BIBBIA, la Genesi

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Data di pubblicazione: 24 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

Genesi, cap. II e III

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, ad Oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato.

Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’Albero della Vita in mezzo al giardino e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male.

Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare da tutti gli alberi del giardino, ma dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male non devi mangiare, perché, qualora tu ne mangiassi, certamente moriresti.»

E il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile.»

Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.

Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.

Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.

Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne ed osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta.»

Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare da nessun albero del giardino?»

Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete.»

Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male.»

Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, ed anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»

Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto.»

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dall’albero da cui ti avevo comandato di non mangiare?»

Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato.»

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?»

Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata ed io ho mangiato.»

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.»

Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà.»

All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dall’albero da cui ti avevo comandato Non devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!»

L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.

Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dall’Albero della Vita, né mangi e viva sempre!»

Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dov’era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose ad Oriente del giardino di Eden i Cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’Albero della Vita.

Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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