Il Mago

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Data di pubblicazione: 7 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

Il termine “mago” è la traslitterazione del termine greco magos. Si tratta di un titolo riferito specificatamente ai Magi, re-sacerdoti dello Zoroastrismo, tipici dell’ultimo periodo dell’Impero Persiano.

Molto spesso si autodefiniscono Maghi, coloro che pretenderebbero di controllare le forze della Natura tramite poteri occulti, altri invece sono solo uomini dediti all’imbroglio, costantemente impegnati a truffare creduloni ed ingenui.

Con la forte diffusione del genere Fantasy, tramite romanzi o film, questo termine già noto in ambiti letterari folcloristici (ad esempio le “Fiabe” dei Fratelli Grimm), è divenuto molto utilizzato. In queste opere di pura fantasia, il Mago è un individuo in grado di esercitare la Magia, intesa come controllo delle forze della Natura.

Traducendo le espressioni medievali in termini più precisi, il Mago è un sapiente appartenente ad un livello dell’Essere superiore al nostro, in cui è disceso per svolgervi un compito specifico. I Maghi sono manipolatori di energie arcane, capaci di utilizzare il proprio corpo come ricettacolo di energia, e plasmano ogni sorta di forza arcana, all’occorrenza anche per disintegrare, bruciare e congelare i propri nemici. Inoltre, sono in grado di controllare il tempo e la luce per teletrasportarsi, creare potenti illusioni e deviare gli attacchi in arrivo.

I Maghi impugnano bacchette e bastoni per canalizzare i propri incantesimi, anche se è possibile canalizzare l’immenso potere dei Maghi attraverso qualsiasi oggetto. Per esempio, con la mano secondaria possono impugnare sfere che donano loro la comprensione e la conoscenza necessarie per lanciare incantesimi, o che fungono da riserve di energia.

Comunque, i Maghi hanno sempre con sé le tradizionali (e spesso incantate) bacchette, sottili bastoncini con cui indirizzano le imponenti forze arcane verso i loro bersagli.

I Maghi vantano numerose qualità, ma sono spesso insofferenti verso le noiosissime lezioni e le futili raccomandazioni sull’importanza della “cautela” e della “sicurezza” tanto in voga nelle accademie di Magia. L’atteggiamento di superiorità dei Maghi sembra derivare dal loro talento naturale, dalla capacità di sottomettere al proprio controllo la forza magica che pervade l’ambiente circostante, e di volgerla ai propri fini servendosi solo dell’istinto, anziché di lunghi e faticosi studi.

A differenza dei professionisti della Magia più prudenti, i Maghi sono magneti del potere arcano, un’intensa energia che riescono a canalizzare e dirigere spontaneamente come se fosse un’estensione del loro corpo. I Maghi sprizzano potere arcano, esso si rigenera rapidamente permettendo loro di lanciare gli incantesimi minori senza timore di consumarlo. L’unico caso in cui devono temere l’esaurimento delle loro riserve di energia è quando tentano di evocare più poteri allo stesso tempo.

Se non utilizzato con prudenza, il potere arcano può devastare il corpo di un Mago. Per questo, i Maghi sono costretti a trascorrere un periodo di riposo prima di utilizzare di nuovo gli incantesimi più potenti. Alcuni di questi, come piogge di meteore, torrenti di energia in grado di investire più nemici o sfere d’energia che interrompono il flusso del tempo, sono talmente potenti da valere il tempo di attesa prima di essere scagliati. I poteri del Mago sono molteplici e molto potenti. Egli può con un suo cenno far alzare una brezza, aumentare di livello il vento in modo sufficientemente forte da scacciare nubi, nebbia o gas tossici. Può creare, a suo piacimento, forte vento, turbini o addirittura uragani, scagliare fulmini che scendono direttamente dal cielo o saette, dardi di pura energia che si generano tra le sue mani, può ridurre in finissima polvere terra e rocce, aprire una fenditura nel terreno sufficiente a farvi precipitare un animale di piccole e medie dimensioni, o addirittura per poter inghiottire un uomo, oppure indurre sabbie mobili con la medesima finalità.

Il Mago può pietrificare qualsiasi materiale organico, ma non vivente, creare tempeste e turbini di sabbia, pioggia di pietre dal cielo, terremoti, il Mago può creare davanti a sé una barriera fatta d’acqua, respirare sott’acqua, produrre fenomeni meteorologici legati all’acqua, dalla pioggerella all’acquazzone o alla neve o grandine, e può assumere interamente una forma liquida, permettendogli ad esempio di infilare un braccio attraverso il buco di una serratura, o di scivolarvi sotto.

Egli può manipolare l’acqua, in presenza di acqua, stagni, mari, laghi, il Mago può muovere una massa d’acqua in qualsiasi direzione, ad esempio deviare momentaneamente il corso di un fiume, dandole se necessario una forma prestabilità, e può generare onde, vortici e vere e proprie tempeste, anche sulla ridotta superficie di uno stagno.

Come accade con l’acqua, l’aria e la terra, il Mago può governare anche l’elemento fuoco, egli può appiccare fuoco su qualsiasi materiale organico, arroventare metallo od ustionare un tessuto vivente, infiammare un qualsiasi oggetto (non organico), che quando viene toccato dal Mago viene circondato da fiamme magiche, può creare un muro di fiamme, un muro di fuoco (rettangolare), o una barriera fiammeggiante, un grande muro di fiamme alto il doppio di un semplice muro, che può essere anche circolare, quindi essere usato come gabbia, e spostarsi secondo il volere del Mago.

Dall’indice teso del Mago scaturisce una sottile lama di fuoco, detto il “dito infuocato”, o col braccio teso scaturisce da una mano il raggio infuocato, o il dardo di fuoco; il Mago può lanciare ad una distanza variabile una saetta fiammeggiante, dai suoi palmi scaturisce una sfera di fuoco, può guidare un striscia di fiamme che si muove sul terreno allungandosi progressivamente.

Il Mago può evocare elementali di qualsiasi Elemento: uno Spirito dell’Aria, non molto forte ma rapidissimo, in grado di volare, di infilarsi in qualsiasi tipo di fessura, o uno spirito della luce, in assoluto la creatura più rapida esistente, che possiede poteri curativi, o un elementale della Terra, una creatura rocciosa assai potente e resistente, oppure uno Spirito dell’Acqua, dotato di una grande velocità, della capacità di infiltrarsi ovunque, ma in questo caso il Mago deve trovarsi in prossimità di una grande quantità di questo elemento, un lago, uno stagno, un ruscello o in casi estremi una falda acquifera sotterranea. Infine uno Spirito del Fuoco, la cui potenza è strabiliante, immune da tutti gli attacchi fisici e magici basati sull’energia, ma vulnerabile a quelli basati sull’acqua.

Le tecniche magiche di un Mago possono essere raggruppate convenzionalmente in cinque categorie:

1. La cosiddetta “magia simpatica” o “d’incanalamento”, in cui l’effetto magico è perseguito tramite l’utilizzo di immagini od oggetti, ad esempio come rappresentazione simbolica della persona a cui egli vuole fare del bene o nuocere, oppure per rappresentare lo scopo che si prefigge (ad esempio con l’uso di amuleti e talismani).
2. La “magia da contatto”, la quale è caratterizzata dalla preparazione di pozioni e filtri magici, sacchettini da indossare, talismani o amuleti da portare con sé, creati utilizzando oggetti ed ingredienti più o meno naturali.
3. La terza forma di pratica magica è l’incantesimo, che agisce tramite la pronuncia di formule magiche.
4. La quarta categoria è quella della Divinazione, utilizzata per ricevere informazioni attraverso varie arti mantiche (come l’Astrologia, la Cartomanzia, la Chiromanzia), oppure attraverso dei talenti propri del Mago, come la preveggenza e la medianicità.
5. La quinta categoria è quella detta “di similitudine”: il simile produce il simile, un esempio può essere quello rappresentato da alcuni popoli primitivi, i quali, prima di andare a cacciare, imitano i movimenti, i versi ed i comportamenti dell’animale che desiderano catturare.

Solitamente i riti magici utilizzano una combinazione tra le diverse tecniche. Nei casi in cui il Mago durante una pratica rituale ricorra all’intervento di un’entità soprannaturale, a seconda delle entità in questione, si entra nei campi della Negromanzia, dello Spiritismo e della Demonologia, mentre l’arte di evocare potenze sovrumane benefiche (Angeli, Divinità) è più propriamente chiamata Teurgia.

❈ La Storia dei Maghi e le prime Scuole ❈

In un tempo lontano, svanito tra le polveri dei millenni, l’Impero Elfico nei propri fasti vantava un pugno di incantatori epici, che grazie all’essenza del potere nel suo stato più puro, avevano acquisito la capacità di esulare dalle leggi mortali per quanto concerne l’essenza della Magia, ed erano riusciti a scoprire il modo di plasmare la realtà stessa.

Questi Elfi leggendari (ed antichissimi) diedero a tale potere il nome di Mithal. Poche sono state in passato le manifestazioni di questo potere, ma tuttora si crede ch’esso esista ancora, che sia sopravvissuto ai millenni, sepolto nei segreti dei figli dei figli di coloro che ricordano lo splendore ed il timore di tali potenze.

Il Sommo Arcano studiò lo scibile magico nascosto nelle dimore elfiche ancestrali, e riuscì a riplasmare gli antichi poteri, nella speranza di poter difendere la sopravvivenza della propria razza, anche se coloro che hanno raggiunto un simile stato di percezione sono spariti, per evitare che tale potere finisse per corrompersi irrimediabilmente, distruggendo la vita.

Molti anni sono trascorsi da quando gli arcani maestri degli Elfi impararono i rudimenti dell’Arte Arcana. Tutto si origina diecimila anni orsono, quando gli antichi dominavano sul mondo intero giungendo attraverso un grande portale sospeso sopra il polo Nord, con grandi vascelli che solcavano i cieli.

Un giorno, nessuno di noi potrà mai sapere perché, qualcosa andò storto col funzionamento del grande portale, e la struttura intera collassò sopra il mondo distruggendosi. L’esplosione che causò distrusse completamente gli antichi e, peggio ancora, la forza sconosciuta che lo sosteneva perse il controllo distorcendo la realtà ed aprendo un varco in esso, attraverso il quale si poteva accedere al Regno del Caos; ma la cosa più terribile era che da esso si poteva giungere nel nostro mondo.

Questa immensa energia grezza si riversò sul mondo devastandolo a più riprese, e solo la forza del glorioso popolo degli Elfi riuscì ad arginare l’enorme potere del cambiamento che fluì nel mondo attraverso quel varco. Proprio per questo si può affermare che gli Elfi furono tra i primi a riuscire a manipolare le energie che dal Regno del Caos giunsero al mondo, quindi non ci stupirà scoprire che furono anche tra i primi a comprende il concetto della Magia.

L’energia grezza del Caos che usciva dal portale, scorreva attraverso tutto il mondo sotto forma di invisibili venti. Tali venti erano carichi di un’energia capace di alterare la realtà, una potenza composta da varie forze, come varia era la loro origine, con la capacità di alterare il mondo al loro passaggio. Lo scopo di un Mago, era di riuscire ad imbrigliare queste energie ed obbligarle a sottostare al suo volere.

Non è dato sapere perché sia possibile, ma un essere intelligente può (dopo lunghi ed attenti studi) percepire queste forze che gli scorrono attorno, e quindi tentare di soggiogarle con la sua forza di volontà. In questo modo, dirigendo i flussi del Caos, il Mago poteva usarli a suo volere, piegando le leggi della realtà, plasmando gli elementi come altrimenti sarebbe impossibile immaginare.

Questo processo constava nella distruzione della carica energetica contenuta nei flussi di Magia imbrigliata, in altre parole l’energia veniva dissipata. I venti si componevano di otto fonti di energia principale, ognuna delle quali influenzava particolari campi della realtà, come possono essere i reami del fuoco o del cielo, ed ognuna di queste fonti fu nominata e contraddistinta con un nome ed un colore.

Quando durante la seconda Grande Guerra contro il Caos il supremo Mago Teclis si unì agli umani, per combattere gli invasori, capì che i suoi alleati erano troppo rudi e primitivi per apprendere e gestire i flussi di tutte le sfere come avviene per l’Alta Magia. Così egli insegnò ai suoi primi allievi umani come specializzarsi nell’utilizzo di una sola delle otto sfere, ma consumando tutte le energie residue.

Quando Teclis tornò in patria, affascinati dal suo potere gli umani non smisero di studiare la Magia, quindi istituirono nella loro capitale, la prima e più grande scuola di Magia del vecchio mondo, il Collegio della Magia. In esso vi erano sale per istruire i Maghi su ciascuna delle otto sfere:

Bianco per gli Ierofanti, i Maghi della Luce, del vento magico Hysh
Giallo per gli Alchimisti,
i Maghi del Metallo, del vento magico Camon
Verde per gli Elementalisti,
i Maghi della Vita, del vento magico Ghyran
Grigio per i Guardiani,
i Maghi dell’Ombra, del vento magico Ulgu
Blu per gli Astromanti,
i Maghi del Cielo, del vento magico Azyr
Nero per i Necromanti,
i Maghi della Morte, del vento magico Shyish
Rosso per i Piromanti,
i Maghi del Fuoco, del vento magico Aqshy
Marrone per gli Sciamani,
i Maghi delle Bestie, del vento magico Ghur

Ogni scuola edificò una struttura, spesso celata alla vista dei comuni passanti e si svilupparono lì. Ogni scuola aveva un Maestro dell’ordine, un anziano che per meriti di studio ed abilità era asceso alla carica di governante ed amministrava la scuola.

Tutte le scuole erano riunite in un consiglio diretto da un reggente, tale carica veniva assunta ogni otto anni (come otto sono le sfere magiche), da uno dei reggenti dei vari ordini, tramite un duello rituale.

Il patriarca in carica e lo sfidante si scontravano in un salone rituale isolato dal resto del mondo, tramite spesse mura fisiche e psichiche. Al centro di tale arena era posto il bastone di Volans, reliquia di uno dei primi Maghi umani, e lo scontro vertiva sul chi si impossessava prima dell’oggetto, ma spesso terminava nel sangue com’è barbara tradizione degli uomini. Derivate da questo concetto esistono altre manifestazioni della Magia, la più comune è la Magia Clericale.

☆ Il Mago Moderno ☆

L’autentico Mago, e l’autentica Maga, che non siano solo dei ciarlatani capaci unicamente di recitare formule a memoria, possiedono come caratteristica principale l’attitudine a focalizzare la propria mente su un unico obiettivo, esprimendo il massimo della forza di Volontà [Thelema]. Tale attitudine crea un’irresistibile aura magnetica intorno all’individuo, che lo rende un punto di riferimento per chi lo circonda.

Qualità che in assoluto può rendere un essere umano magnetico è il “ricordo di sé“. Parlare con qualcuno mentre si è in uno stato di ricordo di sé, significa irradiare una quantità enorme di Fuoco Spirituale che investe l’altra persona, elevando la sua vibrazione e rendendoci così, anche se involontariamente, attraenti ai suoi occhi. Attraverso la vibrazione irradiata è come se guarissimo gli altri con il solo sguardo.

Le persone non sono abituate alla vicinanza di individui «centrati», cioè in possesso di un “centro di gravità permanente”, capaci di ricordarsi di sé, poiché questi rappresentano una rarità sul pianeta. Un individuo che si ricorda di sé è qualcuno capace di ascoltare in uno stato di innamoramento il suo interlocutore, che sia il partner o il collega di lavoro, perché la sua mente e le sue emozioni restano in religioso silenzio quando l’altro si sta esprimendo, ed anche questa caratteristica è assente fra la gente comune, dove di norma accade che ognuno non vede l’ora di dire la sua mentre l’altro parla.

La forza del magnetismo raggiunge il suo apice con l’apertura del Cuore, l’innamoramento verso il mondo, che è il fenomeno a cui si dovrebbe giungere grazie al lavoro su di sé in generale, e al ricordo di sé in particolare. Un uomo con il Cuore aperto diviene una fonte di Luce per chi gli sta intorno, una guida ed un terapeuta dell’umanità.

Interagire con qualcuno restando in un stato di ricordo di sé o, ancora meglio, con il Cuore aperto, crea anche il fenomeno dello “sguardo magnetico”. Questo è sempre dovuto all’effetto del Fuoco Spirituale, il quale irradia principalmente attraverso gli occhi e la voce. Anche il Vampiro e il Mago nero possiedono lo “sguardo magnetico”, ma il loro è un magnetismo lunare, meno potente di quello solare.

Per potenziare il loro sguardo essi, mentre parlano, si concentrano sul Terzo Occhio dell’interlocutore (nella fronte, circa un centimetro sopra la radice del naso), il che in effetti lascia un’impressione profonda nell’altra persona, ma nessun particolare effetto benefico, perché dietro quello sguardo non c’è Amore.

Resta solo la sensazione di aver parlato con un individuo decisamente fuori dal comune. Attraverso il Cuore aperto si sta invece trasmettendo una vibrazione elevata, di provenienza animica, che aiuta l’interlocutore a ritrovare la sua anima.

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