I Vampiri

Articolo trasferito dalla precedente versione del sito https://giardinodellefate.wordpress.com

Data di pubblicazione: 13 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Nosferatu, Non-Morto. Queste due semplici parole ci rivelano un terribile segreto, un mistero che è sempre rimasto celato agli occhi della gente comune e dei ricercatori scientifici, per il solo fatto di essere privo di una spiegazione. Ma se accettiamo con umiltà di riconoscere la limitatezza di ciò che possiamo comprendere e la vastità dei fenomeni ancora sconosciuti, dal mesmerismo all’ipnosi ai campi elettromagnetici, allora non possiamo negare le testimonianze e le paure tramandate dalla storia e dalla cultura di antiche popolazioni e di villaggi, conservatisi all’ombra dell’accecante progresso scientifico.

Signori miei, io vi dico che nelle regioni più sperdute del globo è ancora vivo il terrore suscitato da un’eventualità apparentemente scartata a priori dalla nostra vita razional-quotidiana: che la morte possa non coincidere con il riposo eterno, né fisico, né spirituale, che possa sconfinare in una sorta di abominevole esistenza, che la “morte” possa essere la condizione di “vita” di anime dannate e assetate di sangue.

È giunto il momento, signori miei, che la ragione e la scienza intraprendano lo studio dell’occulto, perché questo mondo tenebroso possa essere rischiarato dalla luce della conoscenza e l’uomo possa combattere le forze che, nascoste nelle zone d’ombra delle nostre dottrine, tramano contro la nostra vita.
Solo se sarà possibile superare il pregiudizio di non-scientificità di queste manifestazioni, l’Umanità potrà sconfiggere quella che potrebbe diventare la malattia del ventesimo secolo: una malattia che sfugge all’indagine medica, mascherandosi per una forma di anemia aggravata, un contagio che perseguita le proprie vittime oltre la tomba… il vampirismo.

Questo breve trattato, per nulla esaustivo, cerca di illustrare le numerose manifestazioni di questa terribile malattia, con l’intento di fornire i mezzi necessari per eliminare queste orrende creature che si nutrono di sangue. Il materiale qui esposto è stato raccolto dopo la drammatica esperienza che ha visto il sottoscritto e quattro valorosi compagni (Harker, Morris, Holmwood e Seward) fronteggiare uno dei più temibili vampiri della storia, che ha infestato il nostro mondo per oltre quattrocento anni: il Conte Dracula.

(Alla memoria di Quincey Morris, deceduto nello scontro finale presso la dimora del Conte in Transilvania)

“… Sono uomini morti da gran tempo, ora più ed ora meno,
i quali escono dalle lor sepolture, e vengono a travagliare i viventi,
loro succhiano il sangue, loro appariscono, fan fracasso alle porte, e per le case,
ed in fine loro cagionano tal volta la morte…
a costoro danno il nome di Vampiri o di Oupiri…” 

De Nosferatu Misteriis
Compendio della ‘Van Helsing Vampiric Society’
~• da “Excalibur” 11/93 •~

Con il termine “vampiro” si identifica lo spirito di una persona defunta o del suo cadavere, una creatura-simbolo delle forze del male, che si agitano in una specie di vita quando “la luce del Sole è morta”.

L’origine del Vampiro è antichissima e con diverse varianti, si perde nella notte dei tempi ed ha un notevole ruolo nella cultura di quasi ogni popolo. Il più antico testo si legge in una tavola babilonese conservata al British Museum, si tratta di una formula magica che serve a proteggere dai Demoni Notturni succhiatori di sangue, che erano gli Etimmé.Gli antichi Ebrei temevano l’Aluka (letteralmente “succhiatore di sangue”), un essere che assaliva i viandanti nel deserto. La stessa Lilith, Demone assiro diventato nella tradizione ebraica la prima e malvagia moglie di Adamo, era un Demone del genere “Succubus”, la variante femminile del genere “Incubus”: golosa del seme umano, entrava di notte nel letto degli uomini e li prosciugava di ogni forza. Da Lilith vengono le Lilin, che succhiavano il sangue dei bambini, e se un bambino rideva durante il sonno significava che stava giocando con Lilith: per salvarlo occorreva intimare (possibilmente in ebraico) “Adamo, Eva, fuori Lilith!”

Secondo la versione più accreditata, il termine Vampiro deriva da un manoscritto russo del 1047, in cui compariva la parola Upir. Per l’esattezza, il termine usato da un principe di Novgorodian era “Upir Lichyj”, che è stato tradotto in vampiro malvagio. Da qui è stato coniato il termine Vampiro, che identificava una creatura spietata che si nutriva a danno di sangue o anima o carne, delle sue vittime.

Il Vampiro è sempre esistito ovunque: Spiriti, Dèi e Demoni hanno fatto parte dell’umana quotidianità, ciononostante il Vampiro non si confonde nell’antichità con altre forze sconosciute con le quali l’uomo si è confrontato. In origine era rappresentato come un’entità non incarnata, identificata con la paura, la paura ignota che può prenderti in ogni momento dal buio, dall’ombra… veniva rappresentato come un essere polimorfo ed è stato spesso confuso con il Goule o i Licantropi. Poco importa quale sia la sua sembianza, egli si trova in tutte le culture, dalla più primitiva alla più moderna: egli è il Ladro di Vite.

Oggi il Vampiro è stato ridotto ad un morto vivente che esce dalla terra per succhiare il sangue dei viventi, un conte Dracula universalizzato. È innanzitutto necessario spazzare via dalla propria mente il concetto che essi facciano parte di antiche superstizioni o che siano nati dalla fantasia degli scrittori. I Vampiri sono sempre esistiti ed esistono tuttora. Già all’interno di necropoli preistoriche sono stati rinvenuti cadaveri che recano delle pietre piantate nel corpo, ciò fa supporre la credenza in quei popoli che taluni individui potessero tornare dall’aldilà, qualora non venissero uccisi secondo un ben preciso rituale per impedirne il ritorno.

Che poi la tradizione dei Vampiri tragga origine dalla vita del conte Vlad Tepes, detto l’Impalatore, a cui il romanziere Bram Stoker si sarebbe ispirato per la sua opera “Dracula” (1897), rappresenta quindi una grossolana falsità.

Su alcune iscrizioni tombali persiane risalenti al 2300 a.C. infatti, è raffigurato un uomo che lotta contro un mostro intenzionato a succhiargli il sangue. La stessa tipologia di reperti compare già nel VII secolo a.C. anche in Cina, Assiria, presso i Maya, gli Indiani, i Polinesiani ed anche presso i discendenti dei Vichinghi. Le coincidenze tra le svariate testimonianze di popolazioni così distanti e diverse tra loro per cultura e credenze religiose, dovrebbero far riflettere anche quegli studiosi che di norma affrontano l’argomento negando l’esistenza effettiva del fenomeno.

È possibile studiare i Vampiri solo se si posseggono le corrette informazioni di matrice occulta riguardanti il corpo astrale e la vita dell’individuo dopo la morte. Si noti per inciso che l’irlandese Bram Stoker, occultista di una certa fama, era affiliato alla Golden Dawn (tale affiliazione è segnalata ne “Il mattino dei maghi” di Pauwels e Bergier), società esoterica di cui fecero parte molti personaggi in vista del tempo, tra cui ricordiamo il poeta simbolista William Butler Yeats, il Gran Maestro Samuel Liddel Mathers (meglio conosciuto come Mc Gregor Mathers), Arthur Machen, Thomas S. Elliot, Algernon Blackwood, Rudyard Kipling… e il noto mago/occultista Aleister Crowley, che negli anni successivi avrebbe riportato in auge la Magia Cerimoniale.

Stoker possedeva dunque il genere di conoscenze indispensabili al fine di trattare l’argomento secondo il rigore delle scienze occulte. Compì inoltre una meticolosa ricerca sulle leggende e le antiche tradizioni popolari, ed infine si ispirò alla figura del conte Vlad, per ammantare di nobiltà e di storicità il suo personaggio, ma pare che tale conte nulla avesse a che vedere col fenomeno del vampirismo.

Ancora oggi i termini con i quali sono indicati i vari tipi di Vampiri, in quelle zone, sono assai affini fra loro ed alla parola d’origine Upir (anche se le caratteristiche vampiriche sono differenti, alcune bizzarre):

UPIER
Vampiro polacco, che straordinariamente si sveglia a mezzogiorno e torna a riposare a mezzanotte. Si crede che abbia una lingua pungente e beva gran quantità di sangue: il suo desiderio di sangue è molto superiore a quello degli altri Vampiri, e si dice che ci dorma persino immerso.

UPIERCZI
Questi Vampiri sono originari della Polonia e della Russia e sono anche chiamati Viesczy. Hanno un pungiglione sotto la lingua al posto delle zanne. Sono attivi da mezzogiorno a mezzanotte e possono essere distrutti solo dal fuoco. Una volta bruciati, il corpo esplode dando origine a centinaia di piccoli, disgustosi animali (vermi, ratti…), e se qualcuna di queste creature fugge, allora fuggirà anche l’Upierczi e tornerà per cercare vendetta.

UBOUR
Un Vampiro bulgaro creato quando una persona muore violentemente, oppure lo spirito rifiuta di lasciare il corpo. Il cadavere rimane seppellito per quaranta giorni e poi si rialza per causare sciagure. In genere non beve sangue finché ha altre fonti di nutrimento, come il cibo normale, e raramente attacca gli umani. Si crede che crei scintille mentre si muove.

UPYR
Un Vampiro russo considerato estremamente dissoluto. Inizia attaccando i bambini per poi continuare con i genitori.
Ha un bell’aspetto umano perché come gli Upir e gli Upier, si leva durante il giorno e riposa la notte.

VARACOLACI
Un Vampiro rumeno che si situa tra i più potenti tra i non morti. Si crede che possa causare le eclissi sia lunari che solari.
Potrebbe apparire come un pallido umano dalla pelle asciutta. Possono viaggiare su un filo astrale, con lo slancio di mezzanotte, movendosi fin dove possono finché il filo non si spezza.

❈ Il Vampirismo ❈

“Non osavo alzare le palpebre, ma vedevo perfettamente attraverso le ciglia. La ragazza bionda si inginocchiò e si piegò su di me, avidamente. Aveva un qualcosa di deliberatamente voluttuoso che era insieme eccitante e repulsivo, e nell’inarcare il collo si leccò le labbra come un animale, tanto che alla luce della luna potei vedere le labbra umide e scarlatte e la lingua rossa che lambiva i denti bianchi e appuntiti. La sua testa si abbassò sempre più e le labbra scesero oltre la mia bocca, oltre il mento e parvero fermarsi alla mia gola. Poi si fermò, sentivo il fruscìo della lingua sui denti e sulle labbra e il fiato rovente sul mio collo.
E la pelle mi si accapponò come quando una mano si avvicina sempre più per farti il solletico. Sentivo il tocco morbido delle labbra sulla pelle sensibilissima della mia gola, e mi dava i brividi, poi mi sfiorarono le punte aguzze dei canini. Chiusi gli occhi in un estasi di languore ed aspettai… aspettai con il cuore che mi batteva.”
Il vampirismo è più legato al sangue che al morso. Questo concetto potrebbe risultare scontato, ma per giungerci, molto è dovuto all’istruzione e ai valori religiosi che ci sono stati inculcati. L’intera esistenza del Vampiro è un abominio secondo tutte le credenze religiose, almeno quelle monoteistiche derivanti dalla Bibbia.

Fin dalle origini delle nostre culture, il sangue ha avuto per l’essere umano un’importanza unica e di origine divina. Al sangue, in quasi tutte le religioni, è stata data una valenza di anima: sotto questa luce possiamo vedere la nascita, originale, del vampirismo, come un “incidente” ed una maledizione.

Il primo Vampiro potrebbe dunque essere stato un essere umano che, dopo essersi appropriato di un qualcosa di divino, il sangue appunto, abbia subìto poi la maledizione divina che lo ha dannato, costringendolo a vivere eternamente con la condanna di procurare morte.

Questa teoria però lascia in un certo senso perplessi, poiché se per tutte le religioni la divinità non accetta che l’uomo uccida il suo simile, non è chiaro perché abbia dato proprio ad un assassino la condanna di uccidere ancora, tuttavia è credibilissimo che l’essere che si fosse macchiato di un tale crimine, riconducibile come gravità soltanto a quello di Adamo ed Eva nell’aver mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male, fosse gettato nell’oscurità, e che non potesse più sopportare la luce del sole o dell’acqua pura o del fuoco, tutti simboli divini.

Le “punizioni” divine sono state narrate sin dagli albori, ma erano l’allontanamento dalla vista della divinità, Adamo ed Eva scacciati dal Giardino dell’Eden, Lucifero scagliato negli Inferi, e il Vampiro? Al Vampiro fu data la notte, l’oscurità.

Notiamo anche una notevole similitudine fra il peccato originale e l’atto di bere sangue del Vampiro: se il sangue contiene l’anima e l’essenza di un essere umano e della sua ascendenza, il Vampiro è come se si nutrisse della “conoscenza”.

Come l’essere umano, egli è dotato di capacità di decisione del bene o del male, scegliendo però l’amoralità, e qui i paragoni con Adamo ed Eva si fanno molto stretti: come essi morsero la mela per avere la conoscenza, anche il vampiro “morde” le sue vittime. Il sangue viene visto come tramite di conoscenza proprio come il frutto proibito, un perpetrarsi del peccato originale, ed è questo che sfugge dell’intima essenza del Vampiro, la condanna alla ripetizione della propria dannazione.

La divinità che ha “punito” non interviene per fermare questo circolo perverso di iniquità, soltanto il Vampiro stesso potrebbe fermarsi, commettendo un ulteriore “peccato”: togliersi la vita.

Un’ulteriore idea potrebbe essere quella dell’intervento di Lucifero ad un certo punto della vicenda, che potrebbe aver “interferito” impedendo la distruzione di un tale essere per mano divina, e che gli avrebbe “concesso” di vivere in spregio alla divinità. Nulla infatti nella mitologia e nei miti relativi alla figura del Vampiro, di alcuna cultura, lo vede come un essere positivo: da sempre egli è visto come entità negativa e contrapposta al divino.
Secondo alcune tradizioni e leggende, il vampirismo avrebbe invece origine da un patto con il Diavolo, patto stipulato dal primo Vampiro per ottenere la vittoria sulla morte.

Dal momento che ogni patto con il Demonio comporta un alto prezzo, quello imposto per tale immortalità era il dovere di vivere la propria esistenza in correlazione al sangue umano, quindi all’uccisione. Il Vampiro pertanto diveniva a tutti gli effetti uno strumento del Diavolo, e come tale “punibile” dalla Santa Inquisizione. Secondo molta della letteratura e soprattutto della filmografia relativa ai Vampiri, nel vampirisimo si crea un discendente ogniqualvolta i Vampiri si nutrono. Ogni persona morsa da un Vampiro diventa a sua volta un Vampiro, ma ciò è parzialmente smentito da alcune varianti, ovvero che ogni vittima di un Vampiro diventa sì un essere non-morto che necessita di sangue, ma non un vero e proprio Vampiro, insomma una specie di zombie, un essere privo di intelligenza.

Secondo altre scuole di pensiero, per generare un vero Vampiro, il Vampiro deve “abbracciare” l’aspirante Vampiro che dev’essere consenziente, ma soltanto coloro che muoiono dal morso del Vampiro diventano a loro volta Vampiri. La teoria del contagio vampirico effettivamente sarebbe abbastanza incredibile, perché la crescita esponenziale dei Vampiri sarebbe smisurata.

Secondo alcuni scrittori ed anche numerose leggende, il Vampiro sceglie con accuratezza il proprio compagno/compagna con il quale dividere la sua eternità. Questa cernita comportava da parte del Vampiro un notevole studio dell’indole, del carattere, abitudini ed affinità dell’umano scelto come nuovo possibile Vampiro.

Una volta che questa scelta era stata valutata a fondo, il Vampiro “abbracciava” l’umano per farlo divenire un Vampiro come lui: anche in questo caso la leggenda fa correttamente i conti con l’ipotesi della non-morte del Vampiro, quindi suggerisce un modus operandi ben diverso da quello della riproduzione umana o animale.

Il procedimento iniziava con il Vampiro che succhiava, quasi per intero, il sangue dell’umano, fino a quasi farlo morire dissanguato, quindi si recideva una vena e permetteva all’umano di bere il suo sangue: questo procedimento uccideva l’umano, e la potenza del sangue del Vampiro gli donava la non-morte. In pratica abbiamo un nuovo Vampiro che pare quasi essere, almeno inizialmente, un vero e proprio schiavo del suo “creatore”, se non altro per la non-vita di cui egli gli ha fatto dono, e sarà il suo Signore, o “Sire”.

Un altro modo per diventare Vampiro è quello della possessione, specialmente di un medium (colui che “media”, fa da tramite con le energie/entità) che si rende maggiormente esposto alle aggressioni delle entità di altri piani. Un’entità che si impossessa del corpo fisico di un medium, può facilmente comportarsi come un Vampiro, non soltanto a livello psichico ma anche fisico, dal momento che il sangue è un elemento importantissimo e, soprattutto, assolutamente assente per queste entità che, di conseguenza, ne subiscono il fascino in misura enorme. Il medium perde quindi qualunque potere sulle proprie facoltà che vengono totalmente gestite dal possessore, e la creatura che definiamo vampiro è pertanto un corpo umano con una “guida” completamente aliena.

✾ Creazione di un Vampiro (La Psicologia) ✾

Il Vampiro è un “uomo” che ha intrapreso il suo sentiero con il solo scopo di sopravvivere alla morte, anziché evolvere spiritualmente fino ad abbandonare il proprio ego e i suoi desideri. Il suo attaccamento alla materia lo ha condotto a non riuscire a liberarsi totalmente dell’ego per identificarsi con l’anima. Si tratta di un individuo che non “sente” pienamente la sua anima, per lui essa rappresenta solo un concetto mentale, una possibilità e nulla più.

La sua paura della morte è dunque più che mai giustificata: essendo la sua coscienza imprigionata nell’apparato psicofisico, egli perirà con esso, pertanto sarebbe disposto a qualsiasi cosa pur di riuscire a prolungare la propria esistenza terrena. Conscio di dover morire, egli aspira disperatamente all’immortalità e ai piaceri che la materia può offrire. Ma il paradosso è proprio questo: il suo folle attaccamento alla vita e ai piaceri terreni, il suo voler prolungare l’esistenza materiale a tutti i costi… è ciò che rende sempre più sicura la sua futura morte, in quanto tali comportamenti imprigionano la sua coscienza nella personalità mortale, nella carne corruttibile. Dall’altra parte il non-attaccamento alla materia, lo condurrebbe invece sempre più vicino alla sua anima immortale.

Egli vuole allora poter sopravvivere in qualche modo all’inevitabile dissoluzione del corpo fisico, pur non operando una reale “sintesi con l’anima”, risultato, quest’ultimo, che è possibile ottenere solo intraprendendo fino in fondo il sentiero di risveglio spirituale che conduce alla vera immortalità. La vera immortalità si ottiene infatti proprio “morendo a se stessi”, cioè al proprio ego, per rinascere poi come Uomo Nuovo.

A questo punto, l’unico modo che ha per restare in qualche modo in vita è cercare di sopravvivere nel corpo astrale, l’involucro sottile che avvolge il corpo fisico e nel quale trasferiamo la nostra coscienza sia durante il sogno (infatti è anche conosciuto come “corpo di sogno” o “corpo lunare”) sia dopo la morte. Questo corpo è, per intenderci, quello che talvolta compare ai viventi sotto forma di fantasma, è solo un involucro esterno, come il corpo fisico, solo più sottile ed è dunque invisibile ad occhio nudo, ma non è immortale come l’anima.

Tuttavia, imparando a portare la propria coscienza nel corpo astrale non si consegue una reale immortalità, poiché anch’esso è costituito di materia (sebbene più sottile di quella a cui siamo abituati), e pertanto è destinato a consumarsi con il tempo, anche se la capacità di “trasferirsi in astrale“, permette all’essere umano di sopravvivere, per un tempo indeterminato, dopo la sparizione del corpo fisico.

Il Vampiro è già di per sé un essere che ottiene un certo controllo del corpo astrale, e si ritroverà quindi con un corrispondente grado di coscienza nel mondo astrale, dopo la morte dell’involucro fisico. Continuerà, cioè, ad essere cosciente di sé anche nell’aldilà ma, come già detto, anche tale corpo è soggetto a logoramento e giungerà un giorno a consumazione, sebbene in tempi molto più lunghi rispetto al corpo fisico. L’unica via certa per l’immortalità, è infatti l’identificazione completa con l’ente eterno per eccellenza: l’anima, o .

Esiste però un modo per prorogare, non per evitare, tale epilogo: imparare da un Vampiro anziano, attraverso una trasmissione orale da maestro ad allievo, la tecnica del vampirismo. Si tratta di ottenere una pseudo-immortalità (la sopravvivenza post-mortem così ottenuta dal Vampiro è sempre parziale), agendo per mezzo della Magia Nera, quando il corpo fisico è ancora in vita.

Nel vampirismo si fa in modo che il corpo venga conservato in uno stato di perenne trance catalettica, tra la vita e la morte, nascosto in un luogo sicuro. Affinché non muoia dev’essere però alimentato con la trasfusione di energia vitale, assorbita da altri esseri umani mediante l’utilizzo del suo corpo astrale semi-materializzato; in altre parole, il Vampiro nelle ore notturne abbandona il suo corpo fisico e, spostandosi nel suo corpo astrale (è pertanto divenuto in grado di effettuare i viaggi astrali), va a caccia di prede a cui sottrarre energia vitale. Al ritorno nel suo involucro di carne egli infonde la nuova energia in tale corpo, e questo gli consente di tenerlo in vita.

Essendo il Sole analogicamente collegato alla sfera spirituale dell’uomo e al suo «corpo di gloria» (l’anima), ed avendo il Vampiro reciso ogni legame con questo suo lato spirituale, il risultato è che il suo corpo non può più sopportare la luce del Sole, ma solo quella della Luna, che è invece collegata al corpo astrale. Non gli è concesso di avere vita sotto i raggi del Sole, e la sua esistenza senz’anima diviene ora una lunga notte, in senso simbolico… e quindi anche fisico.

Questo Vampiro, per mezzo di una particolare tecnica può rivestirsi di atomi di materia fisica e rendere il suo corpo astrale semi-materiallizzato: sarà allora visibile agli occhi delle vittime, ma non catturabile dagli specchi. In tale veste “succhia la vita” alle persone: più il suo corpo astrale riesce a ricoprirsi di materia fisica e quindi a concretizzarsi sul nostro piano, più è materiale la forma dell’energia che egli sottrae, al punto da poter letteralmente succhiare il sangue dal corpo fisico delle persone e trasfonderlo poi nel suo proprio corpo giacente, di norma, in una bara. Nel sangue è infatti racchiusa l’energia solare/vitale dell’essere umano.

Nel corpo astrale egli assume tutti i poteri inerenti tale stato: proiettarsi a grande velocità in luoghi lontani, disintegrare ed apportare oggetti, materializzarsi totalmente o parzialmente anche in forma di animale (ad esempio lupo o pipistrello).

Attraverso il vampirismo egli raggiunge lo scopo di “ritardare” la sua morte definitiva e quindi il suo destino finale; commette però un gran numero di delitti che gli preparano una futura sempre più penosa permanenza nelle sfere più basse del piano astrale, conosciute come “infernali” nel linguaggio comune. Tenere in vita il corpo di carne serve proprio a perpetuare il legame con il piano fisico, evitando che il corpo astrale si allontani progressivamente dal piano terrestre e si addentri nel mondo astrale per precipitare nei sui infimi recessi. Tale legame con il suo corpo fisico permette anche al Vampiro di continuare a trarre sempre nuova linfa dalle creature umane del mondo materiale, della cui vita/sangue egli si nutre.

Il Vampiro può resistere nella sua poco invidiabile situazione di non-morto anche per diversi secoli, alcuni anche per millenni, ma mai per sempre. Prima o dopo il suo corpo verrà distrutto e allora lo spettro dei sottopiani infernali del mondo astrale si farà reale. Spesso, all’apice della disperazione, vuole egli stesso mettere fine alla sua pallida esistenza fatta di paura, solitudine, tristezza, invisibilità, rifiuto, fuga… ma quasi mai ne ha la forza.

Il film “Nosferatu” di Werner Herzog, dove il Vampiro è interpretato da Klaus Kinski, mette molto bene in evidenza, più di altre pellicole, il patimento psicologico che deve sopportare una creatura del genere. “La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce ad immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose…”Il Vampiro è un essere maledetto, sofferente, costretto ad uccidere i vivi per non precipitare nel nulla, sempre in bilico tra la vita e la morte. Niente a che vedere con la figura “modernizzata” del vampiro/eroe con gli occhiali da sole e un bel fisico muscoloso. L’antieroe è stato fagocitato dalla cultura moderna democratizzante e perbenista… e trasformato in eroe da fumetto.

Infine, esiste anche il Vampiro che si crea solo dopo la morte, senza un precedente intervento della Magia Nera. Può capitare, per esempio, ad alcuni individui morti suicidi che, una volta dall’altra parte, si rendano conto di non essere riusciti a “mettere fine alla vita”, ma solo di essere passati in un altro ambiente (piano astrale) e, di conseguenza, accompagnati da un carattere senza scrupoli, decidano di vampirizzare l’energia dei vivi per restare vicini al mondo materiale.

La tecnica resta la stessa: muovendosi nel corpo astrale rubano l’energia vitale, e a volte anche il sangue fisico, delle loro vittime, e quando all’alba tornano nel corpo, trasfondono in esso il sangue/energia, tenendolo così in una sorta di “sospensione” tra la vita e la morte.

Può capitare anche ad individui malvagi morti in circostanze drammatiche, ma questo genere di vampirismo non è però potente come il primo, in quanto, considerazione non da poco, qui la morte del corpo è già avvenuta, e quelli del Vampiro sono tentativi disperati di arrestarne la decomposizione, la quale non può essere prorogata all’infinito. Inoltre, non essendo tale Vampiro un iniziato delle «arti occulte», la sua capacità di gestire il corpo astrale è limitata, e le sue facoltà intellettuali nel mondo astrale restano simili a quelle di un animale.

Il modo più sicuro per uccidere un Vampiro ed interrompere il suo patimento, consiste nel trovare e bruciare il corpo. Spaccare il cuore o tagliare la testa sono due metodi altrettanto validi, in quanto impediscono la sopravvivenza del corpo fisico, ma niente può dare sicurezza come l’incenerimento.

✧ I Poteri del Vampiro ✧

I Vampiri sono divisibili in due categorie: vi sono i Vampiri realmente esistenti, che non sono altro che cadaveri posseduti da Demoni, e vi sono invece le famose malattie vampiriche, come l’anemia e corrispondenti: è interessante notare come in un soggetto affetto da una malattia ossea, quest’ultima gli abbia allungato i denti rendendoli appuntiti, reso la sua pelle bianco latte, e il bianco degli occhi tempestato da capillari rossi e viola come mai visti.

In base alla prima tipologia possiamo dire che il potere del Vampiro deriva dal Demone da cui il esso è posseduto, così come la sua volontà, e i poteri del Demonio sono pressoché illimitati, autentici superpoteri.

La seconda tipologia di sicuro ha poteri paranormali, ma di carattere più analizzabile da un punto di vista scientifico. Non più quindi levitazione o mutamento di forma, bensì una spiccata capacità persuasiva: secondo la magia moderna, di derivazione scozzese, le malie sono quei sortilegi che si eseguono fissando negli occhi qualcuno, mentre lo si tocca ed il proprio respiro cade sopra questa persona, ed abbiamo potuto sperimentare come i tratti somatici della seconda tipologia siano vantaggiosi per tale pratica.

Vi è poi una resistenza ossea molto superiore a quella normale (le unghie si scheggiano facilmente, ma ben più difficilmente si tagliano, tanto che vanno lasciate crescere, e così i denti). L’alternarsi tra bassissima ed altissima pressione, provocato dal poco sangue che dev’essere distribuito il meglio possibile nei vari momenti della giornata, provoca un alternarsi di una situazione psicologica simile a quella provocata dall’ipercinesi, e in caso di bassa pressione favorisce i viaggi astrali.

Naturalmente quanto descritto è solo il lato buono di una malattia che ovviamente, come tutte le cose, ha i suoi aspetti negativi: la pazzia è il primissimo aspetto negativo. Come accennato riscontriamo un’iperproduzione di calcio che porta alla soppressione graduale di nervi ed organi, cervello e cuore compreso, e l’alternarsi di pressione non può essere sopportato dal cuore più di qualche anno.

Da un punto di vista dermatologico, notiamo invece come i capelli vadano perdendosi a causa di una forfora eccessiva, che poi scopriamo essere secrezione sebacea e psoriasi. È realmente curioso come la psoriasi e la secrezione sebacea siano molto spesso patologie dei rosacruciani, che nella vecchiaia hanno sempre due alternative tra cui solo il caso potrà scegliere: una è la morte di Alzheimer prima dei novant’anni, l’altra è una vita lunga con un fisico rinnovato.

Ricerche impegnate in campo alchemico fanno notare come la psoriasi non sia tanto una malattia che distrugge la pelle, quanto una sorta di male che solo il tempo può decidere se benigno o maligno, poiché produce una cambiamento vero e proprio e completo delle cellule cutanee. Abbiamo tantissime notizie di rosacruciani alchimisti che, con una dieta particolare a base di pane e birra per il periodo di due settimane, seguita da altri ingredienti, provocavano secrezione sebacee e malattie simili a psoriasi, le quali li portavano a cambiare pelle e a rigenerarsi arrivati sull’ottantina d’anni, con un aspetto da venticinquenni-trentenni.

Tornando al discorso vampirico, anche in questa malattia genetica vediamo favorito questo fattore dermatologico, che normalmente porta ad un 90% di probabilità di morte per malattie cerebrali, ed un 10% di vita fino anche a 300 anni, come si evince da alcuni scritti medievali.

Poteri ipnotici. Vi sono ragioni religiose e sociologiche per questo mito, in base alle quali si ritiene il Vampiro una metafora dell’oppressione della donna: le donne dell’800 più represse od oppresse, erano coloro che più venivano sedotte dai Vampiri, quelle più sessualmente libere, ed il loro destino, una volta entrate nel mondo del male attraverso la nuova libertà sessuale, era di vivere sotto il controllo di un potente e seducente Vampiro.Alternativamente, la credenza che il male sia sempre in cerca di corrompere il bene, era legata alla credenza che il Vampiro fosse un Demone e che i Demoni avessero il potere di fare qualsiasi cosa, incluso ipnotizzare o controllare con la magia, o solo con la propria mente. Questo è ciò che ha originariamente dato risalto al controllo ipnotico del Vampiro, piuttosto che alle sue razzie.

Mutamento di forma. Si credeva che il Vampiro fosse in grado di mutarsi in qualsiasi cosa volesse: la leggenda più affermata è che essi possano divenire nebbia, lupi o pipistrelli.

I Vampiri sono Demoni, i Demoni sono magici. I Vampiri sono predatori, ed uno dei peggiori predatori naturali dell’epoca era il lupo, onde per cui, i Vampiri diventano lupi.

I pipistrelli hanno sempre spaventato gli uomini perché assaltavano il bestiame per succhiarne il sangue; il sangue potrebbe essere considerato linfa vitale, e perdita di sangue significherebbe morte. I Vampiri si nutrono di sangue ed uccidono gli uomini, i pipistrelli si nutrono di sangue, per cui il Vampiro può diventare un pipistrello.

Il pipistrello è un animale notturno esattamente come il Vampiro, e come il Signore delle Ombre scompare al sorgere del sole ed apparentemente le sue tane sono introvabili. Il mistero che circondava questo animaletto lo rendeva un candidato ideale per la trasformazione di un Vampiro in animale.

Fumo e vapore… è molto difficile intrappolare la nebbia o il fumo. Il Vampiro è un Demone della magia, può fare tutto ciò che vuole, per cui il Vampiro può diventare fumo, nebbia, foschia, qualsiasi cosa esso desideri.

Immortalità. Dato che il Vampiro era ritenuto un non-morto, non sarebbe potuto morire ancora. Ciò che non può morire, è immortale.

Immortale sta a significare perdurare della vita oltre l’umana capacità d’esistere: per gli uomini il Vampiro era immortale, eterno, esistente attraverso i secoli. In realtà, però, in quell’epoca la maggior parte degli uomini raggiungeva appena la trentina, cinquant’anni erano considerati un’età molto avanzata. Oggi cinquant’anni sono considerati la mezz’età, ma nel XIV e fino al XVII secolo, l’aspettativa di vita era molto inferiore, cinquant’anni era estrema, settanta inaudita, cento o centocinque erano già considerati l’immortalità.

Nonostante ciò, i Vampiri potevano morire. La possibilità che essi possano essere uccisi o venir distrutti, rivela che sono sì non-morti, ma non immortali. Molti di essi potrebbero aver scoperto di poter diventare piuttosto vecchi senza dimostrare la loro età, e ciò potrebbe aver dato slancio a molti di questi miti e credenze popolari.

Sonno vampirico. Durante le ore del giorno il Vampiro cade in uno stato di torpore, al riparo dalla luce solare. Ritroviamo uno stato simile nel letargo invernale di alcuni mammiferi, fra questi anche proprio il pipistrello, che è ritenuto uno degli animali nei quali il Vampiro può trasformarsi.

Vediamo che, durante il letargo, il corpo rallenta completamente le sue funzioni e la temperatura corporea si abbassa, fino ad arrivare a pochissimi gradi al di sopra della temperatura esterna, ed il cuore, per alcune specie, rallenta fino ad una decina di battiti al minuto. Tutto questo serve per eliminare completamente la necessità di nutrimento, il corpo infatti per quel poco che gli necessita in simili condizioni, sfrutta il grasso accumulato nel periodo precedente.
Queste non sono però le sole cose che vengono “causate” dal letargo, durante questo periodo infatti le malattie degenerative si fermano, quindi anche i processi naturali dell’invecchiamento che, al contrario, durante il sonno normale proseguono il loro corso naturale.

In Oriente sono stati effettuati degli studi che hanno portato alla luce negli animali che cadono in letargo, una proteina particolare che stimola e rende possibile questo processo. Sarebbe dunque ipotizzabile che i Vampiri abbiano sviluppato una proteina similare, che consenta loro di sostituire quello che è il dormire di un essere umano con una sorta di letargia.

In questo modo, trascorrendo più del 50% della sua esistenza in stato letargico, il Vampiro aumenterebbe sensibilmente la propria aspettativa di vita, oltre ad un’immunità ad alcune malattie. Quindi come gli animali che per proteggersi dal freddo cadono in letargo, la medesima cosa potrebbe fare il Vampiro per difendersi dalla luce diurna, usufruendo così di tutti i vantaggi della letargia.

Rigenerazione. La leggenda sostiene che il Vampiro sia quasi invulnerabile alle ferite, che le sue carni si rigenerino provocando delle guarigioni velocissime. Il Signore della Notte è in grado si sembrare morto per poi riprendersi, e le normali ferite, mortali per gli esseri umani, non lo disturbano più di tanto. Più antica è l’età del Vampiro, maggiore è questo potere che si sviluppa, tuttavia il Vampiro è altresì in grado di curare le proprie ferite attingendo al sangue di cui si nutre, e non soltanto: esso può guarire le ferite umane con alcune gocce del proprio sangue.

Secondo molti miti il corpo del Vampiro cambia passando dalla mortale carne umana, ad una sostanza molto più resistente, quasi marmorea. Questo è descritto anche nei libri di A. Rice: quando parla dei due capostipiti della razza vampirica, li descrive immobili e con il corpo della medesima consistenza della pietra.

Il potere di rigenerazione del Vampiro è spiegabile con la credenza che il sangue sia sempre stato visto come elemento rigeneratore, capace di ridare energia fisica e bellezza. Anche la storia della contessa Bathory sembra avvallare questa credenza, la contessa infatti aveva usanza di immergersi in una vasca piena di sangue di vergine, al fine di mantenere intatta la propria bellezza e soprattutto per fermare l’invecchiamento del corpo.

Se poi analizziamo razionalmente una delle malattie che hanno forse causato il mito del Vampiro, l’emofilia, ci accorgiamo che il potere rigenerativo del Vampiro è assolutamente invertito. Il Vampiro ferito non guarisce prima di un essere umano, anzi, le sue emorragie sono inarrestabili.

Magnetismo. Il magnetismo può essere definito come un’aura energetica che circonda l’individuo, e che lo rende in qualche modo una figura attraente per le altre persone. È una forza interiore di cui siamo in possesso e che emana anche all’esterno di noi, coinvolgendo chi ci circonda. Ci si sente attratti da un individuo magnetico perché inconsciamente si percepiscono in lui calma, «presenza», sicurezza di sé, conoscenza… si è portati a credere in lui e nelle sue idee, a seguirlo nelle sue azioni, e talvolta a sacrificarsi per lui.

La persona che possiede questa forza interiore è al di sopra dei bisogni della personalità, non deve dimostrare niente a nessuno, non ha bisogno di gratificazioni esterne da parte di altri, non cerca l’approvazione degli altri parlando di sé e di ciò che sa fare. Da questa forza interiore, la forza di colui che basta a se stesso, che si autodetermina, che si autodomina, nasce il magnetismo: la “sicurezza di sé”, nelle proprie qualità interiori, indipendentemente dalle condizioni in cui vive e dal ruolo che riveste nella società (ruoli che, in ogni caso, sono sempre maschere), è una prerogativa di chi possiede magnetismo. Esistono due generi di magnetismo: il magnetismo lunare e quello solare.

Il magnetismo lunare è dato dalla capacità dell’individuo di identificarsi con il suo corpo astrale o corpo lunare. L’abitudine ai contatti con il mondo occulto che sta “oltre il velo” tipica del Mago, della Strega o del Vampiro, donano un grande fascino al soggetto in questione e lo rendono attraente sia per l’altro sesso, che per lo stesso sesso.

Il magnetismo solare, lo possiede chi ha portato a termine il percorso alchemico fino a trasformare totalmente se stesso. In questo caso l’individuo emana una forza straordinaria che deriva dalla sua identificazione con l’anima, cioè il corpo di gloria. È molto più potente di quello lunare, in quanto presuppone il sacrificio totale dei desideri della personalità in favore della Volontà dell’anima [Thelema].

Esso si sviluppa attraverso un costante “lavoro su di sé“, cioè proprio il Lavoro interiore: se il Lavoro viene portato avanti solo fino a un certo punto abbiamo il magnetismo lunare, se si giunge al completamento dell’Opera Alchemica (Opus Magnum) si ottiene il magnetismo solare. Il Vampiro, così come ogni genere di mago nero, è un iniziato, a volte anche di alto grado, che però di norma non ha portato a termine l’Opera ed è ancora invischiato nell’egoismo della personalità. Il suo magnetismo è dunque lunare, ed affascina uomini e donne con un misto di energia sessuale ed astrale.

Il Vampiro è intriso di sensualità e riesce ad ammaliare le sue vittime divenendo irresistibile sessualmente, usa il sesso per attrarle a sé e al contempo si nutre della loro energia sessuale. Inoltre l’abitudine a muoversi nel corpo astrale o anche solo avere frequenti contatti con quel piano, rende molto magnetica ed attraente una qualsiasi persona.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

Info Post

loading...

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto da Copyright