Beltane

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Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

Il Fuoco Luminoso

Beltane è un momento in cui le energie della luce e della vita si manifestano nel loro aspetto più gioioso e trionfale.

Questo è un tempo in cui celebriamo il ritorno dell’estate e della fertilità, periodo di scampagnate e feste all’aperto, è un periodo dell’anno in cui di solito ci sentiamo fisicamente bene, in cui i nostri bioritmi si sono adattati alle accresciute ore di luce e ci siamo lasciati alle spalle i momenti critici della fine dell’inverno e dell’inizio della primavera. Quindi è il momento adatto per operare, per condurre a realizzazione le cose che ci siamo prefissati di compiere.

Anche psicologicamente i nostri pensieri si volgono all’esterno, per fare ed operare. Questa estroversione stagionale fa sì che questa sia un’epoca propizia ai nuovi amori e alle nuove amicizie, come anche al rafforzamento delle relazioni già esistenti, è il momento di passare più tempo con gli altri, ed è anche tempo di stimolare la nostra creatività e la nostra fertilità interiore.

Beltane (Fuoco Luminoso), o Primomaggio, è il giorno in cui incomincia la fase estiva delle attività legate alla Terra e, una volta, era il momento in cui il bestiame veniva portato ai pascoli dopo lo svernamento, ed avveniva la benedizione dei falò accesi a Beltane, i cosiddetti fuochi di Beltane:

“Quando la Ruota incomincia a girare
comincino i fuochi di Beltain a bruciare.”

Tradizionalmente si saltava attraverso i falò di Beltane, al fine di predire l’altezza del raccolto in relazione all’altezza dai salti effettuati. “Beltane” significa “fuoco lucente”, e si riferisce ai falò che venivano accesi dai Druidi in onore del Dio celtico Bel, il Dio della luce, del fuoco e della guarigione.

Beltane è anche conosciuta come la Vigilia di Maggio, il giorno di Maggio e la notte di Valpurga. I raccolti sono benedetti per l’anno che verrà, e danzare attorno al Palo di Maggio è una tradizione che ancora oggi esiste in molti luoghi.

Questa festività rappresenta la sacra unione del Dio e della Dea, la fertilità esplode dal guscio che una volta la conteneva, e il verde della terra sta velocemente ritornando ai nostri occhi. Beltane segna l’inizio dell’estate ed è un tempo per festeggiare, celebrare e gioire, è un momento per guardare avanti, al futuro e per prepararci ai mesi caldi che verranno. È anche tempo d’amare, dell’unione e del sacro matrimonio che onora la fertilità della terra.

Nella tradizione celtica, i due grandi festival dell’anno solare sono Samhain e Beltane, la celebrazione della morte e della rinascita, rispettivamente. Nei rituali pagani si celebra l’unione tra la Grande Madre e il suo giovane Dio Cornuto, il loro amore porta nuova vita alla Terra.

Il Grande Rito simboleggia il matrimonio sacro o l’unione sessuale del Signore e della Signora, e spesso questo rito viene celebrato simbolicamente attraverso un uomo ed una donna che inseriscono un athame (simbolo fallico) in un calice (simbolo femminile).

Nella vecchia Europa, interi villaggi celebravano Beltane fuggendo nei boschi per fare del sesso libero, e qualsiasi bambino fosse stato concepito durante questa occasione veniva considerato figlio degli Dèi. Questi “matrimoni silvani” erano atti di magia simpatica che si credeva avessero un effetto positivo sul raccolto, sugli animali e su loro stessi.

Veniva eletta una regina e con lei un re di Maggio, per condurre i festeggiamenti, e rappresentavano il Dio e la Dea in terra.

Tradizionalmente, la regina di maggio cavalcava un cavallo bianco, mentre il re ne cavalcava uno nero. Il re di maggio era anche chiamato “il signore del palo di maggio”, mentre la regina “vergine madre”, essi venivano incoronati con fiori e tutta la giornata dei festeggiamenti sarebbe stata seguita da una notte d’amore. “I matrimoni di maggio” che accadevano questa notte, potevano durare un anno ed un giorno, o solo dal tramonto all’alba.

La fertilità del raccolto è un tema importante in questo Sabbat. Le scope venivano cavalcate come cavalli attraverso i campi dalle donne, in un simbolico rito di fertilità, e gli uomini rincorrevano a cavallo le donne cercando di prenderle, come Pwyll che rincorre Rhiannon. Il Palo di Maggio era la parte centrale della celebrazione, rappresentava le forze maschili e, la ghirlanda posta sopra, quelle femminili.

La pratica che vi è tuttora di adornare un palo con dei nastri è un’invenzione più recente, anche se la danza in circolo è antica quanto la tradizione. Il palo era solitamente il pino che era stato decorato a Yule con la maggior parte dei rami rimossi, i nastri venivano annodati nella parte superiore ed erano rossi e bianchi: il rosso del Dio e il bianco della Madre.

I partecipanti avrebbero iniziato a danzarci attorno, gli uomini tenendo un nastro rosso e le donne quello bianco. Durante la danza i nastri venivano intrecciati per formare un simbolico incrocio di nascita attorno al palo fallico, che ovviamente rappresentava l’unione della Dea e del Dio.

La fertilità e la guarigione erano fondamentali. Il falò era anche una parte del rituale e il fuoco di Beltane era composto dalle nove erbe sacre ai Celti, i fuochi della casa venivano spenti e venivano riaccesi dal fuoco sacro del rituale, i campi e le case erano benedetti con delle foglie brucianti.

Quando il falò si spegneva pian piano, il bestiame veniva fatto attraversare sulle ceneri per essere benedetto e guarito.
Un’altra tradizione era quella di saltare sul fuoco tre volte per avere buona fortuna, e le coppie avrebbero sancito la loro promessa d’amore saltando sul fuoco assieme, ma si considerava una sventura sposarsi nel mese di Maggio, in quanto il matrimonio sacro era riservato al Dio e alla Dea.

Un’altra bellissima celebrazione di Beltane era fatta attraverso il rito di “portar dentro Maggio”: i giovani del villaggio andavano per campi e boschi a mezzanotte del 30 aprile per raccogliere fiori con cui decorare se stessi, i loro familiari e le loro case. Nel ritorno a casa, si fermavano ad ogni porta per lasciare un fiore e in cambio ricevere del cibo e delle bevande.

Se ci pensiamo assomiglia molto alla tradizione di “dolcetto o scherzetto” di Samhain. È anche ritenuto un rituale il filare, ricamare e tessere; l’atto di unire insieme il filo e l’ago per formare un terzo oggetto è considerato spirito di Beltane.

Per i moderni Pagani, Beltane è il tempo dell’unione e del piacere, la celebrazione del ritorno del calore del sole e del rinvigorirsi della Terra, è la riconciliazione degli opposti, attraverso l’amore e i frutti che sorgono da questa riconciliazione, ed è importante tenere a mente i propositi di Ostara e mettersi finalmente in azione. È anche un momento di conoscenza profonda del sé, di amore, di unione e di sviluppo del proprio potenziale, nella ricerca di una crescita personale.

La prima mattina di maggio viene considerata magica per le acque selvatiche (rugiada, fiumi, cascatelle), infatti veniva raccolta e conservata, per poi essere utilizzata per fare bagni di bellezza o bevuta per ottenere guarigione. Si dice che ogni fanciulla che farà il bagno in quest’acqua magica, sarà bella per tutto l’anno che segue.

Abbiamo visto come Samhain e Yule avessero soprattutto delle finalità materiali e servissero a soddisfare dei bisogni primari come il denaro, il lavoro, la sfera della materialità in genere. Dal lato spirituale la loro funzione è stata quella di rendere meno duro ed arroccato l’accesso all’Inconscio lunare onde poterlo, in seguito, purificare: gli ermetisti definivano quest’azione l’unione dell’acqua con il fuoco, del fisso con il volatile, dell’Aquila con il Serpente.

In questi due Festival l’infinito spirituale è stato solo intravisto, intuito potremmo dire, mentre la prima vera opera di purificazione e di elevazione è avvenuta con Imbolc, l’azione di Imbolc è stata infatti quella di rimuovere dall’Inconscio lunare gran parte della componente dolorosa, legata ai ricordi e spesso totalmente inconscia, capace però di scatenare quegli schemi comportamentali di difesa, di chiusura o di aggressione.

Grazie all’azione catartica di Imbolc l’Io ha potuto, guidato da una volontà più forte e liberato dalla schiavitù del dolore, provare nuove esperienze, materiali e spirituali, onde crearsi nuovi schemi di comportamento, e questa è l’azione principe del Festival dell’Equinozio che abbraccia un intero Anno a partire dalla sua esecuzione.

All’Equinozio, inoltre, viene posta una particolare attenzione alla realizzazione personale nella sfera affettiva, poiché, come si è detto, la certezza di non essere soli e di essere importanti per almeno un’altra persona, è un’altra premessa indispensabile per poter proseguire con serenità il cammino intrapreso.

Con l’Equinozio termina la cosiddetta fase solve, la quale ha lo scopo di fornire una maggiore “fluidità” al nostro essere e di sciogliere i nodi dolorosi dell’inconscio lunare, in modo da rendere la persona di nuovo disponibile alle nuove esperienze, rinnovando tutte le energie e le potenzialità.

A Beltane inizia la seconda parte del cammino, quella che gli antichi chiamavano fase coagula, cioè, dopo aver rese fluide, rinnovate, disponibili le nostre potenzialità ed essersi cimentati in nuovi cammini, ora si tratta di consolidare i risultati raggiunti, onde poter ambire a più elevati traguardi sia nell’ambito spirituale che in quello materiale.

Beltane celebra l’amore, l’attrazione, il corteggiamento, l’unione, e tutti quei piccoli e grandi desideri istintivi che chiamiamo “febbri” o “amori” primaverili. Molto prima che fossero inventate le elezioni di miss “quellochevolete” o, specialmente in USA, a fine corso venissero incoronati la reginetta e il re del Liceo (o simili), i villaggi eleggevano una bella giovane coppia per rappresentare il re e la regina di Maggio, che nei paesi anglosassoni venivano chiamati John Thomas e Lady Jane.

Comunque alla festa di Beltane il popolo danzava intorno al palo piantato al centro dello spiazzo dove si teneva la festa, un palo ben piantato a terra che si innalzava verso il cielo, un palo simbolo di vitalità, piantato nel ventre di Madre Terra. Poi si raccoglievano i fiori e si passavano notti insieme sotto le stelle nel bosco.

Beltane è il tempo del latte e del miele, il periodo che più degli altri i Pagani dedicano al piacere.

Dopo il risveglio primaverile i corpi sono pieni di energia, adesso siamo nelle ore del mattino immaginario dellla Ruota dell’Anno, il tempo migliore per sbocciare e fiorire, desiderio e soddisfazione, quindi la mucca e l’ape sono entrambe i simboli più conosciuti della Dea per questa festa pagana: la grande capacità della mucca di produrre latte in quantità per il vitello e per la gente, rispecchia il prodigio e la meraviglia per l’allattamento al seno delle madri con i loro bambini, e la creazione del miele da parte delle api una volta era considerata una vera meraviglia della Natura.

Il simbolo dei corni della mucca è collegato alla Madre Terra, la dispensatrice di latte, linfa vitale, nella maggior parte delle culture.

Nell’Egitto Iside portava una specie di copricapo che faceva parte dell’acconciatura, con una luna racchiusa ed abbracciata da due corna vaccine. Invece Hathor è la mucca celestiale, e le gocce del suo latte spruzzate qua e là hanno dato origine alle stelle che illuminano la notte: la Via Lattea.

Che dire poi della cornucopia di origine romana? Un corno pieno di ricchezze, simbolo della fertile Madre Terra, simbolo di Fortuna e in genere simbolo di ringraziamento. Un importante ritrovamento degli scavi archeologici di Marija Gimbutas, è la figura d’argilla di testa e corna bovine circondate da api. In Lituania l’antica arte della divinazione, eseguita perlopiù da donne, consisteva nel versare cera d’api nell’acqua e nell’interpretare le forme che vi apparivano.

Api, miele ed oro sono stati per lungo tempo associati alla Dea, come simboli di lavoro armonioso, cooperazione, modestia, regalità, e come benedizioni o favori meritati.

Gli apicoltori europei credettero che le api fossero custodi della moralità, e che quella virtù fosse necessaria per la produzione del miele, e che le api non avrebbero dato il miele se il produttore non fosse stato anche lui buono ed onesto: lottare, rubare e mentire davano un alveare abbandonato. Si attiravano le api in molte maniere come il lasciare una scrofa (simbolo divino della necessità della morte che, comunque ineluttabile, portava e faceva susseguire una rigenerata fertilità) mangiare da un alveare vuoto, oppure pulendo lo stesso alveare con fiori freschi.

In entrambi i casi osserviamo una coincidenza di simboli dell’alveare come luogo di dolcezza, ma anche come simbolo di qualcosa che dona la vita, come un utero.

Come molti altri insetti, le api simboleggiano inoltre l’immortalità e la longevità, inoltre, anticamente si credeva che cera d’api e miele preservassero da invecchiamento e morte. Nella tradizione germanica si riteneva che le api sbucassero sulla terra da un paradiso sotterraneo, dove vivevano con le Fate, e l’idromele, il liquore che si ottiene dal miele fermentato, dava il dono della profezia e del canto.

Zeus bambino fu nutrito dalle api nella grotta del Dio, ed in Grecia i templi dedicati a Demetra erano curati da sacerdotesse conosciute come le “melisse”, cioè le api. Il dio indiano Vishnu è spesso visto come un’ape blu appoggiata su un fiore di loto, che rappresenta la Dea.

Secondo la leggenda cristiana le api furono generate dalle lacrime di Cristo, il che ricorda la divinità nordica Freya, le cui lacrime erano dorate. Infine, i Babilonesi costruirono templi che consacrarono poi con il miele, ed in Perù veniva offerto miele al Dio Sole.

Beltane è una delle feste principali nel calendario popolare ed è celebrato con miele, focacce di farina d’avena e formaggi. Il motivo di questo è ovvio. Cercando simboli per l’altare di Beltane, ricordate che la mucca e l’ape saranno le immagini della Dea, loro creano il miracolo del latte e del miele. PRATICHE e CELEBRAZIONI
Possiamo celebrare questa festa in vari modi. Seguendo le tradizioni possiamo piantare un Palo di Maggio in un prato e danzare con i nostri amici, oppure possiamo mettere ghirlande di fiori attorno ad un albero.

Un’altra tradizionale attività di Rodmas è annodare nastri rossi (colore della passione) a cespugli di biancospino per propiziare amore, fortuna o guarigione. Si possono accendere due piccoli fuochi e passare in mezzo ad essi per purificarci, sentendo la loro energia riempire i nostri corpi quando attraversiamo il loro spazio.

Se vogliamo si può celebrare questa data in modo più rituale: la vigilia del primo maggio accendiamo un piccolo fuoco all’aperto o, se desideriamo restare in casa o non abbiamo la possibilità di trovare uno spazio adatto, una candela rossa dicendo: “Signore del Bosco, porta i tuoi doni di fecondità perché la terra si desti dal suo sonno”.

Poi si accende un secondo fuoco a sinistra del primo, o una candela color verde, dicendo: “Bella Signora della Terra, gioisci. Il Grande Cervo viene a cercare la sua sposa perché l’estate è arrivata”, e passiamo in mezzo ai due fuochi per tre volte, salutando l’estate che è arrivata e gridando: “Bel!” Si medita poi sui misteri della fertilità, con riferimento sia al fiorire della Natura, sia alla nostra fertilità interiore.

Possiamo infine consumare ritualmente vino e dolci, ma lasciandone sempre una parte per la Madre Terra e le sue creature. Questo è un rituale che sarebbe preferibile celebrare con altre persone o ancor meglio, col proprio partner.

In quest’ultimo caso il rito può terminare nel modo in cui terminavano i festeggiamenti intorno ai fuochi di Rodmas o al Palo di Maggio, con un bel “matrimonio” silvestre nel nome di Robin Hood e di Lady Marian…

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