Le Fate e la Natura

Le mie Ali sono l’Aria
le mie Gambe la Terra
la mia Natura Luminosa è lo scintillare del Fuoco
la mia Essenza Fluida è l’Acqua
il chiarore della Luna è il mio Quinto Elemento,
la mia Magia…
prendimi per mano e seguimi nel viaggio,
in una nuova prospettiva
il mondo sarà diverso da come lo hai sempre conosciuto…
ascolta la voce del vento tra gli alberi,
tieni il cuore aperto e guardami attraverso i suoi occhi
solo così potrai vedermi realmente…

Le Fate, a qualunque classe appartengano e in qualunque dimensione vivano, sono indissolubilmente legate alla Natura e ai suoi Elementi, per cui tutto ciò che nuoce alla Natura in tutte le sue forme, nuoce anche agli Esseri Fatati.

In generale possiamo affermare che alcuni abitanti del Regno Feerico, più evoluti, sovraintendono al lavorìo costante di quegli “Spiriti” che operano in seno alla Natura (e, più in generale, in seno alla Materia), affinché avvengano quelle trasmutazioni che la rigenerano incessantemente.

Inoltre, spesso le creature del Regno Feerico, pur dimorando in una dimensione parallela a quella umana, proteggono e custodiscono certi siti terreni particolari, ovvero boschi, sorgenti, grotte, alberi secolari, rivestendo il ruolo di vere e proprie sovraintendenti ai beni Naturali di Madre Terra.

Pertanto, il più ovvio portale verso il mondo delle Fate è tutto attorno a noi, nella Natura. Ci sono erbe e piante che possono essere definite sacre alle Fate perché condividono una particolare affinità con i Regni Fatati, ma è importante ricordare che tutta la Natura è a loro sacra.

Le loro vite sono inseparabilmente, potentemente e poeticamente connesse con Madre Natura. La comprensione di questo profondo legame è il loro dono più prezioso per l’umanità.

Per le Fate gli arbusti assumono spesso un significato simbolico, e per questo motivo alcune di loro proteggono sia la singola pianta che l’intera foresta, anche a costo della loro stessa vita.

L’albero rappresenta per una fata o una ninfa una delle fonti da cui trarre preziose energie che consentiranno, a loro volta, sia lo sviluppo di alcuni poteri, che il continuo rinnovamento delle proprie forze. Si può ben comprendere a questo punto il forte legame che intercorre tra la Fata e gli alberi: essi possiedono una immensa energia vitale che solo le Fate sanno comprendere pienamente.

Erbe e Piante particolarmente legate al Mondo delle Fate
~• Artemisia •~
(Artemisia vulgaris)

È un erba davvero magica. Non chiede niente ed è molto semplice.
Un consiglio, fate attenzione al luogo in cui bruciate le foglie: gli elfi e le fate non troppo benigne, sono attratti irresistibilmente da questo profumo. Qualche rumorino nei mobili o qualche colpetto vi terrà svegli…

Al tempo dei Druidi i rametti di artemisia venivano messi a seccare il giorno di San Giovanni (Festa delle Fate), affinché bruciassero meglio nei falò che si facevano in quel giorno e durante la notte di vigilia.

L’artemisia cingeva la testa delle vergini e serviva ai Druidi per gettare un incantesimo sul bestiame, o per mettere in fuga gli spiriti maligni. Faceva parte del «mazzetto degli odori», e doveva essere colta allo spuntare del giorno camminando a ritroso. Era inoltre preferibile essere a digiuno.

«Chi porterà l’artemisia nel suo cammino non si sentirà mai stanco», diceva un vecchio detto. Effettivamente l’artemisia passava per essere un talismano contro la fatica.

Plinio è il primo a parlarne nella sua Storia Naturale, consigliando al viaggiatore di portarne sempre un ramo con sé.

Durante il Medioevo, ci dice Jean Palaiseul, entrava nella composizione di filtri efficaci a restituire la virilità, e la tradizione voleva che se ne portasse sia una corona sulla testa, sia una ghirlanda intorno alla vita per danzare davanti al fuoco di San Giovanni, e poi la si gettasse nelle fiamme per essere immunizzati contro le malattie per tutto l’anno seguente.

Usi magici dell’Artemisia:
Alcuni autori ne hanno sostenuto l’efficacia nei disturbi nervosi, contro l’isteria, l’epilessia, il ballo di San Vito, i vomiti nervosi. Questa erba è anche molto usata per regolare il ritmo o moderare l’abbondanza del ciclo mestruale.

Si possono fare bagni di artemisia per curare la gotta e i reumatismi: due o tre manciate di foglie fresche da mettere in infusione in due litri di acqua, che si verserà poi nell’acqua del bagno.

Contro i disturbi nervosi: mettere 2/4 gr. di foglie secche di artemisia (in polvere) nel vino caldo. Si può anche mescolare a questa bevanda, zucchero in polvere o miele.

~• Basilico •~
(Ocimum Basilicum)

Spesso materializzato in forma di Folletto, lo Spirito del Basilico promuove l’unione tra sessualità e spiritualità. I Draghi lo cercano sovente come protezione. Le Fate del Basilico ci aiutano a risvegliare una grande disciplina e devozione.

Usi magici del Basilico:
Il suo profumo provoca immediata simpatia tra due persone, ed è quindi spesso usato per appianare gli screzi tra innamorati.

Le foglie sono usate in sacchetti e negli incensi d’amore, e si possono strofinare sulla pelle come profumo romantico: aiuterà chi lo indossa ad essere nella giusta disposizione d’animo per nuovi incontri, ed attrarrà potenziali innamorati.

Sempre in tema d’amore, le foglie sono usate anche per la divinazione: si posano due foglie fresche sui carboni ardenti e se ne osserva il comportamento: se bruciano in fretta senza spostarsi, la relazione o il matrimonio su cui ci si interroga saranno armoniosi, se scoppiettano la vita di coppia sarà burrascosa e disturbata da screzi, e se infine le foglie volano via dai carboni scoppiettando, l’unione è sconsigliata.

Il Basilico dona inoltre ricchezza a chi ne porta un po’ nella borsa e, posto accanto alla cassa o alla porta di ingresso di un negozio, attira clienti.

Infine, il male non entra nelle case in cui sia stato sparso in terra del Basilico, e piccole quantità poste in ogni stanza proteggono la casa. Regalare questa pianta aromatica porta fortuna nella casa di chi la riceve.
L’olio di Basilico si usa nei rituali ed incanti inerenti all’armonia.

~• Betulla •~
(Betula Alba)

Questa pianta è perlopiù nota come la “Signora dei Boschi”. Simbolo della forza vitale della natura, rappresenta la stagione invernale, ovvero l’inizio di un nuovo ciclo vitale.

Un’antica leggenda identifica la betulla come il primo albero a crescere successivamente allo scioglimento dei ghiacci. Le Fate adorano la sua corteccia bianca, che per esse è simbolo di purezza.

La betulla è sacra della tradizione druidica, dedicata alla dea Ceridwen, basti sapere che i popoli nordici costruiscono la culla dei neonati con il legno di betulla per tenerli lontani dagli spiriti maligni.

In Russia i contadini ne piantano due ai lati della porta di casa, poiché la betulla vicino a casa consola ed allontana malattie e disgrazie, mentre in Danimarca vengono utilizzate per ricoprire i morti prima di seppellirli, in modo da proteggerli dagli spiriti maligni durante il viaggio nel regno dei morti.

Usi magici della Betulla:
La Betulla appartiene alla famiglia delle betulacee, di questa pianta si utilizzano le foglie, raccolte entro luglio.

Si tratta di una pianta purificatrice, i cui rami erano anticamente utilizzati per esorcizzare gli spiriti, percuotendo con essi la persona o l’animale che si riteneva posseduto.

La Betulla è anche una pianta che dona protezione e preserva, in particolare, dai fulmini. Il suo legno, ancora oggi, è usato per i manici delle scope con cui le Sacerdotesse pagane spazzano lo spazio sacro prima dei rituali.

~• Biancospino •~
(Crataegus Oxyacantha)

Il Biancospino, noto anche come l’Albero delle Streghe, fa parte di una triade di alberi che si dice siano sacri alle Fate: Quercia, Frassino e Rovo, che, quando crescono insieme naturalmente, creano un luogo in cui è facile vedere le Fate.

Una volta si credeva che il Biancospino fosse il corpo trasformato di una strega che si era mutata nella forma di un albero. In realtà è più probabile che gli spiriti visti nel biancospino non fossero streghe mutaforme, ma Driadi o Fate degli alberi.

L’albero o il cespuglio di biancospino fatato ci ricorda la presenza delle Fate che vivono nelle vicinanze. Il biancospino fatato è sacro ed inviolabile, poiché segna i territori delle Fate, ed il terreno circostante è benedetto dalla sua presenza.

La saggezza popolare ci informa che è pura follia tagliare o danneggiare un biancospino, soprattutto se si tratta di un albero solitario che cresce in uno spazio aperto e segna il confine tra vicini, nei pressi di un pozzo sacro, di un cerchio delle fate o di una casa: abbattere un biancospino porta calamità e disgrazie, in quanto significa disonorare o non rispettare i territori delle Fate che vivono vicino a noi.

Onorando il sacro biancospino, gli abitanti del Mondo di Mezzo acquisiscono la capacità di curare e proteggere la santità di ogni aspetto della vita e, in questo modo, divengono più saggi. I giardini delle Sacerdotesse dell’Antica Religione contenevano almeno un cespuglio di Biancospino.

I Greci si servivano dei rami fioriti per adornare gli altari durante le cerimonie nuziali.

Usi magici del Biancospino:
I romani avevano dedicato questa pianta alla dea Flora che regnava sul mese di Maggio, il mese delle purificazioni e della castità, simboleggiata dal bianco dei fiori, ed era usata per decorare i Pali di Maggio, per accrescere la fertilità ed al medesimo scopo viene ancora oggi usata nei matrimoni, specie in Primavera. Utilizzata anche per scacciare il malocchio e la sfortuna, usavano adornare le culle dei neonati con piccoli rami fioriti per proteggerli dagli incantesimi.

I pescatori lo portano con sé in un sacchettino di stoffa per assicurarsi un’abbondante pesca. Indossato, ridona felicità in caso di tristezza o depressione. Piantato in un vaso o nel giardino di casa, protegge dai fulmini e dagli spiriti malvagi e preserva le case dai danni derivanti dalle tempeste.

~• Bocca di Leone •~
(Antirrhinum Majus)

Il nome “bocca di leone” deriva dall’articolare forma del fiore che ricorda una bocca carnosa, simbolo della passione. Se “strozzato” con le dita (comprimendo lateralmente la corolla, ma sempre  delicatamente), i petali sembrano aprirsi scoprendo la bocca della corolla. Così facendo, il “leone” sembra spalancare la sua bocca.

Vellutati ed eleganti, i fiori di bocca di leone decorano giardini e parchi con le loro vesti coloratissime e cangianti, tanto da non passare inosservati.

Le Fate di questi fiori portano agli umani grande protezione da inganni e maledizioni. Tenete questi fiori segretamente nelle vostre mani, e gli altri vi vedranno graziosi ed affascinanti.

Usi magici della Bocca di Leone:
Protetto dai Dragoni, esso può aiutare a proteggere la gola. Porta grande protezione e stimola l’espressione creativa.

Qualsiasi parte di questa pianta tenuta nelle vicinanze del proprio corpo, protegge dagli inganni, ed una collana di semi di Bocche di Leone portata intorno al collo protegge dalle malie.

Se si percepiscono improvvisamente delle energie negative mentre si è all’esterno del proprio ambiente, è utile fermarsi accanto a delle Bocche di Leone, raccogliere un fiore (sempre ringraziando gli spiriti della terra per questo dono) e tenerlo in mano finché l’energia percepita si sarà allontanata. Piantati in vaso questi fiori sono utili in rituali protettivi.

~• Campanelle •~
(Campanula Rotundifolia)

Le Campanelle attraggano le Fate a danzare nei giardini o nei boschi, e pertanto possono portarle a danzare anche nel vostro giardino. Le Fate sono chiamate alla loro danza di mezzanotte semplicemente suonando queste piccole campane.

Questi fiori rappresentano la gentilezza e sono il più potente dei fiori degli esseri fatati. Sono anche chiamate “campane di avvertimento”, perché a passare in radure di Campanelle ci si trova in un luogo di grande concentrazione di magia ed incanto feerico.

Un prato dove ne fioriscono tante è infatti da considerarsi luogo dai mille sortilegi e incanti, ed è quindi molto pericoloso per chi vi si aggira. Come protezione è sempre consigliato tenere ben stretto in mano un quadrifoglio, in grado di spezzare gli incantesimi o di annullare l’effetto.

Nella sera di Beltane (festività celtico-druidica che cade il 1 Maggio), fate una cavigliera di Campanelle e campanellini tintinnanti per attrarre a voi Fate positive, mentre a Yule (solstizio d’inverno) appendete delle piccole campanelle al vostro albero.

Usi magici delle Campanelle:
Ispirano onestà; le persone che le indossano non possono mentire.

Trovando una campanella potete raccoglierla, sempre ringraziando gli Spiriti della Terra per il dono, e recitare: “Campanella, Campanella, portami un po’ di fortuna prima di domani sera”, e quindi suggellare l’incanto facendola scivolare dentro la scarpa destra che state indossando, o la sinistra se siete mancini.

~• Cicoria •~
(Cichorium Intybus)

Si dice che la Cicoria apra ogni porta, pertanto anche quelle del mondo fatato.

A livello spirituale la cicoria è l’archetipo dell’amore altruista, dell’amore materno, del donarsi senza chiedere nulla in cambio, dell’amore incondizionato.

La più bella definizione è quella che la ritrae come “Il volto femminile di Dio”. È il polo femminile dell’Amore, la madre Terra, la madre universale presente in ogni essere umano, sia uomo che donna. È l’amore senza condizioni, che nutre senza pretese o aspettative.

Usi magici della Cicoria:
Si usa per rimuovere tutti gli ostacoli che si possono presentare nella vita, e a tale scopo dev’essere indossata.

Si dice inoltre che renda invisibile il suo possessore, se egli la coglie recidendola con un coltello d’oro, in perfetto silenzio, a mezzanotte o a mezzogiorno del Solstizio d’Estate (Litha o Festa di Mezza Estate): essa aprirà ogni serratura contro cui venga premuta.

La Cicoria muove gli umori flemmatici, riattiva la funzione epatica (Giove), della colecisti e della milza (Saturno). L’infuso di Cicoria è in effetti uno straordinario rimedio epatico.

È amara nelle radici e nelle foglie, che vengono usate per fare surrogati del caffè o aggiunti nelle miscele, ma mostra anche l’impronta materna, lunare, nel lattice bianco del suo fusto e delle radici. L’azione di Saturno si può notare in particolare nel colore celeste dei fiori e nel sapore amaro delle radici e delle foglie.

~• Cotone Egiziano •~
(Gentiana Asclepiadea)

Sia le Farfalle Monarca che gli esseri fatati amano il Cotone Egiziano. Se esso è piantato nel giardino di una Sacerdotessa pagana, le Fate saranno sempre in zona.

La barba setosa dei baccelli del Cotone Egiziano può essere aggiunta a cuscini dei sogni, non solo per renderli più soffici ma anche per sognare le Fate.

In autunno quando i baccelli si aprono ed i soffici semi volano per i campi, è garantito un desiderio per ogni seme che può essere afferrato e quindi rilasciato.

Il cotone egiziano, genziana minore, risulta essere una specie protetta. Il nome generico Gentiana deriva dal latino gentĭāna, usato dal naturalista Plinio il Vecchio.

Egli sostenne che la pianta e le sue proprietà curative fossero state scoperte da Genzio, re degli Illiri. Il termine asclepiadea lo dedica ad Esculapio, Dio della Medicina, figlio di Apollo e di Coronide.

Per i romani Esculapio, Asclepio, in molti miti considerato figlio di Apollo, fu affidato al centauro Chirone che gli insegnò i segreti della medicina nei quali divenne abilissimo. Egli era originario di Epidauro, nel Peloponneso, e proprio in quella città si sviluppò una scuola di medicina che anticipò la medicina scientifica.

I suoi discendenti, detti Asclepiadi, erano importanti medici e tra loro ricordiamo Ippocrate di Coo, considerato, appunto, il padre della medicina moderna. Dunque il nome specifico deriva dalle proprietà medicinali della pianta comuni a molte congeneri.

Generalmente cresce su suoli calcarei nei boschi e nei prati di media montagna, e nel periodo della piena fioritura è pregiata per il suo aroma ed utilizzata nella fabbricazione di liquori in miscela ad altre genzianelle, perciò la raccolta sconsiderata della radice ha fatto sì che la pianta sia protetta dappertutto.

Usi magici del Cotone Egiziano:
Si tratta di un’erba legata a Giove ed aiuta a vedere le Fate. In generale dona ispirazione, immaginazione e creatività.

Queste piante sono state usate, in passato, come piante medicinali, perché i fiori hanno proprietà aromatiche, amaricanti, aperitive, digestive, e le radici hanno proprietà febbrifughe; in particolare la radice era considerata una panacea contro le epidemie, ed i morsi e le punture degli animali velenosi.

Poi, localmente, il decotto ottenuto dalla radice era utilizzato come depurativo e ricostituente. Era inoltre utilizzato nei battesimi di molte religioni pagane per ungere i bambini.

~• Crocus •~
(Crocus Vernus)

Le Fate di questo fiore invernale hanno il potere di ispirare amore, ma possono prosciugare le forze di chi li continua a raccogliere.

Il nome del generico (Crocus) deriva dal greco Kròkos, che significa filo e si riferisce ai lunghi stigmi, mentre il nome specifico (vernus) fa riferimento alla sua precocissima fioritura (febbraio). Sui rilievi la fioritura avviene subito dopo lo scioglimento delle nevi.

Usi magici del Crocus:
Se coltivato, attira l’amore. Bruciare questi fiori in un incensiere o, meglio ancora, in un turibolo con idrossido di alluminio, permette di vedere l’immagine del ladro che ci ha derubati.

~• Digitale Purpurea •~
(Digitalis Purpurea)

La digitale deriva il suo nome inglese (foxglove) da “Guanto del Piccolo Popolo”, perché gli esseri del mondo feerico usano i fiori a volte come guanti e a volte come cappello. Il termine forse non è del tutto errato, se si considera che le digitali contengono digitalina, uno stimolante cardiaco che può essere l’origine della cupa e selvaggia eccitazione portata dai Folletti.

Questi fiori bellissimi sono la fonte della moderna medicina per il cuore, ma possono risultare seriamente pericolosi se ingeriti. Tuttavia, una pianta di Digitale vicino alla vostra porta d’ingresso invita le Fate ad entrare. Mettete un rametto secco di Digitale in un talismano per mantenervi circondati dalla luce delle Fate.

Le macchioline che si trovano sui fiori sono sicuramente impronte di Fate. La cattiva sorte perseguiterà coloro che raccoglieranno i fiori con queste impronte e li porteranno in casa loro.

Usi magici della Digitale:
Coltivata in giardino, protegge la casa e il giardino stesso.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

Info Post

loading...

1 commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto da Copyright