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Data di pubblicazione: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Il SOGNO

Secondo Shakespeare “siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni”, costruiti con quel minimo soffio di vita che dura l’arco di una notte, e che poi svanisce ai raggi del sole mattutino.

Esistono sogni grandi e sogni piccoli, come pure esistono vite di uomini grandi, e vite di piccoli uomini. Grandi o piccoli che siano, tutti gli uomini, da sempre, sognano. Ad occhi chiusi e ad occhi aperti, tutti sognano.

I sogni fantastici hanno sempre aiutato a costruire, nell’irrealtà, dimensioni vitali per evadere da un mondo che tante volte non è come si vorrebbe e che talvolta, per alcuni aspetti, non ci riconosce e a cui non ci sentiamo di appartenere.

Con la nostra immaginazione navighiamo liberi nel mare infinito del nostro mondo fantastico, senza alcun ostacolo… in un mondo dove nessuno può entrare e dove si continua ad essere fanciulli a dispetto del tempo che corre via veloce, inesorabilmente. Con la nostra immaginazione diamo libero sfogo ai desideri nascosti e ai nostri sogni, in quel mondo fantastico inviolabile… luogo sicuro in cui nascondere i nostri più intimi desideri, dove far vivere con una piccolissima parte di speranza e fiducia, il desiderio di veder realizzati i nostri sogni, un bel giorno, aprendo gli occhi, in realtà… il nostro mondo.

sogni

Tanti dicono che i sogni, i bei sogni, finiscono all’alba… dissolvendosi in modo ovattato tra la tenue luce del nuovo giorno che sorge, lasciando il bel ricordo di una cosa vissuta in un altro spazio e in un altro tempo appena trascorso.

Nulla di meno veritiero…

Legando, con i magici e delicati fili della Fantasia, ciò che si è lasciato prima a quello che può seguitare dopo… i sogni continuano.

Lasciamoci dunque trascinare dalla Fantasia ed entriamo nel mondo dei sogni, per continuare a vivere nella realtà, il nostro mondo irreale. Ed è questo, per noi… il vero senso del Fantastico. sogniSe sommiamo le ore che nell’arco di tutta una vita dedichiamo al sonno, risulta che complessivamente trascorriamo 23 anni a dormire e ne impieghiamo ben 4 sognando. Passiamo un terzo della nostra vita dormendo, ma di tutto questo tempo non ne abbiamo coscienza, il più delle volte non serbiamo nessun ricordo delle nostre esperienze notturne.

Dormire non è tempo perso ma un processo, biologico e psicologico assieme, utile per il nostro benessere e per la salute. Tutti i mammiferi hanno bisogno di sognare, e l’uomo si ammala o va incontro a gravi squilibri se non può dormire in modo soddisfacente e sognare con regolarità.

Il sonno è dunque una necessità biologica. Il sonno sincronizzato, in particolare gli stadi 3 e 4, sono indispensabili per la conservazione e il recupero delle attività metaboliche di base, con funzione di ristoro per l’organismo, mentre il sonno con sogni, collegato alle facoltà cerebrali superiori e mentali, avrebbe la funzione di promuovere i processi di selezione ed elaborazione delle informazioni accumulate durante la giornata, favorendone l’immagazzinamento nella memoria. Nel sogno il cervello recupera le memorie più antiche e le confronta con le informazioni più recenti.

Secondo i neurofisiologi inglesi Evans e Newman, dormire aiuterebbe a dimenticare le cose inutili e, partendo dal presupposto che il cervello umano al pari del computer non possa immagazzinare oltre una certa quantità di informazioni, esso deve perciò effettuare una selezione del materiale quotidianamente raccolto, archiviando e memorizzando tutto ciò che è importante ed eliminando le informazioni superflue; i due studiosi avanzano l’ipotesi che tale processo di selezione possa avvenire durante il sonno, quando cioè l’organismo non è impegnato ad interagire con l’ambiente esterno.

Il sonno dona all’uomo il ristoro del corpo e la magia dei sogni. Nel sonno l’anima si rifugia in un luogo interno e nel sogno entriamo in un mondo tutto nostro. Imparando ad ascoltare la voce del sogno che proviene dai livelli più profondi della nostra anima, è possibile raggiungere un’autoconoscenza di tipo molto particolare, ovvero apprendere informazioni su di noi che celiamo a noi stessi.

I sogni, anche quelli più angosciosi, costituiscono un importante patrimonio interiore. Uno sterminato giacimento d’informazioni su di noi è sepolto nel nostro mondo onirico (dal greco òneiros = sogno). C’è un tesoro nascosto in quel misterioso paese che è il mondo del sogno, nel quale ad ogni nostro viaggio notturno ci è data la possibilità di avventurarci…

I miei sogni sono lucciole,
perle di
un animo ardente.
Nelle tenebre calme della notte
lampeggiano in  frammenti di luce.
~• R. Tagore •~

sogniIl sonno è un dono che la Natura ci ha lasciato nonostante i nostri innumerevoli sforzi per allontanarci da essa. Non in molti, ormai, riescono a sperimentare stati di trance autoindotti. Non in molti, d’altra parte, riescono a sfuggire alla morsa della razionalità assoluta e meccanicistica che regola il nostro mondo, la nostra società.

Il sonno è per definizione uno stato temporaneo di perdita della coscienza, ma la coscienza non è “persa”, solo alterata… è altrove… sensazioni, emozioni, percezioni ordinarie o meno, sono in questo stato alterate, portate su un piano differente, accentuate. Il sogno ci permette di avere uno squarcio “dietro” la realtà, illuminando fugacemente quelle linee sotterranee che sottostanno alla superficie piatta e geometrica della nostra esperienza nelle “civiltà occidentali” e soprattutto della parte nascosta, oscura e sfuggente di noi stessi.

Conoscere i processi del sonno e il significato dei propri sogni significa conoscere se stessi. In questo affascinante campo sono due gli indirizzi di studio: da una parte la psicoanalisi che s’interessa del sogno e dei suoi significati, dall’altra le neuroscienze, ed in particolare quella scienza che si occupa dello studio delle funzioni del sistema nervoso che è la neurofisiologia, che invece sono interessate ai meccanismi del sonno in sé e per sé.

Fra i due indirizzi di ricerca non c’è incompatibilità o contrasto poiché entrambi studiano l’uomo ma da un diverso punto di vista, con un differente livello di conoscenza, dal momento che anche gli scienziati più estremisti sono oramai convinti che l’anima ed il cervello non siano esattamente la stessa cosa; si riconosce che non vi è una relazione univoca fra un determinato stato del cervello ed una specifica attività psichica.

Freud definiva il sogno come “travestimento simbolico dei desideri”. Il merito storico di Sigmund Freud fu quello di assegnare al sogno un significato psicologico, individuabile attraverso il lavoro analitico dell’interpretazione, concependo il sogno come il risultato di un processo psichico e non esclusivamente come un prodotto somatico.

sogniSecondo Freud è dall’inconscio dell’individuo che si originano i sogni. L’inconscio esprime essenzialmente desideri, generalmente di carattere sessuale, che nel sogno trovano una loro “realizzazione allucinatoria”. Tali desideri, sentimenti e pensieri dell’IO inconscio, risultano angoscianti per l’IO cosciente, ma il nostro sonno non è turbato da questi contenuti perché su di loro interviene una terza istanza, la “Censura”, che camuffa, maschera ed elabora i messaggi latenti dell’inconscio trasformandoli in immagini manifeste, tollerabili dalla coscienza.

I nostri desideri ed impulsi profondi, che sono prevalentemente di natura sessuale ed aggressiva, sono rifiutati dalla coscienza perché immorali, ed attraverso il lavoro dell’istanza di controllo della personalità, la Censura appunto, essi vengono deformati sino a divenire irriconoscibili e trovano, nel contesto del sogno, una loro rappresentazione puramente simbolica. Il sogno è quindi la rappresentazione dell’appagamento mascherato di desideri repressi in un modo tale, e tramite immagini, da assicurare che la loro intima natura non sia svelata. sogniL’essere umano è un composto di corpo ed anima, che sono sono uniti da un sottile ed invisibile cordone d’argento. Quando la persona dorme, l’anima (o corpo astrale) esce dal corpo fisico dalla ghiandola pineale, con rotta verso la quarta dimensione o “mondo dei sogni”.

Nel sogno ci vediamo come in una pellicola dove ognuno è l’attore principale. Nel sogno e con l’anima in stato incosciente, senza sapere il perché, possiamo viaggiare in altre città, in altri paesi, parlare con persone che non conosciamo, parlare con anime di persone già morte, vedere cose che devono succedere, e tanto tanto altro. Al risveglio, l’anima penetra nuovamente nel corpo fisico ed è possibile che la persona porti o no, il ricordo dei suoi sogni.

Il sogno oggi è da molti considerato un’esperienza al di fuori della realtà, un’esperienza senza aderenza con la razionalità e quindi senza nessun nesso logico con ciò che accade “al di qua”. Il sogno invece ci permette l’accesso a zone che nella quotidianità ci sono precluse: l’inconscio, il piano energetico, le sensazioni troppo spesso sottovalutate che durante i sogni “urlano” per ricordarci la loro presenza. E non si fanno sentire nemmeno nella loro totalità, in quanto le barriere protettive che poniamo tra di noi e la nostra vera natura, impediscono loro di affiorare del tutto.

Il sogno è puramente istintivo, il sogno non segue le leggi della causalità, temporalità, spazialità. Per questo a volte è davvero difficile raccontarlo. Le contraddizioni che sono insite nel linguaggio dei sogni, in realtà, non sono che regole diverse da quelle del linguaggio umano comune. Per questo motivo non si riesce a “raccontarli”. Scoprire quali siano queste leggi, i concetti che sottostanno alla formazione del materiale onirico, è compito affascinante ed arduo.

Forse i sogni ci chiedono di non porci domande su di loro, perché le nostre domande pretenderebbero di dare loro una forma non adeguata a ciò che sono. Forse dovremmo “sentire” i sogni, sentire ciò che ci dicono senza ragionarci, sentire le sensazioni che ci danno, farci guidare da loro, piuttosto che cercare di guidarli. Ma, ahimè, l’uomo ha l’abitudine costante di voler capire, conoscere, sapere… molto spesso solo sotto il punto di vista razionale, dimenticando l’emotività, mentre le due sfere dovrebbero collaborare.

✰ IL SIMBOLO NEL SOGNO ✰

Luoghi e persone che nel periodo della veglia ci sono estremamente familiari, nei nostri sogni assumono connotati astratti ed evanescenti; li riconosciamo a malapena nell’evolversi tortuoso della trama onirica. Alcune visioni oniriche richiamano alla mente ricordi ancestrali che non ci appartengono come singoli individui, ma piuttosto come individui appartenenti alla specie Homo sapiens. sogniIstinti primordiali che ci trasciniamo dietro da secoli, incisi nei nostri geni, confinati, come prigionieri, nelle nostre reti neuroniche durante le ore della veglia, si liberano e deflagrano a livello cosciente nella vita onirica di ognuno di noi. Tutti sognano, e spesso i sogni si somigliano: sono gli archetipi. Il buio, il sole, la madre, il padre, il serpente, il labirinto… archetipi; simboli che ricorrono da innumerevoli generazioni nelle arti, nella cultura, nei sogni degli uomini di tutto il mondo e di tutti i tempi.

Il simbolo ci permette di giungere al significato di un concetto senza passaggi logici intermedi. La forza del simbolo risiede nell’immediatezza del messaggio che ci trasmette e nella sua carica emotiva. Il simbolo è una scure che abbatte le barriere tra gli individui.

Archetipi e simboli sono l’alfabeto di un linguaggio universale con cui l’Umanità, inconsciamente, dialoga da sempre. I sogni non sono altro che l’espressione di tale linguaggio. Nell’ambito del sogno non esistono barriere culturali, razziali, linguistiche, fisiche, psicologiche. Nel sogno c’è solo libertà.
Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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1 commento

  1. Io ho fatto questo sogno ricorrente dove cadevo fisso nel vuoto però un giorno ho sognato sempre che cadevo nel vuoto ma che riuscivo ad atterrare cosa vuol dire il fatto che sono atterrato?

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