dono della Natura, vi aiuteranno a curare voi stessi, i vostri bambini, gli animali e le piante.

L’assunzione dei rimedi floreali avvia un processo di armonizzazione che agisce sul livello energetico della persona, contribuendo a dissolvere atteggiamenti negativi e spingendola a cambiare. I Fiori di Bach permettono di rimettersi in sintonia con la propria essenza, con quelli che sono i sogni e le aspirazioni più vere.

La principale ragione del fallimento della medicina moderna consiste nel fatto che si impernia sui sintomi e non sulle cause. Nel corso dei secoli, la natura reale della malattia è stata mascherata dal materialismo; ciò ha facilitato l’estendersi dei danni da essa provocati, poiché non la si è mai aggredita alla sua origine.

La situazione è quella di un nemico che, solidamente trincerato fra le colline, conduce un’incessante azione di guerriglia nei paesi circostanti, per cui la popolazione, ignorando la guarnigione fortificata, si limita a riparare le case danneggiate e a sotterrare i morti, che sono la conseguenza di queste incursioni.

Tale è, in linea generale, la situazione della medicina attuale, niente di più che un rattoppare i feriti e un seppellire i morti, senza preoccuparsi mai della piazzaforte. I metodi materialistici attuali non arriveranno mai alla radice della malattia per la semplice ragione che la malattia, alla sua origine, non è materiale.

Ciò che noi conosciamo della malattia è l’ultimo effetto prodotto nel corpo, la risultante delle forze che agiscono per lungo tempo e in profondità, ed anche se la sola terapia materiale è apparentemente coronata da un successo, in realtà si tratta di un sollievo passeggero, se non si è eliminata la causa reale della malattia.

Lo scopo della malattia in sé è di segnalarci l’effetto nocivo di determinate nostre azioni e pensieri sbagliati. Ed ecco perché, come spiega il Dr. Bach in Guarisci te stesso, l’insorgere del fallimento della scienza medica moderna, poiché essa si occupa degli effetti e non delle cause che l’hanno scatenata.

Di conseguenza, fino a quando non verrà rimossa la vera causa la cura allopatica non potrà che risultare un temporaneo sollievo o addirittura, in taluni casi, terreno fertile per qualcos’altro, poiché ciò che preme ha bisogno di esprimersi e vuole essere corretto e non bombardato da sostanze chimiche.

Infatti, con l’assunzione dei Fiori di Bach, la guarigione non avviene per effetto diretto delle essenze floreali, essendo prodotti vibrazionali, bensì grazie all’energia dell’Anima che viene correttamente orientata, e che attira circostanze particolari che aiutano a capire cosa si deve ancora correggere.

In pratica se io ho paura dei cani, dal momento in cui assumo l’essenza corrispondente si presenteranno nella mia vita fatti e situazioni in cui io mi troverò a dovermi confrontare con tale paura. Se io temo il sesso femminile, probabilmente mi capiterà una ninfomane o, semplicemente, il caso mi farà perdere la verginità.

Se non sopporto la routine mi capiteranno occasioni per uscirne. Se sono una persona che facilmente prova odio e invidia per il prossimo, attirerò a me fatti e situazioni che mi porranno faccia a faccia con tale tema. Se non so dire mai di no ed il mio partner ha fatto di me uno zerbino, mi si porterà al punto di urlare e reclamare la mia libertà negata. Se sono insoddisfatto del mio attuale lavoro, mi si presenteranno delle occasioni che fanno al caso mio.

Ma, al contrario, assumiamoci le nostre responsabilità, perché è solo attraverso l’esperienza diretta che possiamo crescere e quindi cambiare. È anche vero che ci sono dei casi in cui il sistema di Bach non funziona, laddove molte persone usano la malattia per ricevere cure ed attenzione dalle persone care, quando cioè è l’unico modo per ottenerle.

Altri hanno un così grande senso di colpa da ritenere di non meritare la guarigione e così, anche se accettano di iniziare, interrompono presto l’assunzione delle essenze e liquidano anche il terapeuta. E infine ci sono quelli che si rifiutano di guarire perché hanno paura di cambiare, di chiedere eventualmente scusa a qualcuno, di tornare cioè sui loro passi… Bene, in tutti questi casi i fiori si riveleranno semplicemente “acqua fresca”.

Lo spirito con il quale Bach iniziò la ricerca che lo portò a trovare i 38 rimedi oggi conosciuti, era fondamentalmente quello di avere un metodo semplice e naturale sia nella lavorazione sia nell’uso. Il metodo per ottenere i rimedi di Bach, prevede il semplice utilizzo dell’acqua, dell’energia solare o del fuoco, ed ovviamente dei Fiori.

Questi sono raccolti in una giornata di sole, messi a galleggiare in un contenitore di vetro riempito di acqua pura ed esposti per tre o quattro ore al sole, oppure quando ciò per motivi stagionali non sia possibile, si mettono a bollire. In seguito vengono rimossi e il liquido così ricco di vibrazioni viene versato in un contenitore con un pari volume di brandy che funge da conservante.

L’acqua porta quindi “l’informazione dell’elemento” con il quale è entrato in contatto e lo fissa geometricamente nella sua memoria. Una volta che l’informazione trasformatrice del fiore si trasferisce nell’acqua ed aggiunto del brandy, i Fiori di Bach sono pronti.

Il metodo per scegliere i rimedi richiede semplicemente di conoscere gli stati d’animo corrispondenti ad ogni fiore, e quali emozioni bloccate di conseguenza si possono riequilibrare. Non è indispensabile avere delle conoscenze medico-scientifiche o psicologiche, non era questo l’intento di Bach, che invece cercava la semplicità.

I Fiori di Bach sono adatti per chiunque e per qualsiasi età, la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1978 ne raccomandò l’uso a tutti gli Stati membri. Grazie alla loro semplicità ed innocuità, i Fiori di Bach si prestano in modo particolare all’autoterapia nei momenti di difficoltà psicologica che possiamo avere nella vita di tutti i giorni: sono inoltre un ottimo sostegno in caso di malattia in tutti i disturbi fisici e psichici protratti. Possono essere utili per superare gli stati d’animo negativi, quali scoraggiamento, disperazione, amarezza, rafforzano il coraggio di vivere e l’ottimismo.

Se desiderate abbandonare comportamenti controproducenti o difetti del vostro carattere, come intolleranza, orgoglio, invidia, aggressività o senso di inferiorità, per raggiungere la pace e la soddisfazione interiori, i Fiori di Bach vi possono essere utili. Tuttavia presupposti indispensabili sono una buona dose di autoconsapevolezza, e la capacità di ammettere le proprie debolezze.

Il limite dell’autoterapia spesso è la nostra difficoltà a riconoscere ed accettare i nostri errori e difetti. Così, ci sentiamo, per esempio, infelici ed incompresi, però non sappiamo capire che questi stati d’animo siano sostenuti dal nostro stesso comportamento.

Le reazioni, quando si assume per la prima volta un rimedio di Bach, variano da individuo a individuo. In certi casi vi potrebbe essere un aumento del bisogno di riposare o di dormire; aumento dell’attività onirica, segno questo che qualcosa si sta muovendo nella sfera psichica.

Potrebbe essere che già dall’inizio ci sia un miglioramento dell’umore, un aumento della carica di energia, una stabilizzazione delle condizioni psicologiche e l’assunzione di un atteggiamento più soddisfatto. In alcuni rari casi può esserci un peggioramento a breve termine delle condizioni psicologiche o dei sintomi fisici: se questo dovesse accadere sospendete momentaneamente l’assunzione e attendete, finché questa reazione non scompare. Ciò può avvenire nell’arco di poche ore, o di giorni. Dopo potete riprendere a curarvi, magari diminuendo il numero delle gocce.

Negli stati acuti le vostre condizioni potranno migliorare in modo relativamente rapido, dopo qualche ora o qualche giorno. Potrete smettere di prendere le essenze quando avrete la sensazione di essere tornati a posto, dal punto di vista psicologico, e di non avere più bisogno dei fiori.

Dovete assumere la vostra miscela per tre o quattro settimane; ciò corrisponde approssimativamente al contenuto di un flaconcino da 30 ml. Dopo questo periodo potete riprendere la cura, se avete l’impressione che vi abbia giovato e che ne avete ancora bisogno. Oppure potete preparare una nuova miscela, adatta alle vostre condizioni attuali. A volte occorrono mesi prima di ritrovare il proprio equilibrio.

Finora non sono stati riscontrati effetti collaterali relativi all’uso delle essenze di Bach, né sul piano fisico né su quello psicologico. Non insorge alcuna incompatibilità con preparazioni vegetali, omeopatiche o altri farmaci. Fanno eccezione i rimedi omeopatici più potenti di Hahnemann; generalmente essi non vengono somministrati contemporaneamente ai Fiori di Bach. In questo caso consultate il vostro terapeuta.

I pazienti che fanno uso di psicofarmaci talvolta riescono, grazie ai Fiori di Bach, a ridurre con cautela e gradualmente il dosaggio di tali farmaci, sotto la guida del medico. Dopo un uso prolungato di psicofarmaci, tuttavia, i Fiori di Bach dimostrano generalmente di non avere più alcun effetto.

❋ Prescrizioni per l’uso ❋

Il dosaggio normale della miscela personale è di quattro gocce quattro volte al giorno, da versare direttamente sulla lingua con il contagocce. Per i casi acuti potete prendere quattro gocce ogni ora, fino a sentirvi meglio, eventualmente anche per due o tre giorni: visto il principio attivo innocuo dei fiori, inconvenienti da sovradosaggio sono da escludere e non sono stati mai nemmeno osservati.

È meglio prendere le gocce al mattino, a mezzogiorno, al pomeriggio e alla sera. Affinché l’effetto del rimedio si sviluppi concretamente, trattenetele un momento in bocca. È sconsigliata l’assunzione immediatamente prima o dopo i pasti.

Generalmente è bene seguire i seguenti momenti della giornata: al mattino appena svegli; quindici minuti prima del pranzo; quindici minuti prima della cena e poco prima di addormentarsi. Bisogna comunque prendere la precauzione di non “inquinare” la pipetta dosatrice, pulita è, e tale deve rimanere.

Se dopo aver preso la vostra miscela per circa quattro settimane non sentite alcun miglioramento, le cause possono essere, fra le altre, le seguenti:

  • La miscela non è adatta a voi; rivedete ancora una volta la lista dei vostri sintomi e confrontatela con la descrizione dei fiori, per trovare le essenze floreali che fanno al caso vostro.
  • Le vostre aspettative sono esagerate e perciò non notate nemmeno i piccoli cambiamenti.
  • Nel subconscio non siete disposti a cambiare il vostro schema di comportamento.
  • La vostra capacità di reazione è bloccata dall’assunzione di psicofarmaci.

In questi casi dovete domandare ad un terapeuta esperto come proseguire le cure; non scartate subito la floriterapia di Bach come inefficace.

❦ Come preparare i Fiori di Bach ❦

Se non è possibile raccogliere i fiori e seguire il procedimento di preparazione classico, in commercio si trovano due tipi di confezioni dei rimedi floreali: una è la boccetta definita stock bottle, che generalmente contiene 10 ml o 7,5 ml del rimedio puro di ogni essenza, e poi la boccetta col contagocce per l’assunzione che ha una capacità di 30 ml, già pronta con acqua e brandy. In pratica la prima viene utilizzata per preparare la seconda, oppure viene utilizzata pura nelle situazioni di emergenza.

Si prepara la boccetta per l’assunzione dei rimedi, riempiendo un flaconcino da 30 ml con 2/3 di acqua ed 1/3 di brandy, che ha la funzione di conservante. A questa miscela si aggiungono due gocce di ogni rimedio scelto, prendendoli dalla stock bottle.

In sostanza basta mettere due gocce di tintura madre in un flaconcino da 30 ml ed assumerne, come sopraccennato, 4 gocce per quattro volte al giorno, preferibilmente al mattino appena svegli, quindici minuti prima del pranzo, quindici minuti prima di cenare e prima di andare a letto.

Il numero massimo di fiori da poter mettere insieme in ogni boccetta sono cinque o sei, raramente si arriva a sette. Fermo restando che man mano che il “lavoro” prosegue, il suo numero verrà ristretto, fino a raggiungere il numero di una, massimo due od anche tre.

Ma, è preferibile scegliere i fiori da soli o con l’aiuto di un floriterapeuta? Il metodo studiato e messo a punto dallo stesso Bach è semplice, e nei suoi intenti e nella sua realizzazione prevede che ognuno possa guarirsi da solo.

All’inizio però l’aiuto di un consulente esperto permette di raggiungere dei livelli di guarigione maggiore, perché non sempre si è cosi obiettivi con se stessi. Per questo motivo l’occhio e l’attenzione di un altro, possono condurre ad una valutazione migliore dei rimedi adatti.

Infine se avete bisogno di un sollievo istantaneo ricorrete a Rescue, il rimedio di emergenza (miscela di cinque essenze: Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of Bethelhem), assumendo direttamente sotto la lingua quattro gocce anche ad intervalli di 15/20 minuti, finché il sintomo acuto non scompare.

Se invece avete bisogno di ritrovare prontamente energia preparate questa diluizione: in una boccetta da 30 ml, oltre ad acqua minerale naturale e 2-3 cucchiaini di brandy, aggiungete quattro gocce di Rescue e due gocce di Olive, prendetene quattro gocce per sei volte al giorno ed anche voi rifiorirete!

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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