Magia della Meditazione

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Data di pubblicazione: 18 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

La Meditazione con la Terra

Per chiudere un anno, o un particolare ciclo della nostra vita, la meditazione costituisce forse il rito più semplice che si possa effettuare. Tutto ciò che ci occorre è la ricettività che ci permetta di scavare una nicchia silenziosa all’interno di noi stessi, assieme alla volontà che si manifesti quanto è parte del mistero.

L’uso della parola “meditazione” evoca spesso sofisticate tecniche di respirazione ed interminabili momenti trascorsi rimanendo seduti in scomode posizioni. Per fortuna, non deve necessariamente essere così; sovente basta chiudere gli occhi ed acquietare i pensieri fino a sentire il centro del proprio essere, quell’aspetto di sé che è costante e perfetto.

Sediamoci su un comodo giaciglio in una stanza silenziosa, dove abbiamo la certezza di non essere disturbati. Non sarebbe male se la stanza fosse illuminata da luci soffuse, meglio ancora se queste luci provengono dalle candele; la luce della candela delinea in maniera ottimale il passaggio dalla quotidianità ad un’esistenza più primordiale, laddove l’illuminazione era assicurata dal fuoco anziché dall’elettricità.

All’interno di questa nicchia, permettiamoci di dimenticare tutti i crucci e le preoccupazioni che hanno scandito la nostra giornata. Attraverso questo gesto, che consiste nel distaccarsi dalla nostra consueta esistenza, abbiamo fatto sì che il nostro spazio diventi sacro, «separato da» ogni altra cosa.

Chiudiamo gli occhi, prendiamo contatto con noi stessi e portiamo l’attenzione al nostro respiro. Facciamo tre bei respiri profondi, espirando a lungo, ascoltiamo il nostro corpo, le nostre sensazioni, e cominciamo a riportare alla mente l’anno che sta per chiudersi.

Lasciamo che i momenti più importanti riaffiorino alla nostra mente, molte cose sono accadute, c’è molta ricchezza portata da questo anno, molta vita, incontri, e probabilmente ci saranno anche cose di cui non siamo contenti, eventi che ci sono pesati, persone con cui abbiamo avuto problemi, scontentezze verso noi stessi, sospesi che sentiamo esserci dentro di noi, nel nostro cuore, che è come appannato, velato.

Bene, è il momento di lasciar andare ciò che può essere lasciato andare, di perdonare chi può essere perdonato, immaginiamo davvero di raccogliere dal nostro cuore, accarezzandolo, tutta la sporcizia e la polvere che si sono accumulate, immaginiamo di raccoglierla nelle mani, accarezzandola piano. Continuiamo fino a che non sentiamo il nostro cuore splendere nuovamente, brillante, pulito, e nelle nostre mani essersi raccolto tutto ciò che non appartiene alla nostra essenza più autentica.

A questo punto, possiamo affidarlo alla terra, lasciamo che scivoli dalle nostre mani e che venga accolto dalla terra, che tutto accoglie, tutto trasforma, tutto purifica. Ringraziamo la Terra e rimaniamo un momento in contatto con la nostra quiete interiore.

La Meditazione con gli Alberi

Innanzitutto per meditare con l’aiuto degli alberi è importante trovare il “nostro personale albero”, quello che più ci corrisponde e meglio rappresenta il nostro Spirito. Per fare questo rechiamoci in un bosco o in un luogo dove vi siano molti alberi, meglio se vicino alla nostra casa o nei pressi di essa, così da poter andare a ricaricarci ogni volta che ne sentiremo il bisogno.

Va benissimo anche un parco, un giardino… se poi abbiamo la fortuna di possedere uno spazio verde tutto nostro, non avremo nemmeno bisogno di allontanarci da casa… Non è in ogni caso detto che l’albero sia sempre lo stesso, secondo i momenti degli stati d’animo e delle situazioni potremo sceglierne uno piuttosto che un altro.

Osserviamo attentamente gli alberi che ci circondano, la forma, il colore, la consistenza delle foglie, il tipo di corteccia, i rami, le infiorescenze, i frutti e la grandezza. Una volta che avremo individuato la pianta che ci attrae di più, avviciniamoci al suo tronco e con le mani cerchiamo di percepire il campo energetico che la circonda, abbracciamola appoggiandoci alla corteccia, chiudiamo gli occhi e restiamo in ascolto delle sensazioni che proviamo.

Restiamo così fintanto che non inizieremo a sentire “qualcosa”. Queste sensazioni sono del tutto personali e variano da persona a persona. Potremo percepire una specie di corrente leggera in tutto il corpo, oppure un formicolio alle mani, una sensazione impercettibile simile alla perdita d’equilibrio, oppure un benessere ed una pace profonda.

Bisogna ricordarsi che ognuno di noi è UNICO, e quest’unicità è quella che ci contraddistingue, proprio per questo non è possibile codificare o standardizzare situazioni che siano uguali per tutti.

Dopo aver trovato questa sintonia, sediamoci con la schiena appoggiata al tronco quindi, se siamo donne appoggiamo la mano destra aperta sulle radici (altrimenti la sinistra) per assorbire l’energia proveniente dall’albero, e la mano sinistra sull’addome (destra per gli uomini) per riceverla e distribuirla in tutto il corpo. Immaginiamo il percorso dell’energia che la mano destra (o sinistra) raccoglie e la sinistra (o destra) riceve.

Sempre tenendo gli occhi chiusi, ascoltiamo attentamente tutti i suoni che ci circondano, soprattutto quelli che ci arrivano dall’albero stesso. Mentre facciamo esercizio non dimentichiamo la respirazione. Respirare profondamente dal naso, cercando d’incamerare molta aria e di convogliarla soprattutto nella parte bassa dei polmoni; espirare dalla bocca. Inspirare ed espirare, cercando di avere una respirazione profonda, ritmica e la più naturale possibile.

Concentriamoci quindi sul cuore e sincronizziamo la respirazione in base al ritmo cardiaco, lentamente, sempre prestando attenzione al respiro, proviamo a percepire il calore del corpo e la circolazione del sangue, immaginando che nelle nostre vene scorra la linfa dell’albero. Cerchiamo di fonderci con la sua energia, pensiamo di “entrare” dentro la sua corteccia fino a divenire noi stessi quell’albero.

Immaginiamo la terra che ci spinge verso l’alto e nello stesso tempo, l’attrazione magnetica che ci attira verso il suo centro. Cerchiamo di visualizzare la nostra colonna vertebrale come un canale di energia attraverso il quale passa un sottile filo che ci collega all’energia e alla forza emanata dall’albero, una sorta di cordone ombelicale attraverso il quale è ricevuto nutrimento. Sentiremo probabilmente una forte sensazione che potrebbe essere di calore, o di frescura che partendo dal coccige si espande in tutto il corpo.

Restando in questo stato di piacevole benessere, portiamo l’attenzione al centro della fronte, all’altezza del Terzo Occhio. Lasciamo che i pensieri scorrano ed osserviamo le immagini che si formano nella nostra mente: colori, forme, paesaggi, sagome sfuggenti, animali… tutto può arrivare, l’importante è conservare queste visioni nella nostra memoria e non dimenticarle. Esse ci saranno utili in tutti i momenti in cui saremo scarichi o depressi, o semplicemente giù di tono. Riportarle alla mente ci aiuterà a riattivare l’energia ricevuta e a ricaricarci di positività e forza.

La durata dell’esercizio è a nostra discrezione. Quando saremo pronti ad ultimare il contatto facciamolo molto lentamente, riprendiamo possesso del nostro corpo iniziando a muovere dapprima i piedi, le gambe, le mani, le braccia… e via via risvegliamo tutte le varie parti. In ultima riprendiamo possesso della nostra mente e dei nostri pensieri, separiamo piano le mani da terra, solleviamo le gambe ad angolo retto ed apriamo gli occhi.

Prima di andare raccogliamo un pezzettino dell’albero, una foglia, un rametto, una scheggia della sua corteccia e lasciamo all’albero un nostro dono, che potrebbe essere un sasso dalla forma insolita, un piccolo cristallo, una pietruzza colorata che dovremo sotterrare in una piccola buca vicino alle radici. Sarà il nostro personale ringraziamento per il contatto avvenuto. Il pezzettino di pianta raccolta ci servirà invece per mantenere il contatto con l’albero anche da lontano.

Tutte le volte che ne sentiremo il bisogno torniamo a trovare il vostro nuovo amico, attraverso questi esercizi ci accorgeremo dell’incredibile forza ed energia di cui sono dotati gli alberi, e dell’aiuto sia fisico sia psichico che sapranno donarci.

La Conta del Respiro

Questo è il metodo più semplice per iniziare a meditare. Si consiglia di iniziare con una sessione pratica di circa 15 minuti, e di ovviamente cambiarla a seconda di come la si sente meglio sulla propria pelle.

Non si ribadirà mai abbastanza l’importanza delle pratiche giornaliere. Si otterranno i migliori risultati se ci si esercita giornalmente.
Scegliamo un momento in cui non ci saranno interruzioni, spegnendo i cellulari, stacchiamo il telefono, e se si possiedono degli animali andiamo in una stanza dove si può chiudere la porta per evitare che entrino. Si può accendere dell’incenso e mettere della musica strumentale di sottofondo se lo si desidera (solitamente la si sconsiglia all’inizio, perché a volte può essere fonte di distrazione).

1. Programmare la sveglia a quindici minuti, avvolgiamola in un asciugamano così non ci farà sussultare quando suonerà.
2. Mettiamoci in una posizione confortevole, potrebbe essere stare seduti, distesi o all’inpiedi. Si ricordi che staremo in questa posizione per 15 minuti.
3. Rilassiamoci. Iniziamo a contare i nostri respiri fino a quattro (ogni respiro vale uno). Quindi ricominciamo da uno. Continuiamo a ripetere il tutto fino alla fine dei 15 minuti.

L’obiettivo è di riuscire a focalizzarsi sulla conta del respiro. Quando altri pensieri iniziano ad entrare nella nostra mente non prendiamocela, lasciamo lentamente e gentilmente che se ne vadano e torniamo alla nostra conta.

Se perdiamo il filo, ricominciamo dall’uno di nuovo. Saremo sorpresi di quanti pensieri cercheranno di entrare nella nostra testolina, ma noi docilmente accompagniamoli fuori.

Il Profondo Rilassamento

Il profondo rilassamento è una tecnica per rilassare completamente il corpo e la mente, e portarlo ad uno stato di semisonno. Questa è una pratica molto comune a chi fa arti marziali.

Stendiamoci con le braccia lungo il corpo, ed iniziamo a respirare come se stessimo dormendo. Respiriamo profondamente, tratteniamo il respiro per 5 secondi ed espiriamo, manteniamo per 5 secondi ed inspiriamo nuovamente. Seguitiamo così.

Poi concentriamoci sui nostri piedi, sentiamoli rilassare, sentiamo la tensione che ci abbandona. Quindi concentriamoci sulle gambe, sullo stomaco, sulle braccia e sul viso… sentiamoli rilassare e rilasciarsi.

Una volta che l’intero corpo è rilassato, inizieremo a sentirlo pesante. Immaginiamo noi stessi come portati verso il sonno, che galleggiamo come una bolla su un fiume. Respiriamo sempre più profondamente. Iniziamo a contare fino a dieci, lentamente. Una volta arrivati a dieci, saremo in uno stato di totale rilassamento e di meditazione.

Al termine dell’esercizio contiamo di nuovo, da dieci ad uno. Quando raggiungeremo l’uno ci rivitalizzeremo e ci sentiremo pieni di energia. Sediamoci appena ci sentiamo pronti, prendiamoci quanto tempo necessitiamo per ricominciare i movimenti.

La Caverna

Sedersi/distendersi comodamente. Musica o CD di suoni della natura sono molto utili in questa meditazione. Chiudiamo gli occhi e rallentiamo il nostro respiro.

Immaginiamoci mentre camminiamo lungo un sentiero nei boschi. Ci sono cerbiatti, scoiattoli, conigli ed altri animali che scompaiono velocemente nel sottobosco, possiamo sentire gli uccelli cantare. Mentre camminiamo, il sentiero diventa sempre più difficoltoso. Ci arrampichiamo su per una collina, ma la scalata non ci stanca. Quando raggiungiamo la cima della collina, possiamo vedere l’apertura di una caverna su un lato della montagna, a pochi passi da noi. Il nostro Animale Totem, o l’animale con cui ci identifichiamo ci sta aspettando dentro.

Entriamo nella caverna. All’inizio le pareti ci sembrato nere o grigie, ma scorgiamo una scintilla e le pareti solo coperte di granatine, che emanano una luce scarlatta. Camminiamo attraverso il corridoio di cristalli, assorbendo la luce. Lentamente, le granatine si trasformano in corniole, illuminandosi di un dolce arancio. Camminiamo attraverso le corniole, assorbendo la loro luce. Lentamente le corniole si trasformeranno in topazi, brillando di un giallo solare.

Camminiamo attraverso i topazi, assorbendo la loro luce. I topazi si trasformeranno in smeraldi, dal verde brillante. Camminiamo attraverso gli smeraldi, assorbendo la loro luce. Gli smeraldi si trasformeranno in turchesi. Camminiamo attraverso i turchesi assorbendo la loro luce, i turchesi si trasformeranno in zaffiri. Camminiamo attraverso gli zaffiri, assorbendo la loro luce. Gli zaffiri finalmente si trasformeranno in ametiste, camminiamo attraverso le ametiste, assorbendo la loro luce.

Quando avremo attraversato il corridoio di ametiste, saremo nel posto in cui volevamo essere. Io mi ritrovo sempre in una radura, aperta, con fresie e ciclamini, aquile nell’aria. Lasciamo la nostra mente andare, ci porterà dove abbiamo bisogno di andare…

L’Albero della Vita

Questo è uno degli esercizi più “forti”. Potremmo giungere a radicarci così bene da essere un tutt’uno con Madre Terra.

Indossiamo abiti comodi: niente cinture che stringono o abiti troppo aderenti. Mettiamoci in una posizione comoda, può essere lo stare seduti a gambe incrociate, oppure a gambe distese, sulla nostra poltrona preferita, oppure sdraiati. Non importa come stiamo, l’importante è stare comodi, anche se per questo esercizio in particolare, la schiena dev’essere eretta.

Una volta in posizione chiudiamo gli occhi e liberiamo la mente. Ci si presenteranno pensieri e preoccupazioni della nostra vita quotidiana. Non tratteniamoli, lasciamoli scorrere via, concentriamoci solo sul nostro corpo e sul nostro respiro. Inspiriamo ed espiriamo con calma e lentamente. “Inspiro… Espiro… Inspiro… Espiro… Divento un tutt’uno con l’Universo e le Divinità. Inspiro il loro amore… Espiro il mio amore…”

Ora immaginiamoci (visualizziamoci) mentre camminiamo in un campo, una radura. Al centro c’è un albero, non importa che tipo di albero sia, ma dev’essere un albero che ci piace, che ci dia sicurezza. Visualizziamolo in ogni particolare. Lo vediamo da lontano, mentre stiamo andando verso di lui. È grande, antico, con un’enorme chioma ed un forte tronco. È piantato saldamente nella Terra, mentre la sua chioma sembra sfiorare il Cielo…

Lo abbiamo raggiunto. Sediamoci alla sua base, la nostra schiena appoggia contro il tronco, le nostre mani appoggiano ai lati del corpo, sulla terra nuda. Percepiamo la ruvidità della corteccia attraverso i nostri abiti. C’è un sole caldo ma l’albero ci protegge con la sua chioma. “Inspiro la sua forza… Espiro la mia forza…” Diventiamo un tutt’uno con l’albero. Siamo solidi come l’albero…

La nostra schiena è diventata tronco, dalle nostre gambe spuntano piccole radici che si conficcano nel terreno. Scendono, scendono sempre più, attraverso la terra scura e ricca ed umida. Le radici si moltiplicano, diventano migliaia e continuano a scendere… e giungono al cuore pulsante di Madre Terra. E lì si avvinghiano e traggono energia. E questa energia calda e pulsante sale. Attraverso le mille radici ritorna verso l’alto e con essa sale il calore. E le radici sono calde, il tronco è caldo, i rami che si dipartono da esso sono caldi.

L’energia di Madre Terra pervade tutto l’albero e scorre come linfa vitale. È in tutti i rami, nelle foglie che si protendono verso il cielo. L’energia della Madre è in ogni fibra del nostro essere e lentamente, attraverso le nostre braccia-radici, torna a defluire verso il terreno formando un circolo. Il circolo dell’energia vitale, dell’amore della Madre per noi. E diventiamo tutt’uno con l’Universo…

Lentamente torniamo a visualizzare l’albero e noi seduti sotto di esso. Alziamoci ed abbracciamo l’albero. Ringraziamolo per averci protetto durante la meditazione. Ritorniamo a concentrarci sul nostro respiro. Prendiamo coscienza del qui-e-ora, ovvero del fatto che siamo non più nella radura sotto l’albero, ma nel luogo materiale che abbiamo scelto per meditare. Riprendiamo il contatto con i rumori, i suoni della vita quotidiana. Lentamente i pensieri torneranno a farsi presenti nella nostra mente. Lasciamoli fluire.

Quando siamo pronti apriamo gli occhi. Posiamo le mani a terra e scarichiamoci dell’energia. Senza fretta, stiriamoci come fanno i gatti e rimettiamo in “moto” il nostro corpo fisico.

Meditazione con gli Elementi

Sediamoci nel nostro spazio sacro o in qualsiasi spazio che sia silenzioso e ci comunichi pace, dove potremo stare lontani da dubbi e paure.

Inspiriamo, espiriamo più volte velocemente e rilasciamo tutta la tensione del nostro corpo. Mettiamo le mani sul bacino, con i palmi rivolti all’insù ed aperti, come se stessimo mantenendo in equilibrio una pallina. Connettiamoci alla Terra, vedendo le radici che crescono lungo la nostra colonna vertebrale ed entrano nella Terra sottostante.

Quindi, chiamiamo le energie elementali. Guardiamo ogni energia, e mentre le chiamiamo visualizziamole, ognuna con un colore diverso. Ad esempio il rosso per il Fuoco, il blu per l’Acqua, verde per la Terra e giallo per l’Aria.

Visualizziamo la spirale di vento nelle nostre mani aperte. Una volta che avremo tutte le spirali elementali nei palmi, visualizziamole salire lungo le nostre braccia, nel petto, gola e giù fino allo stomaco, alle gambe e i piedi.

Quando li percepiremo circolare per tutto il nostro corpo, visualizziamo noi stessi come gli stessi elementi, uno alla volta. Come le onde dell’oceano che si infrangono sulla spiaggia, un alto albero che gioca col vento, una fiamma in un falò, la brezza che solletica le foglie e l’erba… “Siamo” l’elemento.

Quando avremo terminato, torneremo lentamente nel nostro corpo e lasceremo che le spirali scoloriscano, piano piano… riportiamole alle nostre mani, formiamo delle sfere e rendiamole alla Terra.

Meditazione col Plenilunio

Possiamo cominciare in luna crescente, in modo che al plenilunio saremo abbastanza potenziati. Prendiamoci del tempo per parlare con le divinità, hanno sempre molto amore da donare. E solo ricevendo amore potremo elargirlo a nostra volta…

Come sempre mettiamoci comodi, niente cinture o abiti che costringono. Seduti oppure sdraiati non ha molta importanza. Chiudiamo gli occhi e concentriamoci sul respiro. Allontaniamo i pensieri… lasciamoli fuggire via. Inspiriamo ossigeno… energia… vita. Espiriamo scorie… tossine… rabbia ed angoscia.

Il respiro è naturale e non forzato. Sottile e leggero… Visualizziamo una spiaggia. L’arena è fresca perché è notte, i piedi avvertono l’umidità della sabbia. Camminiamo sulla spiaggia a piedi nudi e dirigiamoci verso il mare. La notte è rischiarata dalla Luna piena ancora bassa sull’acqua… Sulla battigia sediamoci. Le onde lambiscono i nostri piedi. E lì, in riva al mare, massa nera in perenne movimento, osserviamo la Luna riflettersi sull’acqua.

Adattiamo il nostro respiro al ritmo delle onde che si infrangono sulla riva… lento… tranquillo… in perfetta sintonia con la natura. Inspiriamo l’odore del sale… espiriamo gioia di essere… ed apriamo le nostre orecchie a Lei… Le piccole onde ci portano la voce della Madre e noi, ad occhi chiusi, ascoltiamo e ci beiamo della sua voce melodiosa. Attraverso il sussurro del mare comprendiamo… e ci lasciamo sfuggire un sorriso. Lasciamo che la meraviglia, lo stupore di fronte alla perfezione del Creato invada il nostro essere…

Ringraziamo la Madre se ci ha parlato, o ringraziamola se siamo stati in silenzio come vecchi amici che non hanno bisogno di parole…
Ritorniamo a concentrarci sul nostro respiro. Prendiamo coscienza del qui-e-ora, ovvero del fatto che siamo non più in riva al mare, ma nel luogo materiale che abbiamo scelto per meditare. Riprendiamo il contatto con i rumori, i suoni della vita quotidiana. Lentamente i pensieri torneranno a farsi presenti nella nostra mente. Lasciamoli fluire.

Quando siamo pronti apriamo gli occhi. Posiamo le mani a terra e scarichiamoci dell’energia. Senza fretta, stiriamoci come fanno i gatti e rimettiamo in “moto” il nostro corpo fisico.

Meditare con gli Strumenti Magici

Gli Strumenti Magici sono la parte più affascinante per un operatore Sciamanico, aiutano l’individuo a connettersi con quella parte di inconscio collettivo ove risiede il tempo degli antichi Maghi, ove Draghi e Fenici volteggiano nei cieli e ove lo scalpitìo degli zoccoli degli Unicorni scandiscono il tempo.

Gli strumenti Magici sono per un Magicante, qui nel mondo delle forme, la manifestazione fisica degli aiutanti cosmici; ogni strumento rappresenta uno stadio evolutivo dell’operatore, dunque è inutile correre all’acquisto di essi perché solo quando si è pronti si trova il proprio vero strumento… dunque per fare economia e non rischiare di trovarsi con strumenti con cui si è poco in sintonia, è consigliabile aspettare. Arriverà il momento in cui, quel meraviglioso pugnale attrarrà la nostra attenzione, oppure ci regaleranno una spada, oppure… troveremo un ramo d’albero che ci farà da bacchetta… oppure… chissà, un Angelo ci farà un dono…

~• Della Bacchetta e della Terra •~

Radichiamoci e centriamoci. Teniamo la bacchetta nella mano di potere. Respiriamo profondamente, e percepiamo il potere del Fuoco, dell’energia. Bisogna essere coscienti di noi stessi come canali di energia: possiamo trasformare lo spirito in materia, le idee in realtà, i concetti in forme concrete. Sentiamo il nostro potere di creare, di fare, di cambiare.

Entriamo in contatto con la nostra volontà, cioè con il nostro potere di fare quel che dev’essere fatto, di prefiggerci un obiettivo, di impegnarci per raggiungerlo. Lasciamo che la nostra volontà scorra nella bacchetta, concentriamo la nostra attenzione nelle mani e poi nella terra, portiamo la nostra attenzione allo strumento, che esso sia mezzo di manifestazione.

Posiamolo con volontà in terra, come Gandalf il Mago contro il Demone oscuro. La bacchetta, il bastone, rappresentano il modo in cui gli Antichi richiamavano l’attenzione od asserivano le proprie convinzioni. Poggiamo la bacchetta in terra con decisione e rispetto, prendiamo la nostra decisione e manifestiamola al Cosmo…

~• Della Trasformazione del punto di Osservazione •~

Radichiamoci e centriamoci. Sussurriamo dolcemente, di continuo: “Desidero cambiare tutto ciò che tocco, che tutto ciò che tocco cambi, nel rispetto della pace e dell’armonia universale”. Percepiamo i continui processi di cambiamento che avvengono dentro di noi, nel nostro corpo, nelle nostre idee ed emozioni, nel nostro lavoro e nelle nostre relazioni.

Impariamo a riconoscere com’è cambiata la nostra natura e quanta bellezza ci circonda. All’interno di ogni pietra immobile, gli atomi sono in continuo movimento. Osserviamo i cambiamenti intorno a noi, quelli che abbiamo già fatto e quelli che stiamo per intraprendere. Anche la stessa fine della meditazione fa parte del processo di cambiamento costituito dalla vita.

~• Del Fuoco e del Coraggio •~

Volgiamoci a Sud. Radichiamoci e centriamoci. Si sia coscienti della scintilla elettrica di ogni nervo, mentre pulsa da sinapsi a sinapsi. Diventiamo coscienti della combustione che avviene in ogni cellula, del cibo che bruciando rilascia energia.

Lasciamo che il nostro fuoco interiore diventi un tutt’uno con la fiamma della candela, del falò, del caminetto, del fulmine, delle stelle e della loro luce, della luce del sole, per poi unirsi allo spirito luminoso della Dea. Il fuoco è coraggio e trasformazione, rendiamoci conto di quanto coraggio usiamo ogni giorno e benediciamolo perché vive in noi, benediciamo la nostra vita…

~• Dell’Athame •~

Radichiamoci e centriamoci. Teniamo l’Athame o il pugnale nella mano di potere. Respiriamo profondamente ed assorbiamo dentro di noi il potere dell’Aria, il potere della mente, che è saper giudicare, tracciare delle linee, porre dei limiti, fare delle scelte e portarle avanti. Ricordiamoci le scelte che abbiamo fatto e portato fino in fondo, nonostante le difficoltà.

Percepiamo il potere che ha la nostra mente di influenzare gli altri, e la forza che deve avere la responsabilità di non usare tale capacità nel modo sbagliato. Abbiamo la capacità di agire in modo etico, secondo ciò che crediamo giusto. Lasciamo che il potere della nostra intelligenza, della nostra conoscenza e del vostro coraggio morale, scorrano nel nostro strumento.

~• Dell’Aria e della Purificazione •~

Volgiamoci verso Est. Radichiamoci e centriamoci. Respiriamo profondamente, e siamo coscienti dell’aria che entra ed esce dai nostri polmoni. Sentiamola come il respiro della Dea, ed assumiamo in noi l’energia vitale, l’ispirazione, l’energia dell’Universo.

Lasciamo che il nostro respiro si fonda con i venti, con le nuvole, con le grandi correnti d’aria che si scagliano sulla terra e sugli oceani mentre la terra gira su se stessa. La continuità, lo spazio, il vuoto colmo di energia vitale… questo è l’aria, la vita ci permea grazie al costante effluvio in noi di quest’invisibile elemento, benediciamo la sua forza…

~• Dell’Acqua e del Cambiamento •~

Volgiamoci verso Ovest e respiriamo come se fossimo un mantice di natura stellare, visualizziamo una cascata dolce e rigogliosa, forte e viva, da cui arrivi acqua in tutte la case del mondo, preghiamo per la prosperità che l’acqua può donare affinché essa sia forte, potente ed inesauribile.

Ringraziamo e benediciamo ogni fonte d’acqua ogniqualvolta saremo in contatto con essa, in riva al mare oppure semplicemente sotto la doccia…

~• Dello Specchio e della Verità •~

Consiste nel vedere se stessi e i riflessi della propria identità. In un ambiente non molto illuminato cominciamo ad osservare il nostro viso e chiudiamo gli occhi. Lo specchio custodisce la nostra verità, parliamo con quell’immagine di noi che saggiamente ci indicherà la via.

Invocazione: “Tu che custodisci ciò che di me non vedo, mostramelo ora, scosta il velo.”

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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