Streghe

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Data di pubblicazione: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Ci fu un tempo in cui tutte le Donne seguivano gli insegnamenti della Grande Madre, udivano il suo canto nel vento, nel mormorare delle foglie, nel silenzio della notte, e colme della Sua consapevolezza ne rispecchiavano i bei lineamenti.

Depositarie della Conoscenza Divina, appresa sin dai primi anni di vita per trasmissione orale, esse condividevano con amore e indicibile dolcezza ogni passaggio della loro vita, ogni momento di “morte nella vita” e di “vita nella morte”.

Le loro fasi muliebri erano celebrate con riti sacri, con feste e manifestazioni gioiose e probabilmente comprendevano pratiche segrete e lunghe meditazioni, che ispiravano la tenera comunione con la Dea, fonte inesauribile di emozioni e sensazioni tanto belle e amorevoli, da non poter essere descritte con semplici parole.

A quel tempo le Donne, erano viste come le Figlie della Luna… ed ogni Strega, ha la sua magia…

Una figura si muove fra i tronchi aggrovigliati, perlustrando la radura.
Ecco che le antiche querce si diradano e rivelano un ruscello.
La donna si inginocchia sulla riva erbosa del ruscello e mette le mani a terra.
Il costante pulsare dell’energia della terra la conforta.
Raccoglie alcuni fili d’erba dalla tonalità verde smeraldo,
ringraziando le piante per il loro sacrificio.
Quando ne ha raccolti tredici,
li tiene fra i palmi delle mani e rimane immobile per un momento.
Chiude gli occhi. Le sue labbra si muovono pronunciando parole incomprensibili…
Il vento strattona la manica della donna mentre il suo volto si fa teso.
Forze interiori le fanno tremare le spalle.
Alzandosi in piedi, la donna getta l’erba per aria
trasmettendo con essa l’energia che ha richiamato.
L’erba viene presa dal vento e fluttua sopra il ruscello.
Atterra sulla riva lontana,

e la donna ne avverte la forza penetrare nel terreno
e mettere in moto la sua energia.

È finita.
Si stende sulla riva assaporando il sole che la riscalda,
la brezza che la rinfresca e la terra che la sostiene.
Il gorgoglìo dell’acqua dal ruscello la porta in un tranquillo stato di sogno,
mentre rammenta le azioni compiute e l’energia che esse hanno risvegliato.
Silenziosamente rende grazie.
Alzandosi dalla riva del ruscello, la donna torna a camminare fra gli alberi
e dal parco riprende la via di casa.
Quando arriva a salutare il suo gatto,
pronta a prendere un libro e a sedersi davanti al fuoco per leggere,

il sole ha tinto di rosso intenso l’orizzonte a ovest,
mentre lei è soddisfatta perché il suo incantesimo ha avuto successo…

Anche se in molti le temono e credono che siano cattive e pericolose, la verità è un’altra… Le Streghe bianche usano i loro poteri magici solo per fare del bene… Vivono centinaia di anni, e con i loro poteri magici mantengono la loro bellezza intatta, senza invecchiare mai.

Hanno efferati nemici nel mondo della Magia Nera, che combattono da secoli, ed il loro cuore puro e l’animo buono sono le armi più potenti per sconfiggerli. Tutte le Streghe bianche hanno svariate capacità, ma ogni Strega ha un suo potere personale di grandissima forza. Unendo i loro poteri le Streghe bianche, risultano essere invincibili…

In antichità si credeva spesso che le Fate e le Streghe avessero gli stessi poteri, perché entrambi usavano la magia e potevano entrambi maledire o benedire. Infatti nella lingua degli zingari rom, la parola usata per Fata era la stessa usata per indicare una Strega.

Gli Irlandesi credevano che una donna diventasse strega trascorrendo 7 anni nell’Altro Regno e tornando poi molto invecchiata ma con una vasta conoscenza delle erbe, dei filtri e degli incantesimi segreti.

La famosa strega Biddy Early insisteva che i suoi poteri provenissero dagli Esseri Fatati. La Early usava sempre una bottiglietta blu, donatale dalle Fate, per guarire e prevedere il futuro. Alla sua morte, avvenuta nel 1873, la bottiglia fu gettata in un lago in modo che nessun altro potesse usarla.

Le antiche Streghe operavano le loro magie con l’aiuto delle Fate e ci sono numerose testimonianze di questo nei verbali dei processi per Stregoneria. Si racconta di un uomo, accusato di Stregoneria, che durante il processo affermò di usare una polvere per curare le malattie, e si offrì di condurre la corte alla Collina Fatata dove gli era stata data questa medicina. Aveva scoperto il tumulo in un momento della sua vita in cui era stato molto povero e non sapeva come sfamare la famiglia.

Gli era apparsa una donna stupenda, che gli aveva assicurato che se avesse seguito i suoi consigli avrebbe potuto vivere agiatamente. La donna lo aveva condotto al tumulo e vi aveva bussato sopra tre volte. La collina si era aperta ed essi erano entrati. All’interno era seduta la Regina delle Fate circondata dal suo popolo. Fu proprio lei a donargli la polvere magica e ad insegnargli ad usarla. L’uomo non fu creduto, ma fu assolto comunque perché aveva salvato molte vite.

In pratica la Strega è una donna ritenuta dedita all’esercizio della Stregoneria, ovvero, secondo vasta credenza popolare tradizionale a molte culture, una donna che si ritiene sia dotata di poteri occulti; il suo omologo maschile è lo Stregone.

La figura della Strega ha però radici che precedono il cristianesimo, ed è presente in quasi tutte le culture come figura a metà strada tra lo Sciamano e chi, dotato di poteri occulti, possa utilizzarli per nuocere alla comunità, soprattutto agricola.

Solitamente le Streghe si distinguono in due categorie, Streghe Nere e Streghe Bianche. Secondo la tradizione, le prime hanno più probabilità ad avere contatti con il male, mentre alle seconde, vengono attribuiti dei poteri di guarigione.

La parola Strega richiama simbolicamente una Iniziata agli antichi Misteri della Grande Madre, una Donna che Conosce, una Donna Saggia, una Donna “che Vede” e che è in totale sintonia con la Natura libera e rigogliosa. In italiano, la parola Strega deriva dal latino “strix”, che indica un uccello notturno simile alla civetta, che appartiene al mondo della Notte, e quindi dell’Inconoscibile.

Soprattutto in epoca Medioevale, la notte era vista come il momento in cui tutto ciò che è Ignoto, e quindi spaventoso, esce allo scoperto e popola i sentieri, le campagne e i boschi silenziosi. Gli uccelli notturni stridono, contrariamente a quelli diurni, che cinguettano; le ombre creano figure inquietanti ed ogni regola che, durante il giorno, dirige la vita ordinaria di tutti gli uomini, di notte scompare.

La notte sovverte gli schemi razionali/diurni degli uomini e quindi essi temono la discesa delle tenebre, con i loro “demoni” e le loro “streghe”, ovvero coloro che la notte non la temono, ma che, anzi, la amano perché la percepiscono come loro alleata. Nemica delle regole e amica dell’istintualità selvatica, nemica degli abiti stretti e costrittivi ed amica della divina nudità, nemica della compostezza ed amica delle danze sfrenate, la Notte è sposa di quelle Anime, femminili o maschili, che segretamente, nel profondo dell’Essere, non aspettano altro che lei, per rovesciare il mondo umano e vivere liberi in quello divino.

La Strega, fondamentalmente, è un’Anima “notturna”, intesa come nemica dell’estremo ordine razionale, del “giorno” passato a fare cose senza senso, a correre perché “manca il tempo per fare tutti i doveri”, a lavorare, a mantenere un atteggiamento contenuto e ordinato, ad indossare e mostrare maschere per apparire simili agli altri, ad indossare abiti stretti e coprenti che nascondono ed imprigionano il corpo, ad essere gentili e cordiali con tutti, ovvero a fare tutte quelle cose che in realtà sono caduche ed illusorie, mai veramente utili e soltanto fuorvianti.

Ma la Strega non è solo questo. Tornando al termine “strix”, infatti, intuiamo che esso richiama proprio ciò che vive nella notte e possiede la capacità magica e misteriosa di “vedere nel buio”, ovvero di saper scorgere la realtà delle cose al di là del buio apparente, dell’illusione, di ciò che oscura la vista e rende ciechi.

La Strega pertanto è una persona Saggia perché solo la Saggezza che proviene dal profondo Divino può donare la capacità di Vedere oltre il buio dell’illusione e, viceversa, ciò che può essere Visto al di là dell’apparenza, dona ulteriore Conoscenza e Saggezza divine.

La Strega è Colei che Vede, ma è anche Colei che, come la civetta, è in grado di volare oltre la notte più nera, oltre i veli più pesanti d’apparenza e superficie, ovvero di librarsi con lo spirito e di viaggiare da un mondo all’altro, abbandonandosi all’ebbrezza della sua assoluta libertà. E da ogni viaggio ritorna colma di nuova meraviglia, di nuova bellezza, di nuova conoscenza e consapevolezza sublimi.

Ella è Colei che ha conosciuto la Saggezza perché l’ha toccata e l’ha integrata in sé, vivendo della sua luminosità accecante; è Colei che custodisce il misterioso Fuoco magico che arde nel profondo; è Colei che sa distinguere la verità dietro alle maschere che la nascondono; è Colei che ha ritrovato la vera sintonia e comunione con la Grande Madre primigenia, coltivandole sempre di più sino a divenire una cosa sola con Essa. Ella è questo e molto altro ancora…

Per questo è una Donna sacra… e non abbisogna d’altro che di ciò che già vive e riluce dentro di lei.

Il termine strega, inoltre, secondo una definizione a dir poco meravigliosa, “ha in realtà il senso originario di Donna di Conoscenza, cioè indicava ogni donna che si mette, per vie ad essa adatte e peculiari, alla ricerca della Verità e dell’Armonia”. Il che comunque non giustifica l’abuso del termine che oggi dilaga ovunque, poiché in ogni caso, chiunque creda o pensi di essere una Strega senza possederne i requisiti, o perlomeno la purezza e predisposizione necessarie ad intraprendere un Percorso che porterà, un giorno, a poter accogliere amorevolmente questo nome. Evidentemente dimostra di non conoscere nemmeno il vero ed originario significato della parola, ed inoltre svilisce enormemente tale termine “adattandolo” alla propria persona totalmente indegna di portarlo, come purtroppo in questi tempi accade abitualmente, soprattutto all’interno delle realtà neo-pagane.

Sarebbe più semplice e corretto, nonché onesto e veritiero, sentirsi per ciò che più naturalmente si è, ovvero dei Viandanti che percorrono gli infiniti Sentieri magici, scegliendo quelli più congeniali al proprio essere, alla ricerca della Consapevolezza, della Bellezza, della Verità dell’Anima Antica, e quindi della Grande Madre naturale e del Suo Ventre d’eterna Armonia.

La Strega onora ed ama la Grande Madre come Divinità dalle mille sfaccettature, dai mille volti e dagli infiniti nomi. E questa Divinità è identificata nella Natura rigogliosa e selvatica, nella sua manifestazione visibile ed invisibile, materiale e spirituale, negli animali, nella vegetazione inviolata e nelle rocce silenti, nella Luna, nel Sole e nelle stelle, e nello Spirito sottile che tutte queste magnifiche creazioni contengono e grazie al quale sono nate.

Dato che questa spiritualità meravigliosa non ha nulla a che vedere con le religioni moderne che hanno creato il termine “paganesimo” per definire i culti pre-cristiani ed antichi, si potrebbe quindi dire che la Strega, in relazione a questo, sia pagana, in quanto votata alle Antiche Armonie, nonostante esistano certamente molti altri modi più belli e significativi per distinguerla e definirla. Modi non nati per additare coloro che, vivendo nelle campagne, venivano considerati degli ignoranti poiché non avevano ricevuto la conversione al cristianesimo.

La Strega è un essere luminoso e le Divinità che ella ama ed onora gioiosamente, le quali si uniscono tutte meravigliosamente nella Grande Madre originaria ed androgina, sono le Essenze pure della Natura libera e pregna di bellezza assoluta.

Al contrario, il cosiddetto satanismo, si vota al caos, all’orrore, al dolore, al chiasso, all’artificialità, alla bruttezza, ovvero a tutto ciò che si oppone nel modo più totale possibile alle Antiche Armonie perfette. Per questo la Strega ed il satanista sono completamente in contrasto fra loro, l’una votata all’Armonia infinita e l’altro votato alla disarmonia più estrema.

Definire una Strega “satanista” è solo e soltanto un modo per dimostrare la propria ignoranza e la propria limitatezza, poiché presuppone che non si conosca né cosa sia la Strega né cosa sia il satanismo. Del resto, Satana è una figura nata dalle menti cristiane con lo scopo di spaventare e inibire, suggestionare e punire.

La Strega cammina ben oltre queste illusioni e, come si è detto, non è e non può essere cristiana. È dunque completamente illibata da credenze e convinzioni che appartengono solo al cristianesimo e non alle Antiche Religioni d’Armonia alle quali lei rende onore e che, sole, le appartengono.

Il Cammino di colei o colui che desidera pervenire alla Saggezza che distingue la Strega, è il Cammino che porta ad una sempre più grande sintonia con la Madre divina androgina, al sentirsi come sua amatissima figlia, alla percezione di essere una Sua piccola parte brillante e consapevole. A questo stato d’essere sublime forse ci si può avvicinare cercando la conoscenza della propria Anima Antica, che è la fiammella generata dal grande divino Fuoco della Dea primigenia. Per questo si può forse iniziare cominciando a spogliarsi di tutti i preconcetti limitanti, le idee fuorvianti, le costruzioni inutili e fasulle, nonché di pensieri devianti che a lungo hanno allontanato e tuttora allontanano da Essa.

Si può forse iniziare facendo cose che fanno sentire felice l’Anima, per percepire, a volte, quegli impulsi gioiosi ed immotivati che nascono dentro e che scatenano l’istinto di ridere, danzare, correre… istinti cari alla Grande Madre. Il bosco, il mare e i luoghi naturali sono un buon inizio per incominciare a percepire la presenza della Signora e di ciò che di Essa vive in noi. E ciò che è la cosa più importante è di cercare, col tempo, di non sentirsi più “nel bosco”, ma di sentirsi “il bosco”, ovvero una piccola parte della Grande Madre.


“Io sono la Grande Madre,
adorata da tutto il creato,
ed esisto da prima della sua coscienza.
Io sono la forza femminile primordiale,
senza confini ed eterna.
Io sono la casta Dea della Luna,
la Signora di tutta la magia…”

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

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1 commento

  1. La Strega è Colei che Vede, ma è anche Colei che, come la civetta, è in grado di volare oltre la notte più nera, oltre i veli più pesanti d’apparenza e superficie, ovvero di librarsi con lo spirito e di viaggiare da un mondo all’altro, abbandonandosi all’ebbrezza della sua assoluta libertà…. Libertà oltre l’essere.. forse è questa la chiave… grazie delle bellissime parole dedicate a delle grandi anime di luce viaggiatrici dell’Infinito

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