Gli Amuleti delle Razze di LOT

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Data di pubblicazione: 20 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

✾ L’Amuleto dei Mannari ✾

Dopo un breve periodo di inattività, nel suo nascondiglio segreto, il 13° Amuleto iniziò a pulsare di energia e spinse la Compagnia dell’Amuleto ad agire. A Est di Lot, nell’antichissima “Terra dell’Acqua della Luna”, le forze di Nathamer percorrevano le foreste e le valli in cerca di un segno che rivelasse la possibile presenza dell’Amuleto dei Mannari.

Queste vennero in contatto con un’antica comunità di Elfi Drow che aveva combattuto all’alba dei tempi contro i Mannari e, prospettandogli un ritorno del dominio degli antichi padroni di quelle terre, se li fecero alleati. A Lot la tensione continuava a crescere e la mannara lady Coldfire chiamò a raccolta un gruppo di appartenenti alla sua razza, per organizzare una spedizione in cerca dell’Amuleto in appoggio alla Compagnia.

Lady Oiffos portava con sé il 13° Amuleto e il Libro che poi passò in consegna a Ser Jamal, e le due maghe Aquilegia ed Eilanita erano pronte a mettere a disposizione di tutti le loro capacità nel campo delle forze arcane, mentre sir Cleante e sir Dryke, armati di tutto punto, scortavano i portatori del 13° Amuleto e del Libro. La Compagnia si riunì con i Mannari ai Giardini e subito il 13° Amuleto si attivò.

I componenti della Compagnia vennero avvolti da una potente luce e, dopo un improvviso senso di vuoto, il mondo intorno a loro si dissolse. Odore di foglie e frusciare del vento furono le prime sensazioni che il gruppo percepì appena il mondo intorno a loro tornò ad essere reale, una leggera nebbia avvolgeva i tronchi di antichissimi alberi ed in terra un soffice tappeto di foglie morte rendeva silenzioso qualsiasi movimento.Ataviche conoscenze di lontane leggende e storie degli antichi Mannari si risvegliarono in alcuni tra i presenti, e capirono entro breve di trovarsi sulle pendici dei monti Wostellun, a nord del lago Xujin. Oiffos alzò in alto  il 13° Amuleto che iniziò ad illuminare con un leggero fascio di luce un sentiero che portava verso sud.

Tutto il gruppo si mise in movimento, ma fatti pochi passi iniziarono a scorgersi ombre furtive che si muovevano tra gli alberi, appena al limite del campo visivo, e non appena si cercava di individuarne la causa tutto tornava ad essere immobile. La discesa verso valle fu molto lunga e ad un certo punto i componenti della Compagnia, ma soprattutto i Mannari, furono fatti bersaglio di frecce con punta di argento scagliate da ignote figure.

Finalmente gli alberi si diradarono e tutto il gruppo si trovò sulle rive del lago Xujin, nelle cui acque si rispecchiava una splendida luna piena. Davanti ai componenti della spedizione emersero al chiaro della luna le antichissime rovine della città di Legesherj, separate dalla terraferma da un vecchio ed ampio fossato che ormai si era trasformato in un piccolo braccio del lago.

Appena arrivati in prossimità delle acque furono subito attaccati da un forte gruppo di Elfi, ben determinati ad impedire l’attraversamento delle acque.

Immediatamente si accese un duro scontro, formarono una piccola retroguardia per trattenere gli Elfi, gli altri componenti della spedizione cercarono un modo per superare quel tratto di acqua che li separava dalle rovine di Legesher, Beorn trovo una corda un po’ lacera, e si decise che uno doveva portare la cima di quella corda dall’altro lato del lago, per legarlo ad un albero e fare una specie di appiglio per permettere a tutti di superare quelle acque.

Così fu fatto, Beorn legò una cima ad un albero diede l’altra ad un altro Mannaro che si tuffò, e che con mille difficoltà, rischiando di affogare, riuscì a portare e legare l’altra cima.

Passarono per primi Cleante Wolfman per proteggere l’arrivo di tutto il resto della spedizione, si riuscì ad approdare sulla terra dove sorgevano le antiche rovine. Anche qui si accese immediatamente battaglia contro un forte contingente di Gnomi di Nathamer, che stavano controllando palmo a palmo le case e le strade in cerca di una qualche traccia dell’Amuleto dei Mannari.

Durante gli scontri fu essenziale tanto la forza dei guerrieri lì presenti, quanto la potenza magica di Eilanita ed Aquilegia per riuscire a contrastare prima gli Gnomi e poi un Mago Nero di Nathamer che era stato richiamato sul posto.

Il 13° amuleto emetteva una grande luce che illuminava una zona pianeggiante al centro della città di Lagesherj dove c’erano, quasi a formare un ampio cerchio, dei tronchi d’albero bruciati e semidistrutti dal tempo e dalle intemperie, al centro dei quali si vedeva un basamento.

Combattendo contro nemici sempre più numerosi, il gruppo si ritirò verso il centro della zona pianeggiante e il 13° amuleto illuminò l’antico basamento che però restò vuoto, solo la lettura del Libro in possesso alla Compagnia dell’Amuleto fornì una traccia: occorreva chiamare il nome dell’antico menhir, fatto erigere dagli antichi Mannari e totalmente inciso dagli artigli dei primi Druidi, che si ergeva un tempo al centro della città sacra di Laghesherj.

Baraksch, il solo a possedere queste antiche conoscenze, ne pronunciò a voce alta il nome: “alofkrosherj”. A quel punto comparve, appoggiato sull’antico basamento, l’Amuleto dei Mannari che venne prontamente preso da Oiffos. Sia gli Gnomi che il mago di Nathamer tentarono un ultimo disperato assalto, gli Gnomi combattendo con la forza della disperazione ed il mago attaccando con le sue arcane arti la maga Aquilegia.

Nel momento più duro dello scontro il 13° Amuleto aprì un portale con Lot e, seppur a fatica, tutti i partecipanti alla spedizione riuscirono a rientrare nelle amiche mura della città, scampando così ad un triste fato che già faceva pendere su di loro la spada di Damocle.Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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