I Quattro Elementi e la Quintessenza

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Data di pubblicazione: 9 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

★ Fuoco ★

Secondo le sacre scritture indiane il primo Elemento creato a partire dall’Akasha è stato il Fuoco, il fluido elettrico, energia yang, che sprigiona calore e luce. Questo è l’Elemento del sole, della trasformazione e dell’immortalità.

Mentre la cosiddetta “adorazione del fuoco” di solito non è altro che un delicato eufemismo per definire il rispetto mistico del sesso, vi sono state diverse religioni che hanno venerato il fuoco come simbolo della divinità. Un esempio sono le fiamme eterne custodite dalle Vergini Vestali dell’antica Roma, ed anche oggi esiste qualcosa di simile nelle sinagoghe ebraiche e presso alcune tombe, come ad esempio in quella di John F. Kennedy.

Sebbene il significato religioso del fuoco sia stato ormai dimenticato dalla maggior parte di noi, esso è ancora testimoniato su molti degli altari delle principali religioni del mondo: in ogni altare Cattolico ed in ogni Chiesa è possibile vedere candele accese per enfatizzare le cerimonie ed i sacramenti.

I rituali magici legati al fuoco comprendevano spesso l’atto di ardere un’immagine, un’erba o un altro oggetto infiammabile, oppure comprendevano l’utilizzo di candele. Erano rituali praticati dai pagani solitamente vicino a focolari o comunque accanto a fuochi accesi in radure o nei boschi, o nei pressi della fiamma di una singola candela. Le Sacerdotesse Sciamane, anche le moderne wiccan che ancora oggi professano questa religione nei coven o in maniera solitaria, considerano il fuoco un elemento maschile e che governava il sud.

Il suo colore è il rosso, la stagione ad esso legata è l’estate e può essere interiore ad un corpo od esteriore, ovvero può agire contemporaneamente sia all’interno che all’esterno di un corpo, così come la Terra riceve contemporaneamente gli effetti del fuoco interiore (gli umori magmatici) e di quello esteriore, cioè l’energia solare.

Questa concezione è tanto tradizionale da ricorrere in quasi ogni cultura; ne è un esempio il passo sottostante tratto dalle Upanishad indiane: «Esso (il testo si riferisce allo àtman) si presenta, invero, come una duplice entità: da una parte lo Spirito Vitale (pràna), e dell’altra il Sole (àditya), che si manifestano come giorno e notte. Il Sole – lassù – è lo Spirito Esteriore, ed il pràna – quaggiù – è quello in Interiore, ed è per questo che si dice che il moto dello Spirito Interiore si lascia inferire dal modo dello Spirito Esteriore.»

Il fuoco elementare viene a volte identificato con il Cielo, che contiene in grande quantità lo Spirito dell’Universo: secondo la tradizione pagana della stregoneria, la vita non sarebbe altro che un flusso di fuoco naturale all’interno dell’organismo, e tale concezione era trasversalmente riconosciuta anche dal Cristianesimo che proprio tramite il fuoco, cioè con condanna al rogo, tentava di purificare gli eretici e chi veniva considerato colpevole di stregoneria, di modo che il male che li possedeva potesse essere estinto dal fuoco purificatore del rogo.

La nuova tradizione religiosa del Cattolicesimo si impose in sostanza con i soliti mezzi dei suoi precedenti persecutori: gli antichi Romani perseguitarono e martirizzarono i cristiani e successivamente essi fecero lo stesso con i pagani con l’istituzione del tribunale della santa inquisizione. La purificazione delle persone impure, tacciate di eretismo, veniva attuata attraverso la riconosciuta forza purificatrice del fuoco che, ironia della sorte, era proprio una delle più radicate credenze pagane.

Prometeo fu legato ad una roccia sul pizzo di una montagna e torturato da un’aquila per tutta l’eternità, per aver rubato il fuoco agli Dèi ed averlo dato agli uomini. Senza il fuoco vivremmo ancora nelle caverne.

Le qualità di base del fuoco sono calore ed espansione. All’inizio di ogni cosa abbiamo quindi calore ed espansione. Il fuoco può essere positivo o negativo, a seconda della sua funzione costruttiva con luce e calore, o distruttiva quando brucia tutto.

Il Fuoco è l’Elemento dei sentimenti e delle passioni. Il Fuoco può sostenere la vita o portarla via nel giro di un attimo. Le persone nate sotto questo elemento come l’Ariete, il Leone e il Sagittario, sono molto passionali e sono degli amanti strabilianti.

L’elementale del fuoco è molto affascinante. Esso vi assisterà nel lavoro magico se riguarda l’autorità, la rinascita, il coraggio, la fertilità, il cuore e la verità. Esso governa la direzione di Sud e si manifesta come una Salamandra.

Il Fuoco l’Elemento che rinvigorisce e dona motivazione, quindi può essere usato per incanti che coinvolgono la passione, l’azione, l’attività fisica, l’energia, il sesso, il confronto, il lavoro, il riparare, la fortuna, la salute, il successo e le finanze. È la vitalità, la forza, il coraggio e la difesa.

Corrisponde alla direzione del Sud e, come già detto, al colore rosso. Il suo simbolo è un triangolo equilatero con la punta verso l’alto.

Genere: Maschile
Stagione:
Estate
Direzione attribuita dalla wicca:
Sud
Giorno:
Domenica
Momento del giorno:
Mezzogiorno
Segni astrologici:
Ariete, Leone, Sagittario
Pianeta:
Sole, Marte
Colori:
Rosso, oro, carminio, arancione, bianco
Strumenti:
Athame, Bacchetta, Spada, Incenso, Orecchini, Fumo, Pipa
Nome irlandese:
Tine
Nome sanscrito:
Tejas
Qualità:
caldo e secco, molto leggero, attivo. Luminoso. Proiettivo (yang)
Simbolo alchemico:
un triangolo verso l’alto
Associazioni magiche:
Esorcismo, la forza, la passione, il lavoro, la protezione, gli affari legali, il sesso, il coraggio, la rabbia e il rompere maledizioni
Pietre:
Ambra, Lacrima Apache, Eliotropio, Cornolia, Quarzo Citrino, Diamante, Granato, Ossidiana, Onice, Rubino, Occhio di Tigre, Topazio.
Metalli:
Ottone, Oro, Alluminio
Elementale:
Salamandra
Seme dei Tarocchi:
Bastoni
Carte dei Tarocchi:
L’Imperatore, La Forza, Il Sole
Rune:
Thurisaz, Kenaz, Naudhiz, Sowilo, Ingwaz
Animali:
Rettili, Lucertole, Orso, Leone
Alberi:
Quercia, Prugno, Agrifoglio, Edera
Erbe e piante:
Basilico, Alloro, Cannella, Aneto, Finocchio, Aglio, Gingseng, Pepe, Cardo, Rosmarino, Assenzio, Tabacco
Divinità:
Lugh, Agni, Ogun, Efesto, Govannon
Dee:
Yamaya, Brigid, Aine, Maia, Vesta, Pele, Hestia

Gli incantesimi del Fuoco
Il fuoco era rispettato e adorato, ma anche temuto per la sua devastante forza distruttrice: erano diffusi, e lo sono tuttora in alcune tradizioni new age e neopagane, rituali magici per proteggere le abitazioni da tale elemento. Tra i più diffusi vi era quello di utilizzare del vischio chiuso in un sacchetto azzurro, immerso in acqua fredda e limpida e quindi appeso al centro della casa o del luogo che si voleva proteggere.

Nella sua connotazione positiva, il fuoco era utilizzato per purificare, cioè spesso venivano bruciati fisicamente oggetti ritenuti “responsabili” di cattiva sorte o ritenuti la causa di un male.

Il fuoco inoltre, come ogni altro elemento, era utilizzato per la divinazione, cioè quell’arte con la quale era convinzione si potessero svelare gli eventi futuri: un fuoco veniva acceso e la velocità o meno con cui la legna iniziava ad ardere era considerata un segno più o meno positivo per la buona riuscita della divinazione.

Era convinzione che le varie reazioni e i movimenti delle fiamme rispettassero un preciso linguaggio che se giustamente interpretato poteva rivelare il futuro: la difficoltà d’accensione di un focolare preannunciava ad esempio pioggia, la sua facilità una visita imminente. Molto crepitio indicava sfortuna, un netto “buco” tra le fiamme l’imminente cessazione di un problema, scintille preannunciavano notizie importanti, e così via.

✦ Acqua ✦

L’Elemento in cui è nata la vita, l’Elemento in cui noi tutti siamo cresciuti quando il grembo delle nostre madri ci ospitava… L’Acqua è l’Elemento dell’intuizione e del nutrimento. Per nove mesi viviamo in un caldo e protetto sacco amniotico di acqua salata. Si dice che tutta la vita provenga dal Mare. Noi crediamo sia vero.

I rituali dell’acqua, quasi nella totalità delle civiltà umane, facevano utilizzo di specchi, e venivano attuati spesso in presenza di pioggia e terminavano con l’atto o di gettare o di deporre un oggetto dentro o sopra una massa d’acqua, forse per un archetipo umano che riconosce nell’Acqua l’origine della vita. Era considerato un elemento femminile, il suo colore era il blu, dominava l’Occidente e i mesi autunnali dell’anno quando la pioggia si riversa sulla terra. Oltre a costituire una delle componenti primordiali ed essenziali delle cosmogonie di quasi ogni civiltà, l’Acqua rappresenta il principio vitale inteso come mezzo di rigenerazione.

Anche in Alchimia ritroviamo, legata all’Acqua, una componente di forte vitalità: per gli Alchimisti infatti, l’acqua come solvente portava alla Putrefazione, fase essenziale per il risorgere della vita, ed inoltre, sciogliendo sali e sostanze, li rendeva adatti a numerosi processi alchemici: è proprio in questa fase alchemica che tra alcuni Elementi si credeva potesse avvenire la cosiddetta Unione, essa doveva avvenire nel corso della lotta tra la natura fissa e la natura volatile degli elementi.

Un Elemento da tenere in considerazione è l’uso che la spagiria fa dell’acqua come solvente, per riuscire ad ottenere la quintessenza dei minerali e delle sostanze naturali. Quanto maggiore è il livello spirituale raggiunto, tanto maggiore è la possibilità di agire nel reale; ecco allora il marcato desiderio dell’Alchimista di identificare, mediante continui processi di purificazione, la dimensione più essenziale di una sostanza, e in ciò riveste un ruolo centrale l’Elemento dell’Acqua.

L’Acqua si pone al terzo posto della serie dei Quattro Elementi: questa posizione tra Aria e Terra le spetta per la sua plasmabilità superiore dell’aria, ovviamente, ma inferiore alla terra. È chiara questa classificazione in quanto, gli esponenti della Vecchia Religione, potevano utilizzare l’Acqua nei rituali e negli incantesimi in modo assai più diretto e pratico rispetto a quanto potessero fare con Aria e Fuoco, e alla stessa maniera l’Elemento più manipolabile di tutti era la Terra.

Ciò nonostante, l’Acqua è, dei restanti Elementi, quella più difficoltosa da muovere: l’Aria ha infatti per sua natura una buona capacità di movimento, mentre il fuoco è l’Elemento che si muove nel modo più rapido.

Il compito più importante che veniva attribuito all’Acqua era quello di ricevere e memorizzare l’informazione presente nell’ambiente e di conservarla per poi trasmetterla ad altri Elementi, in particolare alla Terra. In seguito all’evaporazione, l’Acqua sale verso il cielo e si impregna degli influssi astrali. Successivamente essa torna sotto forma di pioggia, sulla terra, fecondandola con quanto ha potuto catturare nella dimensione più sottile: si credeva che l’informazione venisse così trasmessa alla Terra che ne traeva giovamento per la sua evoluzione.

Il processo si ripeteva un numero infinito di volte per consentire all’Elemento più basso di accumulare l’informazione di cui ha bisogno per far evolvere ciò che essa contiene, ma il rapporto è duplice: anche la Terra impregna l’Acqua di ciò che essa contiene, e vengono così trasmesse ad essa le virtù delle vene ricche di minerali, così come quelle di luoghi ricchi di bitume e zolfo.

Questo scambio tra dimensione superiore e dimensione inferiore, che si credeva possibile proprio grazie alle caratteristiche dell’Acqua, veniva considerata una vera e propria respirazione del mondo, ed è per questo che il fulcro di tutti gli incantesimi delle Sacerdotesse Sciamane si basava su questa convinzione di possibilità di passaggio dell’informazione: gli Elementi erano collegati, gli Spiriti Elementali interagivano tra di loro, i rituali e gli incantesimi erano quasi tutti incentrati sul passaggio del bisogno, della preghiera agli Elementi naturali per giungere alla divinità.

Dopo il Fuoco, dall’Akasha si forma l’acqua, il fluido magnetico. Le qualità di base dell’Acqua sono freddo e contrazione. L’acqua può essere positiva o negativa, a seconda della sua funzione costruttiva, nutriente e protettiva, o distruttiva, solvente e causa di fermentazione.

Questi due Elementi sono gli Elementi di base da cui sorge tutta la Creazione. In Estremo Oriente queste due polarità vengono chiamate Yang e Yin.

La Luce è una caratteristica del Fuoco. Senza Fuoco non può esistere la Luce, e la Luce riflette le caratteristiche di penetrazione ed espansione del Fuoco. L’opposto della luce è la tenebra, l’oscurità, caratteristica dell’Acqua, fredda e contratta. Ma senza oscurità non vi è Luce. Aria e Terra sono elementi secondari, formati dalla combinazione delle polarità attiva (Fuoco) e passiva (Acqua).

L’Acqua è l’Elemento della guarigione. I segni astrologici governati dall’acqua sono il Cancro, lo Scorpione e i Pesci, e tendono spesso ad essere malinconici. Sono tutt’uno con il mare e sono spesso degli ottimi pescatori.

L’Elementale dell’Acqua vi assisterà nel lavoro magico se esso tratterà l’invocazione degli Dèi, la potenza, la crescita psichica, il sesso, la musica, l’arte e i sogni. Questo Elementale governa la direzione di Ovest nel vostro circolo magico, e si manifesta come un’Ondina.
L’Elemento dell’Acqua è visto come elemento vitale fonte di ogni cosa, attorno a noi è rappresentato dai fiumi, dai laghi, dal mare, dall’acqua in movimento; dentro di noi dal sangue che scorre o dalla linfa nelle piante. Nutrimento e possessione.

Corrisponde al mondo delle emozioni, per questo è connesso ai sentimenti, alla devozione, alla recettività. Rappresenta l’Ovest e il passaggio tra la vita e la morte, in un’ambivalenza di creazione/distruzione. È il passaggio.

Genere: Femminile
Stagione:
Inverno o Autunno
Direzione attribuita dalla wicca:
Ovest
Giorno:
Lunedì o Venerdì
Momento del giorno:
Mezzanotte
Segni astrologici:
Cancro, Scorpione, Pesci
Pianeta:
Luna
Colori:
Argento, Viola, Bianco, Blu e Indaco
Strumenti:
Coppa, Calice, Calderone, Scodella, Anello, Barile, Oggetti d’argento, Teiera, Conchiglie, Pennelli
Nome irlandese:
Uisce
Nome sanscrito:
Apas
Qualità:
freddo, pesantezza, passività, ricettività, yin
Simbolo alchemico:
triangolo equilatero col vertice rivolto verso il basso
Associazioni magiche:
l’amore e il romanticismo, i poteri psichici, il viaggio astrale, il lavoro onirico, la meditazione, la guarigione, la nascita, la morte e la rinascita, il contatto spirituale
Pietre:
Ametista, Acquamarina, Berillo, Calcedonio, Corallo, Lapislazzulo, Marmo, Pietra di Luna, Perla, Zaffito, Selenite
Metalli:
Rame e Argento
Elementali:
Ondine o Ninfee, Tritoni
Seme dei Tarocchi:
Coppe
Carte dei Tarocchi:
La Luna e La Morte
Rune:
Urus, Gebo, Hagalaz, Isa, Pethro, Ehwaz, Laguz, Dagaz
Animali:
Animali acquatici, serpenti
Erbe e piante:
belladonna, mirtilli, gelsomino, vaniglia, loto, valeriana, lillà, canfora, mirra, ninfea
Alberi:
Ontano, Tiglio, Nocciolo, Salice, Pioppo, Canneto e Tasso
Divinità:
Poseidone, Nettuno, Lir, Imset, Apo
Dee:
Venere, Afrodite, Iside, Tiamat, Yamaya

Gli incantesimi dell’Acqua
Una delle forme più piacevoli, rilassanti ed antiche di divinazione era l’osservazione dell’Acqua. Gli incantesimi legati all’Acqua sono quasi tutti incentrati sul posizionamento o il lancio di un oggetto in una massa d’acqua. Alcuni riti, che un tempo venivano considerati veri e propri incantesimi e rituali, sono in parte giunti fino a noi: ne è un esempio quella di gettare monetine dentro una fontana od un sasso dentro un pozzo, visualizzando un desiderio che si vuole si realizzi.

Se ci si trovava nei pressi di una sorgente spesso di raccoglieva un sasso e, usando il succo di una pianta locale o con del gesso, venivano segnati a terra simboli o rune visualizzando la propria necessità, per poi gettare il sasso nella sorgente. Spesso, si attuava una sorta di divinazione attraverso il numero di cerchi prodotti dal sasso che impattava con l’acqua: durante il lancio si visualizzava o si rivolgeva alla Dea o al Dio una domanda che poteva avere come risposta un sì o un no, e a seconda se i cerchi generati sulla superficie dell’acqua fossero stati pari o dispari, si era ottenuta una risposta affermativa o negativa.

Per i wiccan o più in generale per i pagani che adoravano gli Spiriti della Natura, gli ambienti naturali erano i luoghi migliori per attuare rituali ed incantesimi, ma con la supremazia del cristianesimo in Europa dal decimo secolo dopo Cristo in poi, i luoghi artificiali come pozzi o sorgenti cominciarono a prendere il sopravvento nel folklore: molti pozzi sono stati associati a Santi, e si dice che nei loro pressi siano state operate guarigioni ed altri miracoli.

Il pozzo di Chalice presso l’Abbazzia di Glastonbury, in Inghilterra, è un esempio di una vecchia sorgente ritenuta magica anche dai pagani, che si è trasformata in pozzo ad opera dei primi mistici cristiani. L’opera di cancellazione della memoria è una pratica comune nella Storia: molte chiese ad esempio sono state costruite sopra templi pagani, di modo da affermare al tempo stesso la supremazia di un credo ed eliminare le tracce di uno precedente.

Sostanzialmente i riti con l’Acqua non erano un qualcosa di così lontano dalle preghiere, che venivano esorcizzate ed amplificate con dei gesti e degli atti fisici, ma per le Sacerdotesse Sciamane della Vecchia Religione l’Acqua non era utilizzata solo per rivelare gli eventi futuri, bensì essa aveva un grande potere curativo e proprietà purificatorie, e quindi molti rituali di guarigione erano legati a questo Elemento.

Questa idea non era radicata solo nel retroterra delle convinzioni della Vecchia Religione, ma è un concetto molto diffuso in diverse culture e tradizioni. Il rito di purificazione tramite l’abluzione ad esempio, è un rituale molto diffuso e trova un’espressione particolarmente importante nella religione islamica, giudaica e in quella cristiana.

Per l’ebraismo antico, uno dei problemi maggiori era costituito dall’impurità: essere impuri significava essere spiritualmente depotenziati, quindi non in grado di accostarsi alla divinità, dalla quale si diffonde un flusso potente (il Sacro) in grado di distruggere un essere vivente che si fosse accostato ad esso senza prima essersi reso immune all’impurità. Gli stessi animali considerati impuri lo erano perché in qualche modo associati alla terra (come il serpente che striscia sul suo ventre), la quale, essendo emanazione della divinità, partecipava anch’essa del Sacro e della sua pericolosa potenza.

Per questo motivo si richiedeva ai sacerdoti, che erano a contatto più di chiunque altro con il Sacro, un grado massimo di purezza: le trasgressioni dovevano essere cancellate mediante la purificazione e i lavaggi cerimoniali con acqua consacrata facevano parte di questa tradizione. All’epoca di San Giovanni Battista, la tradizione dell’abluzione, legata specialmente ai culti orientali ma particolarmente diffusa in questo periodo sia in ambito giudaico tradizionale che in quello degli Esseni, doveva essere preceduta dalla penitenza della vera conversione.

Per il cristianesimo delle origini, esso acquista una pregnanza ancora maggiore, perché l’ingresso nell’acqua simboleggia la morte dell’uomo vecchio, mentre con la risalita dal fonte battesimale si festeggia la nascita dell’uomo nuovo, sul quale scende lo Spirito di Dio per la sua santificazione.

Di ciò è esempio emblematico il battesimo di Gesù: anch’egli, come gli altri discepoli di Giovanni, entra nell’acqua per il battesimo, ma quando ne esce, Dio manifesta il suo compiacimento per lui; lo Spirito dell’Altissimo discende dal cielo sotto forma di colomba, mentre si ode la voce del Padre che lo riconosce come figlio.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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