Le Fate e la Natura

~• Enula •~
(Inula Helenium)

Nota anche come Erba degli Elfi (Elfswort), la radice può essere sparsa attorno alla casa per attrarre le Fate e gli esseri fatati in genere. Può essere aggiunta a qualsiasi magia od incanto per invocare la benedizione di una Fata.

Inula deriva dal greco inéein o ináein che significa svuotare, evacuare, purgare, per le proprietà medicinali contenute nelle radici di varie specie di questo gruppo. Mentre il nome della specie helenium pare derivi dal greco Elena, che secondo la leggenda stringeva l’enula in mano quando partì alla volta di Troia.

Celebre è anche il vino d’Enula, come aperitivo e pettorale, che si ottiene aggiungendo una percentuale di radice essiccata nel vino.
Una volta si impiegava sia per tingere gli abiti di cotone o di lino di blue, sia come mordente nelle tinture con l’aggiunta di more di rovo.

Oggi per la varietà a grandi fiori, viene usata anche nei giardini per creare ampie macchie di colore.

Usi magici dell’Enula:
È una pianta perenne che può raggiungere anche i due metri di altezza, i suoi fiori sono di colore giallo oro e viene coltivata da millenni, soprattutto in virtù delle sue proprietà medicinali. In generale, si tratta di una pianta protettiva.

Un sacchettino di tessuto rosa con all’interno foglie e fiori di Enula legato con un nastro rosa e portato addosso, attira l’amore. Se fatta bruciare lentamente sui carboncini per incenso, aiuta ad affinare i propri poteri psichici, in particolare la precognizione.

Il suo rizoma essiccato si usa per via orale per la ricchezza di un particolare olio volatile, l’enulina, principio attivo, che esercita una utilissima attività fluidificante, soprattutto nel trattamento dei disturbi dell’apparato respiratorio. Calma la tosse disinfettando l’albero respiratorio, risolvendo le bronchiti da raffreddamento.

Altro principio attivo è l’alantolattone, che si ritiene antinfiammatorio e stimolante del sistema immunitario. Per uso esterno è un rimedio contro i pruriti conseguenti ad eczemi ed eruzioni cutanee in genere.

~• Erica •~
(Erica arborea)

Le Fate dell’Erica sono attratte da esseri umani timidi. Lo Spirito di questi fiori entra facilmente in sintonia con bambini ed adulti timidi ed introversi, facilitando l’esteriorizzazione dei sentimenti di queste persone. Si tratta di un fiore di pace.

Gli Esseri Fatati che vivono indisturbati sull’Erica si dice che festeggino tra gli steli.

L’Erica ha anche fama di accendere le passioni delle Fate e di aprire i portali tra il loro mondo ed il nostro. Fate un’offerta di Erica nella sera di Beltane (1 Maggio), per attrarre buone Fate nel vostro giardino.

Usi magici dell’Erica:
Si usa per protezione, pace e guarigione. Portata con sé come amuleto conferisce una potente protezione.

Inoltre, porta pace in casa se viene essiccata ed usata come decorazioni casalinghe, e garantisce sogni sereni quando è appesa in camera da letto. Posta sull’altare incrementa le proprietà di altre erbe ed accresce la consapevolezza psichica.

~• Faggio •~
(Custode delle Porte del Tempo)

Il Custode della Conoscenza. In lui dimorano le anime, in lui sono contenute le molte storie del mondo.

Durante le ere glaciali i ghiacciai spinsero alla migrazione i boschi, ma per i giganti buoni, nostri fratelli dalla verde chioma, questa fu un’iniziazione per niente facile.

Il mare a sud e tutti i monti che nell’Europa corrono da est ad ovest, furono ostacoli molto grandi, anche per loro che hanno uno spirito forte e libero. Molti di loro non riuscirono a sopravvivere e si estinsero. Tornarono al nord, quando i ghiacci iniziarono a ritirarsi, solo quegli alberi che erano riusciti ad adattarsi alle nuove ‘case’ a sud.

Questo maestoso albero, più di molti altri sa come sfruttare la luce, e questo ha fatto di lui l’albero deciduo dominante.

Esso ha il tronco simile alla zampa di elefante. Il suo legno è pesante e resistente, ma si scheggia come il vetro. Raramente riesce ad arrivare a vivere mezzo millennio, poiché l’assenza di acido tannico e di resina lo porta ad un rapido invecchiamento, dunque raggiunge eccezionalmente i 300 anni. I suoi frutti si chiamano le faggiole.

Presso gli indoeuropei era l’albero magico della saggezza, e da rami di faggio Fate e Stregoni ricavavano le loro bacchette magiche. È l’albero prediletto come dimora dalle Fate, ed è pertanto un sacrilegio abbatterne uno. Più di una volta le famose ridde notturne al chiaro di luna sono partite dai meravigliosi faggi.

Per sua natura, crescendo in altezza ed espandendo i suoi rami, crea volte boschive verdi, ombrose e fresche.

Sotto le sue frondose fronde crescono poche erbe, si parla quindi di “dominazione” del faggio. Plutarco scrive “con un suo ramo al suo tocco è possibile immobilizzare un serpente”.

Nessuno, fortemente come il faggio, sviluppa un suo spazio personale. Invece di espandersi nello spazio circostante come l’acero, questo albero ha la tendenza a creare il suo spazio personale, proprio come l’abete.

Il faggio domina in maniera completa il suo spazio, si espande abbracciando il fratello così strettamente che le altre piante difficilmente riescono a socializzare e crescere accanto a lui. Solo qualche arbusto “riesce a fiorire prima che il fogliame del faggio si chiuda sopra di esso”…

Il faggio riesce a creare in se stesso un universo, isolandosi, individualizzandosi in maniera così forte e prepotente da riuscire a creare un suo ritmo interiore.

Il Faggio sviluppa il , il proprio IO interiore, e si concentra verso il suo Centro. Ogni faggio sviluppa in sé una piccola Avalon rivelando in sé i principi di Saturno, il pianeta, di cui è massima incarnazione. Saturno contrae, comprime ed isola, fa sviluppare una vita interiore intensa sia nel faggio che nell’uomo.

Non molti alberi, se si escludono la betulla e l’acero, portano il marchio di un pianeta così chiaramente come il faggio, che rappresenta al massimo grado l’incarnazione delle influenze di Saturno.

Il principio originale di Saturno è la “forza che isola un essere da ciò che lo circonda, lo individualizza, in modo che possa sviluppare un ritmo interno suo proprio” (Steiner).

Le caratteristiche del faggio si affinano nella solitudine, così come per il suo invadente fratello bipede, ed è nella forma del seme che mostra agli umani il suo dono spirituale: la capacità di trovare il proprio centro, di essere centrati. Ogni decisione viene presa senza fretta, meditando attentamente per avere chiara la direzione da prendere.

Il faggio dunque ci invita alla riflessione ed è forse per questo che alla sua ombra, nella maestosità dei boschi mentre crediamo d’aver smarrito la via, ritroviamo la calma, la concentrazione e la strada per ritornare verso casa (o al centro di noi).

Ma questo signore così dominante, ha comunque bisogno della protezione dei suoi fratelli della foresta, poiché quando è giovane teme il gelo e la siccità, e da anziano teme la luce diretta del sole, in quanto la sua corteccia glabra non lo protegge a sufficienza dalle radiazioni.

Esso presiede il Solstizio d’Inverno e ai suoi piedi, amabili conversazioni si tengono. Quando il filare di tronchi si apre le navate scoprono volte verdi, così alte da far girare la testa, ed il Faggio spalanca le porte sul suo mondo interiore, come se spalancasse le porte della sua dimora per ospitarci al tè delle cinque del pomeriggio.

In ogni suo tronco dimorano Anime, Anime Luminose e Spiriti Fatati. Fanciulle dalle chiome nocciola luminoso, che scrollano i rami, aprendo i frutti, liberando i semi. Donne dagli occhi di fuoco che alimentano la propria luce alla Fonte del Custode della Conoscenza.

Egli galleggia le sue radici, che come una rete si allungano abbracciando i fratelli vicini. La sua corteccia impenetrabile trattiene i Segreti, per poi svelarli a coloro che meritano di mangiare il Suo frutto e possederne le virtù…

Usi magici del Faggio:
La corteccia del faggio, così come il legno, le foglie e i semi, vengono usati in medicina per le loro proprietà astringenti, antisettiche e disinfettanti. Una bevanda fatta con la sua corteccia rinfresca, tanto quanto rinfresca e calma sedersi alla sua ombra.

Anche l’infuso di foglie di faggio è particolarmente rinfrescante, calmante e antisettico. Con questo infuso venivano curati gli orzaioli e purificavano la pelle un po’ infiammata, ed era utilissimo nelle affezioni bronchiali.

Anche le caratteristiche curative del faggio sono tipiche di Saturno: i suoi effetti medicinali rinfrescanti ed astringenti, la relazione con la scrittura (Saturno, colui che conserva), e gli effetti della sua essenza floreale che spalanca le porte dell’isolamento, ma allo stesso tempo rafforza la disciplina e la costanza.

~• Gardenia •~
(Gardenia Fam.)

Le Fate di questi fiori sono molto speciali, esse stimolano sentimenti e sensazioni di grande pace. Si può usare questa energia per proteggere il proprio amore.

Inoltre sono molto protettive nei confronti dei bambini, pertanto è molto utile nelle zone ove giocano i bambini.

Questo fiore fatato possiede la magia della telepatia, perciò le Fate della Gardenia vi aiuteranno ad aumentare le vostre capacità telepatiche con tutti gli Spiriti della Natura, oltre che a contribuire a portare pace dentro di voi.

Usi magici della Gardenia:
I boccioli messi nella stanza di un malato lo aiutano a guarire, ed in generale vengono utilizzati per riti curativi. Sparpagliare fiori di Gardenia in una stanza porta tranquillità, e può quindi essere opportuno farlo quando ci sono tensioni in famiglia o a seguito di una lite, per riportare equilibrio.

I fiori si aggiungono anche agli incensi per le celebrazioni della Luna (specie gli Esbat, o celebrazioni della Luna Piena) e si adoperano nei riti d’amore o per attrarre gli spiriti buoni, poiché hanno forti vibrazioni di tipo spirituale.

L’olio di Gardenia si usa in rituali ed incanti inerenti all’amore, l’armonia, il magnetismo (per gli uomini), la pace e curativi. Anche i petali essiccati si aggiungono alle miscele e agli incensi curativi.

~• Garofano •~
(Dianthaus Carophyllus)

Le Fate di questo fiore guariscono le energie del corpo, sono come un trasformatore per l’aura, infatti le loro energie guariscono il corpo, ed il contatto con loro rafforza l’aura. Un’interazione con questo Spirito potrebbe far recuperare l’amore verso se stessi e verso la vita, rafforzando l’aura vitale.

Usi magici del Garofano:
È usato prevalentemente in riti di protezione. Posto nella stanza di una persona in convalescenza, le dona forza ed energia.

L’olio di Garofano si usa in rituali ed incanti inerenti all’amore, il desiderio sessuale, il potere, la purificazione, la vitalità e curativi. In particolare, sono aggiunti agli incensi curativi i boccioli essiccati (soprattutto la varietà rossa).

~• Gelsomino •~
(Jasminum Officinalis)

Le Fate di questo fiore aiutano a portare sogni sereni e chiarezza mentale. Il Gelsomino possiede la chiave per usare i sogni come visione del futuro, stimola la mente e la chiarezza di pensiero.

Usi magici del Gelsomino:
I fiori essiccati sono aggiunti ai sacchetti e alle miscele d’amore, per attrarre un amore soprattutto spirituale.

Sempre i fiori, bruciati in modo rituale o portati addosso, attirano ricchezza e denaro. Bruciati nella stanza da letto portano sogni profetici ed il loro profumo favorisce il sonno.

L’olio di Gelsomino si usa in rituali ed incanti inerenti all’amore, il magnetismo (per gli uomini), e per la purificazione e la meditazione.

~• Giglio •~
(Lilium Fam.)

Il dolce profumo del Giglio si dice attragga gli spiriti fatati nel proprio giardino.

Ha grande attività e potere durante il solstizio invernale. Il Giglio svela i misteri della nascita di una nuova vita, ed aiuta lo svilupparsi della purezza e dell’umiltà.

Usi magici del Giglio:
Piantati in giardino tengono lontani i fantasmi, proteggono dal male e da visite indesiderate di qualsiasi tipo.

Questo fiore è uno dei più potenti antidoti ai riti d’amore: a tale scopo è spesso usato nei contro-incantesimi o semplicemente indossato per rompere un rito d’amore fatto da altri contro la nostra volontà, o fatto da noi stessi con risultati insoddisfacenti o addirittura disastrosi.

~• Iperico •~
(Hypericum perforatum)

L’iperico è detto anche Erba di San Giovanni, perché anticamente, chi si trovava per la strada nella notte della vigilia quando le ridde fatate si recavano a frotte verso il luogo del convegno annuale, ci si proteggeva infilandoselo sotto la camicia insieme con altre erbe, dall’aglio all’artemisia, alla ruta.

Il suo stretto legame con il Battista sarebbe testimoniato dai petali che, strofinati fra le dita, le macchiano di rosso, poiché contengono un succo chiamato per il suo colore, «sangue di san Giovanni».

Ippocrate e Dioscoride sostenevano che il suo nome significasse «al di sopra», ossia più forte delle apparizioni d’oltretomba, del mondo infero. Per questo motivo era soprannominato anche «cacciadiavoli».

Guariva i morsi dei serpenti, ma figurava anche fra i rimedi consigliati contro gli attacchi di epilessia e le bruciature. Ancora oggi è usato contro le ustioni.

Una volta, in molti Paesi europei, coloro che danzavano nella notte di San Giovanni intorno al fuoco, si cingevano le tempie con fronde di questa pianta. Poi, spenti i fuochi, le gettavano sui tetti delle case per preservarle dal fulmine.

Nel Medioevo veniva appeso alle finestre e sulle porte per impedire ai demoni di entrare nelle case, e quando nemmeno le preghiere degli esorcisti riuscivano a liberare una donna indemoniata, le si mettevano in seno alcune sue foglie ed altre si sparpagliavano nella sua abitazione.

Era anche usato durante le crociate dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme per curare le ferite. In effetti, è una delle piante più efficaci nella medicazione delle ferite sanguinanti, e tutti i vecchi libri di medicina raccomandavano il balsamo ricavato dalle foglie e dai fiori macerati nell’olio, ed anche il vulnerario ottenuto dentro il vino.

Le foglie dell’Hypericum perforatum, osservate controluce, sono costellate di ghiandole translucide di essenza che sembrano tanti piccoli fori trasparenti, simili a perforazioni, a ferite. Questa sua caratteristica spinse i contadini della Vandea a sceglierlo come l’erba più adatta a simboleggiare il corpo del Cristo flagellato; sicché, come riferisce Louis Charbonneau-Lassay, lo si soprannominò «erba della Flagellazione».

Un altro iperico, il tetrapterum, è invece utilizzato nei paesi anglosassoni per evitare malattie e malocchio, ma deve essere trovato per caso e messo sotto l’ascella sinistra. Pare sia anche prezioso per cacciare i fantasmi dalle case inglesi.

Una leggenda narra che in un palazzo londinese del XVII secolo, un fastidioso fantasma agitasse i tendaggi durante la notte. Dopo inutili tentativi di allontanarlo, il padrone di casa si rivolse esasperato non ad un esorcista, bensì ad un medico che era considerato anche un mago. Il saggio dottore pose sotto il cuscino del cliente un mazzetto dell’Hypericum tetrapterum, che ebbe la virtù di cacciare per sempre quell’inquietante presenza.

Usi magici dell’Iperico:
Detto “cacciafolletti”, è l’amuleto più efficace per scacciare qualsiasi essere vi dia fastidio.

~• Lillà •~
(Syringa Vulgaris)

Non molti arbusti sono sinonimo di delicatezza, grazia, freschezza e profumo come il Lillà. In piena fioritura le sue pannocchie dai colori tenui e sfumati, sono romantiche ed ingentiliscono qualsiasi contesto in cui siano inserite. Da sempre sono il simbolo della primavera parigina, tant’è che all’inizio del ‘900, era Parigi a fornire di Lillà i fioristi di tutta Europa.

I suoi fiori possono essere di colore variabile dal bianco crema sino al porpora intenso. Bellissime le siepi naturalistiche di questa essenza, che regala una profusione di fiori e profumi per festeggiare l’arrivo della primavera.

Utilizzata soprattutto a scopi decorativi, la profumatissima Syringa Vulgaris, meglio conosciuta come Lillà, è stata ampiamente usata in passato anche a scopo curativo. Il decotto della corteccia veniva utilizzato come febbrifugo, e all’infuso delle foglie veniva attribuito proprietà decongestionanti per il fegato e la digestione. Con i fiori si preparavano profumi e si ricavava anche l’olio da massaggio (attraverso la macerazione), per combattere reumatismi e dolori.

Le varietà a fiore bianco candido vengono utilizzate tradizionalmente come addobbi floreali delle cerimonie nuziali o nei battesimi, come simbolo di purezza.

Lillà e primule nelle sere d’estate faranno piacere alle Fate. Era antica credenza che le Fate amassero stare tra i fiori di Lillà e che piantato in un luogo, lo purificasse dal male. I fiori freschi potevano servire ad allontanare gli spiriti da luoghi infestati. L’olio era impiegato nei rituali di equilibrio mentale, per i poteri psichici e la purificazione.

Il loro dolce profumo si dice attragga le Sprite nei giardini. Ha al proprio interno l’armonia, aiuta la chiaroveggenza e favorisce il ricordo della vita passata.

Usi magici del Lillà:
Allontana il male dal luogo in cui è piantato. Allo stesso modo, i fiori freschi recisi aiutano ad allontanare gli spiriti da una casa infestata. L’olio di Lillà si usa in rituali ed incanti inerenti l’armonia, i poteri mentali ed i poteri psichici.

~• Loto Bianco •~
(Nymphaea Lotus)

Alcuni credono che i fiori bianchi del Loto siano in realtà Ninfe travestite. I fiori di loto crescono dal fango, tuttavia fioriscono per essere puri e non inquinati. Sono chiamati “i veri signori dei fiori”.

In Cina ci sono sempre stati poemi sul fiore di loto. La leggenda narra che il paradiso occidentale dell’ultima estasi (un paradiso celeste che si dice sia il paradiso del Buddha Amitabha) è pieno di fiori di loto, la cui maestosa bellezza non può essere descritta a parole.

Usi magici del Loto Bianco:
Si può indossare per contrastare gli effetti di incanti d’amore indesiderati.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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