INCUBUS

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Data di pubblicazione: 12 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

❈ In Psicanalisi ❈

In psicoanalisi non si bada a questi dettagli psicofisiologici, così incubi e sogni terrifici sono inclusi sotto la comune denominazione di “sogni d’angoscia”.

Secondo Ernest Jones, uno dei primi allievi di Freud, le caratteristiche fondamentali dell’incubo sono: un terrore insopportabile, un senso di oppressione e peso sul petto che rende difficoltosa la respirazione, e la convinzione di trovarsi irrimediabilmente paralizzati.

Per Freud i sogni d’angoscia sono il risultato di un fallimento del lavoro della censura: senza il camuffamento operato dalla censura, l’IO si trova investito dai contenuti dell’inconscio.

Scrive Freud in proposito: «Il sogno d’angoscia è spesso lo scoperto appagamento di un desiderio, naturalmente non di un desiderio accettato ma di un desiderio respinto. L’angoscia è l’indizio che il desiderio represso si è mostrato più forte della censura, che il desiderio ha imposto, od era in procinto di imporre, il proprio appagamento contro la censura.» Tali sogni mettono il sognatore di fronte a desideri, pensieri e ricordi che egli ha rinnegato e non riconosce come propri.

Questi aspetti misconosciuti dell’IO si organizzano in quella che Jung ha chiamato l’Ombra (che è la nostra parte rifiutata, somma di tutte le caratteristiche personali che, per la loro incompatibilità con la forma di vita scelta coscientemente, l’individuo nasconde agli altri e a se stesso), che può personificarsi nei personaggi onirici che si introducono nel sogno.

Difatti in psicoterapia i sogni d’angoscia offrono il mezzo più diretto per scoprire il vero problema che assilla la vita del soggetto, e ci si rivolge ai sogni ordinari per giungerne alla soluzione. Nei sogni d’angoscia il sognatore si trova di fronte ad una situazione onirica che minaccia la sua identità, essi segnano momenti particolari della vita dell’individuo, hanno a che fare con i travagli connessi alle svolte personali, ed è per questo che sono più frequenti durante l’adolescenza e le crisi della mezza età.

È possibile distinguere i sogni d’angoscia in tre grosse categorie interpretative. La prima fa derivare gli incubi dalla riproduzione di esperienze traumatiche vissute dal soggetto nel passato, situazioni o pericoli ai quali non ha potuto adeguatamente reagire, dove il soggetto ne fu vittima passiva. Sono invasioni violente nella continuità psicologica, rappresentano tentativi di assimilare un’esperienza inammissibile, di convertire in ricordo un’esperienza inimmaginabile.

Nella seconda categoria vi sono quei sogni angoscianti che si originano da timori nei confronti dei propri impulsi, sessuali ed aggressivi, e, come si diceva in relazione all’Ombra, ognuna di queste incontrollate tendenze può trovare una rappresentazione simbolica in esseri mostruosi o animali.

Rientra in questa categoria la tesi dello psicanalista Ernest Jones secondo cui l’Incubus, il mostro che si insinua nel sonno (che può assumere le sembianze di essere subumano, animale, strega, vampiro, assassino pazzo, e così via), rappresenta una persona, di solito un genitore, verso la quale il sognatore proietta tali impulsi.

Nella terza categoria ci sono quei sogni, o esperienze semi-oniriche, che sono il prodotto mentale di semplici sensazioni d’origine corporea, come per esempio i morsi della fame che creano gli incubi viscerali di essere assaliti da ragni, o il formicolio di una gamba che diventa l’aggressione di un esercito di formiche, o l’impressione d’essere schiacciati da un grosso peso. Nell’interpretazione junghiana, il terrore dell’incubo, oltre a rappresentare l’effetto dell’incontro con l’Ombra, potrebbe essere imputabile al mysterium tremendum della forza primordiale dell’apparizione di un potente archetipico dell’inconscio collettivo, che può personificarsi al sognatore come un’entità mostruosa.

Negli incubi tutti quanti siamo vittime delle nostre energie rinnegate, e la paura diventa un espediente usato dalla psiche per agganciare la nostra attenzione su qualcosa che ha bisogno di essere portato alla luce.

L‘incubo è allora molto importante, diventa una sorta di maestro per indicarci ciò che abbiamo bisogno di integrare, e ciò che probabilmente è carente nella nostra vita. Diventa sintomo di un’energia compressa e nascosta che, nel sotterraneo del nostro inconscio, reclama il suo spazio e la nostra attenzione.

Questo non significa che l’energia rinnegata e repressa debba essere riportata alla luce o integrata così com’è, bensì che in questi contenuti che si palesano, c’è un messaggio per noi che riguarda la nostra maturità, la nostra evoluzione… c’è qualcosa che può esserci utile, che noi non vediamo e che, nell’arco del tempo, abbiamo colorato con le tonalità dell’ombra.

Se noi sogniamo assassini, aggressori o persone minacciose, l’aggressività evidente delle situazioni sarà un chiaro collegamento con la nostra aggressività o violenza innate, che sono state represse e rinnegate. Non saranno però queste qualità “nude e crude” che noi possiamo o dobbiamo integrare, bensì un aspetto di sana aggressività naturale, che può tradursi in autodifesa, capacità di porre confini ai soprusi o alle ingerenze altrui, assertività.

Più troviamo, negli aspetti rinnegati portati dagli incubi, un seme di verità che può fiorire nella nostra vita, e più esse si smorzeranno, perdendo quel carattere spaventoso o terrorizzante.

Quando un incubo diventa ricorrente, può turbare non soltanto durante il sonno, ma anche da svegli. In tal caso, piuttosto che ignorarlo, bisogna affrontare il problema, in modo che l’incubo diventi un sogno meno minaccioso. Alcuni psicologi spiegano che il trattamento degli incubi permette di superare le proprie paure e facilita l’evoluzione psicologica.

Il metodo più conosciuto per farlo, consiste nello scrivere o visualizzare il proprio incubo prima di addormentarsi, inventando un altro scenario. Riproducendo questa scena con l’immaginazione per molte sere di fila, l’incubo si modificherà lentamente, e finirà per avere un finale più positivo.

Altra possibilità: se si ha l’occasione di fare un incubo “lucido”, cioè se si è capaci di svegliarsi rendendosi conto del fatto che si sta sognando, è possibile cambiare le azioni, porsi delle domande sulla ragione di questo sogno e modificarlo. I sogni lucidi possono essere usati per lavorare in modo attivo all’interno dell‘incubo affrontando il “nemico” e la sua energia, cercando di sedare il conflitto e di sentire cosa nasconde.

Molto utile per l’elaborazione degli incubi è anche la tecnica del rientro guidato nel sogno, in cui il sognatore può, con l’aiuto di un terapeuta, rientrare nel suo sogno ad occhi chiusi, ripercorrerlo, dialogare con vari personaggi e portare a compimento le situazioni irrisolte, o modificare quelle che spaventano e lasciano insoddisfatti.

La caratteristica più evidente di questa esperienza è l’eliminazione della paura. È molto frequente infatti, che i personaggi o le situazioni paurose, in questo contesto si sgonfino, si trasformino, assumano un significato diverso, e non di rado rechino messaggi al sognatore. In questa prospettiva l’incubo può essere usato come guida, ed ampliamento delle proprie risorse umane.

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