Il Conte Thorm

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Data di pubblicazione: 20 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

✾ Ultimatum – I Cinque Giorni del Conte Thorm ✾

In seguito al ferimento ed all’avvelenamento del Governatore Supremo Astarte, il Conte Thorm dichiarò ai Cavalieri Neri che, se entro cinque giorni non fossero pervenute le dovute e soddisfacenti scuse per l’inqualificabile aggressione verbale seguita all’attacco dello stesso Governatore, i Nobili avrebbero bandito tutti i Cavalieri Neri ed avrebbero ordinato alle Guardie, ai Dragoni, all’Armata Ducale e all’Esercito Ducale di uccidere a vista qualunque Cavaliere Nero avrebbero incontrato, fino allo sterminio totale e all’eliminazione della Gilda.

Decise anche di ordinare alla Gilda degli Alchimisti sufficiente polvere pirica per fare saltare l’intera montagna che ospitava le Caverne, sede indiscussa dei Neri, in modo che non potessero essere mai più ricostruite. Infine ordinò alla Masseria la costruzione di numerosi forni crematori, al fine di incenerire i cadaveri dei Neri per impedire lo svolgimento di qualsiasi rito che li avrebbe potuti riportare alla vita. In seguito ci furono forti ed inquietanti repliche a tale dichiarazione da parte dei Cavalieri Neri e da parte d’altre Gilde disposte ad offrirsi in aiuto al Conte Thorm nel compiersi delle sue promesse.

Il tutto prese l’avvio quando il Principe Cratere apprese che la madre, il Governatore Supremo Astarte, giaceva in fin di vita presso l’Ospedale; accecato dall’ira per l’incompetenza di chi avrebbe dovuto proteggerla si recò al suo capezzale e, nonostante i Cerusici avessero dichiarato che la Governatrice si stava riprendendo bene, successe qualcosa di strano.

Appena giunto, seguito da alcuni Neri, si scontrò subito con un’accoglienza (giudicata da lui) non degna di un figlio che voleva assicurarsi riguardo alle condizioni della madre. In Ospedale, oltre al Sommo Chierico Frarve e ai Cerusici presenti, si trovavano anche alcuni Paladini.

Tra questi ultimi e i Cavalieri Neri nacquero subito discussioni forti, con notevoli provocazioni da entrambe le parti. Cratere, infatti, accusava i Paladini di non aver svolto correttamente il loro compito di protezione verso la madre Astarte. A questa discussione parteciparono anche Lady Opale e l’Oscuro Fleuretty che, per zittire la Lady, le scoccò un colpo di dardo in piena fronte.

L’immediato silenzio nell’Ospedale, creatosi dall’azione avventata dell’Oscuro, fu spezzato solo dal tonfo sordo di Opale che cadeva a terra. La discussione fra Paladini e Neri s’interruppe e, in seguito alle dichiarazioni del Sommo Chierico riguardanti i miglioramenti della Governatrice Astarte, Cratere si allontanò dall’Ospedale.

Il Signore dei Paladini, Lord Lebow, replicò in nome di tutta la Gilda alle provocazioni recategli, rendendo noto che non solo il principe Cratere fu uno degli ultimi a presentarsi al capezzale della madre, ma incitò anche un comportamento non consono al luogo dove iniziò tale discussione, l’Ospedale appunto, luogo in cui venne anche trafitta Lady Opale da un dardo con la sola colpa, se così si può chiamare, di aver iniziato a pregare con fervore per la salvezza del Governatore Supremo e del nascituro.

In questo modo, dichiarò “vendetta” ai Neri. A risposta, Cratere ripeté la mancanza d’affidamento dei Paladini, minacciando tutti coloro ritenuti responsabili. Da qui a poco, parte della popolazione di Lot iniziò ad esprimere i propri commenti al riguardo, a partire dai semplici Cittadini fino agli stessi Paladini, facendo notare ai Neri, ed in particolare a Cratere, come le tensioni e le battaglie presenti a Lot, nascessero spesso proprio a causa loro, e fu lo stesso Lord Lebow, Signore dei Paladini a rendere noto a Cratere che presto la Verità sarebbe stata resa chiara e palese agli occhi di tutti, come poi proferì il Paladino Parfal, che si autogiudicò incapace nel difendere il Governatore Supremo, come lo fu lo stesso Figlio di Astarte.

Cratere non esitò a rispondere a queste provocazioni, ribadendo la mancata presenza durante l’attacco dei Drow alla madre Astarte, accusando i Paladini tutti di non saper combattere ed elogiando gli stessi Neri come i più forti e i più coraggiosi combattenti all’interno del Granducato.

Iniziò la minaccia data dall’Oscuro Fleurety verso tutti i Cittadini di Lot, partendo dai più deboli, ma promettendo di colpire tutti coloro che avrebbero ritenuto responsabili di quanto accaduto. Iniziarono a spargere terrore per i luoghi di Lot: ai Giardini ferendo una coppia d’innamorati, ferendo il Dragone Scelto di Lot, Avalon, recando danni nei riguardi delle Guardie e portando il terrore tra le anime innocenti e, molte volte, inconsapevoli degli abitanti del Granducato.

Così, tra le numerose veglie al Tempio di Themis delle Vestali, tra le preghiere dei Cittadini per la salvezza del Governatore Supremo Astarte ed i cerchi fatati organizzati dalle Fate della Camarilla con lo scopo di concentrare tutte le energie sulla rimessa in salute della Governatrice, tra i Neri ed i Paladini, i diverbi, le minacce e le vendette incalzavano di giorno in giorno, mentre lo scadere dato da Thorm dei cinque giorni, si avvicinava inesorabilmente.

Allo stesso modo s’infittivano le richieste del Conte Thorm, affinché fossero rese pubbliche le scuse del principe Cratere e dei Cavalieri Neri. Il Conte diede loro due scelte: o scrivere un messaggio ai Nobili di Lot e portarlo al Sensei Musashi entro il termine prestabilito, oppure morire.

Così descriveva il Conte le differenze fra le due opportunità: la prima avrebbe portato, durante il corso della vita, a ricevere soddisfazioni e, in alcuni casi, anche delusioni, secondo la volontà di ciascuno; nella seconda, invece, incitava a vivere quelle restanti novantasei ore nel modo più intenso possibile.

In questo modo rese esplicito il consiglio di porgere le tanto attese scuse e consegnarle a Musashi. Seguirono consigli rivolti ai Neri da parte dei Cittadini del Granducato, che riportavano, per la maggior parte dei casi, le seguenti parole:

“Scusarsi è una delle più grandi prove di potenza, fatelo e diventerete più importanti nel vostro io”

Venne in questo modo infittita la trama del Fato, ciò che era stato scritto in ere passate prendeva a poco a poco colore, ogni attimo si arricchiva d’elementi oscuri e di luminescenti bagliori.

Coloro che si proclamavano combattenti dell’Oscura Madre da un lato e quelli che, invece, sostenevano di essere affiancati dalla Benevola Dea, dall’altro. I piccoli spiragli che univano uno schieramento all’altro, si facevano mano a mano sempre più sottili e le distanze fra loro si riducevano a vista d’occhio; in questo modo i Cavalieri Neri iniziavano ad essere pian piano considerati degli alleati delle forze del Male capitanate da Honorius.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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