Le Razze a LOT

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Data di pubblicazione: 17 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Il Granducato di Lot è popolato da molteplici razze, e conoscerle per le Fate è fondamentale, dato che girellando per le vie di Lot potrebbero imbattersi in un simpatico e dispettoso Folletto, riconoscibile per le sue innate caratteristiche fisiche, o in gruppetto di abili Nani.

Svolazzando qua e là potrebbero far conoscenza con i poliedrici Mezzelfi, i socevolissimi Kendot, i forti Mannari, può anche capitare d’incontrare i misteriosi Vampiri, i saggi Elfi, i possenti Demoni, i superbi Drow, gli eterei Angeli, i vivaci Gnomi, i pacifici Hobbit ed infine gli immancabili Umani.

Ogni razza è tenuta a rispettare e seguire con estrema attenzione le regole del Granducato.

Gli Angeli sono i figli e l’emanazione della Dea Themis. Esseri di Luce, incarnati e scesi su Lot per volere della Dea stessa, in quanto, dotati di vera fede, diffondono la “voce” della Dea su Lot. Luminosi, eterei ed inconsistenti quando sono in stato astrale, simili agli Umani quando si manifestano in forma fisica, si differenziano da essi per le ali e la luminosità. Hanno un’altezza media di 1,80 cm ed un peso medio di 75 kg. Sono dotati di mente e fluido luminoso, la linfa vitale, che tengono in vita l’Angelo, mentre sono sprovvisti di qualsivoglia altro organo interno. Essendo esseri incarnati, ne consegue che possono essere feriti, e il fluido che fuoriesce dalle ferite è luce smagliante. Gli Angeli hanno la prerogativa di rigenerare i tessuti, in tempi compatibili con le lesioni subìte.

Umili e disponibili verso il prossimo, ma combattivi e determinati se necessario. Intelligenti ed intuitivi, dotati di grande senso di giudizio e di giustizia, equilibrati e saggi. Si adattando ad ogni situazione, ad eccezione del male e della parte oscura, infatti, nei luoghi maledetti, perdono parte del loro potere e della loro luce. Hanno un rapporto positivo con tutte le razze che non risultino dedite al male.

Temuti per la loro forza fisica, i Demoni di Lot appaiono spesso in forma umanoide. L’altezza in genere varia dal i 1,70 a 3 metri. Il loro peso è praticamente doppio rispetto a quello di un umano normale della stessa altezza, in quanto formati interamente di necroplasma, dal peso specifico elevato. Alcuni posseggono grandi ali da pipistrello, zanne, corna, artigli e forme quasi bestiali; altri, invece, sono umanoidi, anche di bell’aspetto, ma dalla malvagità innata. Questo loro legame con il male li porta ad indebolirsi terribilmente nei luoghi consacrati. Non avendo organi interni i Demoni sono immuni alla fame, alla sete, al veleno, e nelle loro vene scorre un liquido acido altamente corrosivo.

Il loro unico organo è il centro dell’anima dove viene racchiuso lo spirito del Demone, unica sua fonte di sostentamento e centro del suo pensiero; l’ubicazione di tale organo è scelta durante il rito di evocazione ed imprigionamento dell’anima nel corpo ospite. Spesso violenti e cinici, sono maestri nel combattimento e nella distruzione.

Gli Elfi Drow sono degli Elfi che, nei secoli passati, si sono rifugiati sottoterra, dimenticando e rinnegando lo spirito solare degli Elfi, e mutando il loro fisico. Caratterialmente sono superbi e puntano al potere personale e della propria razza, che considerano superiore caratteristica ereditata dagli oramai lontani Fratelli Elfi, che odiano. L’amore per la Natura si è trasformato in rispetto, poiché raramente riescono a provare sentimenti come l’amore. Fisicamente sono più gracili degli Elfi: hanno la pelle nera ed i capelli chiari, anche bianchi. I loro occhi sono chiari, ma possono arrivare ad essere rossi: queste piccole fessure, fosforescenti al buio, permettono loro di vedere nell’oscurità delle caverne e della notte. La loro società, di struttura matriarcale, sfrutta la conoscenza della magia, insita nella propria razza.

Gli Elfi furono i secondogeniti di Themis. Nati dall’albero più bello e profumato di Lot nacquero quando la Dea abbracciò l’albero dopo avergli dato nome ed aver infuso in esso la conoscenza. Agli Elfi Themis diede il compito di proteggere l’esistenza su Extremelot, sono presenti a Lot in diverse stirpi ed alcuni sono radunati in Clan con una loro struttura interna.

Essi sono caratterizzati per l’amore nei confronti della natura, la rispettano e la proteggono. Fisicamente sono esili, la loro altezza va dai 1,60 ai 2 metri, con un peso che varia tra i 40 e gli 80 kg. Non risentono di alcuna malattia conosciuta, e la loro longevità li porta a vivere fino a mille anni, e questa caratteristica li porta a vivere ciò che li circonda con molto distacco. La loro innata eleganza li porta ad essere visti, da molti umani, come creature di incredibile bellezza, il cui fascino e grazia li porta a muoversi, in qualsiasi ambiente, come se fossero a loro agio, mentre alle altre razze possono apparire altezzosi e distaccati con tutti. Difficilmente intrattengono rapporti con esse se non per necessità, la maggior parte di queste creature vive chiuso nel mondo elfico e ne esce solo per adempiere al compito assegnatogli dalla Dea.

Amano la luce e la vita all’aria aperta: le loro dimore, immerse nei boschi, si distinguono dalle altre per essere sempre integrate in maniera perfetta con la natura, tanto che un occhio inesperto non riesce a distinguerle dall’ambiente circostante. Difficilmente li si incontra in luoghi chiusi, a meno che non sia per loro necessario recarvisi.

Abili anche nell’arte della guerra, compensano la loro “debolezza” fisica con l’intelligenza, l’agilità e l’astuzia. La magia che li ha creati scorre nel loro sangue rendendoli naturalmente predisposti ad essa.

Del Piccolo Popolo fanno parte le Fate, esseri costituiti da energia, materializzati nel nostro mondo con piccoli corpicini, che variano dai 10 ai 50 cm, muniti di ali che permettono loro di volare. Nel loro corpo non scorre sangue, ma una “linfa Vitale” simile al sangue per colore e consistenza.

Possono essere ferite esattamente come gli Umani, ma la linfa ha il potere di rimarginare la ferita in modo molto rapido, anche se una perdita troppo consistente della stessa può portare la Fata alla morte. L’energia che le compone, le porta a vivere fino a quando questa non si esaurisce. Vi sono Fate che risaltano sulle altre per la loro allegria, contagiando spesso chi sta loro intorno. Alcune sono sensuali, accattivanti, amano mettere in imbarazzo le persone. Vi sono anche quelle malinconiche per natura, delicate, fragili più delle altre, sono Date buone per eccellenza; altre ancora sono sincere romantiche e sognatrici.

Poi vi sono quelle dispettose, diffidenti, scaltre, vanitose per eccellenza, seduttrici e convincenti. Una sola cosa le accomuna davvero tutte, il loro amore per la Natura.

I Folletti sono piccoli esseri legati intimamente alla natura e agli animali, custodi inconsapevoli di arti arcane ed antica e segreta saggezza.

Adorano burle, giochi e dispetti di ogni tipo ed alcuni sono maestri nell’arte delle illusioni. Sono curiosissimi di tutto, giocherelloni, molto sensibili ed empatici, possono donare la fortuna, la felicità e la voglia di ridere, ma per ottenere la loro benevolenza bisogna trattarli bene, altrimenti si rivelano spietati, dispettosi e vendicativi, soprattutto se ricevono offese. Hanno un animo molto mutevole e bizzarro che spesso non consente di prevederne i comportamenti. La pelle richiama i colori del sottobosco, hanno orecchie a punta, occhi rossi, alcuni di loro hanno le ali, e sono alti da 1 cm a circa 50 cm. Si racconta poi che nelle loro vene scorra sangue nero…

L’ingegnoso popolo degli Gnomi si diletta negli studi, che siano questi di alchimia, di ingegneria, o di architettura; amano le pietre preziose e adorano lavorarle per ottenere splendidi gioielli.

Tutte queste attitudini li avvicinano al popolo dei Nani, così come l’amore per gli scherzi li avvicina al popolo dei Kendot. Le burle e i piccoli scherzi che combinano servono, a detta loro, ad alleggerire lo spirito, che è sempre così serio per il loro modo di affrontare gli studi, ma amano moltissimo anche i giochi di parole, con i quali mettono alla prova la loro vivace intelligenza. Nonostante questo ambito del carattere, sono portati ad essere un po’ sospettosi e decisamente riservati nei confronti delle razze più alte, come Umani, Angeli o Mannari. Quando si distaccano dal buonismo del gruppo, possono arrivare ad essere confusionari e dispettosi alle volte imbroglioni: l’intelligenza non gli fa difetto.

Fisicamente sono alti intorno ad un metro e pesano 20 kg circa. La loro pelle scura contrasta con i capelli biondi e gli occhi blu, che risaltano moltissimo.

Le buffe creature, chiamate Hobbit, sono alte in media un metro e pesano intorno ai 50 kg. Essi adorano non solo cucinare, ma anche mangiare o bere. Tutto ciò che sta attorno alla ritualità del mangiare rende l’ospite Sacro: dalla qualità del cibo, al numero dei pasti e per finire all’abbondanza delle portate. Altro loro amore è l’erba pipa, una particolare qualità di erba da fumare con la pipa.

Sono un popolo bonario e pacifico, conservatore delle buone abitudini e senza grandi aspirazioni, l’ambizione non fa assolutamente parte del loro modo di pensare. Conformisti, evitano il rischio e preferiscono restare nei loro villaggi e nelle loro confortevoli dimore. Sono un popolo allegro e spensierato, amano divertirsi e stare con gli altri. Allo stesso modo però sono diffidenti verso ciò che non conoscono o che incute loro un certo timore. Una volta ottenuta la loro fiducia gli Hobbit saranno compagni di avventure inseparabili.

Particolari sono i vestiti: coloratissimi, panciotti e bermuda per i maschi, scialle e gonna per le femmine, ma nessun tipo di scarpa, poiché i piedi tendono ad essere molto grandi e pelosi.

Il Goblin ha un aspetto antropomorfo con un altezza varia tra i 60 e i 130 centimetri, il peso tra i 20 e i 45 chilogrammi. Il colorito è tendenzialmente verde con macchie scure delle tonalità più diverse per meglio adattarsi all’ambiente, la loro corporatura e gracilità è simile a quella di un infante umano, gli occhi sono di colore verde, nero o marrone. Le loro orecchie sono leggermente appuntite, hanno un’anatomia interna molto simile agli Umani, a parte l’udito maggiormente sviluppato, e la vista che di notte è migliore degli Umani tanto che vedono al doppio di distanza e nitidezza. Un Goblin può mangiare ogni sorta di cibo e non risente dei veleni di origine naturale per assuefazione. Come l’Elfo, se ferito, ha una circolazione sanguinea più veloce tanto da morire in poco tempo. Sono una razza opportunista e vigliacca, tendono a pensare più alla sopravvivenza individuale che della specie, attaccano perlopiù in molti contro pochi e tendono a vivere in Clan che si muovono a seconda delle esigenze di cibo, o per scappare dalle tribù di umanoidi più grandi che li utilizzano come schiavi o carne da macello nelle battaglie.

I piccoli Kendot sono dei personaggi davvero particolari. Sono degli eterni bambini, curiosi, sempre allegri, totalmente irresponsabili e poco saggi (anche se caratterizzati da un’intelligenza particolarmente viva), pronti a rischiare e a mettersi in discussione piuttosto che annoiarsi o a divenire troppo seri. Sono decisamente logorroici, amano raccontare le loro storie o bravate anche a chi ha di meglio da fare. Anche le loro fattezze fisiche ricordano quelle dei bambini umani, arrivano ai 150 cm e pesano intorno ai 40 kg, ma la loro longevità li porta fino a 150 anni. Amano portare i lunghi capelli, generalmente chiari, raccolti in una coda alta sulla testa.

Il loro essere socievoli li porta a trovarsi bene con tutte quelle razze disposte al dialogo e agli scambi culturali, soprattutto quando per scambi i Kendot intendono un prendere qualcosa in prestito senza avvertire il proprietario dell’interessantissimo oggetto.

L’Orchetto ha un aspetto antropomorfo con un altezza varia tra i 160 e i 230 centimetri, il peso tra i 60 e i 95 chilogrammi. Il colorito è tendenzialmente verde o marrone con macchie scure delle tonalità più diverse, e in base all’anzianità presentano delle bolle di color verdognolo scuro. La loro corporatura e muscolosa e massiccia e i piedi sono di dimensioni enormi rispetto al corpo.

Gli occhi sono di qualsiasi tonalità scura o verde, hanno un’anatomia interna molto simile agli Umani, a parte una naturale resistenza ai veleni e la capacità di digerire quasi tutto il cibo che ingeriscono, anche se è morto da parecchio tempo.

Non patiscono caldo e freddo se non in condizioni estreme, vedono di giorno e notte in egual modo grazie ad una sorta di infravisione notturna.

Sono una razza creata per distruggere e saccheggiare, non sono portati per la coltivazione o la costruzione di edifici o altro, tendono a schiavizzare o mangiare le popolazioni che sottomettono, non sono capaci di mentire né di nascondere le loro idee, la loro società si basa sul rispetto del più forte, difficilmente sanno leggere o far di conto, temono la magia e vedono negli Sciamani i capi assoluti dei loro Clan.

Vivono in clan che non superano generalmente i cento componenti e sono gelosi dei loro territori di caccia. Hanno un odio atavico per Nani, Mezzelfi ed Elfi dalle guerre ancestrali.

Non si fidano comunque di nessuna razza ma rispettano le razze forti, disprezzando le razze deboli come i Goblin.

I Mannari di Lot sono una razza molto legata alla Natura, della quale si ritengono i difensori. Sono di carattere orgoglioso, testardo e facilmente irritabile; generalmente riescono a tenere a freno i propri istinti animali, tranne che con il plenilunio, durante il quale subiscono l’influenza della Luna che li porta a trasformarsi. In questo periodo per loro diventa impossibile l’uso delle arti arcane, poiché la coscienza viene ridotta di molto per dare libero sfogo alla forza. La forma animale, che la maggior parte dei Mannari assume, è quella di lupo, ma vi sono alcune rare eccezioni che mutano in orso oppure in vari tipi di felino.

Nella forma umanoide sono praticamente indistinguibili dagli Umani veri e propri, mentre nella forma mutata di animale antropomorfo è ben difficile non notarli, visto che superano i 2,5 metri d’altezza e sono piuttosto robusti; in ogni caso, quando assumono la forma animale, sono generalmente piuttosto grossi rispetto alle dimensioni medie di un normale animale.

I Mannari sono la razza vivente più forte, inoltre posseggono l’agilità e le caratteristiche peculiari degli animali in cui mutano, per questo sono ottimi guerrieri, anche se spesso indisciplinati, tuttavia non disdegnano di interessarsi allo studio di tutto ciò che riguarda la natura.

I Mezzelfi rappresentano l’unione di due razze totalmente diverse per fisicità e carattere, essi tendono a riassumere in sé tutte le contraddizioni che possano coesistere in queste due razze, pur formando individui a sé stanti per carattere e fisicità: prendono l’energia e l’inventiva degli Umani, e la grazia e l’amore per la natura degli Elfi.

Possono incorre in intolleranze da parte di entrambi i gruppi ma, nonostante questo, possono convivere bene con i progenitori.

Non hanno un tipo di carattere in particolare, ma sono di solito molto bislacchi, e la loro natura di “sangue misto” li rende adattabili a quasi tutti i luoghi o situazioni.

Fisicamente possono presentare le caratteristiche di entrambi i genitori, più o meno marcate di uno o dell’altro a seconda delle stirpi: la loro altezza varia da 1,50 mt. fino ad 1,90, ed il peso è fra i 35 e gli 80 kg.

Anche il colore della pelle quindi può variare dal chiaro (tipicamente elfico) al più o meno scuro; gli occhi sono solitamente chiari, in tutte le sfumature che fanno dall’azzurro al verde, anche se si possono trovare Mezzelfi con gli occhi marroni; i capelli variano dal biondo al moro, ed inoltre alcuni possono avere la barba e i baffi.

A seconda di quanto la natura elfica ha inciso su di loro possono essere più o meno longevi, ma la vita media di un Mezzelfo e in genere di 500 anni.

L’orgoglioso popolo dei Nani è caratterizzato principalmente da ottimi guerrieri e strateghi. Sviluppando la loro cultura nelle caverne e nelle grotte, in cui hanno scavato per cercare minerali da lavorare abilmente, hanno imparato ad essere solitari e diffidenti verso gli stranieri, ma questo non impedisce loro di essere generosi con chi imparano ad amare, sanno apprezzare i gioielli e questo li porta, alle volte, a divenire abili mercanti o avidi.

Sanno essere molto testardi e cocciuti, ma questo li porta spesso a raggiungere le mete prefissate, così come il loro senso della giustizia può trasformarsi raramente in sete di vendetta. Tutto questo deriva dal loro estremismo puro: per un Nano non esiste il grigio, ma solamente il bianco od il nero. Fisicamente sono tozzi e compatti, riescono a pesare anche 100 Kg (come un Umano), pur non superando 1,30 mt.; anche per loro i maschi sono i più massicci e pesanti.

La loro pelle è abbastanza scura, al contrario dei capelli che possono anche essere castani chiari, portati lunghi quasi ad uniformarsi con le immancabili barbe. La loro età riesce a giungere fino ai 400 anni.

Gli Umani governano la terra di Extremelot. L’Umano è da considerarsi il fulcro centrale attorno al quale ruotano tutte le altre Razze, a parte le sole in forma eterea, i Demoni e gli Angeli, i quali rappresentano le due parti fra loro contrastanti del carattere dell’Umano sulla cui personalità, duttile e adattabile ad ogni situazione sia ambientale che sociale, il bene e il male perennemente interagiscono. L’Umano, nella sua semplicità, pare essere considerato, al confronto con le altre Razze, una Razza priva di personalità propria, adattata nella morfologia e all’ambiente in cui egli vive. L’Umano, di per sé duttile in fase di morfologia e di ambientamento, ha prodotto quella personalità caratteriale che lo distingue da tutte le altre Razze, personalità in cui il senso del bene e del male è ben radicato, per questo si hanno strutture sociali di Umani contrapposti tra loro. Questa diversità fa sì che, ovunque l’Umano risieda, riesca ad adattarsi raggiungendo i massimi livelli a lui concessi… il non dover sopravvivere usando quei cambiamenti morfologici e caratteriali tipici delle altre Razze, lo pone in una posizione del tutto neutrale.

Si giunge quindi a delineare che il carattere dell’Umano è ambientalmente e socialmente adattabile: fermo nelle sue convinzioni di base convive in armonia con le altre razze, imponendo, dove necessario, la sua capacità interiore di interagire ai massimi livelli a lui concessi, la sua semplicità. Nel Granducato di eXtremelot questi rappresentano il gruppo più versatile che possa esistere, possono essere astuti politicanti od abili guerrieri, devoti Chierici od avidi Mercenari, preparati Alchimisti o poeti Mecenati.

Anche fisicamente riescono a distinguersi per una varietà infinita di caratteristiche: l’altezza va da 1,50 mt. fino mediamente ad 1,90 mentre il peso va dai 50 ai 100 kg, con i maschi più alti e massicci delle femmine; la pelle può sfumare dal molto pallido fino al nero, ed i capelli dal bianco al nero, passando per il rosso, variando fra lisci, ricci o semplicemente mossi. Inoltre gli uomini sono caratterizzati da una spessa peluria sul viso, barba e baffi. La loro età è decisamente breve rispetto a quella di altre razze, raramente vivono fino ai 100 anni.

Umani maledetti a camminare per sempre sulla terra, i Vampiri sono, a tutti gli effetti, cadaveri la cui anima non può raggiungere il Paradiso, in quanto intrappolata nel proprio corpo. I Vampiri, un tempo umani, ora vagano maledetti dalla Dea Themis nelle notti, bramosi del sangue che garantisce loro ancora una vita. Serbano il ricordo della loro vita mortale, seppur col tempo venga distorto e con esso l’umanità del Vampiro.

Simile nell’aspetto a quello degli Umani, il loro corpo in realtà ha subito sostanziali trasformazioni nel processo conosciuto come Abbraccio: al loro interno permangono tutti gli organi umani, i quali tuttavia hanno perso il loro utilizzo ad eccezion fatta dello stomaco e del cervello.

Il primo diviene il centro nevralgico dell’apparato nutritivo, in cui il sangue viene depositato e da cui in seguito diffuso nel corpo per impedirne la naturale decomposizione, mentre il secondo resta la sede dell’intelletto e di tutte le facoltà cognitive.

Ogni loro organo è morto e, in quanto tale, atrofizzato ad esclusione del cuore e del cervello: il primo serve solo a mantenere la propria umanitas, in quanto non più in grado di pompare sangue (infatti il corpo morto, senza il cuore non sarebbe mai in grado di amare ed è proprio grazie a questo che, qualunque particolarità caratteriale che il Vampiro abbia posseduto in vita, rimane in parte anche nella morte); il secondo si crede sia la residenza dell’anima intrappolata.

Nonostante l’assenza di organi mantengono il sistema nervoso, quindi percepiscono e soffrono, anche se il loro dolore è istantaneo, mentre in un essere vivo può durare giorni e giorni. Caratterialmente i Vampiri sono combattuti tra i più bassi istinti predatori ed i più alti stimoli intellettuali, proveranno intensamente il bisogno di cacciare e allo stesso tempo vorranno apprendere e scoprire maggiormente quanto sono divenuti in grado di fare con i poteri conferiti dal controllo sulle riserve di sangue.

I Vampiri risultano essere caratterialmente una razza sostanzialmente forte, che si esprime però attraverso un’infinita molteplicità di sfumature a volte anche contrastanti tra loro.

Tutta la non vita del Vampiro si impernia sul sangue, rappresenta il suo alimento e la sua fonte di potenza. Solitamente il Vampiro necessita di mordere un essere vivente per sostentarsi una sola volta al giorno, e la qualità del sangue assimilato ha conseguenze specifiche sul suo corpo.

Inoltre, il Sangue del Vampiro non scorre nelle vene o nelle arterie, che risultano vuote, bensì risiede in tutto il corpo attraverso un processo chiamato osmosi, processo che il Vampiro stesso è in grado di utilizzare per controllare mentalmente ogni goccia di sangue, posseduto esattamente come un mortale sia in grado di controllare il proprio braccio destro (maggiore sarà il controllo sul proprio sangue, maggiore sarà la sua potenza). Grazie a questo controllo il Vampiro è in grado di “bruciare” il proprio sangue per attivare i poteri e le trasformazioni.

Il Sole ed il fuoco possono “distruggere” un Vampiro che, altrimenti, potrebbe rigenerare i danni normali. Il taglio della testa libererebbe l’anima dal corpo.

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