Le Fate di Salewick

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Data di pubblicazione: 12 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

❖ Il Castello ❖
La Dimora della Stirpe di Salewick

La storia racconta che il progetto di questa dimora sia stato commissionato da due Fate dall’animo spettrale: Myluna e Kaisy.

Non si sa con certezza chi l’abbia costruito, ma reperti storici dimostrano le idee e caratteristiche precise che la domus Salewick doveva possedere.

La prima impressione che si ha di fronte all’imponente struttura dall’aspetto compatto, è un grande senso di mistero oltre che di forza. La struttura è suddivisa in tre piani più i sotterranei.

3° PIANO: sala degli effluvi

2° PIANO: camere da letto dei membri di Salewick, sala degli specchi, biblioteca, studi delle Salewick

1° PIANO: ingresso, salone per le cerimonie, sala dei riti, sala delle arti, sala delle inquisizioni, sala delle alleanze, sala dei ritratti, sala delle osservazioni, sala da pranzo, aula magna, sala del consiglio, sala delle armi, cucine

SOTTERRANEI: le segrete

La domus Salewick presenta inoltre un atrium, ed un giardino situato alle sue spalle oltre ad un cortile.

Atrium
È il luogo dove tutte le Fate possono passeggiare liberamente. L’atrium è contornato da alberi e colonne, ed un piccolo viale conduce al centro dov’è situata una cupola che assume il riflesso del colore del cielo. Si può notare anche la presenza di una fontana con una statua al centro, simbolo della bellezza sublime delle Salewick, circondata da colonne e realizzata in purissimo marmo bianco. È una sorta di giardino o luogo di riflessione, e la Helcyr Caprice, spesso, non disdegna ritirarsi in riflessione in questo luogo quando è notte. L’ambiente, suggestivo e tranquillo, è luogo ideale per ricevere l’ispirazione necessaria per affrontare situazioni complicate.
Nell’atrium, talvolta, vengono tenute piccole riunioni delle Eredi del Dono, i precettori amano insegnare immersi nella serenità e nella solennità di quel luogo altamente suggestivo.

Giardino
Alle spalle della grande ed imponente domus si estende un giardino arricchito di soli abeti, che circondano una grande fontana posta al centro del luogo. Realizzata in marmo grigiastro assume la struttura tonda negli ultimi tre ripiani, mentre il primo possiede una forma irregolare. Al centro della fontana, circondata da colonne intrecciate, si trova una statua raffigurante il simbolo della bellezza Salewick.
Sono giardini dall’aspetto suggestivo e, di tanto in tanto, un Unicorno va a far visita alle Fate, è un loro vecchio amico che seppur schivo al socializzare, ha con loro un rapporto affettivo molto stretto. La leggenda narra che sia un umano trasformato da una strega e che sia innamorato di una delle Fate. Nessuno saprà mai il nome della Fata per cui spasima, soltanto lui, che cela in fondo all’animo questo segreto d’amore.
I giardini si allargano aprendosi a luci e colori miscelati ad una sottilissima nebbiolina blu, ed aromi di fiori di rara bellezza e luminosità.

Cortile
È un ambiente costruito nel retro della domus in pura pietra biancastra, con dei cancelli in metallo che lo proteggono. Al suo interno ci sono tutti gli animali appartenenti alle Fate di Salewick.
L’entrata nel luogo avviene attraverso una semplice scala costruita in legno, ed alcune colonne corinzie ne sostengono la struttura. In questo luogo nessuno può accedere tranne i custodi assunti dalle Fate stesse per prendersi cura dei loro gioielli.
Il cortile è anche il luogo dove spesso le Fate, segretamente, incontrano i loro vari informatori. È tetro, seppur lineare e di sempliciti fattezze, e proprio per questo aspetto così insolito, spesso, chi lo visita, decide di non tornarci mai più, ed il motivo, le Fate della stirpe di Salewick non lo hanno ancora scoperto.

Biblioteca
Scrivanie, tavoli, pergamene, pennini e calamai, in questo luogo regna la scrittura. È attiva giorno e notte e le Fate che ne fanno uso ne hanno accesso senza limiti di orario. L’ispirazione può venire a chiunque, a qualsiasi ora.
La biblioteca è realizzata su due livelli, entrambi di forma ovale. Nella prima parte dell’ampio ambiente, c’è la libreria vera e propria, circondata da una serie di strutture con scaffali, da due a quattro colonne, ripiene di libri di ogni genere… dalla musica all’arte, dalla storia alla magia. La seconda parte, invece, è il luogo riservato maggiormente alle poetesse della Stirpe.
Al suo interno, oltre alle tante librerie, ci sono tavoli con sedie tutte realizzate in noce. Al centro una statua. Il pavimento della biblioteca è in marmo rosso scuro con venature blu e nere.

Cucine
È il luogo del castello dove le Fate passano parte del loro tempo a cucinare e fare dolci (visto che sono molto golose).
L’ambiente è abbastanza luminoso e diviso in due settori. Nella prima parte della cucina ci sono i fornelli e numerosi scaffali con tutti gli ingredienti utilizzati nelle loro ricette segrete. La seconda parte, invece, comprende un tavolo in legno accanto ad una vetrata in mosaico.
Delle eleganti e comode sedie sono disposte intorno al tavolo, e dipinti creati da alcune di loro ne decorano l’ambiente. Visto che sono molto gelose delle loro ricette, nessuno è mai riuscito ad accedere in questo luogo. È un luogo da cui escono i cibi più delizioni ma anche i più terribili. Si narra che le Salewick usino proprio il cibo per compiere le loro malefatte ed i loro innocenti dispettucci. Difatti, nel primo sportello della madia, non manca mai il barattolo del purgante e tutti quegli strani ingredienti che utilizzano sogghignando.

Camera da Letto
Al secondo piano della domus Salewick sono situate le camere da letto delle Fate del clan.
La stanza è strutturata su due livelli. Il primo contiene il letto, l’armadio e delle comode poltrone. Nel secondo invece, è collocata una scrivania accanto ad una delle finestre presenti nella stanza. Il pavimento è in legno di ciliegio, stesso legno utilizzato per i mobili della stanza, per le colonne del baldacchino e per le finestre. Le pareti, dal colore pallido, si abbinano perfettamente allo stile della stanza.
Le stanze sono tutte uguali, non esistono distinzione e privilegi di sorta, l’accesso è vietato agli intrusi, ai fidanzati, insomma a chiunque, solo le Fate possono accedervi.

Appartamenti Matrimoniali
Le Fate che si sposano restano comunque nella dimora, si trasferiscono in un’ala a parte, divisa in appartamenti atti a non minare l’intimità delle coppie.
Sono appartamenti molto grandi, spaziosi, con tutto l’occorrente per poter vivere una vita di coppia serena e tranquilla. Sono disposti su due piani, conservando sempre e comunque quel tetro e solenne sapore della Stirpe, che conferisce ad ogni luogo un’aria profondamente blu ed arcana.

Sala delle Alleanze
È la stanza di ritrovo delle Fate Audelà, qui si consultano, consigliano, discutono anche dei rapporti con le altre razze o le gilde. È una bellissima sala da tè, con tendaggi molto raffinati ed un camino su una delle pareti della stanza, costruito in legno con delle comode poltrone e dei quadri che decorano l’ambiente.
La solennità dell’ambiente è spesso interrotta dalla presenza delle Fate che, seppur morigerate e seriose con tutti, in un contesto familiare chiacchierano con ironia e sagacia, lasciandosi andare con assoluta naturalezza. Nell’ambiente inoltre, sulle pareti troneggiano i dipinti di tutte le Fate che nel corso del tempo hanno ricoperto la responsabilità di codesto ruolo, tutte, infatti, hanno lasciato un segno indelebile nella storia del clan.

Sala delle Arti
È il luogo dove le Fate del Lampo, del Tuono e della Pioggia esprimo e racchiudono le loro arti. Un’ampia stanza, con pareti molto alte. Su quella destra dell’entrata, c’è una grande finestra composta da piccoli vetri disposti a mosaico, che parte dal pavimento e finisce quasi a toccare il soffitto, e che permette di far entrare la luce della luna nelle notti serene, mentre nelle giornate dove la Tempesta è protagonista, con i Lampi che squarciano il cielo, permette di far entrare il bagliore della sua potenza. Questo finestrone è decorato da pesanti e preziose tende di velluto rosso.
A sud della stanza un’enorme libreria di pregiato legno d’ebano copre la parete. Al centro della stanza vi è un tavolo rettangolare, dello stesso materiale della libreria, con attorno sedie con morbidi cuscini rossi.
Il pavimento della sala delle arti è di un raro marmo nero con venature bianche. L’illuminazione del loco è generata dalla lucentezza di centinaia di candele bianche, poste sul tavolo e sul camino di pietra nera che troneggia maestoso sulla parete nord della stanza.
Accanto ad esso i vari strumenti: cavalletti, pennelli riposti in grandi vasi di cristallo trasparante, tavolozze adagiate in appositi contenitori, scrigni di notevole grandezza che racchiudono stoffe pregiate e piccoli utensili per la creazione di vesti per tutte le Fate della Stirpe, grandi tomi posati su treppiedi di legno consumato e piume colte da ogni razza di volatile, per la stesura di avvincenti racconti o sacri rituali.
Poco distante ci sono antichi strumenti musicali, arpe e violini attorno ad un clavicembalo che prende vita nelle mani delle Fate più virtuose, esse compongono e musicano lo scandire del tempo nei meandri della sala, accompagnando la produzione delle più disparate forme d’arte.

Sala degli Specchi
Qui, al di fuori delle ore di riposo, lavorano le Fate che si occupano dell’aspetto dei componenti del clan. Ci sono molti specchi, tessuti, e tutto l’occorrente per abbellire con stile ed eleganza chiunque necessiti del loro intervento.
L’ambiente, grazie a degli effetti illusori, si presenta come un luogo aperto e circondato da solide rocce. La luce che illumina la stanza proviene direttamente dagli specchi situati al centro.
Stoffe e paramenti di pregiata e rigorosa fattura vengono sapientemente ideati e confezionati dalle Fate. Le Fate di Salewick, difatti, vestono sempre in modo che sempre si distingue dalle altre Fate del Granducato. Prevalgono i colori scuri, soprattutto il nero che contrasta e riluce al blu delle loro ali e dei loro occhi magnetici e profondi.
Qui regna l’eleganza, lo stile, la classe e la creatività, le Fate che occupano questa stanza sono altamente creative e possiedono un gusto innato.

Sala delle Udienze
È l’unica stanza della dimora a cui è consentito l’accesso ai visitatori e agli ospiti, si tratta di un immenso salone, con pavimenti blu, trasparenti, sui quali il camminare dà una strana e gradevole sensazione di volo. Al centro si trova un immenso tavolo a misura umana, e d’attorno sono disposti divani e poltrone comodi, d’una eleganza sobria, atti ad ospitare elementi di qualsiasi razza, sono difatti tutti di dimensioni notevoli.
Alle pareti troviamo dipinti raffiguranti i ritratti delle Fate del clan, e sul prezioso caminetto di alabastro, un quadro che raffigura l’Helcyr e le sue due fidate Khelex. Incastonati nel muro, preziosi candelabri, anch’essi blu, sostengono candele particolari che diffondono un gradevole aroma di incenso.

Sala del Consiglio
Dal pesante portone di legno scuro si accede alla Sala del Consiglio, ove le figlie della Tempesta possono riunirsi. Il pavimento della Sala è fatto di un prezioso marmo bianco con striature grigiastre. Appena entrati si può notare l’ovale tavolo in mezzo al loco, anch’esso, come il portone, di legno scuro verniciato, reso così luminoso per esaltarne il suo valore.
A destra dell’entrata (est) la parete è composta di solo grandi vetrate che lascerebbero entrare la luce del giorno, se non fosse per i grandi tendaggi che vengono aperti solo durante la notte per far splendere la sala al solo bagliore della luna. Delle morbide tende di velluto scarlatto infatti, rivestono le vetrate dando un tocco di regalità a tutta la stanza. Il tessuto è lungo, cade sul pavimento in un effetto sinuoso e morbido.
La parete ovest, invece, è ricoperta da dipinti delle Sapiens Sublime finemente elaborati con colori caldi, per sottolineare la regalità della famiglia, ed incorniciati da importanti e preziosi materiali. Nella parete nord invece non v’è nulla appeso, resta solo il candido muro bianco.
Il tavolo di legno è decorato da una fine tovaglia di seta scarlatta, posta centralmente che richiama perfettamente le tende e i colori dei dipinti. Vi sono appoggiati svariati candelabri che sfoggiano candele di cera bianca ben lavorate.
A dar luce alla stanza, nel centro del tavolo ovale, troneggia una grande lumiera composta da innumerevoli candele che, grazie ai suoi numerosi specchi, ne diffonde ancor di più la luce. Una stanza sicuramente ampia, la più luminosa della domus di Salewick, sala in cui le più importanti decisioni della Stirpe vengono prese. Confortevole per chi deve lavorare per lunghe ore costruendo le trame per sorreggere la famiglia, o loco di riflessione per ogni membro del Consiglio quando tutto è spento e dalle grandi vetrate regnano le tenebre.

Sala delle Osservazioni
È la stanza di lavoro delle Eumenidi. In questo luogo spesso si discute animatamente per stabilire quali siano le giuste maniere per punire chi ha arrecato offese alla Stirpe. Si presenta come una sorta di laboratorio realizzato interamente in legno con delle fiaccole che illuminano l’intera stanza. È una stanza tetra, in sintonia con l’utilizzo che ne viene fatto, adatta ai toni accesi e che stimola la mente di chi deve agire, spesso con astuzia e l’inganno.
Al centro, un tavolo di legno molto pesante e su di esso una sfera blu, di cristallo, con cui le Fate che frequentano questo logo compiono uno strano rito: prima di prendere ogni decisione si prendono per mano, si alzano in volo e girano vorticosamente pronunciando una frase sempre più veloce, e suddetta frase non può essere riportata poiché custodita gelosamente fra i tesori del clan.

Sala dei Ritratti
Questa è la dimora diurna delle Eredi del Dono. Molti ritratti appunto, appesi alle pareti, ricordano ed insegnano alle piccole i saggi insegnamenti degli antenati. Accanto alla porta c’è una grande libreria che custodisce i testi biografici cosicché le piccole Fate, in qualsiasi momento, possono studiare ed imparare dai loro insegnamenti.
Qui le piccole Fate socializzano fra di loro, imparano, si confrontano e condividono le loro esperienze creando quella sorta di complicità indispensabile per divenire una Fata Reflex. Ricordiamo infatti che una delle regole del clan è proprio quella di interagire con le sorelle ed i fratelli con la massima complicità.

Sala degli Effluvi
È sita all’ultimo piano della magione, nella terrazza. Un’enorme bolla di vetro che seppur trasparente non si fa oltrepassare da luce alcuna, ne fa da soffitto. All’interno vi è una bellissima piscina termale, con un’acqua dalle virtù particolari che serve a sanare l’epidermide delle Fate dagli eventuali raggi solari. Chi si immerge in queste acque mantiene una carnagione chiarissima, quasi rilucente. L’interno della bolla è totalmente blu, come blu sono i bagliori che emanano le acque e come blu sono le luci delle candele che la illuminano.
L’intera struttura è costituita da due parti: una vasca termale contenente acqua calda ed un’altra contenente acqua fredda. Qui le Fate si beano della pace e del benessere che l’acqua sa donare, è un luogo di relax e meditazione, anche se spesso succede che, in preda alla burla, si degeneri in grandi battaglie a suon di acqua.
Già, chi lo avrebbe mai detto che le Fate della Stirpe, così rigorose e serie con tutti, fra di loro siano invece tanto giocose e confidenziali…

Sala delle Inquisizioni
È la stanza più temuta della magione, qui si tengono le riunioni ove si sentenziano le colpe ed i verdetti agli inquisiti. Vi accede la Saggia Inquisitrice, il Consiglio e gli eventuali imputati che solitamente, quando ne escono, non fanno più parte del clan.
La stanza è costruita in marmo bianco e parti in legno. Al centro è posta una grande statua del Padre Lampo (simbolo di Salewick) che conferisce all’ambiente una certa sacralità. Trattasi di stanza solenne, nessuno si permette di alzare il tono della voce o di ridere, qui si valutano gli errori, ogni cosa in questo luogo assume un’importanza solenne ed altamente seria.
Al lato troneggia la sedia su cui siede il giudice, e la figura dell’inquisitore resta comunque e sempre in piedi durante tutta la durata del processo, questo per seguire un antico rito che voleva tale ruolo come un ruolo di forza e possenza.

Studio dei Precettori
È una sorta di aula scolastica, dove c’è una grande cattedra e dinnanzi una serie di tavoli, tutti uniti. Al lato si trova una immensa libreria che raccoglie i testi sui quali le piccole Eredi del Dono effettuano i loro studi.
Una grande lavagna, alla sinistra della cattedra, attira immediatamente l’attenzione di chi varca quella soglia, è difatti blu e nessuno si spiega come l’ardesia possa essere di quel colore. Una spiegazione in realtà c’è, proviene dalla landa della saggezza ed è stata donata al clan dal Sommo Maestro che regna incontrastato, come augurio di buon auspicio per le giovani Fate che intraprendono il cammino della sapienza.

Studio della Helcyr
La stanza è molto ampia e il suo accesso è strettamente riservato alla Helcyr o, su suo esplicito invito, a pochi ospiti.
Le pareti sono blu e al centro della stanza troneggia un’enorme e possente scrivania dalle fattezze suggestive. I mobili, lineari e di pesante legno ricamato, lasciano comunque ampio spazio di movimento. Una libreria, alla parete più lunga contiene i vari manoscritti che nel corso del tempo la Fata ha composto con certosina pazienza.
Un divano, un tavolino ed alcune poltrone fanno da scudo al caminetto, sul quale ardono sempre alcune candele profumate dinnanzi al ritratto dei suoi genitori. Due grandi finestre potrebbero illuminare brillantemente la stanza, se non fosse per la presenza di pesanti tende drappeggiate anch’esse blu, che ne oscurano la visione. Un braciere, al lato della scrivania, arde costantemente soffondendo gradevoli aromi d’incenso che si disperdono nell’aria.
Occupa gran parte della stanza, un immenso tappeto dalle diverse tonalità di blu, raffigurante un cielo notturno e stellato. Grazie a questo prezioso elemento, a chi gode dell’immenso privilegio di entrare in questa stanza, pare che il cielo si offra in dono in segno di benvenuto.

Segrete
Qui, nell’angolo più buio e nascosto della domus, fra strumenti di tortura e pareti umide, è rinchiuso il lato oscuro della Stirpe. Qui sono rinchiusi i potenziali nemici del clan o degli affetti delle Fate.
Percorrendo i corridoi delle segrete si giunge alla sala dell’archivio, dove sono conservati i libri neri delle Salewick, raccolta di ricerche, di documenti sulle vittime scelte dalle Fate. Quest’area è sita nei ripiani bassi della domus… è un luogo segreto e misterioso, infatti nessuno sa cosa accada negli antri della dimora di Salewick.
È costruita con delle colonne imperiose che sostengono la struttura. Alcune fiaccole accese illuminano il buio camino che conduce chissà dove… nell’aria aleggiano strane urla e lamenti, pare appertengano all’anima di un defunto rimasto imprigionato nel mondo dei vivi. Era l’amante segreto di una Fata che, colto in fallo dalle consorelle in compagnia di un’altra dama, fu catturato e lasciato morire di sete e di fame, come la consorella tradita era finita, morta, distrutta dal dolore e dal lento disperdersi delle sue energie.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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