Il Vampirismo

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Data di pubblicazione: 13 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Creazione di un Vampiro

“Non osavo alzare le palpebre, ma vedevo perfettamente attraverso le ciglia. La ragazza bionda si inginocchiò e si piegò su di me, avidamente. Aveva un qualcosa di deliberatamente voluttuoso che era insieme eccitante e repulsivo, e nell’inarcare il collo si leccò le labbra come un animale, tanto che alla luce della luna potei vedere le labbra umide e scarlatte e la lingua rossa che lambiva i denti bianchi e appuntiti. La sua testa si abbassò sempre più e le labbra scesero oltre la mia bocca, oltre il mento e parvero fermarsi alla mia gola. Poi si fermò, sentivo il fruscìo della lingua sui denti e sulle labbra e il fiato rovente sul mio collo.
E la pelle mi si accapponò come quando una mano si avvicina sempre più per farti il solletico. Sentivo il tocco morbido delle labbra sulla pelle sensibilissima della mia gola, e mi dava i brividi, poi mi sfiorarono le punte aguzze dei canini. Chiusi gli occhi in un estasi di languore ed aspettai… aspettai con il cuore che mi batteva.”

Il vampirismo è più legato al sangue che al morso. Questo concetto potrebbe risultare scontato, ma per giungerci, molto è dovuto all’istruzione e ai valori religiosi che ci sono stati inculcati. L’intera esistenza del Vampiro è un abominio secondo tutte le credenze religiose, almeno quelle monoteistiche derivanti dalla Bibbia.

Fin dalle origini delle nostre culture, il sangue ha avuto per l’essere umano un’importanza unica e di origine divina. Al sangue, in quasi tutte le religioni, è stata data una valenza di anima: sotto questa luce possiamo vedere la nascita, originale, del vampirismo, come un “incidente” ed una maledizione.

Il primo Vampiro potrebbe dunque essere stato un essere umano che, dopo essersi appropriato di un qualcosa di divino, il sangue appunto, abbia subìto poi la maledizione divina che lo ha dannato, costringendolo a vivere eternamente con la condanna di procurare morte.

Questa teoria però lascia in un certo senso perplessi, poiché se per tutte le religioni la divinità non accetta che l’uomo uccida il suo simile, non è chiaro perché abbia dato proprio ad un assassino la condanna di uccidere ancora, tuttavia è credibilissimo che l’essere che si fosse macchiato di un tale crimine, riconducibile come gravità soltanto a quello di Adamo ed Eva nell’aver mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male, fosse gettato nell’oscurità, e che non potesse più sopportare la luce del sole o dell’acqua pura o del fuoco, tutti simboli divini.

Le “punizioni” divine sono state narrate sin dagli albori, ma erano l’allontanamento dalla vista della divinità, Adamo ed Eva scacciati dal Giardino dell’Eden, Lucifero scagliato negli Inferi, e il Vampiro? Al Vampiro fu data la notte, l’oscurità.

Notiamo anche una notevole similitudine fra il peccato originale e l’atto di bere sangue del Vampiro: se il sangue contiene l’anima e l’essenza di un essere umano e della sua ascendenza, il Vampiro è come se si nutrisse della “conoscenza”.

Come l’essere umano, egli è dotato di capacità di decisione del bene o del male, scegliendo però l’amoralità, e qui i paragoni con Adamo ed Eva si fanno molto stretti: come essi morsero la mela per avere la conoscenza, anche il vampiro “morde” le sue vittime. Il sangue viene visto come tramite di conoscenza proprio come il frutto proibito, un perpetrarsi del peccato originale, ed è questo che sfugge dell’intima essenza del Vampiro, la condanna alla ripetizione della propria dannazione.

La divinità che ha “punito” non interviene per fermare questo circolo perverso di iniquità, soltanto il Vampiro stesso potrebbe fermarsi, commettendo un ulteriore “peccato”: togliersi la vita.

Un’ulteriore idea potrebbe essere quella dell’intervento di Lucifero ad un certo punto della vicenda, che potrebbe aver “interferito” impedendo la distruzione di un tale essere per mano divina, e che gli avrebbe “concesso” di vivere in spregio alla divinità. Nulla infatti nella mitologia e nei miti relativi alla figura del Vampiro, di alcuna cultura, lo vede come un essere positivo: da sempre egli è visto come entità negativa e contrapposta al divino.

Secondo alcune tradizioni e leggende, il vampirismo avrebbe invece origine da un patto con il Diavolo, patto stipulato dal primo Vampiro per ottenere la vittoria sulla morte.

Dal momento che ogni patto con il Demonio comporta un alto prezzo, quello imposto per tale immortalità era il dovere di vivere la propria esistenza in correlazione al sangue umano, quindi all’uccisione. Il Vampiro pertanto diveniva a tutti gli effetti uno strumento del Diavolo, e come tale “punibile” dalla Santa Inquisizione.

Secondo molta della letteratura e soprattutto della filmografia relativa ai Vampiri, nel vampirisimo si crea un discendente ogniqualvolta i Vampiri si nutrono. Ogni persona morsa da un Vampiro diventa a sua volta un Vampiro, ma ciò è parzialmente smentito da alcune varianti, ovvero che ogni vittima di un Vampiro diventa sì un essere non-morto che necessita di sangue, ma non un vero e proprio Vampiro, insomma una specie di zombie, un essere privo di intelligenza.

Secondo altre scuole di pensiero, per generare un vero Vampiro, il Vampiro deve “abbracciare” l’aspirante Vampiro che dev’essere consenziente, ma soltanto coloro che muoiono dal morso del Vampiro diventano a loro volta Vampiri. La teoria del contagio vampirico effettivamente sarebbe abbastanza incredibile, perché la crescita esponenziale dei Vampiri sarebbe smisurata.

Secondo alcuni scrittori ed anche numerose leggende, il Vampiro sceglie con accuratezza il proprio compagno/compagna con il quale dividere la sua eternità. Questa cernita comportava da parte del Vampiro un notevole studio dell’indole, del carattere, abitudini ed affinità dell’umano scelto come nuovo possibile Vampiro.

Una volta che questa scelta era stata valutata a fondo, il Vampiro “abbracciava” l’umano per farlo divenire un Vampiro come lui: anche in questo caso la leggenda fa correttamente i conti con l’ipotesi della non-morte del Vampiro, quindi suggerisce un modus operandi ben diverso da quello della riproduzione umana o animale.

Il procedimento iniziava con il Vampiro che succhiava, quasi per intero, il sangue dell’umano, fino a quasi farlo morire dissanguato, quindi si recideva una vena e permetteva all’umano di bere il suo sangue: questo procedimento uccideva l’umano, e la potenza del sangue del Vampiro gli donava la non-morte. In pratica abbiamo un nuovo Vampiro che pare quasi essere, almeno inizialmente, un vero e proprio schiavo del suo “creatore”, se non altro per la non-vita di cui egli gli ha fatto dono, e sarà il suo Signore, o “Sire”.

Un altro modo per diventare Vampiro è quello della possessione, specialmente di un medium (colui che “media”, fa da tramite con le energie/entità) che si rende maggiormente esposto alle aggressioni delle entità di altri piani. Un’entità che si impossessa del corpo fisico di un medium, può facilmente comportarsi come un Vampiro, non soltanto a livello psichico ma anche fisico, dal momento che il sangue è un elemento importantissimo e, soprattutto, assolutamente assente per queste entità che, di conseguenza, ne subiscono il fascino in misura enorme. Il medium perde quindi qualunque potere sulle proprie facoltà che vengono totalmente gestite dal possessore, e la creatura che definiamo vampiro è pertanto un corpo umano con una “guida” completamente aliena.

✾ Creazione di un Vampiro (La Psicologia) ✾

Il Vampiro è un “uomo” che ha intrapreso il suo sentiero con il solo scopo di sopravvivere alla morte, anziché evolvere spiritualmente fino ad abbandonare il proprio ego e i suoi desideri. Il suo attaccamento alla materia lo ha condotto a non riuscire a liberarsi totalmente dell’ego per identificarsi con l’anima. Si tratta di un individuo che non “sente” pienamente la sua anima, per lui essa rappresenta solo un concetto mentale, una possibilità e nulla più.

La sua paura della morte è dunque più che mai giustificata: essendo la sua coscienza imprigionata nell’apparato psicofisico, egli perirà con esso, pertanto sarebbe disposto a qualsiasi cosa pur di riuscire a prolungare la propria esistenza terrena. Conscio di dover morire, egli aspira disperatamente all’immortalità e ai piaceri che la materia può offrire.

Ma il paradosso è proprio questo: il suo folle attaccamento alla vita e ai piaceri terreni, il suo voler prolungare l’esistenza materiale a tutti i costi… è ciò che rende sempre più sicura la sua futura morte, in quanto tali comportamenti imprigionano la sua coscienza nella personalità mortale, nella carne corruttibile. Dall’altra parte il non-attaccamento alla materia, lo condurrebbe invece sempre più vicino alla sua anima immortale.

Egli vuole allora poter sopravvivere in qualche modo all’inevitabile dissoluzione del corpo fisico, pur non operando una reale “sintesi con l’anima”, risultato, quest’ultimo, che è possibile ottenere solo intraprendendo fino in fondo il sentiero di risveglio spirituale che conduce alla vera immortalità. La vera immortalità si ottiene infatti proprio “morendo a se stessi”, cioè al proprio ego, per rinascere poi come Uomo Nuovo.

A questo punto, l’unico modo che ha per restare in qualche modo in vita è cercare di sopravvivere nel corpo astrale, l’involucro sottile che avvolge il corpo fisico e nel quale trasferiamo la nostra coscienza sia durante il sogno (infatti è anche conosciuto come “corpo di sogno” o “corpo lunare”) sia dopo la morte. Questo corpo è, per intenderci, quello che talvolta compare ai viventi sotto forma di fantasma, è solo un involucro esterno, come il corpo fisico, solo più sottile ed è dunque invisibile ad occhio nudo, ma non è immortale come l’anima.

Tuttavia, imparando a portare la propria coscienza nel corpo astrale non si consegue una reale immortalità, poiché anch’esso è costituito di materia (sebbene più sottile di quella a cui siamo abituati), e pertanto è destinato a consumarsi con il tempo, anche se la capacità di “trasferirsi in astrale“, permette all’essere umano di sopravvivere, per un tempo indeterminato, dopo la sparizione del corpo fisico.

Il Vampiro è già di per sé un essere che ottiene un certo controllo del corpo astrale, e si ritroverà quindi con un corrispondente grado di coscienza nel mondo astrale, dopo la morte dell’involucro fisico. Continuerà, cioè, ad essere cosciente di sé anche nell’aldilà ma, come già detto, anche tale corpo è soggetto a logoramento e giungerà un giorno a consumazione, sebbene in tempi molto più lunghi rispetto al corpo fisico. L’unica via certa per l’immortalità, è infatti l’identificazione completa con l’ente eterno per eccellenza: l’anima, o .

Esiste però un modo per prorogare, non per evitare, tale epilogo: imparare da un Vampiro anziano, attraverso una trasmissione orale da maestro ad allievo, la tecnica del vampirismo. Si tratta di ottenere una pseudo-immortalità (la sopravvivenza post-mortem così ottenuta dal Vampiro è sempre parziale), agendo per mezzo della Magia Nera, quando il corpo fisico è ancora in vita.

Nel vampirismo si fa in modo che il corpo venga conservato in uno stato di perenne trance catalettica, tra la vita e la morte, nascosto in un luogo sicuro. Affinché non muoia dev’essere però alimentato con la trasfusione di energia vitale, assorbita da altri esseri umani mediante l’utilizzo del suo corpo astrale semi-materializzato; in altre parole, il Vampiro nelle ore notturne abbandona il suo corpo fisico e, spostandosi nel suo corpo astrale (è pertanto divenuto in grado di effettuare i viaggi astrali), va a caccia di prede a cui sottrarre energia vitale. Al ritorno nel suo involucro di carne egli infonde la nuova energia in tale corpo, e questo gli consente di tenerlo in vita.

Essendo il Sole analogicamente collegato alla sfera spirituale dell’uomo e al suo «corpo di gloria» (l’anima), ed avendo il Vampiro reciso ogni legame con questo suo lato spirituale, il risultato è che il suo corpo non può più sopportare la luce del Sole, ma solo quella della Luna, che è invece collegata al corpo astrale. Non gli è concesso di avere vita sotto i raggi del Sole, e la sua esistenza senz’anima diviene ora una lunga notte, in senso simbolico… e quindi anche fisico.

Questo Vampiro, per mezzo di una particolare tecnica può rivestirsi di atomi di materia fisica e rendere il suo corpo astrale semi-materiallizzato: sarà allora visibile agli occhi delle vittime, ma non catturabile dagli specchi. In tale veste “succhia la vita” alle persone: più il suo corpo astrale riesce a ricoprirsi di materia fisica e quindi a concretizzarsi sul nostro piano, più è materiale la forma dell’energia che egli sottrae, al punto da poter letteralmente succhiare il sangue dal corpo fisico delle persone e trasfonderlo poi nel suo proprio corpo giacente, di norma, in una bara. Nel sangue è infatti racchiusa l’energia solare/vitale dell’essere umano.

Nel corpo astrale egli assume tutti i poteri inerenti tale stato: proiettarsi a grande velocità in luoghi lontani, disintegrare ed apportare oggetti, materializzarsi totalmente o parzialmente anche in forma di animale (ad esempio lupo o pipistrello).

Attraverso il vampirismo egli raggiunge lo scopo di “ritardare” la sua morte definitiva e quindi il suo destino finale; commette però un gran numero di delitti che gli preparano una futura sempre più penosa permanenza nelle sfere più basse del piano astrale, conosciute come “infernali” nel linguaggio comune. Tenere in vita il corpo di carne serve proprio a perpetuare il legame con il piano fisico, evitando che il corpo astrale si allontani progressivamente dal piano terrestre e si addentri nel mondo astrale per precipitare nei sui infimi recessi. Tale legame con il suo corpo fisico permette anche al Vampiro di continuare a trarre sempre nuova linfa dalle creature umane del mondo materiale, della cui vita/sangue egli si nutre.

Il Vampiro può resistere nella sua poco invidiabile situazione di non-morto anche per diversi secoli, alcuni anche per millenni, ma mai per sempre. Prima o dopo il suo corpo verrà distrutto e allora lo spettro dei sottopiani infernali del mondo astrale si farà reale. Spesso, all’apice della disperazione, vuole egli stesso mettere fine alla sua pallida esistenza fatta di paura, solitudine, tristezza, invisibilità, rifiuto, fuga… ma quasi mai ne ha la forza.

Il film “Nosferatu” di Werner Herzog, dove il Vampiro è interpretato da Klaus Kinski, mette molto bene in evidenza, più di altre pellicole, il patimento psicologico che deve sopportare una creatura del genere. “La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce ad immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose…”

Il Vampiro è un essere maledetto, sofferente, costretto ad uccidere i vivi per non precipitare nel nulla, sempre in bilico tra la vita e la morte. Niente a che vedere con la figura “modernizzata” del vampiro/eroe con gli occhiali da sole e un bel fisico muscoloso. L’antieroe è stato fagocitato dalla cultura moderna democratizzante e perbenista… e trasformato in eroe da fumetto.

Infine, esiste anche il Vampiro che si crea solo dopo la morte, senza un precedente intervento della Magia Nera. Può capitare, per esempio, ad alcuni individui morti suicidi che, una volta dall’altra parte, si rendano conto di non essere riusciti a “mettere fine alla vita”, ma solo di essere passati in un altro ambiente (piano astrale) e, di conseguenza, accompagnati da un carattere senza scrupoli, decidano di vampirizzare l’energia dei vivi per restare vicini al mondo materiale.

La tecnica resta la stessa: muovendosi nel corpo astrale rubano l’energia vitale, e a volte anche il sangue fisico, delle loro vittime, e quando all’alba tornano nel corpo, trasfondono in esso il sangue/energia, tenendolo così in una sorta di “sospensione” tra la vita e la morte.

Può capitare anche ad individui malvagi morti in circostanze drammatiche, ma questo genere di vampirismo non è però potente come il primo, in quanto, considerazione non da poco, qui la morte del corpo è già avvenuta, e quelli del Vampiro sono tentativi disperati di arrestarne la decomposizione, la quale non può essere prorogata all’infinito. Inoltre, non essendo tale Vampiro un iniziato delle «arti occulte», la sua capacità di gestire il corpo astrale è limitata, e le sue facoltà intellettuali nel mondo astrale restano simili a quelle di un animale.

Il modo più sicuro per uccidere un Vampiro ed interrompere il suo patimento, consiste nel trovare e bruciare il corpo. Spaccare il cuore o tagliare la testa sono due metodi altrettanto validi, in quanto impediscono la sopravvivenza del corpo fisico, ma niente può dare sicurezza come l’incenerimento.
Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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