Divinità Greche e i 12 Olimpi

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Data di pubblicazione: 12 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

~• 3. POSEIDONE •~ 

Poseidðn – “lo sbuffante”. Deriva da pçv, prçv, pot°, “verso”, e o¸d€w, “gonfiarsi”.

Nell’antica Mitologia Greca, Poseidone (in Greco Ποσειδῶν) è il Dio del mare, dei cavalli e, nel suo epiteto di Scuotitore della Terra (Enosìctono o Enosigeo, latino Ennosigaeum, greco Ἐ(ν)νοσίγαιος), causa dei terremoti.

Poseidone, se si fa affidamento sulle tavolette d’argilla in scrittura Lineare B giunte fino a noi, nell’antica città di Pilo era considerato il più importante tra gli Dèi; in queste iscrizioni il nome PO-SE-DA-WO-NE (Poseidone) ricorre con frequenza molto maggiore rispetto a DI-U-JA (Zeus). Si trova anche una variante femminile dello stesso nome, PO-SE-DE-IA, il che indica l’esistenza di una Dea compagna di Poseidone che in tempi successivi venne dimenticata.

Le tavolette rinvenute a Pilo riportano la memoria di sacrifici in onore de “Le due regine e Poseidone” oppure “Le due regine ed il re”. L’identità che più facilmente può essere attribuita alle “due regine”, è quella di Demetra e Persefone o di due Dee loro antesignane, in ogni caso divinità che in epoche successive non furono più associate alla figura di Poseidone.

Il Dio era già identificato come “Scuotitore della terra” ovvero E-NE-SI-DA-O-NE nella Cnosso di epoca micenea, un titolo estremamente importante, soprattutto considerando che i terremoti sono stati una delle cause principali della caduta della civiltà minoica.

In una delle tavolette di Pilo si trova un legame tra i nomi di Demetra e Poseidone, che compaiono come PO-SE-DA-WO-NE e DA-MA-TE inserite in un contesto di richieste di grazia agli Dèi. La sillaba DA, presente in entrambi i nomi, sembrerebbe derivare da una radice Protoindoeuropea associata al concetto di distribuzione di terre e privilegi, per cui Poseidone potrebbe significare “Signore distributore” o “Compagno della distributrice”, parallelamente a Demetra “La madre distributrice”.

Divinità simili a Poseidone del mondo antico furono Rodon nella mitologia illirica, Nethuns nella mitologia etrusca e Nettuno in quella romana. È uno dei figli di Rea (Dea della Terra) e Crono (Dio del Tempo), fratello, fra gli altri, di Era, Ade e Zeus.

Poseidone è il Dio del mare e dei cavalli, il suo carro è trainato da destrieri dagli zoccoli bronzei e lucenti d’oro, ed il suo regno brulica di mostri delle profondità. Il suo simbolo è il tridente, che egli usa per agitare gli oceani fino a farli diventare una forza distruttrice, e per colpire rocce e generare fonti o cavalli.

Mantiene calmo il mare per quei marinai che lo onorano con sacrifici e che, una volta abbandonato il mestiere, portano reti e tridente al suo tempio, auspicando una serena vecchiaia.

Anche i terremoti sono causati da Poseidone, e nel Mediterraneo la sua opera ha lasciato il segno: i palazzi di Cnosso venivano continuamente scossi fin nelle fondamenta, e l’isola di Thera venne distrutta da una violenta eruzione vulcanica. Egli si rivela con maggior potere ai confini di due elementi e i suoi templi, perciò, sorgono preferibilmente agli incroci tra terra e mare, tra mare e mare, tra terra e terra.

Dal punto di vista spirituale, Poseidone viene visto come un Dio violento, irascibile, dotato di un’incontenibile furia che rappresenta i desideri insaziabili: totalmente opposto allo spirito di Zeus, Poseidone è quella forza che negli umani non obbedisce allo spirito equilibratore.

La Nascita e il Trionfo su CronoPoseidone era figlio di Crono e Rea. Secondo le tradizioni è ritenuto ora il fratello maggiore, ora il minore di Zeus. Al pari dei suoi fratelli e sorelle venne divorato dal padre, che lo rigurgitò quando fu costretto da Zeus, l’ultimogenito riuscito a sfuggire al terribile genitore.
Zeus insieme ai fratelli e sorelle, agli Ecatonchiri, ai Giganti e ai Ciclopi, sconfisse Crono e i Titani, spodestandolo dal suo trono. Secondo alcune varianti della leggenda, Poseidone fu allevato ed educato dai Telchini sull’isola di Rodi, e dalla figlia dell’Oceano, Cefira, così come Zeus fu cresciuto dai Coribanti a Creta.
Quando il Dio del Mare raggiunse un’età adulta, s’innamorò di Alia, sorella dei Telchini, e le diede sei figli maschi ed una figlia, chiamata Rodo. In tal modo l’isola in cui il Dio passò la sua giovinezza prese il nome da sua figlia. Quando poi si decise a sorte di dividere il mondo in tre regni, Zeus ricevé il cielo, Ade il mondo sotterraneo dell’oltretomba, mentre a Poseidone toccarono il mare e le acque.

❂ Il Culto di Poseidone ❂

Nella cultura micenea, pur così dipendente dal mare, non è stato ritrovata alcuna prova di un legame tra Poseidone ed il mare stesso, e la leggenda narra, come sopraccennato, che tra gli Olimpi chi dovesse regnare sulle acque fu stabilito con un sorteggio. Evidentemente il culto del Dio era nato in precedenza ed indipendentemente da quello che sarebbe diventato il suo regno.

Visto che la figura di Poseidone è in stretta relazione sia con il mare che con i cavalli e, considerando la lontananza dal mare delle zone in cui abitavano gli antichi indoeuropei, alcuni studiosi ritengono che Poseidone originariamente nasca come un dio-cavallo, e che solo in seguito sia stato assimilato alle divinità acquatiche orientali, quando i popoli greci mutarono la loro fonte di sostentamento principale, passando dalla coltivazione della terra allo sfruttamento del mare con la pesca e i commerci marittimi.

Secondo alcune versioni della leggenda sulla sua nascita, infatti, Poseidone non è mai stato divorato e vomitato da Crono, ma Rea lo sostituì con un puledro e nascose Poseidone in un branco di cavalli.

Secondo Pausania, Poseidone era uno dei custodi dell’Oracolo di Delfi, prima che Apollo ne assumesse il controllo. Apollo e Poseidone spesso si occuparono degli stessi aspetti delle vicende umane: ad esempio durante la fase della fondazione di nuove colonie, Apollo per mezzo dell’Oracolo autorizzava i coloni a partire ed indicava loro dove stabilirsi, mentre Poseidone si prendeva cura dei coloni durante la navigazione verso la nuova patria, e procurava le acque lustrali per celebrare i sacrifici propiziatori per la fondazione della nuova città. L’Anabasi di Senofonte descrive un gruppo di soldati Spartani che intonano, dedicandolo a Poseidone, un peana, un tipo di inno che, normalmente, veniva dedicato ad Apollo.

Come anche Dioniso e le Menadi, Poseidone aveva la capacità di provocare alcune forme di disturbo mentale: uno dei testi di Ippocrate riporta come alla sua opera fosse attribuito l’insorgere di certi tipi di epilessia.

poseidone 2 In ogni caso la grande importanza di Poseidone agli inizi della civiltà Greca si può facilmente notare nell’Odissea, poema in cui lui e non Zeus, è il motore principale degli eventi. L’inno a Poseidone, incluso nella raccolta degli Inni omerici, consiste in una breve invocazione, un preambolo di sette versi che si rivolge al Dio come “scuotitore della terra e delle lande marine, Dio dei profondi abissi che è anche signore del Monte Elicone e dell’ampia Aigai”, e ricorda anche la sua doppia natura di Dio dell’Olimpo: “domatore di cavalli e salvatore di navi”.

Poseidone era venerato come divinità principale in molte città: ad Atene era considerato secondo soltanto ad Atena, mentre a Corinto ed in molte città della Magna Grecia, era considerato il protettore della polis.

Le celebrazioni in onore di Poseidone si tenevano, all’inizio della stagione invernale, in molte città del mondo greco. I marinai rivolgevano preghiere a Poseidone perché concedesse loro un viaggio sicuro e, talvolta, come sacrificio annegavano dei cavalli in suo onore. Quando mostrava il lato benigno della sua natura Poseidone creava nuove isole come approdo per i naviganti, ed offriva un mare calmo e senza tempeste.

Quando invece veniva offeso e si sentiva ignorato, allora colpiva la terra con il suo tridente provocando mari tempestosi e terremoti, annegando chi si trovasse in navigazione ed affondando le imbarcazioni.

L’iconografia classica di Poseidone lo ritrae alla guida del suo carro trainato da cavallucci marini o da cavalli capaci di correre sul mare. Spesso era rappresentato insieme a delfini e con pesci infilzati sul suo tridente.

♥ Le Amanti di Poseidone ♥

Secondo alcune leggende Poseidone stuprò Etra, diventando così padre del celebre eroe Teseo.

Secondo un antico mito, una volta Poseidone tentò di insidiare Demetra, ma la Dea rifiutò i suoi approcci e si trasformò in una giumenta per nascondersi, confondendosi tra una mandria di cavalli. Poseidone però la individuò ugualmente, nonostante le sue nuove sembianze, si trasformò a sua volta in uno stallone e in questo modo riuscì a farla sua: dall’unione nacque Arione, un cavallo dotato del dono della parola.

Poseidone ebbe una relazione con sua nipote Alope, figlia di suo figlio Cercione re di Eleusi, generando così Ippotoo. Cercione decise allora di seppellire viva Alope, ma Poseidone la trasformò nell’omonima fonte che si trova nei pressi di Eleusi.

Poseidone salvò Amimone da un Satiro lascivo che l’aveva aggredita, ed in seguito ebbe da lei un figlio di nome Nauplio.

Una donna mortale di nome Tiro era sposata con Creteo (dal quale aveva avuto un figlio, Esone), ma era innamorata di Enipeo, una divinità fluviale: la donna si offrì ad Enipeo che però la rifiutò. Un giorno Poseidone, incapricciatosi di Tiro, assunse le sembianze di Enipeo e dalla loro unione nacquero i due gemelli Pelia e Neleo.

Poseidone ebbe un rapporto sessuale con Medusa sul pavimento del tempio di Atena che, per vendicarsi dell’affronto, trasformò la Gorgone in un mostro. Quando, tempo dopo, fu decapitata dall’eroe Perseo, dal suo collo emersero il cavallo alato Pegaso ed il gigante Crisaore.

Dopo essersi congiunto con Cenis, Poseidone, esaudendo la sua richiesta, la trasformò in un uomo.

Dunque non tutti i figli di Poseidone sono umani: tra essi vi sono anche il sirenide Tritone, il cavallo alato Pegaso, il ciclope Polifemo, e i giganti Aloadi Oto ed Efialte.

✦ Altre Leggende ✦

Atena era in competizione con Poseidone per diventare la divinità protettrice della città di Atene che, all’epoca in cui si svolge questa leggenda, ancora non aveva un nome. Si accordarono in questo modo: ciascuno dei due avrebbe offerto un dono agli Ateniesi e questi avrebbero scelto quale fosse il migliore, decidendo così la disputa. Poseidone piantò al suolo il suo tridente e dal foro ne scaturì una sorgente. Questa avrebbe dato loro sia nuove opportunità nel commercio che una fonte d’acqua, ma l’acqua era salmastra e non molto buona da bere. Secondo altre versioni Poseidone offrì invece il primo cavallo, mentre Atena offrì il primo albero di ulivo adatto ad essere coltivato. Gli Ateniesi scelsero l’ulivo e quindi Atena come patrona della città, perché l’ulivo avrebbe procurato loro legname, olio e cibo. Si pensa che questa leggenda sia sorta nel ricordo di contrasti sorti nel periodo Miceneo tra gli abitanti originari della città e dei nuovi immigrati. È interessante notare come Atene, nonostante questa scelta, all’apice del suo sviluppo fu una grande potenza navale, capace di sconfiggere la flotta Persiana nella battaglia di Salamina

Come punizione per aver offeso Zeus, Poseidone ed Apollo furono mandati a servire il re di Troia Laomedonte: questi disse loro di costruire un’enorme cinta muraria che corresse tutt’attorno alla città, promettendo di ricompensarli per questo servizio, ma poi egli non mantenne la parola data. Per vendicarsi, Poseidone incaricò di attaccare la città un mostro marino che però venne ucciso da Eracle.

Nell’Iliade Poseidone si schiera dalla parte dei Greci, e in diverse occasioni scende in battaglia contro l’esercito Troiano. Tuttavia nel XX libro, interviene per salvare Enea, quando il principe Troiano è sul punto di essere ucciso da Achille.

Nell’Odissea Poseidone svolge un ruolo importante a causa del suo odio per Odisseo, dovuto al fatto che l’eroe ha accecato suo figlio, il ciclope Polifemo. L’inimicizia di Poseidone nei suoi confronti impedisce per molti anni ad Odisseo di fare ritorno ad Itaca.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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