Il volo delle Fate

Pubblicato il: 14 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Ho visto troppe persone camminare come morti viventi sulle strade della Terra. I loro piccoli mondi così banali, così reali, così tristi…
Pochi hanno ali per volare.

Ad alcuni le ali le spezzano fin da piccoli, ad altri strappano le penne una ad una. Altri ancora tengono le ali chiuse, strette al corpo, nascoste.

Per loro volare significherebbe l’allontanamento dalla comunità, dalla sicurezza. Paura, angoscia.

Quanti hanno il coraggio di aprire le loro ali e volare veramente? Chi possiede le ali deve volare, altrimenti rinnega la propria natura. Chi possiede le ali non deve avere paura di quel che è.

Gettarsi dall’alto, lanciarsi verso l’ignoto. Fendere l’aria mentre intorno mille parole cercano di tirare verso il basso: calunnie, cattiverie, pessimismi, sfiducia.

«Non ce la farai mai, non vali niente, cosa vorresti fare? Non arriverai da nessuna parte…»

Quante volte ho ascoltato questi sussurri.  Chi li ascolta precipita oppure torna tra le braccia di giorni banali, con le ali recise e pesanti di lacrime di pioggia.

Ma per una volta… volare più in alto delle nuvole, giocare con un raggio di sole, credere che oltre l’arcobaleno esista un mondo della consistenza del sogno. Sentire sotto le ali l’aria che frena, colpirla con forza e salire più in alto, superando tutti gli ostacoli.

Ascoltare le grida di chi rimane a terra: «Stolto, pazzo, incosciente…»
Non importa, chi ha le ali deve volare, nonostante tutto.
Chi ha le ali deve volare anche per chi non le ha, anche per chi ha le ali spezzate…

Io sono una Fata, sono un barlume di luce…
sono la brezza che accarezza i corpi degli amanti
e ne muove i capelli facendoli apparire ancora più belli.
Sono scintilla che per un solo attimo brucia di eterno fuoco
sono vento che i pensieri porta lontano
sono tempesta quando scuoto dal profondo il tuo cuore e i tuoi sensi
sono un sogno… sono l’ombra che ti scruta da lontano,
la mano che ti aiuta ad alzarti,
l’acqua che ti disseta,
il pane che ti sazia.
Sono la musica che accompagna il tuo cammino,
la luce delle stelle,
il chiaro di una luna.
Io sono la maschera che porti per proteggere la tua anima,
sono la verità celata,
sono l’alba e il tramonto
sono una goccia di pianto…
Io sono…
…sono una donna…
e se ti verrà voglia di amarmi basta prendermi per mano…
ti condurrò lassù, alla fine del mondo conosciuto,
dove i colori dell’arcobaleno danzano al ritmo della musica eterna
che voi umani chiamate Amore…

Il volo delle Fate è molto armonioso, soavemente leggiadro, e più che volare si può dire che esse danzino con il vento e con la pioggia…

Sono brezza sottile,
che aumenta, e si trasforma
in vento, in tempesta,
ti assale, ti avvolge
ti risucchia in un vortice…
Stordisce, inebria
e quando svanisce
ti lascia stordito,
stanco e felice
di avermi incontrato
ed amato…

Camminando dietro la scia luminosa delle Fate, potreste essere assorbiti dal loro vortice di luce ed alzarvi in volo, danzando insieme a loro…

Ci sono tante Fate nel mondo, Fate che fluttuano in aria o che stanno coi piedi per terra… che percorrono lunghi sentieri danzando, cantando, e che rincorrono qualcosa… e mentre fanno tutto questo non sanno esattamente come, e quanto passi il tempo intorno.

Fate che chiudono gli occhi e rivedono cose lontane che non dimenticheranno mai, perché saranno sempre “vicino”…

Ma come fare, per imparare a volare? Un giorno Maya entrò nella luce dei riflettori e ci è rimasta per sempre.

Un attimo di paura, di svenimento, di inesorabili emozioni che non devono prendere il sopravvento.

Ecco, aveva soltanto un piccolo attimo, un attimo di sussulto, aspettando che quella nota riempisse la sala ed ella potesse entrare nella luce. La sala era buia e poco a poco tutto tacque.

Il maestro alzò la bacchetta e dietro alla tenda rossa, oltre il palco, lei si sentiva sempre più piccola, troppo piccola per volare.

I riflettori si accesero, e questa Fata piena di paura, spiccò il suo primo salto e per incanto, come una buona Fata, volò…

Entrò… in quella luce meravigliosa…

Certo che volare lì dentro non è esattamente lo stesso… però anche in quel luogo così ristretto e chiuso, si scoprono molte sorprese e tante luci, molteplici colori che riempiono. Luci ce ne sono tante, il problema è iniziare a volare.

Ma “volare” in realtà non è sempre una festa, le “ali” possono far male se sforzate ed ogni tanto ci si deve comunque riposare, il volo non può mai essere sempre bellissimo e a lungo andare può perdere di magia e di meraviglia… allora ci si deve fermare, però per riposarsi ci sono solo due alternative: o si ha il tempo di realizzare e si può scegliere il posto dove atterrare, morbidi, o altrimenti si va di fretta, giù, in picchiata… e ci si ritrova col sedere per terra a guardarsi intorno e dirsi: “Ma dove sono?”
Siamo sulla Terra.Questa creatura luminosa è sempre accompagnata da miriadi di farfalle dai mille colori, e vola nel mondo spargendo la magica polvere delle sue ali sugli esseri umani. Affidatevi a lei quando state attraversando momenti bui, istanti di sconforto. Invocate questa Fata quando pensate che nulla ormai vi possa più donare gioia.

Con la sua dolce magia e con i suoi raggi luminosi, essa donerà luce ai vostri occhi e sorrisi ai vostri pensieri…Campanellino (Trilly o Tinker Bell) è la Fatina più conosciuta ad avere la qualità di donare alle persone la capacità di volare, con l’aiuto della Polvere di Fata.

La Polvere di Fata funziona solo se la persona in questione ritiene di poter volare, ma soprattutto avendo “buoni” pensieri…La statura minuta di questa Fata le permette di volare in giro sbattendo le ali in modo molto rapido, e si adatta in spazi piccoli come i buchi della serratura. La voce di Campanellino suona come un campanellino, rendendola difficile da sentire, a meno che non si trovi nelle vicinanze.

Ma esiste un’altra Fatina, che voi forse non conoscerete, che dona la possibilità di volare agli uomini. Ecco la sua storia…

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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