Mabon

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Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

L’Uomo Verde

Il 21 Settembre arriva l’Equinozio d’Autunno, Mabon, la prima delle Festività dell’Oscurità, quando il Dio si prepara a lasciare la Dea e ad entrare nel Mondo dell’Aldilà, dove regnerà come Signore delle Ombre. La separazione tra innamorati (o quella tra madre e figlia) è uno dei temi dominanti di questo Sabbat, è il momento della discesa della Dea nel mondo del sotterraneo.

Con il suo allontanamento, vediamo il declino della Natura e l’arrivo dell’inverno, tra l’altro è un mito classico, antico, visto nella storia sumera di Inanna, e in quella greca e romana con Demetra e Persefone.

In Settembre dobbiamo anche dare il nostro saluto al Dio del Raccolto. Egli è l’Uomo Verde, visto come il ciclo della Natura nel regno dei boschi, egli è il raccolto, e i suoi semi sono piantati nella terra in maniera tale che la vita possa continuare ed essere sempre più abbondante.

Il simbolismo di questo Sabbat è legato ai Misteri, all’Equilibrio, al momento in cui la notte e il giorno sono uguali. Alcuni simboli di Mabon sono l’uva, il vino, le ghirlande, le pigne, il granturco, le foglie secche, le ruote del sole, il melograno.

Mabon è il momento per celebrare le divinità antiche e gli spiriti del mondo. Ciò che bisogna fare per Mabon è ringraziare, infatti alcune delle attività pagane da prendere in considerazione sono quelle di fare il vino e celebrare i defunti e, soprattutto, è il momento giusto per fermarsi e rilassarsi, essere felici.

Anche se non coltiviamo la terra e non ci guadagniamo da vivere come i nostri antenati, ciò non vuol dire che non mettiamo impegno in ciò che facciamo.

Dopo aver sacrificato la propria essenza vitale alla Madre Terra, il Dio si trova ora alle soglie degli Inferi, diventando il simbolo del passaggio dalla vita alla morte. Sacrificandosi in lei, egli impregna il suo grembo della propria essenza e si trattiene dentro di lei come promessa, poiché egli è la vita.

Nell’antica tradizione, durante questo periodo di “incubazione” il Dio viene chiamato Mabon, figlio della Madre, dall’autunno sino alla Dodicesima Notte, ovvero il 6 di Gennaio.

Mabon, il “Grande Figlio”, è un Dio gallese, un grande cacciatore con un agile cavallo ed uno splendido cane da caccia. Mabon fu rapito dalla madre, Modron (Grande Madre), quando aveva solo tre giorni, ma fu salvato da Re Artù, anche se altre leggende raccontano che fu salvato da un gufo, un’aquila ed un salmone, tuttavia, durante questo periodo, Mabon ha vissuto come un prigioniero felice, nel mondo magico di Modron, il suo grembo. Grazie a ciò, egli può rinascere.

La luce di Mabon è stata portata nel mondo, raccogliendo la forza e la saggezza, in maniera tale da trasformarsi in un nuovo seme. In questo senso, Mabon è la controparte maschile di Persefone, il principio maschile fertilizzante. Modron invece corrisponde a Demetra.

Il Dio del raccolto è spesso simbolizzato da un uomo di paglia o fieno, il cui corpo sacrificale è bruciato e le cui ceneri sono riversate sulla terra. La Dea del raccolto è fatta dall’ultimo fascio del raccolto, vestita con un abito bianco decorato con nastrini colorati che simbolizzano la primavera, e quindi appesa ad un palo che, come già detto, è simbolo fallico della fertilità.

La Dea appare in veste di Madre dell’Abbondanza, Madre della Terra e Regina del raccolto, mentre il Dio è visto come Mabon, il Padre del Cielo, Re del Grano e Signore del raccolto. Il Signore e la Signora regnano sulle celebrazioni del ringraziamento che inizia al tramonto e perdura per tutta la notte.

Se possibile celebrate Mabon in compagnia, organizzate una grande cena, lasciate che ognuno porti un piatto cucinato e consumate una cena della fortuna. Prima di mangiare, fate passare un piccolo calderone vicino al tavolo; quando ognuno lo terrà in mano, dovrà dire qualche parola di ringraziamento per l’anno andato e di benedizione per l’anno che verrà (il calderone è simbolico del grembo della madre.)

Dall’equinozio autunnale, la forza del sole inizia a diminuire, fino al solstizio invernale, quando il sole inizia a crescere d’intensità e i giorni diventano nuovamente più lunghi delle notti.

Mabon è la festività dell’equinozio, il giorno che si trova a metà fra i due solstizi, è tempo di equilibrio, quando la luce e le tenebre sono uguali e dà inizio all’autunno, celebrato alla fine del periodo più faticoso dell’anno in cui viene effettuato il secondo raccolto. Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso, le foglie cominciano ad ingiallire e gli animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi.

Generalmente inizia il periodo della caccia, e molte specie migratorie, come le rondini, avviano il loro lungo viaggio verso sud. Il cigno è l’uccello dell’Equinozio in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’Aldilà.

È tempo di bilanci, abbiamo sotto gli occhi ciò che abbiamo seminato l’anno passato, possiamo constatare che frutti abbiamo raccolto. In occasione di questo periodo e dell’aratura dei campi erano effettuati un gran numero di riti locali e regionali, con il comune denominatore del ringraziamento e della supplice preghiera di mitezza per la difficile stagione in arrivo.

Il periodo dell’equinozio d’autunno veniva chiamato anche Michaelmas o Michael Supremo, il giorno dedicato all’Arcangelo di fuoco e di luce, alter ego di Lucifero.

Il mese di settembre era anche il periodo in cui si svolgevano i Grandi Misteri di Eleusi, basati sul simbolismo del grano e, inoltre, è il tempo per la fabbricazione del vino, dalla raccolta delle uve alla pigiatura e sino alla sua chiusura nel buio delle botti, con procedure che un tempo venivano accompagnate da rituali ben specifici, perché il processo della fermentazione delle uve era visto come simbolo della trasformazione spirituale che ha luogo durante le iniziazioni e i riti misterici, nel buio dei santuari sotterranei.

Mabon va vista in effetti come una festa iniziatica, rivolta alla ricerca di un nuovo livello di consapevolezza. È tempo di volgersi all’interiorità: nella parte declinante della Ruota dell’Anno si viaggia dentro noi stessi, entriamo nel tempo del buio per riflettere sui misteri della trasformazione attraverso la morte. PRATICHE e CELEBRAZIONE
Il tema è bilanciare le polarità, quindi fate qualcosa a proposito dell’equilibrio della vostra vita. Gli elementi maschili e femminili della vostra personalità hanno bisogno di un uguale rispetto ed espressione.

La notte di Mabon, quando le ore di luce e le ore di oscurità sono equivalenti, è una notte per onorare l’equilibrio della Dea e del Dio e l’armonia della materia e dello spirito, celebrando non solo la vita spirituale del mondo prossimo, ma anche la fisica di questo mondo.

È quando possiamo fermarci, rilassarci ed apprezzare i frutti dei nostri personali raccolti, è un periodo per porre fine ai vecchi progetti mentre ci prepariamo al periodo dell’anno di riposo, rilassamento e riflessione. Il lavoro magico dovrebbe essere di protezione, prosperità, sicurezza e fiducia in se stessi.

Mabon è considerato tempo dei misteri, è il momento di onorare le divinità anziane e lo Spirito. Le divinità vengono ringraziate per i loro doni, auspicando il futuro ritorno dell’abbondanza per gli anni successivi, ricordandoci di lasciare una parte del nostro banchetto per la Terra e le sue creature: tutto ciò che di commestibile abbiamo messo sulla tavola di Mabon per adornarla e ciò che è avanzato dal banchetto, verrà portato all’aperto ed offerto ad animali ed uccelli, in segno ulteriore di ringraziamento verso la Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni.

Gli incensi per l’equinozio d’autunno includono benzoino, mirra, pino, salvia, ibisco e petali di rose. I petali di rosa e la salvia possono essere messi anche sulla tavola, a patto che non siano freschi, e si possono bruciare i cardi, il cui significato è che il Divino si trasforma nel suo aspetto di Donna Saggia e Cacciatore. Le erbe associate con questa festività sono il grano, le foglie di vite e di quercia.

Le decorazioni tipiche di questo periodo dell’anno includono anche la cornucopia, ovvero il corno dell’abbondanza, ricolmo e straripante dei frutti dell’anno, a significare in modo simpatetico l’abbondanza dei doni della Madre.

Durante il rituale si possono invocare gli elementi singolarmente e riconoscerli, ringraziandoli, per le loro influenze benefiche. Salutateli innalzando il calice per ognuno di essi:

Alla Terra: per la stabilità, per l’aiuto nel mantenere la casa, la salute, il lavoro ed il benessere.

All’Aria: per l’ispirazione che aiuta nella conoscenza e nella comprensione.

Al Fuoco: per l’energia che aiuta a sostenere la spinta dell’ambizione di cui necessitiamo per portare a termine i nostri progetti.

All’Acqua: per lo scorrere gentile che aiuta a mantenere la calma e l’equilibrio emotivo nei rapporti.

La tavola, imbandita con tovaglia e tovaglioli di colori autunnali, con candele rosse o marroni, può essere decorata con erbe secche, castagne, noci, more, ghiande, mais, fiori di girasole e foglie autunnali. Non devono mancare biscotti di farina di avena, mandorle e vino per ringraziare gli antenati, mentre le pietanze tradizionali sono il pane di grano, i fagioli, le patate e le zucchine al forno. Il fuoco viene acceso con le foglie secche che si raccolgono in giardino.

Sono molto indicati in questo periodo gli esercizi di rilassamento e di meditazione. Se ne avete ha la possibilità concedetevi una breve vacanza con l’esclusivo scopo di riposare. L’Equinozio d’Autunno è il periodo ideale per passeggiate ed escursioni in campagna e in collina, per salutare la Natura che si prepara al suo riposo invernale.

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