Le Ninfe

Pubblicato il: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Le sorgenti curative sono associate alle dolci proprietà rigenerative delle giovani Dee, comunemente personificate da leggiadre Ninfe giocose. Migliaia di sorgenti curative costellano il paesaggio dell’Europa continentale e delle isole britanniche.

Come le caverne, i tumuli funerari, i passaggi sotterranei, le rive dei laghi e le isole occidentali, le sorgenti naturali sono cancelli che conducono all’Altroregno. Ogni sorgente è un orifizio, una bocca della Dea Madre, un passaggio per il Regno della Dea.

Anche se ogni sorgente è depositaria dell’abbondanza della Dea, essa manifesta la sua Natura in modo leggermente diverso da una sorgente all’altra. Così le caratteristiche che si esprimono in una determinata sorgente sono uniche, e non si trovano in nessun altro luogo sulla terra.Le sorgenti ispiravano guarigione e nutrimento. Molte di li esse erano note per il potere di curare la sterilità femminile, così le donne si coricavano nelle vicinanze, e probabilmente si immergevano nelle acque curative con i loro compagni. Alcune in particolare erano allegri luoghi di ritrovo per famiglie e gruppi di amici, soprattutto nei mesi caldi dell’estate.

Numerosi pellegrini accompagnati da parenti vi si recavano per pregare e garantirsi la benevolenza della Dea, e si radunavano attorno alle acque ribollenti delle sorgenti, pregando e facendo offerte alle Dee.

I piccoli laghi vicino alle sorgenti naturali, specialmente vicino a quelle termali, ispiravano anche allegria e giocosità. Quando dormivano lì nei pressi, i pellegrini erano incoraggiati a riposarsi e a sognare per trovare risposta alle loro domande…Le Ninfe (dal greco antico νύμφη = “giovane fanciulla”) vengono rappresentate, erroneamente, come attraenti fanciulle, vergini in età da marito. Il termine è legato al verbo latino nubere, “prendere marito”, da cui la nostra “nubile”.

Sono benefattrici e rendono fertile la Natura, proteggono i fidanzati che vanno a bagnarsi nelle loro sorgenti, ispirano gli esseri umani, ed alcune sono anche guaritrici da mali. I rituali d’offerta alle Ninfe comprendevano sacrifici di agnelli e capretti, ma in prevalenza esse consistevano in latte, olio, miele ed offerte rustiche.Semplici mortali che vivono però una vita estremamente lunga, amanti di Dèi e di comuni mortali, le Ninfe cantano perduratamente felici nel luogo a loro consacrato. Dalle loro unioni sono nati vari eroi, semidèi ed altre figure mitologiche, come ad esempio Chirone, Teucro e Mopso.

In senso teologico le Ninfe erano delle divinità minori, gerarchicamente superiori agli uomini ma inferiori agli Dèi, non erano infatti vere e proprie Dee. Le si possono considerare forze elementari della natura perché legate ad elementi o a territori specifici come mari, acque dolci, alberi, e così via.

La mitologia greca annovera molte Ninfe semidivinità della Natura. Vi sono numerosi miti su di esse, i quali le associano spesso ai Satiri, da cui la tendenza sessuale della ninfomania.

Le Ninfe erano figlie di Zeus o Urano, ed i loro miti sono legati a divinità maggiori come Artemide, Apollo, Poseidone, Demetra, Dioniso, o ancora a Dèi minori, come Pan, Ermes o Fontus. Facevano spesso parte del seguito di queste divinità maggiori ed avevano una parte importante nella mitologia, a causa dei loro amori con uomini e Dèi, e nella religione popolare.Immaginate come donne giovani e belle, alle volte mortali, altre volte immortali, presso i Greci erano dèmoni femminili della Natura, personificavano la forza naturale che si manifesta in una fonte, in un fiume, in una selva, in una grotta, su di un monte: esse personificavano le forze divine dei monti, dei boschi e degli alberi, delle acque, dei luoghi ed anche di città e Stati.

Si distinguevano in Ninfe delle acque (Naiadi, Idriadi, Potameidi, Creneidi), del mare (Nereidi, Oceanidi), dei monti (Oreadi, Peliadi, Dictee), degli alberi, valli e boschi (Driadi, Amadriadi, Napee), oppure a seconda delle località che abitavano (ad esempio le Nisiadi del monte Nisia).

Sulla testa portavano un diadema chiamato ninfale. Belle, innocentemente nude o ricoperte da leggeri veli, dimoravano nei campi e nei boschi, nelle fonti e nei fiumi, attendendo a varie occupazioni e, tra canti e danze, si compiacevano spesso di fuggevoli amori con Sileni, Satiri e uomini.

Nutrici di infanti o protettrici di giovinette, mutavano la loro abituale benevolenza in ostilità quando venivano colte da occhi indiscreti. In quei casi si vendicavano apparendo dalle acque di una fonte ad un uomo mandandolo fuori di senno, in preda a follia profetica.

Tra le Ninfe più celebri si può nominare Eco, la Ninfa del monte Elicona. Era le tolse la possibilità di proferire parola, così Eco non poté più ripetere altro, che le ultime parole pronunciate da altri. Famosa tra è anche Euridice, moglie di Orfeo.

Ci sono dunque diversi tipi di Ninfe, a seconda dell’ambiente naturale in cui vivono. Si distinguono in particolare:

1. Epigee (Ninfe terrestri)

Agrostine, dei campi
Aloniadi, dei burroni
Oreadi od Orestiadi, delle montagne, tra cui le Napee (delle valli), le Alseidi (dei boschi e delle foreste), le Auloniadi, Lemoniadi (dei prati) e Coricidi.
Driadi (o Amadriadi), che vivevano ciascuna in una quercia o comunque in una pianta (una di esse è Crisopelea): Meliadi o Melie, delle piante di frassino. Epimelidi, protettrici dei meli e degli ovini, le Ileori ed Esperidi.

2. Idriadi (Ninfe acquatiche)

Avernali, dei fiumi invernali
Oceanine: Nefeli
Aliadi: Psamidi e Nereidi (del mare)
Naiadi o Efidriadi o Idriadi, delle sorgenti: Eleadi, Potameidi (dei fiumi), Limnìadi o Lìmnadi (dei laghi e degli stagni), Creneidi e Pegee (delle fonti).

3. Ninfe celesti

Pleiadi
Iadi
Eliadi
Alcionidi

4. Lampadi (Ninfe invernali)

5. Tiadi (chiamate anche Menadi o Baccanti da Esiodo, in quanto le Ninfe sono per la maggior parte delle creature umane)

6. Cure (nutrici di neonati)

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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