Samhain

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Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

Capodanno Celtico

Samhain è passaggio, soglia, conclusione ed inizio. È conclusa la stagione del verde ed inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.

Samhain è il tempo dell’ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno, è l’inizio dell’attesa, del tempo interiore, della preparazione, del buio, il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta. È il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, affinché possa compiersi la nascita. Tempo prezioso e necessario, tempo di riposo e di ascolto silenzioso.

Soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.

Custode di questa soglia è Ecate, antica Dea che ne detiene le chiavi. La vita e la morte costituiscono altrettanti aspetti della medesima condizione, l’una non può prescindere dall’altra, in un dualismo difficile da accettare fintanto che esistiamo, respiriamo ed amiamo. Il sipario mobile che le separa era recepito dai Celti alla stregua di una ruota d’argento destinata ad oscillare perennemente nel cielo.

Questa ruota d’argento era in possesso di Arianrhod, Dea della morte che governava peraltro la Luna e il destino. La mitologia vuole che Arianrhod fosse la figlia più potente di Danu, la grande Dea madre dei Celù.

Come la Luna, il viso di Arianrhod era diafano e misteriosamente bello. Il suo compito consisteva nel condurre le anime dei trapassati al suo castello, Caer Arianrhod, nelle aurore boreali, o luci del nord, ed è lì che i trapassati attendevano che la ruota di Arianrhod girasse, fornendo loro l’opportunità di rinascere e di vivere una nuova esistenza.

Secondo altre credenze, il castello della Dea sarebbe stato ubicato su un’isola abbandonata da tutti, al largo della costa anglosassone. Laggiù, lei e le sue ancelle spettrali accoglievano il ritorno a casa dei trapassati, reduci dal loro viaggio di una vita.

Con Beltane è la festa più importante. In queste due feste si pensava che le porte dell’Annwn (Regno degli Spiriti) e Sidhe (Regno delle Fate) fossero aperte.

A Samhain si celebrava il Capodanno Celtico e, poiché il freddo era dominio di Cailleach, i rituali riguardavano il mondo dei morti, attraverso divinazione e narrazione di storie. A Samhain (sam + fuin =” fine dell’estate” ma usato nell’accezione di “riunione”), ogni fuoco viene spento e riacceso solo il giorno successivo.

In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell’anno o fosse una divinità. A favore della prima ipotesi vi è il fatto che esistevano altre divinità celtiche con un ruolo simile: per esempio per i Britanni il Dio della Morte era Gwynn ap Nudd, per i Gallesi Arawn, ma gli Irlandesi pare che non avessero tale divinità.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) Samhain, Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, e temevano che in tale giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi.

I Celti infatti credevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge (Sidhe), e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate, nelle collinette di cui il territorio scozzese ed irlandese è contornato.

Anche una leggenda irlandese riferisce che tutte le persone morte l’anno precedente, tornassero sulla terra la notte del 31 ottobre, in cerca di nuovi corpi da possedere per l’anno prossimo venturo, così nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio.

Questo rito consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro sull’altare e riaccendere il Nuovo Fuoco (che simboleggiava l’arrivo del Nuovo Anno), il mattino seguente: i Druidi s’incontravano sulla cima di una collina in un’oscura foresta di querce (albero considerato sacro), per accendere il Nuovo Fuoco ed offrire sacrifici di sementi ed animali. Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione solare e la stagione delle tenebre.

Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia, che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Spegnere il fuoco simboleggiava che la metà oscura dell’anno (quindi la morte) stava sopraggiungendo, mentre l’atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita, dando così a questo rito la rappresentazione ciclica del tempo.

Ma, probabilmente, la migliore spiegazione del motivo che spingeva i Celti a spegnere il fuoco non era quello di scoraggiare gli spiriti maligni, bensì questa usanza nasceva dal fatto che tutte le tribù celtiche dovevano riaccendere il fuoco da una sorgente comune, il Sacro Fuoco Druidico che era lasciato bruciare nel Mezzo dell’Irlanda a Usinach (secondo altre fonti a Tlachtga, a 12 miglia dalla sacra collina di Tara).

In questo periodo le bestie venivano radunate e rinchiuse in recinti per svernare, e ciascun gruppo di famiglie (clan) si recava in un villaggio più piccolo e riparato, anch’esso per svernare. Il villaggio vero e proprio si separava, e si sarebbe riunito solo a Beltain.

Il clima era sfavorevole a qualsiasi festa pubblica, e siccome nella notte di Samhain i morti e gli spiriti tornavano sulla terra, nessuno osava avventurarsi fuori dalla propria abitazione. Non c’erano dunque rituali comunitari o feste gaudenti pubbliche (notturne) come invece spesso si è portati a credere, solo i Druidi si riunivano nelle antiche radure delle Selve Sacre o fra i megaliti sparsi lungo i ley, le linee in cui scorreva l’energia della Terra, e lì celebravano solennemente l’Inizio del Nuovo Anno.

Alcune leggende narrano di come i Celti bruciassero coloro che ritenessero “posseduti”, come avvertimento per gli Spiriti. Gli spiriti maligni potevano infatti prendere forme differenti, anche di animali, la più malvagia era quella di gatto, quindi al crepuscolo veniva riacceso il fuoco con il quale si bruciavano offerte, si facevano scongiuri e si lanciavano incantesimi per allontanare dal villaggio le anime dei morti e guidarle nelle Terra dei Morti, infatti gli antichi Celti temevano specialmente il momento del crepuscolo, poiché credevano che gli spiriti potessero vagare sulla Terra.

Nella danza della vita, Samahain è per noi il tempo del ritiro, dell’interiorità, l’occasione di andare nelle profondità del nostro essere. Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti ed aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza. È l’inizio del tempo in cui stiamo con noi stessi, per ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.

Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia, è giunto il tempo di prepararsi per l’oscurità che verrà. È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale; qualunque cosa lasciata nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierla poiché ora appartiene agli Spiriti della Natura. È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.

È una delle due “notti degli spiriti” (l’altra è Beltaine), è quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. Gli esseri fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte, si hanno le visioni e si traggono gli auspici e si fanno le divinazioni.

È uno dei tanti momenti di onorare ed ospitare gli antenati morti, le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta, i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori. I focolari sono puliti ed i focolari domestici sono riaccesi da un falò comune sacro, che è acceso per sfregamento.

Il Dio e la Dea patroni di questa festa sono il Dagda ed la Morrigan. In questo giorno, spiriti e creature fatate invitano i mortali a trascorrere insieme un anno sulla collina delle delizie insieme a loro; in senso inverso agiscono i Druidi, che scrivono messaggi per i defunti e li affidano al fuoco.

Con il cibo e le bevande dell’aldilà, vino, birra e idromele, si banchetta per tutta la durata della festa, che si svolge da un minimo di tre giorni ad un massimo di sei settimane, fra riunioni, battaglie, profezie, incantesimi e sacrifici rituali, in onore del Dio della fertilità Dagda e della sua sposa Morrighan (Fata Morgana).

Nel racconto celtico “The Wasting Sickness of Cuchulainn” (“La Devastante Malattia di Cuchulainn”), la festa di Samhain viene celebrata per un totale di sette giorni, di cui tre antecedenti, e tre successivi alla notte di festa, ma vi sono altre usanze di cui parlano fiabe e leggende.

La tradizione popolare riferisce che durante la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l’anno venturo. Vi erano due riti: quello dell’immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela (frutto simbolo della Dea Morrighan).

L’immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio: la prima persona che mordeva una mela, si sarebbe sposata l’anno seguente. Sbucciare la mela era invece una divinazione sulla durata della vita. Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.

In Scozia, durante la notte di Samhain le persone seppellivano delle pietre nella terra, e venivano ricoperte di cenere e lasciate indisturbate. Al mattino se una pietra era stata smossa, significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno.

In Irlanda è tipico, in tutte le famiglie, preparare il cosiddetto colcannon, piatto tipico di questa ricorrenza. Il nome deriva dall’irlandese e significa “cavolo chiazzato”: è una ricetta fatta con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro. Solitamente al suo interno si nascondeva una moneta, ed il fortunato che la trovava aveva il privilegio di poterla tenere.

Molti importanti eventi mitologici si dice siano accaduti in questo giorno. Fu a Samhain che i Nemediani presero la terribile Tower of Glass, costruita dai perfidi Formoriani, che i Tuatha De Danann più tardi sconfissero una volta per tutte; fu quando Pwyll vinse sua moglie Rhiannon da Gwawl, e fu sempre a Samhain che molti altri eventi accaddero nella mitologia Celtica.

Come accadde con gli elementi ‘pagani’ del cristianesimo, anche alcune feste celtiche passarono nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti e quando, più tardi, la Roma cattolica cercò di convertire i celti pagani. Divenne però chiaro alla chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo.

Così, all’incirca nel settimo secolo d.C., la chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. Non solo, la Chiesa assegnò anche dei nuovi significati cristiani a molti dei simboli residui associati al Samhain.

Nel decimo secolo d.C., si consolidò la tradizione di celebrare il giorno di Ognissanti durante i riti di inizio dell’autunno. In questa giornata si onoravano tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l’associazione con le celebrazioni celtiche di una stagione dell’anno infestata dagli spiriti, ma con il passare del tempo questi spiriti, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio.

La Chiesa affermava infatti che gli Dèi e le Dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche, fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del Diavolo, principe della beffa, che conduceva l’uomo verso l’adorazione di falsi idoli. Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del Diavolo e di altre creature maligne, come le streghePRATICHE SPIRITUALI e CELEBRAZIONE
In questo periodo cominciano gli oscuri, freddi giorni invernali. Nelle campagne c’è poco lavoro da fare, le foglie cadono dagli alberi e i giorni si accorciano sensibilmente. I poteri naturali della crescita e della luce declinano, ed entrano nel loro lungo sonno invernale, anche gli animali si preparano al letargo.

Come loro anche noi dovremmo rallentare le nostre attività e passare più tempo in casa. Se si ha un caminetto in casa è bello accalcarci intorno al fuoco insieme ai nostri amici e raccontare storie. Approfittiamo di questo periodo dell’anno, in cui la Natura muore apparentemente, ritirandosi in se stessa come i semi si ritirano nel terreno, per raccoglierci in noi stessi, intraprendendo viaggi interiori nella nostra coscienza.

Prestiamo attenzione ai sottili mutamenti del corpo, all’adattamento biopsichico del nostro organismo ai brevi e freddi giorni invernali: la mente inizia a scivolare dall’esteriorità all’interiorità, ora è tempo che la nostra attenzione passi dal lato materiale a quello spirituale.

È tempo di riflessione, di viaggi interiori per potere scoprire quegli aspetti di noi stessi che necessitano di essere cambiati, prima che possa iniziare una nuova vita. Come gli antichi iniziati dobbiamo discendere nel mondo inferiore, ripercorrendo il viaggio delle divinità stagionali, seguiamo la spirale interiore dell’anno vecchio fino ad arrivare al nostro centro interiore, e a questo punto ripercorriamo la spirale all’esterno portando fuori il nostro potenziale di vita e creatività che sarà manifesto nel nuovo anno, al tempo stesso conservando in noi la saggezza appresa nel passato.

È un periodo adatto a tutti i tipi di meditazione e tradizionalmente propizio alle arti divinatorie, essendo un momento di passaggio in cui si incontrano passato, presente e futuro. Possiamo approfittarne per imparare qualche tecnica divinatoria, come i tarocchi o le rune.

Inoltre, siccome le energie di questo tempo hanno a che fare con la morte, possiamo rivolgere i nostri pensieri alle persone che ci hanno lasciato. Si dice che gli spiriti possono essere ora contattati e consultati, ma è preferibile (se crediamo in una vita nell’aldilà) non disturbarli, è meglio prestare attenzione ai piccoli messaggi che ci possono inviare (sogni, ricordi improvvisi, e così via).

È infatti tempo di riflessione, tempo di considerare l’anno passato e di confrontarci con quel fenomeno della vita su cui non abbiamo nessun controllo: la morte. Per celebrare degnamente il cerchio completo dell’esistenza, dobbiamo riconoscere la realtà della morte e del declino fisico come eventi naturali, non come qualcosa da ignorare o da nascondere. A queste energie ora dobbiamo tributare omaggio, ma dobbiamo al tempo stesso ricordare la nuova vita che sopraggiungerà.

Il Re dell’Agrifoglio ci insegna che la morte è una fine ma anche un inizio. Teniamo presente la lezione degli antichi Celti e non indugiamo in tristezze, invitiamo a cena i nostri amici, vestiamoci da streghe e fantasmi, decoriamo le nostre case con le zucche di Halloween e, se ci va, celebriamo i giochi tradizionali, cercando di afferrare con la bocca le sacre mele appese ad un filo o galleggianti in una bacinella di acqua, possiamo divertirci ad intagliare e scavare zucche e rape, inserendo in esse candele per esporle alle finestre o sui balconi delle nostre case.

È infine un momento in cui al fine di favorire la nostra rigenerazione, si possono ritualmente abbandonare tutte le cose del passato che dobbiamo o vogliamo lasciare, abbandonare (lasciar morire) le cose che non ci piacciono nella nostra vita. Possiamo quindi scrivere queste cose su foglietti di carta per bruciarli nel nostro fuoco di Samhain, che può anche essere una candela di colore nero o comunque scuro.

Potete dire per tre volte una frase del tipo: “La cosa tal dei tali è venuta in essere, la cosa tal dei tali ha la sua stagione, e la cosa tal dei tali se ne va!” Poi, si brucia il foglietto di carta nella fiamma.

Possiamo poi, più semplicemente, dare via o bruciare quegli oggetti che non ci piacciono più. È tempo di abbandonare le cattive abitudini, di cambiare la propria vita. Infatti, prima che la nuova crescita possa iniziare, il suolo dev’essere fecondato con i resti dei raccolti dell’anno precedente e con i rifiuti (se non ci fossero morte e decomposizione non ci sarebbe la Vita).

Quando muore qualcuno, ci ritroviamo sovente con il fardello dei gesti incompiuti, parole che vorremmo aver pronunciato, sentimenti inespressi. Samhain ci fornisce una meravigliosa opportunità per sancire la chiusura non solo con i trapassati, ma anche con quelle persone con cui per qualsiasi motivo non siamo più in contatto. Il momento più propizio per guarire le ferite, per contemplare la nostra mortalità.

Ponete una tovaglia di tela nera su un tavolo ed accendete una candela nera. Collocate sul tavolo tutti quegli oggetti che sono evocativi di Arianrhod, Dea della morte, una piccola ruota d’argento, una piuma di corvo, fiori recisi, ossa bianche. Ponete anche un’urna ignifuga sul vostro altare, e prendete un foglio di carta ed una matita.

Alla luce della candela nera, pensate alle persone da cui siete separate, non importa se con il corpo o con l’anima. Lasciate che le vostre emozioni e i vostri pensieri assumano ogni tipo dì forma: che cosa avreste voluto dire prima che fosse troppo tardi? Che cosa è rimasto in sospeso? Che cosa vi manca di più in quelle persone? Quali aspetti della loro vita avete integrato nella vostra?

Quando siete pronti, annotate le vostre risposte. Fate con calma. Affinché il rito funzioni appieno, sarebbe opportuno occuparsi di una sola persona per seduta. Se necessario, potrete ripetere questo rito in una notte di luna nera. Una volta terminato di scrivere, rileggete le vostre risposte.

A questo punto, introducete il foglio di carta nell’urna e bruciatelo. Immaginate che il fumo prodotto dalla carta che brucia trasporti i vostri pensieri in quel regno lontano dove si è recata la persona a cui tenete, osservate il fuoco che trasforma il vostro foglio in cenere e quindi in polvere. Non appena si saranno raffreddate, portate le vostre ceneri all’aperto e lasciate che il vento freddo di Arianrhod le sospinga dove lei desidera.

Un rituale senza dubbio più complesso, ma che vale la pena di compiere, può essere eseguito nelle nostre case. Al tramonto del sole, la vigilia di Samhain, si spengono tutte le luci di casa e ci si mette in piedi davanti ad una candela nera o scura.

Sentiamo l’anno vecchio che sta per morire, ricordiamo tutte le cose buone o cattive che abbiamo vissuto, ricordiamo le persone a noi care che non ci sono più, e quando ci sentiamo pronti si accende la candela dicendo: “Accolgo con questa luce gli spiriti di coloro che se ne sono andati prima di me. Siate i benvenuti!” Prendiamo una coppa o un bicchiere pieno di vino e beviamone un po’, dopo aver brindato: “Ai morti!”, lasciandone alcune gocce.

Possiamo poi accendere una candela speciale per ciascuno dei vostri amici o parenti morti, possono essere anche candele bianche o colorate. Per accenderle si usa la candela scura, e con la stessa candela accendiamo anche le lanterne-zucche di Halloween, se ne abbiamo fabbricata qualcuna.

Dopo aver fatto questo si prende un piatto o un vassoio dove avremo messo del pane o dei dolci (potete usare i “dolci dei morti”, se esistono ricette tipiche nella vostra zona), ed invitiamo gli amici invisibili a condividere con noi il cibo. Lasciamone sempre qualche porzione.

Poi, prendendo la candela scura, andiamo in tutte le stanze ed accendiamo tutte le luci, magari solo per pochi minuti. Andiamo fuori dalla porta d’ingresso e gettiamo una moneta, dovrebbe essere d’argento, ma una comune moneta andrà bene ugualmente… Diciamo: “Denaro sul pavimento, denaro sotto la porta”, e lasciamo la moneta sul pavimento per un mese, facendola magari scivolare sotto lo zerbino. Essa porterà fortuna alla nostra casa.

Meditiamo sul significato di questa festa e lasciamo aperta la porta di casa, per fare entrare i nostri amici invisibili; lasciamo loro cibo e bevande. Per la celebrazione si possono raccogliere le ghiande, donando una ghianda agli amici e ai familiari come augurio di buona fortuna, oppure brindare al frutteto: si brinda al frutteto locale con birra inglese e sidro, nei ringraziamenti per una raccolta copiosa.

Una parte del raccolto è stata lasciata sugli alberi per chiedere una buona raccolta durante gli anni venturi, e le mele sono state sepolte per fornire l’alimento agli spiriti che attendono per rinascere.

Prima che le zucche fossero introdotte, le rape venivano intagliate al di fuori e venivano illuminate con delle piccole candele, potevano poi essere disposte sulle finestre o essere portate in processione nel quartiere, per allontanare le intenzioni diaboliche. Venivano raccontate storie spaventose per tutta la notte, fino a che il canto del gallo non cacciava tutti gli esseri fatati e gli spiriti a nascondersi nuovamente nel loro mondo.

Pietre contrassegnate con i nomi dei proprietari venivano lanciate nel fuoco e ricuperate la mattina successiva, lo stato della pietra indicava la fortuna della persona per l’anno venturo.

Erbe di Samhain:

Ghianda e Quercia: abbondanza e fertilità
Mele: vita ed immortalità
Cedro Giallo: è usato per calmare il dolore
Dittany di Crete: il profumo si dice per aiutare la proiezione astrale
Fumitory: usato per esorcizzare le entità di spirito indesiderate
Nocciola: la saggezza, l’ispirazione e la poesia, i frutti sono mangiati prima della divinazione
Mulleina: i vecchi gambi sono stati tuffati nel grasso o nella cera, e sono stati usati come torce conosciute come “il foglio dei coni della strega”; la polvere è stata utilizzata come sostituto per la polvere del cimitero nei vecchi grimori
Nightshade: trasportare un rametto di Nightshade sulla vostra persona per dimenticare i vecchi amori e per proteggere dalle influenze diaboliche, ma ATTENZIONE, questa pianta è altamente tossica quindi non mangiatela
Salvia: mangiare la salvia per diventare immortali, sia nella saggezza che durante gli anni. Si usa anche come augurio per attrarre denaro
Rapa: è una protezione contro la malvagità o il danno
Assenzio Romano: si dice che aumenti l’abilità psichica. Bruciato nei cimiteri, è usato per radunare gli spiriti del morto
Grano: mettetelo sull’altare per rappresentare la madre-grano che benedice e nutre i suoi bambini
Zucca: i Celti hanno creduto che lo spirito d’una persona risiedesse nella testa. Intagliare una Jack-o-lantern e disporre una candela all’interno per onorare gli spiriti dei vostri antenati

Elisir: Questa ricetta è perfetta fra Samhain e Ostara, ed aiuta anche quando avete problemi di raffreddore o influenza, magari prima di andare a letto, ma riscalda anche l’atmosfera di una fredda serata invernale fra amici. Ingredienti: arancia, limone, rum e zucchero di canna.

In un pentolino mettete a bollire una tazzina da caffè d’acqua, e solo la parte arancione della buccia di mezza arancia (la parte bianca è più amara), due pezzettini del giallo della scorza di limone, ed una fettina intera di arancia. Aggiungete lo zucchero di canna a piacere e fatelo sciogliere bene (di solito un paio di cucchiaini scarsi, è sempre possibile fare una piccola aggiunta dopo). Lasciate bollire un po’ a fuoco basso, poi spegnete e versate il tutto in una tazza. Versate 3/4 della stessa tazzina da caffè di rum e bevete molto caldo.

Se lo fate per più persone mettete un po’ meno acqua, cercando di considerare quanta ne evaporerà bollendo (o al limite aggiungete più rum, a seconda dei gusti).

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