Le Fate e i Fiori (Significato dei Fiori)

Pubblicato il: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Le Fate amano i fiori più di qualsiasi altra cosa. Il loro olfatto è sottilissimo, conoscono ogni sfumatura legata agli aromi e ai profumi dei fiori che crescono nei boschi e dei prati. Esse se ne prendono cura sorvegliandone il ciclo vitale, curandone le radici, assistendo allo sbocciare dei teneri germogli.

I fiori hanno sempre costituito un vincolo tra il mondo degli uomini e il Regno delle Fate. Quando andate alla ricerca dei luoghi di ritrovi fatati, ricordatevi che ogni prato, ogni striscia di terra su cui fioriscono fiori e profumi selvatici, lì vi è la sicura presenza delle Fate. Non a caso si dice che il profumo lasciato dal popolo fatato sia quello spiccato del muschio bagnato.

Per loro che hanno un fine olfatto, i profumi e le fragranze sono gelosamente custoditi, come per dire che dentro questo inebriante mondo fatto di colori e odori, vi è tutta quella fantasia capace di trasformare la realtà in magia.

Per noi, quanto per loro, la bellezza è spesso effimera, come quella di un fiore su di un prato: pochi giorni di meraviglia e poi via… Sta qui il segreto della bellezza: può durare per poco tempo, ma il suo ricordo può valere per una vita.

Allora, coloro che calpestano un prato fiorito, è bene che si accorgano di ciò che sta alla base dei propri piedi. Facciano attenzione a non strappare fiori inutilmente: un fiore reciso vive a lungo nel suo ambiente, mentre avvizzisce non appena lo avrete portato a casa. La natura offre bellezza a chi la sa rispettare, anche a scapito di saper rinunciare ad un mazzetto di fiori che, nel prato diventeranno semi, piante, frutti e fantasia…
Uno dei fiori più amati dalle Fate è certamente la Digitale Purpurea, dalla quale estraggono la “digitalina”, un prelibato succo contenuto al suo interno. Inoltre, usano i fiori di Digitale per creare guanti e cappelli. Cappellini e gonnellini vengono ricavati anche dalle Campanule, mentre gli steli dell’Erba di San Giacomo, permettono loro di librarsi nell’aria.

I graziosi fiorellini della Viola invece infondono armonia, e il loro profumo è molto amato dalle Fate che, all’alba, si dissetano con la rugiada formatasi sui petali. Dai petali della rosa selvatica ricavano profumati oli che si cospargono sul corpo, una dolcissima varietà di miele ed il famoso vino alle rose, di cui sono particolarmente ghiotte. All’alba, le magiche creature amano invece saltellare tra i petali dei fiori di Ginestra, che tingono d’oro le vallate.

Un fiore magico è considerato quello della felce che, secondo le leggende, fiorisce solo per brevi istanti nelle notti del solstizio d’estate. Il fiore, dal colore rosso, è così luminoso da fare risplendere tutti i prati e i boschi intorno e il profumo è tanto dolce da sentirsi a grande distanza. Chi riuscisse a raccoglierlo otterrebbe il dono dell’invisibilità.

Esistono tuttavia, alcuni fiori che possono risultare pericolosi per l’uomo. Le Primule, ad esempio, spalancano le porte al Regno delle Fate ma, se non colte nella giusta quantità (non sappiamo dirvi quale, il consiglio che diamo è questo: come tutti gli altri fiori, non coglierne neanche un esemplare), possono condurre irrimediabilmente alla rovina. Si dice poi, che il Pepolino adorni i troni delle Fate, indicando quindi la loro presenza nelle vicinanze.

Che dire invece, dei fiori che inspiegabilmente sbocciano in pieno inverno o nei periodi lontani dalla normale fioritura? Ecco svelato il mistero: i fiori sono stati sfiorati dalla veste o dalla mano di una Fata, e toccandone i petali ed esprimendo con fiducia un desiderio, questo verrà magicamente esaudito…

I tesori delle Fate sono associati alla presenza della Primavera odorosa. Ben sappiamo però, a quali disgrazie potrebbe andare incontro chi osa solo avvicinarsi ai magici preziosi, ed è assolutamente sconsigliato, tra l’altro, passeggiare sui prati colmi di campanelle. Si potrebbe incorrere in sortilegi ed incantesimi di varia natura.

Questo fiore infatti, è denominato anche “campana dei morti”, in quanto il loro tintinnio equivale al rintocco delle campane durante le celebrazioni funebri.

Alcune piante, al contrario, non sono gradite alle Fate, ma risultano molto utili all’uomo per proteggersi proprio dai loro dispetti: parliamo, ad esempio, dell’Iperico, simbolo della luce solare, efficace contro i loro incantesimi e da qualunque forza ispirata dal male, e del Quadrifoglio che, se calpestato, permette di vedere ad occhio nudo le Fate; se colto e conservato, protegge da qualsiasi incantesimo.
Anche il Vischio ha dei poteri magici: i Celti lo coglievano con un falcetto d’oro, il sesto giorno di luna, e lo utilizzavano per proteggersi dalle forze maligne.

In ultimo, vi consigliamo vivamente di non cogliere fiori nei boschi: prima di tutto perché meritano di vivere, poi perché, se coglieste il fiore sbagliato, potreste incappare nell’ira funesta di qualche fatina…
La Primula. Questo fiore delicato annuncia la nuova stagione ed il perenne rinnovarsi della natura. È pertanto considerato di buon augurio, ma innanzitutto la primula possiede un potere unico nel mondo delle Fate: quello di rendere visibile l’invisibile. Infatti, si racconta che, per chi ci crede, mangiare le primule sia un metodo sicuro per vedere le Fate.

Ci sono due tipi di primule: secondo una deliziosa leggenda un giorno San Pietro, uomo e santo di carattere sanguigno, avendo saputo che il Signore voleva un altro mazzo delle chiavi del Paradiso, buttò il suo dal Cielo. Le chiavi caddero in una regione dell’Europa settentrionale, per fortuna senza procurare gran danno, e dove caddero spuntò la primula veris: questo fiore giallo, dai piccoli capi penduli, assomiglierebbe, secondo la tradizione popolare, alle chiavi di San Pietro, tant’è che in Inghilterra viene chiamato anche “mazzo di chiavi”. Nelle nostre regioni è invece più diffusa la primula vulgaris, dal piccolo capo eretto.

Narra una storia di molto tempo fa, di quando ancora il popolo degli uomini e quello degli Esseri Fatati vivevano entrambi sulla Terra, ciascuno la propria vita senza danneggiarsi a vicenda, che fu proprio in un prato, luminoso di primule gialle appena spuntate, che il Re degli Elfi perse il suo cuore per una donna mortale. Erano i primi giorni di sole, e sulla Terra erano nate le primule a rallegrare i prati col loro colore di pallido oro, dopo un inverno così lungo e cupo che persino gli Esseri Fatati ne avevano subìto la tristezza.

Il Re degli Elfi veniva da un suo splendido mondo d’oro e di cristallo, attraversato da verdi lame di luce, luminose come raggi di sole, da un mondo dove tutto era bellezza, incanto e malia, e dove abitavano bellissime Fate. E tuttavia, quando, affacciandosi da una delle sue torri, vide occhieggiare tra la terra ancor secca dal freddo invernale quei primi annunci di sole, venne colto dal desiderio di far visita alla bellezza del mondo degli uomini.

Proprio da quelle parti viveva un nobile re, in un castello che si alzava superbo e possente sulla collina. Anche il re era possente e superbo, e già avanti negli anni. Con lui viveva la sua giovane sposa, un po’ intimorita da quel marito così altero, un po’ melanconica per la solitudine alla quale la costringeva la gelosia di lui.

Quel primo giorno di sole, anche la giovane regina, attratta dai primi raggi di luce e dai fiori gentili spuntati così numerosi nei prati, indossò un suo bell’abito di seta frusciante, verde come la tenera erba, scese dalle sue alte stanze e corse felice come una bimba verso quella promessa di primavera. Ovunque le primule profumavano del loro profumo leggero, del profumo di ogni cosa del bosco e dei prati.

Il Re degli Elfi era abituato alla bellezza del suo mondo e della sua gente, eppure, quando vide quella giovane donna mortale muoversi lieve in quel prato di primule gialle, i lunghi capelli biondi del medesimo oro quieto dei fiori appena nati… quando vide quei capelli che le danzavano leggeri dietro le spalle, in una danza che sembrava in onore della primavera, incarnazione della primavera ella stessa con quell’abito di tenero verde di seta, il suo cuore fu preso in un istante, e per sempre.

Si avvicinò dunque alla splendida giovane, promettendole che un giorno l’avrebbe condotta nel suo invisibile mondo…

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Per approfondimenti sui fiori e le piante particolarmente legati al Mondo Feerico,
visitate la pagina Le Fate e la Natura 

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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