Gli Amuleti delle Razze di LOT

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Data di pubblicazione: 20 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

✾ L’Amuleto dei Demoni ✾

Nei giorni precedenti la missione uno strano accadimento aveva avuto luogo, condizionando inevitabilmente il tranquillo svolgersi delle giornate lottiane. Un Mago di Nathamer, protetto da un esercito di Orchetti, aveva fatto la sua apparizione nella Piazza del Mercato e davanti agli occhi increduli dei presenti aveva dimostrato, con aria di sfida mista a puro godimento, di essere in  possesso dell’Amuleto dei Demoni.

Dunque questa volta Nathamer li aveva preceduti nella ricerca e fu subito evidente a tutti che un grande pericolo incombeva sulla Razza dei Demoni e sull’intera Lot. Senza perdere tempo prezioso si procedé al reclutamento dei Demoni per aiutare la Compagnia dell’Amuleto nella spedizione di recupero.

Essi risposero con grande coraggio alla chiamata, nonostante i sortilegi di Nathamer che già stavano avendo i loro effetti negativi su di loro, causandogli malori, perdite temporanee della memoria e persino stati di vera e propria “possessione”.

Così giunse il giorno prestabilito e alla Rocca si riunirono alcuni rappresentanti della Compagnia (Shanty il Consigliere dell’Arcana Saggezza, Ayla il Maestro d’Alleanza e Zapata il Vicepresidente dell’Ordine degli Azzeccagarbugli) e numerosi Demoni (Madison Paladino di Lot, Blackice Maresciallo dell’Esercito Ducale, Gufo e Gleash Balestrieri dell’Esercito Ducale, Ramses Paladino Eroe, BlackAngel Novizio del Sacro Ordine del Leone e i cittadini Delacroix, Arkon ed Elektro) tutti pronti a dare anche la vita pur di sottrarre il prezioso monile alle mani del nemico.

Il Depositario del Mistero Althair, che come al solito accompagnava le spedizioni alla loro partenza, si fece serio in volto e con voce greve annunziò ai presenti di voler parlare loro.

«Questa è una missione differente dalle altre. Non siamo arrivati prima di Nathamer, questa volta andremo noi da Lui. Ricordate: sa del vostro arrivo e vi sta aspettando.» Così disse fissando uno per uno negli occhi, le sue parole si impressero nelle loro menti e gli animi di tutti ebbero un fremito.

In silenzio Shanty, che custodiva il 13° Amuleto, lo sollevò al cielo e la magia tornò a compiersi. L’Amuleto si illuminò della consueta luce blu ed un’enorme fascio di luce avvolse i presenti; lo spazio intorno cominciò a dilatarsi fino a scomparire, un senso di vuoto pervase i loro sensi per qualche interminabile istante, finché d’un tratto tutto riprese consistenza e il terreno ricominciò ad essere solido sotto i piedi dei membri della spedizione.

Era una magnifica giornata, il sole brillava alto nel cielo e quei caldi raggi sembravano infondere coraggio nei nostri valorosi, che si accorsero di essere in cima ad una piccola altura situata nel bel mezzo di una vasta distesa pianeggiante. Al centro, non molto lontano, era chiaramente visibile una piccola palude, circondata da innumerevoli alberi dalle mille verdeggianti sfumature.

Il 13° Amuleto cominciò a pulsare lievemente e fu presto evidente che stava indicando la via verso la palude.

Ci si mise subito in marcia; l’erba era alta e verde, nessun rumore echeggiava in lontananza, solo una leggera brezza accompagnava il loro cammino. All’improvviso una grossa buca si aprì sotto i piedi di BlackAngel ma, fortunatamente, i pali sul fondo erano spezzati e non ci fu alcun ferimento.

La marcia riprese, e poco più avanti un’ombra scura apparve a circa cinquanta metri dal gruppo; senza esitare tutti si abbassarono per nascondersi tra l’erba alta, una piccola pattuglia di sei Gnomi in ricognizione si dirigeva proprio verso di loro senza, tuttavia, averli ancora notati. Uno Gnomo si ritrovò ad un certo punto proprio davanti a Delacroix e, colto dallo stupore, esitò a reagire; prontamente Delacroix lo atterrò tagliandogli la gola, ma questi repentini movimenti misero in allarme gli altri Gnomi.

Uno di essi vide Ramses e lanciò un grido, due incoccarono le frecce sulle balestre, altri due tentarono la fuga: a questo punto, sbucando dall’erba, Demoni e membri della Compagnia si lanciarono in uno sfrenato attacco che non diede alcuno scampo al nemico.

Mentre si stavano nascondendo i cadaveri e soccorrendo Zapata, che era rimasto ferito ad una gamba, due Skertl comparvero in lontananza. Volando lentamente, quasi a volere perlustrare la zona, compirono due giri completi di tutta l’area circostante prima di andarsene e lasciare nuovamente il campo libero.

Ci si rimise in cammino, nuovamente confortati dalla brezza che muoveva l’erba rigogliosa, come un’onda percorre  il mare nel suo viaggio verso la riva; davanti a loro gli alberi e la palude si avvicinavano sempre di più. Dopo qualche metro si intravide una forma scura distesa per terra, e una volta raggiunta ed esaminata ci si rese conto, con grande stupore, che si trattava del corpo ormai mummificato di un Soldato dell’Esercito della vecchia Lot.

Più avanti  altri corpi giacevano inermi in mezzo all’erba, l’intera area circostante era cosparsa di vecchi scudi, spade e lance. Tra questi resti poteva appena essere notata la presenza di una vecchia strada.

Il 13° Amuleto riprese a pulsare lievemente, indicando la via verso ciò che rimaneva di un antico ponte. Era ancora riconoscibile un posto di guardia, sebbene mezzo distrutto, sul quale svettavano, a dispetto di tutto, le insegne della vecchia Lot. Tutto il gruppo si fermò per riflettere sul da farsi.

Davanti all’avamposto erano accampati in ordine sparso una dozzina di Goblin; tutto intorno solo le acque putride della palude, il ponte l’unica via di passaggio. I Goblin montavano la guardia distrattamente, in modo svogliato e parlottando tra loro, e questo rassicurò tutti sul fatto di non essere attesi.

Dopo un breve consulto si decise per un attacco combinato: una parte di loro sarebbe corsa sul ponte, mentre gli altri li avrebbero coperti utilizzando tutte le armi da lancio disponibili. Così fecero e con un perfetto tempismo frecce e dardi cominciarono ad essere scoccati, mentre la carica degli altri, muniti di spade e scudi, lasciava completamente disorientato il nemico attonito.

I primi Goblin caddero sotto le frecce senza neppure avere il tempo di reagire, alcuni tentarono la fuga, subito inseguiti prima che fosse troppo tardi ma, sfortunatamente, prima di morire uno riuscì a suonare un corno e, dopo appena pochi istanti, un altro corno rispose in lontananza. L’allarme era stato dato, ora tutti sapevano della presenza del gruppo e rimaneva pochissimo tempo prima dell’inevitabile arrivo dei rinforzi del nemico.

Tuttavia la cosa essenziale era portare a compimento la missione e non importava ciò che questo avrebbe comportato; così tutti si misero a correre all’impazzata mentre l’orda avversaria si abbatteva su di loro senza pietà.

Un Goblin si avventò su Gufo, due uscirono dai cespugli trascinando Ramses a terra, un altro si parò davanti a Shanty per impedirle di raggiungere la meta, ma loro andavano avanti, sempre di corsa, menando fendenti, colpendo, cadendo e rialzandosi di nuovo, mentre tra gli alberi cominciava ad essere visibile una costruzione.

Gli attacchi continuavano, uno dopo l’altro i nemici venivano eliminati; era una questione di scelta, la loro vita o quella del nemico. La costruzione si rivelò essere un fortino della vecchia Lot, le sue condizioni talmente fatiscenti da sembrare essere quasi marcia.

Un Orco attaccò Arkon, due Goblin si lanciarono su BlackAngel ferendolo ad una spalla, ma loro sempre avanti. La porta del vecchio fortino era stata sfondata da tempo immemorabile; all’interno dell’edificio si trovava un piccolo tempio. Due Orchi dal bosco si gettarono su Zapata, due Goblin colpirono alle spalle il Balestriere Gufo.

Il tempio, un tempo dedicato a Themis, era stato chiaramente profanato, tutto ciò che ricordava la Dea era stato distrutto o portato via.
La lotta continuava aspra e impegnativa, Goblin e Orchi sembravano non avere mai fine; per quanti se ne uccidessero altrettanti spuntavano da ogni dove, incalzando i nostri valorosi.

Giunti dentro il tempio Shanty e Madisone videro un Mago di Nathamer di spalle, rivolto a quello che era stato un altare, intento a maneggiare il contenuto di un’antica teca. Madisone, senza indugiare, scoccando un dardo dalla sua balestra riuscì a colpirlo al centro della schiena; il Mago inarcandosi si accasciò, lasciando cadere la teca che si infranse al suolo.

Shanty rapidamente si gettò sul suo contenuto e, con grande gioia, si ritrovò tra le mani l’Amuleto dei Demoni. Un sordo rumore di vetri infranti annunziò l’arrivo di altri nemici.

Shanty sollevò al cielo il 13° Amuleto affinché il suo magico raggio luminoso li conducesse via, lontano da quell’incubo, ma qualcosa andò storto: un Goblin la colpì violentemente alla testa con l’elsa della spada, Shanty cadde al suolo priva di sensi e gli Amuleti rotolarono sul pavimento smettendo di brillare.

Non restava alcun’altra soluzione che tornare al punto di partenza, Delacroix si caricò Shanty sulle spalle e gli Amuleti vennero recuperati. Altri corni si sentivano suonare in ogni direzione, i nemici continuavano ad arrivare a decine; un plotone di Goblin li attendeva nel mezzo della pianura, ma invocando il favore della Dea i membri della spedizione non si diedero per vinti, così si lanciarono in un attacco all’ultimo sangue.

I Goblin piombarono sul gruppo a passo di corsa, tre di essi affrontarono Gufo, uno si avventò su Delacroix atterrandolo, tre attaccarono Elektro con le spade, ed ancora blackice, Ramses, BlackAngel, a nessuno venne risparmiato un attacco, ma come un cuneo che scalfisce il metallo, i nostri valorosi riuscirono a sfondare lo sbarramento nemico, grazie anche all’aiuto di un attacco magico di Arkon. Shanty piano piano cominciò a riprendere i sensi e, non appena le forze le furono tornate, sollevò di nuovo al cielo il 13° Amuleto, ma questa volta il varco si aprì.

In lontananza un Cavaliere di Nathamer osservava i membri del gruppo attraversare uno ad uno il portale di luce. Con grande soddisfazione Shanty gli mostrò l’Amuleto recuperato, poi l’ovale si chiuse e tutti si ritrovarono alla Rocca, dove Althair li aspettava preoccupato.

Solo il grande coraggio dei Demoni permise che questa spedizione finisse in modo favorevole, essi liberarono la loro Razza dal dominio e ridarono una speranza a tutti i lottiani.Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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