La Fata

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Data di pubblicazione: 3 aprile 2011 ©Giardino delle Fate

Cos’è una Fata

C’era un tempo in cui Umani e Fate convivevano in modo pacifico ma gli Umani, aumentando, prosperando, divennero ben presto cinici, più attaccati alla materia e alle guerre, le lotte aumentarono… fu allora che le Fate decisero di trasferirsi in un mondo parallelo al nostro, dove vivere serene, in armonia con la Natura e con i Quattro Elementi da cui sono generate.

Spiriti che solamente un’anima pura e semplice può ancora vedere e che invece tutti sentiamo… a volte, quando sembra che qualcuno ci osservi, ci protegga o ci avvolga di energia positiva, sì, sono proprio loro… perché le Fate non hanno perso il contatto con noi, lo mantengono con un sottilissimo filo invisibile ma perenne.

Vi fu un istante, sospeso nel Tempo, in cui l’Energia del Creato entrò in contatto con la Natura,
compiendo ciò che di più intimo e segreto sia mai avvenuto:
il concepimento d’una nuova forma di Vita.

Fu dal vibrare dei sensi, o dall’infrangersi d’una goccia sulla superficie dell’acqua,
o la spuma di un’onda del mare che s’infrange sulla riva sabbiosa,
la luce del sole che si riflette su di un filo di una ragnatela appena tessuta,
un brivido emozionale o una risata improvvisa e piena, una lacrima di vera gioia…
o forse dall’esplosione di luce d’un tramonto, il bagliore di un lampo che squarcia il cielo,
la foglia che viene separata dal suo ramo dal vento del Nord…
od ancora dallo sbocciare d’un fiore nel momento che precede l’alba,
che accadde il Miracolo:
l’Energia s’addensò, fondendosi con quel misterioso evento naturale e spontaneamente magico,
rubando ad esso l’essenza più fragile e preziosa…
…e fu così, che la prima Fata aprì gli occhi alla Vita…fata

 La Fata è un essere etereo e magico. La Fata, è uno Spirito della Natura. 

fata

Creature magiche e misteriose, delicate come il volo d’una farfalla ma eterne come l’Energia che le ha create nella notte dei tempi, le Fate appaiono come esseri minuti ed eccezionalmente armoniosi. Affascinanti, aggraziate, dalla pelle vellutata e i capelli setosi, le Fate incarnano nel loro piccolo essere tutta la bellezza e l’armonia del Creato e della comune immaginazione.

L’Energia che le compone e che esse avvertono come essenza del proprio essere sin dall’istante della loro nascita, le porta a vivere sino a quando questa non si esaurisce. Il carattere può dunque essere condizionato dall’evento che ha portato al concepimento della singola Fata e spaziare dalla sensualità all’allegria, dalla malinconia alla vanità, dalla diffidenza alla fragilità, ma il tutto in maniera sfumata e leggera come il tocco che le accompagna. Una sola cosa le accomuna davvero tutte e disegna nel Cosmo la loro vera essenza: la combinazione magica tra sfera emotiva e Natura.

La figura della Fata è il simbolo dei poteri mentali superiori dell’Essere Umano e della sua immaginazione. Sotto questo aspetto, la Fata opera le più straordinarie trasformazioni, e in un istante esaudisce o delude i desideri più ambiziosi e bramati. Rappresenta dunque, la capacità umana di immaginare tutti quei progetti, per vari motivi mai realizzati.

Confondendosi con la donna di stereotipica bellezza, per questa sua innata proprietà rimane, nell’immaginario medievale, la sublimazione della magia amorosa e dell’erotismo. Nelle leggende le Fate vengono dipinte come creature dalle sembianze umane, di dimensioni ridotte come una farfalla o grandi come una ragazzina ma dotate di una bellezza sovrumana, abitano i boschi, le sorgenti o i luoghi selvaggi, dove manifestano il loro amore per la danza, la musica ed il canto adunandosi in Cerchi delle Fate.

Gli attributi specifici della Fata sono l’uso della bacchetta magica, il portare anelli e l’essere attratta dalla danza, amano la compagnia e sono curiose al punto tale da rischiare anche di trovarsi sovente nei pasticci. Una volta superata la loro naturale ritrosia, rivelano un carattere allegro e giocoso.

Un altro dato ricorrente nei racconti delle Fate, è la colorazione azzurra delle loro vesti. Il simbolismo di questo colore riguarda il distacco dai valori del mondo materiale, e l’ascesa dell’Anima verso la divinità. È il colore della sovrarealtà, dell’immobilità, di un’eterna tranquillità: quando è chiaro, l’azzurro conduce a fantasticare, e quando è più scuro, conduce la mente umana al sogno.

fataIn realtà, pare che vi siano Fate e Fate: esiste dunque una varietà di esseri che risponde a questo nome, i cui esponenti differiscono tra loro nell’aspetto, nelle funzioni e nelle origini. Per intenderci, distingueremo almeno due classi di esseri denominati “Fate”: quelli che alcune tradizioni definiscono gli abitanti del Regno delle Fate o Sidhe, e gli Spiriti della Natura, in qualche modo subordinati ai primi. In comune gli Esseri Fatati, a prescindere dalla loro classe di appartenenza, hanno lo strettissimo legame con la Natura, dalla quale dipende la loro stessa sopravvivenza.

Tra le Creature Fatate più evolute troviamo le cosiddette “Buone Signore”, le “Fate Madrine”, le nobili esponenti del Reame Feerico (dall’inglese “fairy” o “faery” che a sua volta proviene da “fae-erie”, incantato) che in molte fiabe o leggende soccorrono il genere umano, donando tesori e conoscenza ai puri di cuore o ai coraggiosi che dimostrano di meritarlo e, in genere, castigando quanti hanno mostrato grettezza o povertà di sentimenti. Talvolta esse vivono emozionanti storie d’amore con gli Esseri Umani e, seppur raramente, si uniscono perfino in matrimonio con loro.

Le Fate amano l’armonia, l’equilibrio, l’ordine e la pulizia in generale, per cui vengono molto disturbate da ogni forma di inquinamento ambientale, in particolar modo elettromagnetico ed emozionale, e dal materialismo che ci allontana inesorabilmente dalle nostre radici naturali e, quindi, spirituali.

Mentre l’inquinamento atmosferico ed ambientale in generale compromettono particolarmente la vita e il lavoro di quelle creature sottili che, nell’ambito dei Quattro Elementi, operano in simbiosi con la Natura per il mantenimento degli equilibri sulla Terra (i cosiddetti Spiriti della Natura), l’inquinamento elettromagnetico ed acustico, ma soprattutto quello che potremmo definire “inquinamento emozionale”, nonché il materialismo e l’egoismo umano, sembrano essere le principali cause della possibile estinzione delle Creature Feeriche, ed anche del loro definitivo allontanamento dall’Umanità.

L’uso indiscriminato, o meglio l’abuso di apparecchiature che generano campi elettromagnetici, in particolare i telefoni cellulari oggi così diffusi, crea onde e turbolenze energetiche sgradite e pericolose per Fate ed affini, come sgradita e pericolosa è la propagazione indiscriminata di segnali ed immagini “via etere”, considerata la natura eterea di queste creature: il loro spazio, il piano in cui si manifestano, è quasi completamente occupato e letteralmente “divorato” dai prodotti-spazzatura generati dall’umana inconsapevolezza ed ottusità…

In ogni caso, ciò che disturba ancor più radicalmente questi esseri dalla natura profondamente empatica è il dilagare di emozioni e sentimenti “pesanti”, quali la rabbia, il risentimento, la paura, l’avidità, il vittimismo, l’invidia, il rancore, la cupidigia, ancor più se veicolati ed amplificati dai mezzi di comunicazione e divertimento di massa terreni. Gli Esseri Fatati sono attratti ed influenzati dalla nostra personalità, dalle nostre emozioni e dai nostri sentimenti, e ad essi rispondono. Un cuore leggero e libero da pesantezze emozionali, una buona conoscenza e consapevolezza di sé, una coscienza in pace con se stessa, una buona dose di rispetto per tutto quanto esiste, visibile o meno… coltivare tutto questo contribuisce ad avvicinare il Regno Fatato e i suoi esponenti benevoli, ottenendone contemporaneamente i favori, purché non si sia animati da interessi egoistici.

Conoscere le Fate vere è cosa meravigliosa e le Streghe esperte in questa arte, possono accompagnare la persona sinceramente interessata all’incontro nei posti più adatti. Si può trattare di boschi, di radure, di laghi, di colline verdeggianti… in ogni caso sono luoghi fuori dalla portata della vita troppo convulsa e disordinata degli uomini, assolutamente lontana da qualsiasi legge naturale.

Le Fate vivono perennemente nella gioia che spesso si tramuta in straripante felicità: stato incantato nel quale ogni visitatore può cadere come in un rapimento. Si racconta di molti intrepidi che, avvicinatisi troppo a queste radiose bellezze, sono stati catturati per sempre da quel mondo senza poter mai più fare ritorno a casa. Chiamare questa condizione fortuna o sfortuna è cosa ardua e difficile, ma ormai dovrebbe essere sufficientemente chiaro a tutti che ogni conoscenza esige il suo indefettibile pegno…

fataLe Creature Fatate vengono associate in particolare al crepuscolo, momento della giornata in cui più spesso compaiono, e parlano un misterioso “linguaggio crepuscolare” non razionale, che può essere compreso soltanto tramite un’altra modalità di conoscenza. Le Fate sono creature “intermedie” che compaiono e scompaiono nella misteriosa radiazione di un altro mondo.

Le Fate non insegnano nel modo lineare, sequenziale, proprio dell’emisfero cerebrale sinistro: trasmettono la loro sapienza direttamente attraverso azione simbolica ed esperienza esistenziale. La “visione stellare” propria del loro mondo, vede l’Universo come una danza di energie vorticanti… non presuppone la durata, un futuro od un passato, una causa o un effetto, bensì un tutto atemporale, strutturale.

Le Fate rappresentano il flusso sottile dell’Energia nei fenomeni naturali. Quando tale flusso energetico viene volutamente o accidentalmente alterato, anche il Piccolo Popolo ne è disturbato e può diventare addirittura ostile. Allo stesso modo, quando una sorgente viene otturata, un torrente deviato, un bosco abbattuto, gli Esseri Fatati che presiedono quei siti possono irritarsi ed offendersi (è un tema dominante in molti racconti europei di Fate). Possiamo dunque inferire che le Fate sono esseri di energia di un tipo particolare, «fanciulle spirituali delle foreste e degli elementi», ma ciò tuttavia non equivale a negare l’esistenza di Creature Fatate maschili.

A questo punto sarà opportuno liquidare alcuni miti relativi alla natura delle Fate, in primo luogo quello secondo cui si tratterebbe sempre ed essenzialmente di esseri di dimensioni minuscole. Certe schiere dell’esercito feerico, effettivamente appaiono a medium e sensitivi come piccoli esseri, ma possono anche cambiare dimensioni a piacimento. Altre schiere hanno invece dimensioni umane o molto maggiori, e questa è una considerazione importante, poiché certi etnologi hanno tentato di spiegare le credenze nelle Fate come derivate dalla memoria razziale di una popolazione di bassa statura, simile ai Lapponi, che può darsi fossero i Pitti.

Il secondo mito vuole che le Fate siano quel che resta di Dee e Dèi Celtici, distrutti dall’avvento del cristianesimo. Anche questo è un punto di fondamentale importanza, ma non va dimenticato che la Via Feerica è immensamente più antica dei Celti. Per convincersene, basta dare un’occhiata ai fondamenti della Via Feerica qual è stata tramandata dalla tradizione celtica. In essa, la razza delle Fate è affiancata dai Tuatha de Danaan (Elfi), il popolo o le tribù della Dea Dana. Cercarli nelle pagine della storia sarebbe un’impresa vana…

L’origine delle Fate è dunque avvolta in un velo di magia e mistero. È per questo che ci piace pensare che siano state originate da un incantesimo, ma secondo alcune leggende discendono dagli Angeli che non presero posizione nella lotta tra gli Dèi e i Demoni, secondo altri erano i figli non benedetti degli Umani, e destinati pertanto a vivere nell’ombra.

L’influenza delle Fate sulla vita degli uomini è ricordata dal loro stesso nome, la parola Fata potrebbe derivare infatti dal latino “Fatum” che significa destino.

La Mitologia Greca narra la leggenda di tre Dee vecchissime, figlie di Zeus, vestite di lino bianco e responsabili della vita dell’uomo. Le Parche, così venivano chiamate dai Romani, custodivano nelle loro mani un filo lunghissimo, prezioso e magico: esso rappresentava il Destino degli uomini. Ogni giorno Cloto, la più anziana, lo filava sapientemente, Lachesi lo misurava con infinita precisione e pazienza, ed Atropo, la più giovane e distratta, denominata “colei che non si può evitare”, lo tagliava.

Le Dee, quando erano infastidite dal comportamento scorretto degli uomini oppure quando venivano offese, potevano recidere il filo in un attimo, aggrovigliarlo nei modi più fantasiosi, oppure tesserlo con spine appuntite. Le Tre Parche, temute e rispettate dagli Antichi, venivano anche chiamate “Tria Fata”, oppure “Fatae”.

Nella mitologia pagana, le antenate delle Fate sono considerate le “Fatue”, compagne dei Fauni, creature dotate del potere di predire il futuro. Un racconto islandese, invece, narra che Eva stava lavando tutti i suoi figli quando improvvisamente le apparve Dio. Eva, allora, colta alla sprovvista, nascose i bambini che non aveva ancora lavato, lasciando alla vista del Signore solamente quelli puliti.

Quando Dio le chiese se i suoi figli fossero solamente quelli, Eva asserì. Fu così che il Signore decise che i figli da Eva nascosti, sarebbero rimasti nascosti anche agli uomini. I figli “nascosti” di Eva furono, dunque, i primi Elfi e le prime Fate.

In Norvegia, infine, la tradizione vuole che le Fate uscirono dal cadavere del gigante Ymir. I popoli delle culture nordiche fanno risalire la prima apparizione delle Fate all’origine del mondo stesso, esse sarebbero degli “angeli caduti dal cielo”, condotti fuori dal Paradiso da Lucifero stesso, ma non abbastanza crudeli da essere rinchiusi nell’Inferno e quindi destinati ad abitare sulla Terra.

Ad ogni modo, qualunque siano le sue origini, da sempre il sostantivo Fata è associato al verbo fatare, fatto che evidenzia il forte legame tra questi Esseri e il concetto di Destino. Il fatare infatti richiede poteri superiori a quelli delle divinità: è predire, stabilire e preordinare il tutto affinché il Destino del singolo si compia.

Vediamo dunque che la Fata, in antichità, era associata ad un’immagine positiva di madrina, di donatrice di messi abbondanti. A fianco della Fata Madrina, compare anche una Fata “amante soprannaturale”. Si evolvono così due tipologie di narrazioni, dove si parla del soggiorno della donna-fata nel regno dei mortali. Le Fate sono infatti sempre bellissime, dolci, seducenti e dotate di voci ammaliatrici, conoscono gli idiomi umani, amano la danza ed abitano luoghi solitari. In esse inoltre vediamo convergere i due principali elementi magici che caratterizzano gli abitanti del Mondo di Mezzo: la luminescenza elfica ed una bellezza effimera.

fataDa sempre si narra che le Fate possano assumere diverse forme, a seconda del luogo e del momento, ma anche in base a chi sta loro innanzi. Esse generalmente sono rappresentate come “creature alate”, quasi sempre possiedono variopinte ali di farfalla, e spesso prendono le sembianze di splendide farfalle o di coloratissimi uccelli.

La materia di cui sono fatte è così sensibile e fluida da poter essere plasmata in qualsiasi forma, anche da cose impalpabili come il pensiero e il sentimento umano, quindi esse possono assumere un aspetto o l’altro, relativamente al preconcetto di chi le sta pensando: se sono immaginate bellissime ed eteree, così esse diventano, e viceversa, se l’idea che si conserva del loro essere è paurosa, esse diventano terrificanti e spaventose.

Talvolta paiono irradiare una luminosità intensa e sembrano totalmente eteree, il corpo delle Fate fa parte degli strati più sottili della materia fisica: quando sono visibili le Fate sono su un Piano Eterico, mentre quando vogliono celarsi agli sguardi degli Umani si trasferiscono su un Piano Astrale. Il loro stato normale è una sfera di luce, esse sono splendide sfere di luce pulsante di vari colori che vanno dal bianco, all’azzurro e al violetto, con sfumature d’oro e d’argento.

Spesso le Fate si materializzano sul Piano Eterico usando la coscienza collettiva come modello per costruire la loro forma. In questo modo la forma viene determinata da elementi di imitazione di piante o di animali, oppure da stampi tradizionali. Altre volte invece intercettano i modelli del pensiero inconscio degli uomini.
Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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