Lo Stregone

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Data di pubblicazione: 18 Settembre 2011 ©Giardino delle Fate

❈ Radici storiche (lo Sciamanesimo) ❈

Il termine “Stregone”, che in passato era utilizzato essenzialmente per indicare l’operatore di medicina e di Magia, oggi poco viene impiegato nel linguaggio moderno: egli viene chiamato Sciamano, un personaggio carismatico ed importantissimo, intorno al quale si sviluppa l’universo magico e spirituale di intere comunità.

Lo Sciamanesimo è la più antica forma di disciplina spirituale e la sua manifestazione celtica, sviluppatasi in Britannia e in Irlanda, ha dato vita ad una tradizione che si rivela un tesoro sempre ricco e stupefacente. Nel mistico regno dello Sciamano, dove ogni cosa è sacra, si trovano le risposte alle antiche domande dell’uomo e, seguendo il sentiero della visione, si possono sviluppare le doti sciamaniche latenti in ogni individuo.

La sofferenza e la malattia non sono separabili dalla condizione umana, e il desiderio di rimediarvi ne è la SPERANZA.


I popoli primitivi non sfuggono a questa necessità: quando il Male è presente, urge (a livello di vissuto) liberarsene. Se non lo si può fare da soli, ci si deve rivolgere allo specialista, cioè allo “stregone”. Anche la Religione naturale ed animistica dei popoli della Siberia orientale e dell’estremo nord dell’Asia è denominata “sciamanesimo”, dal nome dei suoi sacerdoti (o stregoni). Lo SCIAMANO è uno Stregone che ha ricevuto dall’iniziazione, a volte lunga e dolorosa, il controllo sulle forze della Natura.

Questi hanno la facoltà di incorporare gli Spiriti (come nel Woodoo) e, soprattutto, gli Spiriti Guaritori. Il termine “sciamanesimo” ha finito per designare un fenomeno di mistica arcaica, riscontrabile in tutto l’Oriente e in Africa. Gli oggetti e i vestiti rituali dello Sciamano sono considerati sacri e magici; in altre parole, si ritiene che racchiudano quelle Forze che permettono all’Uomo di captare gli Spiriti.

Quando il malato di queste zone del mondo ricorre allo Sciamano, costui procede a quella che gli stessi antropologi definiscono una “psicanalisi esteriorizzata”, un vero e proprio rituale: unisce in sé sia lo Spirito che è ritenuto causa della malattia, sia lo Spirito incaricato di scacciarla. Così addobbato, lo Sciamano mima la malattia e la guarigione mentre recita delle preghiere o parole sacre.

Non è facile dare una definizione scientifica e soprattutto organica dello Sciamanismo, poiché all’interno di tale esperienza sono attive espressioni rituali e complessi simbolici molto articolati.

È importante rilevare che a questi riti viene richiesta la presenza dei familiari e di parte della comunità che, con le loro invocazioni e le loro preghiere, caricano lo Sciamano di energia guaritrice (preghiera di liberazione collettiva). In certi casi gli Spiriti si presentano, ma rifiutano di guarire o reclamano un’offerta o un sacrificio. A volte, il malato se ne va effettivamente guarito, liberato: ha vissuto il psicodramma corrispondente alla liberazione della malattia.

Sfruttando la sua grande capacità di intessere un rapporto con le anime dei morti, lo Sciamano diventa padrone di tecniche estatiche e divinatorie, capaci di renderlo superiore agli altri e padrone di metodi per dialogare con gli Spiriti. Il tutto però non si riduce ad una semplice pratica magica, ma risulta un’esperienza rivolta ad acquisire la forza dell’energia universale, il mana, attraverso una continua ricerca della conoscenza, iniziata forse quando la specie umana cercava ancora di definire la propria effettiva collocazione nella vastità del mondo che lo circondava.

Attraverso le sue esperienze estatiche lo Sciamano non solo ha la possibilità di entrare in contatto con gli Spiriti buoni, ma può anche raggiungere gli Inferi, accostandosi ai Demoni, per conoscere la sorte delle anime dei morti. Nell’insieme, il suo è un ruolo positivo, anche se in qualche caso, per esempio presso gli Jakuti, esistono “sciamani bianchi” e “sciamani neri”: i primi capaci di intercedere con le divinità celesti, i secondi con i Demoni.

Ma in generale prevale una figura ambigua di Sciamano, che sembrerebbe avere identici rapporti con i due mondi, seppure, come detto, gli intenti primari dello Sciamano, nel significato più comune del termine, siano diretti al bene della collettività. Egli è sempre indicato come un essere in possesso di poteri straordinari conferitigli dagli Spiriti, che in genere usa positivamente.

Infatti, shaman in tunguso significa “colui che è sconvolto, trascinato dagli spiriti”, collegabile al sanscrito “sramana”; la vocazione dello Sciamano è annunciata da manifestazioni soprannaturali (segni, apparizioni, presenze avvertite come concreta dimostrazione del futuro incarico dell’eletto), ed oggi certe manifestazioni sono anche divenute oggetto di indagine psichiatrica.

Lo Sciamano non può rifiutare la propria vocazione, e quindi il neo-sciamano deve superare difficili prove iniziatiche, in seguito potrà avere al suo servizio degli animali-spiriti ed usare il viaggio estatico (nell’oltretomba o in luoghi lontani) come strumento magico di divinazione. Per lo svolgimento dei riti, come già accennato, egli si avvale di una serie di oggetti ed ornamenti dal forte valore simbolico, costituita da costumi, che spesso gli permettono di “trasformarsi” in animale, e strumenti magici (tamburo, reliquie, amuleti).

Gli stessi Stregoni guaritori in Malesia vengono chiamati “bomor”. Di loro Jean Filliozat, storico delle religioni ed orientalista francese dice: “Questi bomor devono, soprattutto, possedere un’eredità, ricevere una rivelazione e conservare il “segreto”. Guaritori magici non si diventa, lo si è per discendenza da una loro stirpe: raramente lo si può diventare solo per adozione rituale. Un insegnamento procura la conoscenza delle tecniche magiche, ma dev’essere completato da una rivelazione, improvvisa e spontanea, o raggiunta con una disciplina ascetica meditativa”.

Presso gli Atabasca (Canada), “la guarigione è l’arte di far proprio lo spirito protettore o animale” scrive Alain Gheerbrant, esploratore ed antropologo francese. “Dall’età di cinque anni, il bambino è sottoposto, lontano dal suo ambiente, ad una prova di digiuno onirico.

Affamato e impaurito, vive in uno stato di semi-incoscienza allucinatoria, sino a quando la prima immagine che si presenta allo spirito del bambino dormiente, diventa il suo spirito protettore che non lo abbandonerà mai per tutta la vita. Da sottolineare che non sempre questo spirito si può presentare con fattezze umane, ma bensì anche di una pianta o di un animale. E gli basterà evocarlo con un canto o con un rullio di tamburi, e lo spirito sarà con lui per aiutarlo ad affrontare le difficoltà della vita”.

Presso gli Indiani della prateria, il potere della guarigione è la forza essenziale che presiede all’acquisizione della saggezza del corpo e dello spirito, l’obiettivo essenziale della vita, imprescindibili l’uno dall’altro. L’acquisizione di questo Potere domina gran parte della vita attiva dell’Indiano.

Sarebbe interessante per noi, popoli occidentali “civilizzati”, interrogarci sul perché questa pratica d’iniziazione si ritrovi, con qualche variante, presso tutti i Popoli della Terra ed ancora, come mai (a sentire gli stessi Indigeni) questi Stregoni guariscano veramente.

L’argomento dunque, in sostanza, interessa tutte le Religioni che si avvalgono di un rituale composto da gesti, preghiere e parole sacre.

Ma ne possiamo riassumere il comune denominatore: la malattia è un messaggio dello Spirito e, come affermava Sant’Agostino, “i Miracoli non contraddicono la Natura, ma quello che noi sappiamo sulla Natura”.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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2 commenti

  1. noi viviamo in un mondo magico, senza esserne consapevoli…grazie a questo sito meraviglioso che si intuisce essere fatto da persone che come me…non rinunciano a sognare, mai…. grazie di cuore

  2. Io sono uno stregone che ha scoperto poco tempo fa di avere dei poteri,questo testo mostra proprio la situazione in cui mi trovo!!Amo il tuo sito!!E auguro che se tu legga questo commento avrai tanti giorni di fortuna tante quante sono le parole sul mio commento!!!

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