Merlino e Re Artù

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Data di pubblicazione: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Merlino nel Ciclo Arturiano

È il vero “deus ex machina” della Tavola Rotonda, eminenza grigia del Re e dei suoi Cavalieri. Merlino, nelle saghe arturiane, è anche il creatore del cerchio megalitico di Stonehenge, che grazie ai suoi poteri magici egli trasporta dall’Irlanda alla Britannia.

Dotato di poteri magici e di spirito profetico, consiglia Artù e ne guida il destino fin da prima che nasca il futuro sovrano: è infatti opera della magia di Merlino il concepimento di Artù da parte della regina Igraine di Cornovaglia, della quale si era invaghito il re Uther Pendragon di Britannia. Uther vuole Igraine, ma lei, sposata col duca di Cornovaglia, lo rifiuta.

Merlino, che sa che Artù dovrà nascere da quell’unione contra legem, usa i propri poteri per far assumere ad Uther l’aspetto del marito di Igraine, durante l’assenza di quest’ultimo. Igraine rimane incinta di Artù, che verrà affidato da Merlino come figlio adottivo al nobile ser Ector, affinché lo allevi.

mago merlinoMerlino non vedrà la fine della Tavola Rotonda: invaghitosi della Dama del Lago, ne verrà spogliato dei suoi poteri magici, e rinchiuso infine in una prigione d’aria o di cristallo in cui dovrà rimanere per l’eternità. Da questa prigione egli tuttavia continua a seguire e consigliare i suoi amici di un tempo, Artù e i suoi cavalieri, e vi riceve a volte la visita di Viviana.

È certo sorprendente il cattivo esito della relazione di Merlino con Viviana, considerati i grandi poteri e la grande saggezza del mago, e ci si chiede come abbia potuto egli, dotato di spirito profetico, accondiscendere a cedere tutte le sue straordinarie qualità alla sua infida allieva, pur sapendo già che ella lo avrebbe infine tradito e rinchiuso dentro un muro invalicabile.

Si tratta però del travestimento mitico di qualcosa di completamente diverso: la tradizione vuole che Merlino fosse figlio di una vergine e di un demone incubo che l’aveva ingravidata durante il sonno, e che alla nascita ereditò dal padre i suoi poteri. Viviana è invece la rappresentazione della Grande Dea celtica, che ora aiuta ed ora ostacola Re Artù e l’intero suo sodalizio.

Merlino sparisce dal mondo perché si riassorbe volontariamente nella Grande Dea, al termine della sua missione terrena; vedremo che anche il suo protetto terreno, Artù, al termine della saga rientrerà simbolicamente “nel grembo della Dea”, per attendervi il giorno del proprio ritorno.

~• Merlino e la nascita di Re Artù (Leggenda) •~

Ai tempi in cui Uther Pendragon era re d’Inghilterra, il potente duca di Tintagel in Cornovaglia gli si ribellò. Dopo molte battaglie, Uther propose una tregua e il duca e sua moglie Igraine si recarono al palazzo del re per riconciliarsi con lui.

Re Uther si innamorò di Igraine non appena la vide, ma lei si rifiutò di dargli retta e ne parlò con il marito, dicendogli: «Sembra che siamo stati invitati affinché io sia disonorata. Dobbiamo andarcene immediatamente. Se cavalchiamo tutta la notte, potremo essere in salvo nel nostro castello all’alba di domani.»

In silenzio, i due fuggirono dal palazzo prima che il re e i suoi cortigiani si svegliassero, ma quando Uther se ne avvide montò su tutte le furie ed inviò messaggeri a richiamare i fuggiaschi, minacciandoli che, se non fossero tornati, ciò avrebbe significato guerra. Ma, anziché obbedire, il duca si apprestò a fortificare ulteriormente il suo castello, preparandolo alla guerra e all’assedio e, lasciatavi la sposa, con i suoi guerrieri si trasferì in un’altra fortezza, il Castello Terrabil. Uther mosse con i suoi cavalieri e guerrieri e drizzò le tende davanti al Castello Terrabil, preparandosi ad assediarlo e a costringere così il duca alla resa.

Ogni giorno il duca usciva con i suoi guerrieri dal castello per affrontare Re Uther, e molti uomini restavano uccisi da ambo le parti nei duri scontri che ne seguivano, ma i giorni passavano senza che il duca desse segni di cedimento, e intanto l’amore di Uther per Igraine cresceva al punto che egli cadde malato. Un potente mago di nome Merlino viveva in quel tempo in Britannia, e gli uomini di Uther decisero che fosse il solo in grado di salvare il loro re.

Un cavaliere fu inviato alla sua ricerca, ed una sera incontrò un vecchio mendicante nella foresta. Il vecchio gli chiese chi cercasse, e il cavaliere, sgarbatamente gli rispose: «Non è cosa che ti riguardi.»

«Ma io so chi tu cerchi» replicò il vecchio. «Cerchi Merlino, e Merlino sono io. Se Re Uther promette di darmi quello che gli chiederò, soddisferò i suoi desideri.»

«Il re non ti rifiuterà nessuna cosa che sia ragionevole» rispose il cavaliere, e Merlino gli disse di portare al re la notizia del suo arrivo, lui lo avrebbe seguito. Il cavaliere ripartì, ma quando giunse all’accampamento Merlino era già lì, ed insieme andarono da Uther.

«Conosco ogni desiderio del tuo cuore» gli disse il mago «e se giuri sul tuo onore di fare come ti dirò, avrai tutto ciò che brami.»

Il re giurò sulla Bibbia, e Merlino proseguì: «La prima notte che giacerai con Igraine, essa concepirà un figlio, che darai a me da allevare e sarà bene per lui e per il tuo onore. Ed ora preparati, perché questa notte stessa sarai con Igraine nel castello di Tintagel. Avrai l’aspetto del duca ed io sarò con te nelle fattezze di uno dei suoi uomini. Ma parla il meno possibile, di’ che stai male e non muoverti dal letto finché non vengo da te al mattino.»

Immediatamente, il re lasciò la sua tenda e a cavallo partì alla volta di Tintagel. Il duca però vegliava sugli spalti, e proprio allora decise che era giunto il momento di attaccare il campo nemico. Scese la notte, e con i suoi guerrieri irruppe dalle fortificazioni. Ne seguì una violenta zuffa, nel corso della quale il duca restò ucciso e le sue forze vennero sconfitte. Solo tre ore dopo, Re Uther giunse a Tintagel con le fattezze del duca morto e venne accolto con mille onori.

Quella notte dormì con Igraine, parlò il meno possibile e se ne andò il mattino dopo come gli era stato ingiunto da Merlino. Solo allora giunse un messaggero con la notizia della morte del duca, ed Igraine si rese conto di aver giaciuto con un estraneo, ma tacque. Fu fatta la pace tra i due eserciti, ed Uther propose ad Igraine di sposarlo.

Lei accettò, si celebrarono le nozze, e ben presto risultò evidente che Igraine era incinta. Uther le chiese di chi fosse il figlio e lei, piena di vergogna, non osava rispondergli.

«Non avere paura» la esortò il re. «Dimmi la verità ed io ti amerò più che mai.»

Allora Igraine gli raccontò quel che era accaduto la notte in cui suo marito era morto, ed Uther le spiegò che il misterioso sconosciuto era stato null’altri che lui stesso, e che era lui il padre del nascituro. Le riferì anche il patto che aveva stipulato con Merlino, in forza del quale il figlio che Igraine gli avrebbe dato sarebbe stato allevato da un cavaliere di nome Ector, il quale lo avrebbe amato come un padre.

Venuto il momento, Igraine diede alla luce un figlio. Merlino aveva dato ad Uther precise istruzioni sul da farsi: subito dopo la nascita, il piccolo venne avvolto accuratamente in un drappo d’oro e consegnato in gran segreto a Merlino che era giunto alla porta del castello, anche questa volta travestito da mendicante.
Merlino portò il neonato da Sir Ector e sua moglie, in casa dei quali venne battezzato con il nome di Artù, e i due lo allevarono come fosse figlio loro.

Di lì a qualche anno, Uther cadde gravemente malato e parve evidente che la sua fine fosse prossima. Allora Merlino andò dai cavalieri e dai baroni e disse loro: «Non c’è nulla che possa salvarlo, e Dio farà secondo la sua volontà. Che i nobili si raccolgano domani davanti al re, che ora non parla più; io lo farò parlare.»

Raccolti che si furono i grandi del regno al cospetto del re, Merlino gli chiese: «Signore, tuo figlio Artù dovrà essere il sovrano di questo regno dopo la tua morte?»

Uther si volse lentamente e, parlando a fatica, rispose: «Gli do la mia benedizione e lo designo mio successore.» Poi morì, e la corte e la regina Igraine presero il lutto. mago merlino

❖ Evoluzione del personaggio ❖

~• Il Merlino di Monmouth •~

Il Merlino di Goffredo di Monmouth è basato su due figure, Myrddin Wyllt ed Aurelio Ambrosio (una versione probabilmente inventata, basata su quella storica del signore della guerra romano-britannico Ambrosio Aureliano, V secolo).

Il primo non aveva nulla a che fare con Artù, fu probabilmente un bardo che divenne pazzo dopo aver vissuto gli orrori della guerra, che avrebbe abbandonato la civiltà per diventare un selvatico nel VI secolo. Fu Goffredo ad alterare il nome gallese Myrddin (già associato dalla tradizione all’immagine di un bardo dai poteri magici), trasformandolo in Merlin, a quanto pare, per evitare l’assonanza non gradita con il francese merde (secondo il medievalista Gaston Paris).

Monmouth fu il primo a mettere in relazione Myrddin/Merlino col mondo arturiano, facendone il protagonista di tre libri: “Profezie di Merlino”, “Historia Regum Britanniae” e “Vita di Merlino”. Nel secondo di questi volumi, Merlino appare al fianco di Uther Pendragon, padre di Artù. Da questo riferimento di Monmouth, il mago entrò in seguito a pieno titolo nelle storie dei cavalieri della Tavola Rotonda. mago merlinoNella rappresentazione di Monmouth, Merlino è figlio di uno spirito e di una principessa. Fin da bambino diventa famoso per la sua chiaroveggenza, e viene convocato dal re britannico Vortigern, che gli domanda per quale motivo il suo castello continui a crollare ogni volta che viene costruito.

Merlino rivela che sotto il castello si trova un lago in cui dormono due draghi (che metaforicamente rappresentano i sassoni e i bretoni). Questo episodio veniva riportato anche da Nennio, che nella sua “Historia Brittonum” (IX secolo), attribuiva la profezia ad Ambrosio Aureliano, ma Monmouth risolve questa incongruenza un po’ artificiosamente, sostenendo che “Ambrosius” era uno dei nomi di Merlino (Merlinus Ambrosius). Goffredo aggiunge poi nuovi episodi, che legano Merlino alla storia di Artù e dei suoi predecessori.

Di Merlino, Monmouth dice che aveva creato Stonehenge come tomba per Aurelio Ambrosio, trasportando i megaliti con un sortilegio dall’Islanda al Galles e, cosa fondamentale per le leggende arturiane, che grazie al potere di Merlino di mutare forma e far mutare forma ad altri, Uther Pendragon poté entrare nel castello di Tintagel con l’aspetto di Gorlois di Cornovaglia, e possedere la moglie di questi, Igerna (ygraine/Igraine); una notte d’amore “maledetto” in cui, per Monmouth, fu concepito Artù.

Geoffrey si è occupato ancora di Merlino nel suo terzo lavoro, la “Vita di Merlino”, basata sui racconti riguardanti il Myrddin Wyllt di VI secolo, tuttavia egli cerca di identificare questo con Merlino Ambrosio.

~• Il Merlino di Robert de Boron •~

Robert de Boron trasse ispirazione dal Merlino di Monmouth, per il suo poema Merlino. Sebbene il poema sia andato perduto (con l’eccezione di alcuni versi), molti elementi del Merlino di de Boron, sono ancora noti attraverso le romanze derivate dal poema.

Anche in Boron i natali di Merlino sono velati di demoniaco; è infatti generato da una donna mortale ed un diavolo, e destinato a diventare l’Anticristo. Per impedire che questo destino si avveri, la madre fa battezzare il bimbo appena nato, cosa che fa di Merlino un “semi-diavolo”, dotato di poteri magici e preveggenza.

Boron fu il primo ad enfatizzare il potere di mutare forma di Merlino (che rimase poi nella tradizione per arrivare fino al Merlino disneyano). Egli rappresentò Merlino anche come un personaggio incline a prendersi gioco del prossimo, e tratteggiò alcune relazioni fra Merlino ed un altro elemento centrale di parte della saga arturiana, il Santo Graal.

Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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