Karma e Astrologia Karmica

Pubblicato il: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

❂ Astrologia Karmica ❂

Nell’interpretazione dell’Oroscopo e di Carte Natali quasi ogni fattore può essere ritenuto karmico, od avere implicazioni karmiche. Tuttavia alcuni specifici aspetti astrologici rivestono una rilevanza maggiore.

L’antichissima cultura orientale poggia le sue basi su una struttura psicologica che si è formata in modo molto diverso da quella occidentale. Eppure, questa filosofia ha trovato ad un certo punto il modo di entrare nella nostra, forse perché rispondeva all’inquietudine di un mondo che aveva trovato nella “realtà”, nel progresso scientifico e nel culto della materia, il suo faro illuminante, che però lasciava nel buio e nell’angoscia una grossa fetta dell’animo umano.

Certo, per la mentalità occidentale i concetti di Reincarnazione e di Karma legato a vite precedenti hanno assunto un colore spesso esoticamente affascinante, come, altrettanto spesso, lontano dai profondi significati che questi concetti esprimevano. Comprendere questi significati è abbastanza difficile per la nostra mentalità, ed è alto il rischio di vedersi sfuggire dalle mani la reale portata delle implicazioni. Molto sforzo è comunque stato fatto in questa direzione, negli ultimi anni.

img_oroscopoUna visione Karmica dell’Astrologia, una delle possibili, ci consente di volgere uno sguardo particolare all’interno del gioco della vita, affascinante e degno di essere vissuto, non certo facile. Ci dice che nulla è “per caso”, e ci riporta al concetto dell’esistenza di una traccia lungo la quale tende a snodarsi la nostra vita, una traccia che possiamo avvertire come “Destino”. Possiamo farci un’idea, attraverso la lettura dei simboli, dei desideri, delle paure, delle difficoltà, dei blocchi che tenderemo a vivere e del percorso da seguire, per liberarci dai lacci che rappresentano gli schemi all’interno dei quali la nostra vita si sviluppa.

La conoscenza di questi schemi può permetterci di dare un senso alle situazioni in cui siamo, anche se probabilmente è spesso completamente frainteso questo “senso”. E comunque il senso di per sé non è legato a nessun concetto di giustizia, e non darà mai un buon motivo per cui la vita di una persona pare assediata da avvenimenti tragici, e quella di un’altra è costellata di opportunità e di successi. Conoscere lo schema costruito dal nostro passato ci serve semplicemente a vederlo, a metterlo in luce, ed a capire come conquistare una nuova libertà.

Non è per nulla ovvio cosa contenga la parola libertà, per cui è bene soffermarci su di essa. Libertà in questo ambito significa essere usciti dallo schema in cui ci ritroviamo ristretti, assumere consapevolezza del nostro valore e delle nostre capacità, diventare responsabili della nostra vita e delle nostre scelte, attivare la nostra forza interna per percorre strade diverse da quelle già segnate.

Se e quando questo succederà, non è scritto nel nostro Tema Natale, però esso è uno strumento di incalcolabile valore per aiutarci in tale percorso. Questo valore non sta nell’individuare “chi siamo stati nelle vite precedenti”, quanto nel come rappresenti una mappa di quello che abbiamo ereditato: in primis da noi stessi attraverso esperienze del passato, poi dalla nostra famiglia e dal nostro ambiente, dal nostro paese e dalla nostra cultura, attraverso il sangue ed i geni dei nostri genitori, e da tutto quanto, indifferentemente, costituisca il nostro senso di appartenenza, insieme alle perle delle nostre capacità spesso ricoperte da strati di depositi.

Il Tema Natale si potrebbe descrivere come la raffigurazione di un campo magnetico attivatosi al nostro concepimento, strutturatosi durante la nostra gestazione e fissatosi al momento della nascita, su cui agiscono delle energie attivate da una memoria “intelligente” che ha registrato tutto il lavoro evolutivo già compiuto nel passato dalla nostra essenza (che potremmo paragonare al Sé), e che conosce benissimo (utilizzando strumenti superiori a quelli della nostra mente) le esperienze che le servono per proseguire nella sua crescita.

La grande opportunità di una lettura Karmica del Tema Natale è proprio nel piano di lavoro evolutivo che essa suggerisce. Niente di questo assomiglia all’idea di lasciarsi andare passivamente al nostro Destino, e nemmeno a quella di lottare strenuamente contro di esso… Sarebbe folle pensare che siamo onnipotenti, ed infatti l’umiltà è una delle doti che richiede questo lavoro, l’umiltà di riconoscere che la visione del collegamento tra passato, presente e futuro è qualcosa che possiamo cogliere solo simbolicamente, e non nei fatti reali e materiali, tuttavia è nei fatti reali e materiali che diventerà visibile il frutto di quanto abbiamo colto: riempiendo di significato la nostra vita, essa non scorrerà più lieve, ma le nostre energie saranno concentrate maggiormente su un percorso di crescita e di serenità interiore.

Nel Tema Natale non è nemmeno scritto se rimarremo intrappolati negli schemi costituiti dal passato, c’è scritto però quali siano le motivazioni che li hanno costruiti, possiamo capire quali bisogni insoddisfatti e quali desideri ci muovono in profondità, quali sono le energie che ci hanno portato a scegliere questa precisa incarnazione. Prendere coscienza del passato significa prendere coscienza delle ragioni del presente, ed avere la possibilità di attuare scelte per il futuro che non siano condizionate completamente dallo schema energetico in cui siamo immersi, che spesso sembra “tirarci” da un lato oppure dal suo opposto, in un disegno infernale. E trovare il proprio “centro”, è la via per lo svincolo dal nostro Karma.

Una delle opportunità che abbiamo, dopo aver cominciato a comprendere la nostra mappa, è quella di fare un lavoro per la trasformazione dei simboli. Superare i nostri blocchi non potrà mai significare diventare completamente diversi da quello che siamo, ma piuttosto conquistare una nuova capacità di esprimere in modo diverso quello che siamo, trasformando il livello per così dire “vibratorio” dell’energia contenuta in un certo aspetto.

Se per esempio nel nostro Tema c’è una forte dominante plutoniana, sarà piuttosto evidente una tendenza, di carattere compulsivo, ad impostare relazioni basate sul potere e ad essere al centro di dinamiche di controllo potenzialmente distruttive: una delle chiavi possibili di trasformazione plutoniana passerà per la creatività, sicuramente copiosa ma magari sconosciuta all’IO, perché non riconosciuta e coltivata nelle prime fasi della vita.

Ma questo lavoro sui blocchi è un passo successivo e diverso da quello del lavoro sulla propria consapevolezza, che può essere fatto con l’aiuto dell’Astrologia Karmica: è un lavoro in qualche modo terapeutico, che ci potrà essere di aiuto nella guarigione delle nostre ferite e nella costruzione di un maggiore libero arbitrio.

✦ Saturno e il Karma ✦

Saturno viene definito il “Signore del Karma”, in quanto mostra dove il Karma difficile di una persona viene messo più specificamente a fuoco. Saturno, riferito al Dio greco del Tempo (Kronos), distribuisce la giustizia con rigore imparziale ed impersonale, ma anche con pochissima misericordia…

saturno Nel Tema Natale, Saturno indica gli ostacoli che bisogna affrontare, e la sua azione indica il prezzo dei desideri e degli attaccamenti dell’animo umano, mettendo rigorosamente a nudo i limiti del proprio IO. Il segno in cui si trova Saturno mette in risalto quali prove bisogna superare, ed il lavoro necessario per intraprendere uno sviluppo personale profondo.

Per quanto maestosa ed incidente sia la definizione Signore del Karma, è per certi versi riduttiva o comunque semplicistica. È ormai dato per assodato, infatti, che Saturno sia sì il pianeta Maestro del Karma, colui che più di ogni altro ci mette in contatto con l’insieme di cose che ci portiamo dietro dalle passate esistenze, e con cui dobbiamo fare i conti, ma, più che legarsi alle vite passate, Saturno è un potente attivatore del nostro presente, del Dharma (azioni personali che generano o mantengono l’ordine cosmico, rispettare il Dharma significa il rispetto di una serie di norme che sono alla base dell’Universo naturale e di quello sociale il cui ordine va sempre garantito), ossia coinvolge il percorso evolutivo-esistenziale che abbiamo deciso di intraprendere all’inizio dell’attuale incarnazione e che in modo o nell’altro tentiamo di portare avanti, molto spesso a fatica, con difficoltà.

È qui che troviamo in tutta la sua espressione il potere karmico-dharmico-evolutivo di Saturno, ovvero la sua carica trasformativa che ci obbliga a fare i conti con quanto abbiamo più o meno coscientemente deciso di portare avanti nella nostra vita, con l’insieme di responsabilità che ci siamo assunti dal momento in cui la nostra Anima si è appropriata del corpo in cui risiede.

Chiaramente non sempre questo percorso è facilitato, anzi, talvolta può essere gravato da una serie di eventi, anche piuttosto duri, che possono creare attriti, tensioni, dubbi, dolori, ma anche certezze, consapevolezze, realizzazioni. In altre parole Saturno ha il potere di farci prendere contatto con le parti di noi più forti, rigide, coerenti, che però alcune volte ci mettono dinanzi a delle vere e proprie resistenze di varia natura, che inevitabilmente coincidono con i momenti difficili, problematici, pesanti della nostra esistenza.

Questi momenti sono segnati dai transiti di Saturno, nel suo percorrere lo Zodiaco ed incontrando i nostri pianeti, specie quelli personali, operando quindi una datazione dei momenti d’iniziazione alla crescita e alla consapevolezza di ciò che realmente è importante per la nostra vita.

Probabilmente, tutto ciò lo sa molto bene la persona che ha nella sua Carta del Cielo un Saturno dominante, specie se all’Ascendente o al Medio Cielo, poiché possiede in sé fin dalla nascita, una chiara consapevolezza di quelli che sono i suoi limiti, ma anche le sue potenzialità, ed in vari modi è anche a conoscenza che ci sono dei tempi in cui tutto ciò dev’essere sottoposto ad una verifica che non fa sconto alcuno, e che al contrario mette costantemente alla prova per saggiare l’effettiva importanza che riveste per la propria esistenza.

Saturno ha una concezione del tempo che è strettamente lineare e che difficilmente si presta ad analisi ed interpretazioni fantasiose o che rimanda ad un domani, od ancor più ad un ieri. Saturno non è legato al passato, né tanto meno al futuro, bensì al presente, al qui ed ora, anche se fa costantemente i conti con il passato e progetta in previsione di una meta, ma soltanto in parametri di un inizio e di una fine.

In pratica Saturno si fa carico del passato solo se funzionale o se ostruisce quelli che sono i progetti da portare avanti e difficilmente si crogiola in esso, appunto perché ne sente la sua pesantezza, la forza inibente che possiede, ma allo stesso tempo non si lascia abbagliare dal futuro perché sa bene che non può raggiungere alcunché se non si costruisce con coerenza e costanza nel presente, senza escludere nessuna possibilità e mantenendo sempre un aspetto sanamente diffidente e distaccato dinanzi ai facili, quanto fugaci risultati.

È per tale motivo che non lo si può semplicisticamente definire il Signore del Karma, se per Karma s’intende tutto ciò che è legato esclusivamente a vite passate come spesso accade, ma se invece lo si vede come colui che fa delle Legge di causa-effetto (che sottostà al Karma) un principio base del suo agire, allora appare giusta la definizione di cui sopra, poiché esso sa bene che dietro ad un sacrificio e ad una rinuncia, c’è sempre qualcosa di positivo e concreto che ci attende, che nulla, o quasi, può essere ottenuto senza alcuno sforzo e che se anche ciò accadesse, implicherebbe comunque l’acquisizione di strategie e responsabilità tali da poter gestire il tutto in modo saggio ed oculato, evitando di veder svanire ciò che facilmente è entrato nella propria vita.

In Astrologia Karmica, Saturno ha un notevole valore, poiché è il pianeta che più di ogni altro mette in contatto con tutte quelle esperienze che sono collegate all’esperienza del dolore, della crescita, della solitudine esistenziale e di tutti quegli aspetti della vita con cui il confronto non è mai vano, ma sempre una possibile occasione per sradicarsi da vecchi atteggiamenti acquisiti nel corso delle passate esistenze.

Naturalmente avere un’occasione non significa necessariamente doverla esperire, visto che ci sono alcune persone, come ad esempio coloro che hanno una personalità narcisista, che tendono a fuggire dall’esperienza del confronto con i nuclei di se stessi più dolorosi, rischiosi, difficili da gestire ed accettare, quello che in altre parole viene chiamato Ombra. Nel corso della nostra esistenza ci sono periodi nei quali tutti noi siamo costretti in un modo o nell’altro a confrontarci con questa Ombra, ma non è detto che poi ci riusciamo o lo facciamo con successo; molto dipende dal nostro modo di affrontare la vita, da quanto siamo pronti a scavare in noi stessi, ad accettare che non siamo come pensiamo e a farci carico degli errori commessi in passato (in questa come nelle passate esistenze), provando così a modificare parte dei nostri atteggiamenti, anche se il costo che richiede questo pianeta non è mai basso.

Ma, come è ormai risaputo, Saturno ciò che toglie poi restituisce nel tempo e sempre con lauti interessi, a patto naturalmente che ci si sia impegnati a lavorare in modo maturo e serio. Del resto Saturno ha in sé due parole chiave, che condivide con Chirone, che sono sacrificio e desiderio. Entrambi i pianeti insegnano che il primo passo verso la piena espansione del proprio Sé passa proprio attraverso l’etica del sacrificio, che non è da intendersi come morale cattolica, bensì come capacità di saper rinunciare a tutto ciò che è superfluo e vano nella vita, al fine di raggiungere una meta. Imparare ad abbandonare schemi, abitudini, coazioni a ripetere non è mai facile, anche se sono fonti di dolore, perché rappresentano sempre, in un senso o nell’altro, delle certezze a cui siamo abbarbicati.

Sia Saturno che Chirone spingono invece a sciogliere queste catene patologiche che ancorano al passato, insegnano che il sacrificio è un atto di volontà che conduce alla liberazione e alla piena maturazione di ciò che è in stallo dentro di noi. Chiaramente le modalità saranno diverse, poiché Saturno usa spesso la coercizione, ossia fa in maniera di sentirsi obbligati a dover accettare quel percorso e a rinunciare a quanto precedentemente posseduto, anche perché spesso riesce a togliere certezze in brevissimo tempo, mentre Chirone è meno rigido e tende a mettere in discussione le proprie certezze, indirizzando verso l’abbandono di quegli schemi che ostruiscono la libera evoluzione dei propri progetti esistenziali.

Se Saturno obbliga, Chirone consiglia, ma spesso è solamente dall’azione combinata di entrambi che si può costruire un percorso evolutivo in salita, che attraverso il sacrificio di parti di sé, porta poi a raggiungere una delle molteplici mete finali che si è deciso di realizzare nell’attuale esistenza. Ma tutto ciò può avvenire solo attraverso il desiderio, infatti desiderare è conditio sine qua non ad ogni crescita e realizzazione personale, poiché laddove non c’è desiderio non c’è storia vera.

Saturno porta a desiderare in modo concreto, adulto, se si vuole anche ben ponderato, sempre in linea con quelle che sono le proprie possibilità, aiutando a mantenere i piedi ben piantati a terra, mentre Chirone porta a desiderare in modo forse un po’ più utopico, metafisico, magari aprendo anche a sogni che si possono ritenere in prima analisi vani ed irrealizzabili. È bene però non pensare che possa trattarsi di illusioni, ma semplicemente aiuta a tenere più alto il tiro, a fare in maniera di sostenere maggiormente la propria autostima, e pertanto ad aprire un varco nel futuro in modo più variegato ed ampio.

Il ciclo di Saturno dura circa 29 anni, ovvero il tempo che impiega per ritornare alla sua posizione Natale, per cui ogni 7 anni circa fa un aspetto dissonante, che in Astrologia Karmica, evolutiva e psicologica, ha un notevole valore, poiché coincide con quei periodi di crisi che sono particolarmente vitali per la nostra crescita, e per il superamento di tutte quelle resistenze di tipo karmico che ci portiamo dietro dalle precedenti incarnazioni.

Il primo aspetto significativo del ciclo è il quadrato crescente, che si forma all’incirca dopo sette anni che è stato nella sua posizione Natale (per esempio all’età di 7, 35, 63 anni circa) ed è in genere legato alle prime grandi consapevolezze, a volte dolorose, che riguardano le varie fasi della vita. In particolare, può trattarsi della capacità di prendere coscienza che non si può più contare sull’appoggio incondizionato di chi ci è accanto, o che una parte del nostro passato è ormai del tutto inutile alla nostra vita, anche se abbandonare tali convinzioni richiede un grosso sforzo, a volte sofferenza, proprio perché sedimentata come un’atavica abitudine che per molti versi sembra dare tanta sicurezza.

Naturalmente si tratta di una sicurezza fittizia, che viene alla luce in tutta la sua futilità, e ciò può creare talvolta dei veri e propri shock emotivi, una sorta di frustrazione perché si sviluppa una rabbia verso il passato, quello che è già stato e che ci ha impedito di vedere e fare cose importanti per la nostra evoluzione. Per molti può trattarsi di un momento di grande chiarezza mentale, che può essere usato anche per tagliare ponti con il passato e per andare ad esplorare quell’eredità karmica che ancora influenza e condiziona, così come può accadere che alcune persone sperimentano invece delle esperienze che possono mettere in contatto con eventi passati e dare la possibilità così, di superarli e non restarne più imbrigliati e condizionati.

L’aspetto di opposizione di Saturno con se stesso avviene dopo circa 14 anni dal passaggio sulla sua posizione Natale (età di 14, 42, 77 anni), ed è sempre caratterizzato da un momento di grande rimessa in discussione, di un periodo che porta ad effettuare un bilancio chiaro e definito della propria vita, e ad attuare scelte abbastanza radicali, tanto in termini mondani che strettamente psicologici.

Infatti può coincidere, soprattutto quello che cade attorno al 42esimo anno di vita, con un periodo nel quale sarà possibile dare un taglio netto a tutte le eredità karmiche e alle influenze provenienti dalle passate esperienze di vita, con una definitiva accettazione della propria esistenza, superando tutte quelle insicurezze e paure limitanti, ed entrando così a pieno titolo, da veri protagonisti nella seconda parte della vita, che è poi quella in cui si realizza maggiormente il proprio percorso dharmico, ossia il motivo per cui siamo rinati ed abbiamo scelto proprio quel corpo, quella famiglia, quel determinato luogo e periodo storico.

L’aspetto di quadratura calante (21, 49, 85 anni) coincide con una fase della vita in cui vanno fatti i grandi bilanci parziali per capire cosa va ancora cambiato, prima di giungere alla naturale scadenza delle consegne. Il che in altri termini significa che per molti ci può essere l’opportunità di fare nuovi incontri, di abbracciare una diversa religione o filosofia di vita per dare alla propria esistenza uno spessore ed una vitalità nuova, diversa, anche se tali cambiamenti comportano inevitabilmente una totale rimessa in discussione di molti valori e di alcune relazioni interpersonali, anche di vecchia data, che sembravano essere i pilastri della propria vita. Spesso coincide con la chiusura di una relazione di natura karmica, poiché vengono a mancare i motivi per cui ci si è incontrati, sia perché sono stati risolti, sia perché ormai non vi è più alcuna possibilità di vederli superati se non lo sono già.

Infine, la congiunzione di Saturno con se stesso avviene come si è detto ogni 28/29 anni circa, e coincide con un momento di totale rimessa in questione in cui è possibile resettare completamente la propria vita ed avviare un nuovo modo di affrontare e vivere le cose. In genere coincide quasi sempre con la perdita di alcune cose che caratterizzavano il periodo precedente (ad esempio intorno ai 28 anni si perde la spensieratezza e l’ottimismo della gioventù, a 56 si abbandona lo spirito di competizione e si guarda al futuro con minore ansia e preoccupazione, etc…), ma soprattutto coincide con un momento nel quale si prende per mano la propria vita e si cerca di rimetterla in sesto, ossia di guardare oltre, di programmarsi quello che sarà il percorso dei prossimi ventotto anni, cercando di mantenere una linea di coerenza e saggezza con quello che è il proprio percorso evolutivo (utilissimo in questo caso l’analisi approfondita dell’asse dei nodi lunari).

In presenza del ritorno di Saturno su se stesso è probabile che a livello karmico si manifestino delle grandi prove da affrontare, che possono coincidere anche con momenti molto dolorosi, ma nel contempo risolutivi di problemi che non permettevano mai un vissuto realmente sereno.

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La “parte del Karma” fornisce tutte quelle indicazioni che riguardano comportamenti appresi in vite precedenti e dai quali ancora non ci siamo distaccati, avendo generato un Karma, per cui nell’attuale esistenza, il nostro compito è di comprenderne il meccanismo e provare a disattivare la coazione a ripetere proprio quel tipo di situazioni, che perpetuiamo senza a volte rendercene conto, e che possono creare problemi, sofferenze, illusioni e frustrazioni.

Per calcolare in quale segno zodiacale si trova la parte del Dharma, cliccare qui
La “parte del Dharma” nel Tema Natale ci fornisce la chiave per il superamento del Karma, ci spinge a fare quel tipo di esperienze che possono aiutarci a cambiare la nostra prospettiva delle cose, a modificare atteggiamenti, condizionamenti, abitudini e stili di vita che ci impediscono di procedere nel cammino di crescita psicologica, spirituale e transpersonale, facendoci comprendere ciò che è realmente importante per noi, e che coincide con il vero percorso evolutivo che l’Anima ha scelto in questa incarnazione.

✧ Chirone e il suo viaggio dal Karma al Dharma ✧
(ispirato ai testi di Paolo Crimaldi)

chironeChirone è un corpo celeste scoperto solo nel 1977, ma che da subito ha suscitato un notevole interesse tra gli astrologi, specie nei paesi dell’area anglosassone, in quanto pregno di significati che risultano essere in perfetta sintonia con il periodo storico, sociale ed evolutivo nel quale viviamo.

Chirone si è immediatamente caratterizzato con la figura del proprio Maestro Interiore, con l’immagine archetipica del terapeuta interiore in grado di traghettarci da una situazione psichica all’altra, insegnandoci ad apprendere dall’esperienza, da ciò che di solito facciamo quotidianamente e, allo stesso tempo, imparando a dare anche particolare importanza e sacralità a quelle che sono le nostre intuizioni, a quelle particolari percezioni che sembrano provenire da tutt’altra dimensione, ma che risultano indispensabili per comprendere ciò che si sta facendo e soprattutto qual è il percorso che si sta seguendo.

Chirone è una sorta di traghettatore dalle esperienze limitanti, obbliganti, a volte castranti del Karma, generalmente legate a vite precedenti o ad esperienze vissute nella primissima infanzia, a quelle più libere e scevre da condizionamenti, scelte in totale autonomia all’atto dell’attuale incarnazione, peculiari invece del Dharma. In altre parole si può dire che Chirone ci aiuta a vivere quel tipo di esperienze che possono aiutarci a cambiare la nostra prospettiva delle cose, a modificare atteggiamenti, condizionamenti, abitudini e stili di vita che ci impediscono di procedere nel cammino di crescita psicologica, spirituale e transpersonale.

Va tuttavia ricordato che lungo questo cammino di crescita, Chirone non dimentica mai dell’esperienza passata e in genere ne fa un buon uso, senza però restarne schiacciato, senza continuare a condizionare le scelte e cercando di superare tutti quegli atteggiamenti che risultano essere delle vere e proprie coazioni a ripetere modelli appresi nelle vite passate, e che inevitabilmente tendono ad imporsi nuovamente, forti del peso di una certa abitudine e familiarità che è stata acquisita nel corso delle varie esistenze.

Ma Chirone, a livello karmico-evolutivo, ha anche un significato estremamente profondo per ciò che riguarda la vita affettiva, infatti ci elargisce indicazioni su quelle che sono le nostre ferite più profonde, su ciò che maggiormente è causa per noi di sofferenza nel rapporto con l’altro. La posizione della casa in cui esso cade, ci fornisce delle indicazioni abbastanza precise circa l’imprinting affettivo che ci portiamo dietro, e quanto esso possa risultare essere il nostro tallone d’Achille nelle relazioni interpersonali.

Non è un caso che, se Chirone si trova dominante in uno dei quattro angoli del cielo, e nello specifico in prossimità dell’Ascendente o del Medio Cielo, la persona può diventare una sorta di guaritore, di Sciamano, di terapeuta, in quanto il poter essere d’aiuto agli altri finisce col diventare una sorta di cura anche per se stessi, un modo per alleviare le proprie ferite, quel senso di vuoto emotivo che si è ereditato da vite anteriori o da alcune carenze di cure affettive nella primissima infanzia. Chirone quindi può diventare il nostro maestro e guaritore per una sorta di necessità interiore, una chiamata che giunge dai livelli più ancestrali del nostro inconscio, proprio come accade per gli Sciamani, e che è difficile, specialmente nella fase iniziale, poter comprendere appieno e soprattutto inquadrare in un qualcosa di ben definito.

Del resto non è un caso che Chirone sia dominante nel Tema Natale di coloro che si occupano di professioni che implicano una relazione d’aiuto, di persone che decidono di mettere al servizio degli altri il proprio lavoro interiore, l’elaborazione del dolore che hanno attraversato nel corso di un cammino iniziatico che può essere stato costituito tanto da un’analisi personale, che da un training di formazione in qualche particolare disciplina “alternativa”.

Ma il vero insegnamento di Chirone è legato al mondo delle emozioni, e consiste nella capacità di trovare un ponte tra dolcezza e determinazione, tra romanticismo e concretezza, tra sogno e realtà. In sostanza Chirone può insegnarci a vivere con serenità e consapevolezza le nostre emozioni, e a superare tutti quei condizionamenti che ci impediscono di essere profondamente noi stessi, di essere protagonisti assoluti della nostra affettività e di non reiterare modelli relazionali ereditati da passate esistenze non appartenenti più, alla nostra nuova personalità.

Per calcolare in quale casa si trova Chirone nel Tema Natale ed il suo significato, cliccare qui
Conoscere la posizione di Chirone nel proprio Tema Natale è di estrema importanza perché ci permette di comprendere qual è il significato più profondo del nostro percorso karmico-evolutivo, Chirone infatti ci consente di entrare in contatto con le ferite primordiali che, il più delle volte, condizionano completamente la nostra esistenza.
Le indicazioni fornite dalla posizione di Chirone nella Carta del Cielo sono particolarmente utili in una lettura di tipo psicologico, in quanto sono chiare indicazioni su quelle che sono le principali dinamiche psichiche ereditate dalla primissima infanzia e dalle passate esistenze, e che determinano in gran parte il percorso evolutivo dell’individuo.

☆ Il significato Karmico della Luna ☆
(ispirato ai testi di Paolo Crimaldi)

600La Luna, nel Tema Natale, rappresenta di solito la figura materna e più in generale l’infanzia e i sentimenti, ma difficilmente la si associa alla memoria, al passato, e a tutti quei ricordi emotivi che spesso lasciano una traccia indelebile nella nostra esistenza, per cui viene abbastanza naturale pensare a questo corpo celeste come ad un capace “archivista” del nostro Karma, una sorta di contenitore dei ricordi non solo di questa vita, ma anche di quelle precedenti che in parte ancora oggi influenzano i nostri comportamenti, e più in generale la nostra esistenza, soprattutto nella sfera relazionale.

La Luna in modo specifico, a livello karmico, presiede a quell’insieme di esperienze che abbiamo accumulato in vite anteriori dove forte è stato l’impatto emotivo, ovvero è probabile che la posizione della Luna nei segni e nelle case, possa indicare il tipo di esperienza emotiva che è stata più determinante e forte nella vita passata, e soprattutto la sensazione che ha lasciato con cui oggi siamo costretti a fare i conti.

Generalmente, in presenza di aspetti armonici (trigoni, sestili ed alcune congiunzioni), si tratta di esperienze positive riguardanti vissuti familiari sereni o nei quali si è già fatto un lavoro di rigenerazione karmica, per cui nell’attuale vita non si presentano grossi problemi e, in linea di massima, non dovrebbero esserci problematiche inerenti alla stabilità del nucleo familiare. Inoltre è possibile che sia proprio la famiglia d’origine a sostenere e a dare un’ottima base iniziale per poter sperimentare un insieme di cose che favoriscono notevolmente la nostra realizzazione personale, nonché quella spirituale.

Ma, se ci sono invece aspetti dissonanti (quadrature ed opposizioni), è molto probabile che le precedenti vite siano state vissute non tenendo conto dei bisogni e della sensibilità di coloro che ci vivevano accanto e soprattutto credevano in noi, dandoci fiducia, tanto da rinunciare anche ad una propria autonomia. Questa nostra eventuale leggerezza o irresponsabilità nei riguardi dei rapporti interpersonali elaborata in vite anteriori, si può tramutare in questa con un eccessivo carico delle responsabilità familiari, od un rapporto abbastanza difficile e complesso con la figura materna o con la propria famiglia d’origine, tanto da influire persino nella creazione serena di un proprio nucleo famigliare, o semplicemente in un vissuto emotivo profondamente coinvolgente con il proprio partner e talvolta anche con i figli.

Ovviamente, essendo sempre tutto in movimento, anche nello Zodiaco non c’è nulla di definito in assoluto. In genere il lavoro per liberarsi dal Karma delle passate esistenze inizia intorno ai 28-30 anni, in coincidenza del passaggio di Saturno di transito su quello di nascita, e viene portato a termine verso i 40-42 anni, quando Urano di transito si oppone alla sua posizione natale e sancisce l’ingresso definitivo nella seconda parte della vita, quella in cui si è maggiormente liberi dai condizionamenti del passato (di questa, come delle passate esistenze) e maggiormente disposti a portare avanti ciò che all’atto della presente incarnazione abbiamo deciso di realizzare.

Tuttavia, per aiutare a sbloccare i condizionamenti karmici relativi alle problematiche emotive-lunari, sono molto importanti anche i transiti di Chirone, il quale insegna a guarire le proprie ferite emotive, a diventare adulti e a saper perdonare gli altri, ma anche e soprattutto noi stessi, visto che talvolta alcuni condizionamenti karmici restano tali per tutta la vita semplicemente perché non ci permettiamo il perdono, e così ci irretiamo in dolorose chiusure emotive che non portano a realizzare quello che è il nostro nuovo progetto esistenziale.

❖ Nodi Lunari ❖

nodi lunariIn Astrologia Karmica i Nodi Lunari collegano una Reincarnazione con la successiva.
Il Nodo Lunare Sud raccoglie tutte le esperienze che l’Anima ha acquisito ed accumulato nelle sue vite precedenti, indica le abitudini negative che hanno improntato la fisionomia dell’Anima di una persona. Il Nodo Nord, diametralmente opposto al Sud, indica invece la direzione verso la quale andiamo nell’attuale vita, e spinge quindi l’Anima alla crescita e alla futura espansione. Pertanto, esaminando l’asse dei Nodi, è possibile sapere da dove proviene l’Anima e, soprattutto, verso dove sta procedendo.

Ogni 18/19 anni i Nodi ripassano sulla loro posizione Natale, rappresentando per l’individuo una possibilità di rinascita e di riscatto dal proprio Karma. La posizione dei Nodi per segno e per casa, fornisce preziose informazioni che possono aiutare una persona a progredire spiritualmente.

Tecnicamente i Nodi Lunari sono i due punti del cielo in cui l’orbita che la Luna percorre intorno alla Terra, incontra l’eclittica (luogo dei punti toccati dal Sole nel suo moto apparente) e sono quindi due punti puramente teorici. La Luna interseca l’eclittica in due posizioni: verso Nord, determinando quindi il Nodo Nord, o Nodo Ascendente, di cui si può trovare la posizione nelle Effemeridi, e verso Sud, nella posizione diametralmente opposta, che dà quindi il Nodo Sud o Nodo Discendente.

Se uniti, questi punti formano una linea da Est a Ovest e sempre retrograda. I cinesi chiamavano questi due punti Testa e Coda di Drago, gli indiani Rahu e Ketu. Quando il Sole e la Luna si trovano su questa linea, la linea dei nodi lunare, in congiunzione od opposizione, si ha un’eclissi di Sole o Luna. I Nodi progrediscono di 3 minuti d’arco al giorno, in senso inverso ai pianeti, compiendo pertanto un movimento retrogrado. Questa retrogradazione conferisce ai Nodi un significato particolare che si ricollega al Karma.

Il Nodo Lunare Nord (Nodo Ascendente) e Nodo Lunare Sud (Nodo Discendente) rappresentano dunque per l’Astrologia Karmica il passato ed il futuro della nostra esistenza “astrale”. Detto in altri termini i nodi lunari costituiscono il ponte che collega le vite precedenti ed il bagaglio che da queste ci portiamo dietro (Nodo lunare Sud), e la vita che stiamo vivendo ora, poiché, tramite la stessa, si può raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi quando abbiamo scelto di rinascere (Nodo lunare Nord). Questo è sostanzialmente il significato dei Nodi Lunari per l’Astrologia Karmica.

Sia ben chiaro però, che l’Astrologia Karmica e i Nodi Lunari non dicono se siamo stati un capo-tribù, un assassino, piuttosto che un eroe di guerra; se siamo vissuti in Cina, in Italia o in Messico. I Nodi Lunari secondo l’Astrologia Karmica indicano invece quali siano stati i vizi o virtù ai quali abbiamo dato la precedenza in quelle vite.

Ora siamo chiamati a vivere anche altre situazioni od emozioni, o comunque diverse qualità di vita, in modo che la nostra Anima possa avere la maggiore conoscenza possibile. La finalità dell’Astrologia Karmica è di affinare la qualità della nostra coscienza, in modo da raggiungere la Perfezione.

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