Cap. 2, IL POPOLO FATATO – Parte 2a

Le Fate e la Regina

Per ordine di nascita, in primis apparvero le Fate, le quali furono divise in varie razze, al contrario delle altre creature ognuna delle quali è facente parte di una razza a sé stante. A differenza del Popolo Fatato, possiamo indi contare la presenza d’una infinità di Fate, tutte differenti con caratteristiche differenti.

La prima Fata che “nacque” è dunque la Regina, e forse per questo è la più splendida e abbagliante, porta con sé la genesi di una razza intera che sarebbe venuta dopo di lei. Non ha un compito specifico nei sogni, né una mansione tipica a cui far fronte. Lei è la Regina, la Fata Madre, è il Tutto e al disopra del Tutto.

Ha una lunga chioma d’oro e di platino, come ad accomunare in sé i metalli più preziosi, e le sue ali, fluttuanti e traslucide, rilucenti dei più fulgidi colori a seconda dell’occasione, non son fisse bensì retrattili, quantunque Ella non le usi per volare. Sono una dimostrazione di pregia autorità, di supremazia e preminenza, e si mostrano alla luce in determinati momenti, laddove si contravviene alla Legge oppure durante le più formali cerimonie.

Con l’odore di Primavera, la sua pelle è nivea come latte e i lineamenti ricordano quelli di una lince, le sue pupille di giada sono ellittiche alla stregua di un gatto. Mani affusolate dalle quali svettano unghie lunghe e appuntite, color dell’argento picchiettato di stelle, è snella e priva di particolari forme femminili. Veste di raggi di Luna e la sua aura è composta da una nuvola di prillanti fiammole verdazzurre che evaporano al soffice contatto con la brezza del promontorio.

È alta, altissima, molto al di fuori della norma per le comuni Fate che oscillano da un minimo di 25 centimetri ad un massimo di 170 centimetri di altezza, quando assumono sembianza umana. Le Fate sono le uniche a poterlo attuare, rispetto al restante Popolo Fatato, ad apparire come delle donne in carne ed ossa, quand’anche con qualche diversità, eppur sostanziale, che le rende profondamente dissimili dalle Umane: tutte quelle peculiarità della mortalità umana, l’assenza di organi interni, del sistema respiratorio e l’apparato digerente, il sistema cardio-vascolare all’interno del quale non circola il sangue bensì l’energia pura. Talvolta dimorano sulla Terra, mantenendo siffatta conformazione fisica, sono quelle che gli Umani chiamano Ninfe, Dee immortali che essi vedono come personificazione femminile della Natura. Ma in realtà, son sempre Fate. Senza ali e senza apparenti emanazioni magiche.

In quanto colonna portante dell’Isola, le Fate riceverono il privilegio di trasformarsi finanche in animali, soprattutto farfalle che le raffigurano sulla Terra e, dipendentemente dall’Elemento dal quale discendono, in fenomeni naturali oppure possono tornare ad essere semplici fasci di luce, insomma in tutto quel che in Natura è animato. Ad esempio, le Fate dell’Aria possono tramutarsi in vento leggero o nientemeno furioso, le Fate del Fuoco in lingue e braci di fuoco ardente, e le Fate dell’Acqua in mareggiate che esplodono in tempeste marine.


In prima genesi, dopo la nascita della Regina, presero inizialmente forma le Fate del Quinto Elemento, la Quintessenza, l’Elemento primordiale grazie al quale si unirono tutti gli altri Elementi, ovvero lo Spirito. S’è detto, che il Signore dei Tempi, lo Spirito della Vita, non poteva dare consistenza ma soltanto favilla alla vita, materializzata in seguito dalla Grande Madre, per mezzo dei suoi Quattro Elementi: Acqua, Aria, Fuoco e Terra. Dar sostanza alla vita era, ed è, compito esclusivo di Madre Natura.

All’origine della Vita, furono i Quattro Elementi di Madre Natura che, insieme al primigenio Quinto Elemento, emanazione del Signore dei Tempi, nel loro incontro e successiva fusione diedero nascita al Mondo e a tutte le sue creature.

Non propriamente Fate, essendo una mistura di Spirito e Natura, le Fate del Quinto Elemento, le Fate Spiritalis, costituirono la prima Corte, la Corte più eminente e vicina alla Regina, dalle medesime funzioni della Corte Celeste fiorita all’intorno del Signore dei Tempi, onde per cui con peculiarità specifiche simili a quelle degli Angeli.

Creature delicatissime ed eteree, sublimemente evanescenti, pressoché invisibili e inafferrabili ai sensi, le Spiritalis appaiono come delle pallide fanciulle e, nei sogni, ebbero subito il compito di occuparsi della parte esoterica dell’Umano, l’occulto e l’arcano, la sua divinità, e di conseguenza nel sogno si manifestano con qualsiasi immagine la nostra mente voglia dargli. Esse ci rappresentano, come Esseri Spirituali, così come rappresentano il potere magico che siamo capaci di dirigere sulla nostra vita, i ricordi ancestrali sopiti nella nostra più remota memoria, di Umani.

Non avendo forma né caratteristiche preordinate, queste Fate mostrano qualsivoglia conformazione, animata e non, e possono inglobare in loro stesse ciascun colore esistente, a seconda del sogno che si ritroveranno a modellare. Quindi dal nero più nero della notte, al bianco più puro e riflettente.

Le Fate dei Quattro Elementi, sono invece la razza generica e originale da cui si suddivisero le Fate dell’Aria, dell’Acqua, della Terra e del Fuoco. Le Fate incarnano le emanazioni della forza della Natura, sono ad essa simbioticamente legate e, appunto per tale presupposto, il loro carattere, i comportamenti e qualità tipiche dipendono dall’Elemento dal quale trassero consistenza, che attribuì loro delle precise caratteristiche.

In generale, il Fuoco le caratterizzò per la doviziosa impulsività, la passione e l’ardore, la facile irrequietezza, sono spericolate, sprizzano fervore, rovente impetuosità e intrepidezza, e possiedono anche una buona dose di sfrontatezza. La Terra dona lungimiranza, saggezza, solidità, le rende calme, pratiche e concrete, assai raziocinanti e giudiziose, talvolta esageratamente pragmatiche. L’Aria infonde senso di libertà, armonia, le dota di curiosità, spiccata intelligenza, una certa tendenza all’evanescenza, sono sfuggenti e talora imprevedibili, come il vento. Ed infine l’Acqua, che munì le Fate di riflessività, dolcezza e grande forza, ma possono altresì rivelarsi abbastanza istintive e capricciose, mutabili come il loro Elemento.

© Romanzo Fantasy LUCE DI FATAEstratto dal libro inedito

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