La Storia di San Valentino

Pubblicato il: 14 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita, e si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.

Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (Dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati): fin dal quarto secolo a.C. i Romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al Dio Lupercus.

I Luperici, l’ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo, e qui compivano i sacrifici propiziatori.

Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità, ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell’amore.

I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna ed opportunamente mescolati, quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno, avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus: l’origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine a questo popolare rito pagano per la fertilità.

Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziò il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino, nato a Terni nell’anno 175 d.C., divenne così il patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo.

Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni, dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano.

È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana. In sostanza era particolarmente sensibile al sentimento dell’amore, non conoscendone limiti né confini, sociali, culturali o fisici: l’amore non doveva essere ostacolato da niente e da nessuno.

La storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l’imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli.

La seconda versione racconta invece che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II. Egli tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo.

Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. Valentino fu lapidato e poi decapitato.

La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla.

Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d’addio che si concludeva con “dal vostro Valentino”. Una frase che nel tempo, è diventata sinonimo di Vero Amore.

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