Gli Amuleti delle Razze di LOT

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Data di pubblicazione: 20 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

✾ L’Amuleto dei Folletti ✾

Tutto ebbe inizio con la decisione di ricondurre i Folletti nella valle, non appena appresa la storia degli Amuleti. Si cominciò ad organizzare la spedizione, e gli oscuri nemici apparirono in piazza, minacciando la vita dei cittadini e facendo presagire segnali di morte se i Folletti avessero osato continuare nei loro intenti, ma vigeva l’urgenza di recuperare l’amuleto della loro razza e, non di meno, nulla può fermare un Folletto.

Così, seppur con grande ritardo ed alcune assenze, cominciarono il loro viaggio, Chuva dei Talayesva, i Folletti Money, Kosmos (Chuva dei Flairy), Nereide (Chuva dei Liolà), Galdriel, Lincetta, a cui si unirono i loro cari amici AlexanderMcCoy e Dracone, nonché alcuni cittadini che si fecero trovare alla Rocca col solo scopo di aiutarli e proteggerli, rispondendo al loro richiamo: il Maresciallo dell’Esercito Ducale Sir Gufo, l’Iniziata dei Maghi Lady Akeira, l’Adepto dei Maghi Ser Joram, Messer Kunrad.

Nella loro cerca furono accompagnati da alcuni componenti della Compagnia degli Amuleti: il Principe delle Tenebre Sir Dryke, il Maestro Precettore Ordine del Leone Sir Rando, Lady Aquilegia e La Maestra dell’Alleanza Ayla.

Lord Althair li attese in rocca consegnando il 13° Amuleto delle Razze alla Maestra dell’Alleanza Lady Ayla, che li avrebbe guidati nella ricerca. Sprigionando il potere dell’Amuleto la Dama Ayla aprì il passaggio temporale, conducendo l’intera compagnia sino alla loro terra verdeggiante dai dolci pendii e i colori incantevoli.

Nel cuore dei Folletti una dolce nostalgia e gioia nel rivedere la loro amata valle, e in quello di chi li accompagnava stupore e meraviglia.

Dopo qualche tempo in marcia chiacchierina e speranzosa giunsero in una vasta pianura, piatta e coperta da verdissima erba, fitta e molto alta. Di nuovo lo stupore prese gli stranieri al calare delle ombre della sera, quando dalla distesa verde si levarono lievi nell’aria piccolissime luci ondeggianti.

Alcuni Folletti non riuscirono a trattenere l’istinto di danzare con le lucciole, sicché gli altri del gruppo scoprirono perché la loro terra ha il nome “Valle delle Lucciole”, osservando lo spettacolo nell’aria estasiati. Per pochi attimi dimenticarono le ragioni che li spingevano lì. A riportarli tristemente alla realtà si avvicinò a piccoli passi una figura minuta, saltellante e gioiosa.

La poca malizia indusse lady Galdriel a farsi avanti verso la figura che sorridendo le corse incontro ma, che giunta a lei vicina, la colpì con un pugnale ferendola. Immediatamente, mentre Kosmos tentava di medicare la ferita al braccio di Galdriel, la Compagnia accorse in sua difesa colpendo la figura che si rivelò essere un malvagio Gnomo.

Dopo lo sgomento (e la sgridata per la loro imprudenza follettesca) si avviarono oltre, ogni Folletto scortato ora da guardie del corpo, seguendo il richiamo dell’Amuleto, che attirava a sé il 13° Amuleto stretto tra le mani di Ayla. Scorsero poco lontano un desolato e lugubre villaggio di casupole in legno, attraversato da un rio il cui unico passaggio sembrava essere un ponte di assi.

Una spiacevole sensazione accompagnò da subito i Folletti che stentarono a riconoscere la loro valle, e che non avevano ricordi di tale triste abitato. L’orrore riempì i loro occhi di Folletti quando poi scorsero nel gruppo di case che appariva disabitato, in terra accanto al ponte, dei gusci vuoti di tartarughe, le belle tartarughe che popolavano il loro fiume, con scritte sulle loro schiene tutte le storie della valle.

I gusci però apparvero rovinati e senza più alcuna traccia di storia, cancellata forse da qualche crudele maleficio. Senza sapere cosa fosse avvenuto ma con il cuore gonfio di tristezza, i Folletti cercarono di capire cosa fosse accaduto alla loro rigogliosa valle.

Non ebbero però il tempo di porsi molte domande, poiché giunsero rumori spaventosi alle loro orecchie e apparvero all’orizzonte, ma già troppo vicini, gruppi di Gnomi che si recavano verso il villaggio.

Gli Gnomi attaccarono con un fitto lancio di frecce, tutti i Folletti si rifugiarono dentro il villaggio mentre Dryke, Rando, e AlexanderMcCoy combattevano coraggiosamente sul ponte impedendo ai nemici di raggiungerli. Improvvisamente però l’attenzione degli Gnomi venne attratta da un’enorme tartaruga che scendeva lentamente per le acque del rio verso il villaggio, l’attacco crudele si diresse allora verso la creatura indifesa.

Non potendo sopportare tale barbarie, e con l’orrore dei gusci vuoti ancora negli occhi, uno dei Folletti incitò la Compagnia a salvare il povero essere memoria della loro valle. Tutti si trovarono d’accordo e la decisione di aiutare la tartaruga fu unanime, con enorme sforzo i valorosi uomini della compagnia trassero a fatica in salvo la tartaruga difendendola dall’attacco degli Gnomi.

Una volta a riva però la tartaruga cominciò ad allontanarsi dirigendosi verso un grande albero. Solo allora si riconobbe, nel paesaggio così tristemente trasfigurato, l’albero dentro a cui si nascondeva il passaggio segreto che conduceva a Spiritenia, la città dei Folletti.

La grossa tartaruga scomparve all’interno dell’albero, e mentre la battaglia infuriava all’esterno, Kosmos con un gioco di illusione creò una luce ed entrarono lui, Money, Nereide e Lincetta all’interno dell’albero cavo, il cui passaggio era troppo stretto per gli altri.

I Folletti avanzarono cauti nel cavo dell’albero, sino ad arrivare ad una grossa stanza con due grandi porte colorate, davanti a cui la tartaruga era ferma. Qui finalmente si vide che sul guscio della creatura vi era scritta l’intera storia della Valle delle Lucciole, probabilmente essa era la prima o la più antica delle tartarughe.

Dietro ad una delle porte vi era Spiritenia, il desiderio di tornare nella loro città fu grande, ma i Folletti non avevano mai veduto prima le due porte e non sapevano scegliere quale aprire, temendo che dietro quella sbagliata si nascondessero nuove insidie. Fu allora che la tartaruga li fissò ed essi percepirono da lei questo messaggio: «Non è ancora giunto il tempo di tornare a Spiritenia.»

Subito dopo aver dato il penoso messaggio la tartaruga si rinchiuse nel suo guscio. Disperati i Folletti la implorarono, non capendo e non sapendo più come fare, e udendo la dolorosa battaglia all’esterno, in risposta alle loro richieste, mentre fuori l’Amuleto di Ayla brillava forte, dalla parte alta del guscio apparve e si staccò l’Amuleto cercato, brillando di luce intensa. Dopo qualche istante di esitazione ed ammirazione un Folletto lo raccolse e lo tenne stretto tra le mani sul suo petto.

Cominciarono poi una rapida corsa per uscire all’esterno, dove uscirono poco prima che la cavità dell’albero si richiudesse dietro di loro. Lì trovarono ormai stremati i loro difensori, tra cui i più volte feriti Rando, Dryke, Aquilegia e Gufo, incapaci ormai di contenere la preponderanza numerica degli Gnomi che continuavano ad avanzare crudeli e feroci, senza apparire minimamente indeboliti dalle cospicue perdite inflitte dai componenti della compagnia. In un attimo di terrore persino il 13° Amuleto sembrò perduto, essendo caduto dalle mani di Ayla, che riuscì a recuperarlo appena in tempo per salvare tutti da morte certa.

Appena tornato tra le mani di Ayla, cominciò a brillare, mentre l’Amuleto dei Folletti splendeva a sua volta, e la sua luce avvolse tutti i presenti portandoli fuori dalla loro amata Valle attraverso il passaggio temporale. Alla Rocca a Lot, Lord Althair li attendeva. La fatica e la sofferenza per quanto avevano visto e vissuto si mischiavano alla gioia di essere riusciti nell’impresa.

Con questo pesante pensiero venne consegnato anche l’Amuleto dei Folletti ad Althair, che lo ripose al sicuro con gli altri. Un primo passo era stato compiuto, ma la Valle delle Lucciole non era al sicuro, e non lo sarebbe stata finché i dodici Amuleti non fossero tornati a Lot, e solo allora sarebbe stato concesso ai Folletti di rivedere la loro amata Spiritenia, salvandola dalle forze oscure che l’avevano trasfigurata.Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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