Mago Merlino

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Data di pubblicazione: 12 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

Merlino il Druido

Colui che vive nel vento e nell’acqua, nelle rocce e negli alberi… Merlino.

Nel silenzio del bosco, ascoltate le sue parole nel vento e, anche se solo per un attimo, verrete trascinati nel vortice che conduce alla grotta a strapiombo sul mare dove vive il Mago, l’essere luminoso come le stelle che rinascerà quando il mondo avrà di nuovo bisogno di lui…

Le leggende medievali d’impronta cristiana che parlano di Merlino (420-540), definito “Il Mago”, riportano di una sua probabile origine demoniaca: secondo questi scritti, egli era addirittura ritenuto figlio del Diavolo. Dalla stessa voce del bardo e druido, tuttavia, è giunta a noi un’affermazione che smentisce in modo evidente i falsificatori della sua biografia: il testo (la seconda strofa di una poesia) è contenuto nel Black Book of Carmarthen, una raccolta di canti dei bardi gallesi ed altre poesie, le cui parti più antiche risalgono al V e VI secolo, e sono state raccolte in questo compendio nell’Alto Medioevo.

mago merlinoLa poesia in questione è da sempre attribuita a Merlino nella tradizione cimrica, e la seconda strofa del componimento recita quanto segue:

Da quando bevvi il vino dal calice bianco
con gli impavidi comandanti della guerra,
il mio nome è Myrddin, il figlio di Morvryn.

mago merlinoMyrddin, così era chiamato il profeta dalle persone che parlavano l’idioma britonico della lingua celtica e da coloro che lo conoscevano personalmente. Nella letteratura in lingua gallese, vi sono tuttavia due diversi personaggi di nome Myrddin: “Myrddin Wyllt” (Merlino il Selvaggio), un “pazzo” nordico che non ha alcuna relazione specifica con il ciclo di Artù, e “Myrddin Emrys” (Merlino il Saggio o Caledonensis).

Successivamente, nel passaggio alla lingua inglese, quando le saghe che narravano di lui, di Artù e di Camelot divennero un bene comune in tutta la Britannia e nel continente, il suo nome cambiò e fu adottata la forma oggi generalmente nota di Merlino.

Nella sua terra d’origine, al contrario, è stata mantenuta la pronuncia originaria, e ciò è rivelato anche dalla denominazione gallese della località dove si svolse l’episodio narrato nella poesia. Merlino, infatti, bevve il vino nella fortezza di Bryn Myrddin (La Collina di Merlino), ai margini della piccola città di Carmarthen, nel Galles meridionale, detta anche Caer Fyrddin (Città di Fyrddyn, vale a dire Myrddin), com’è dimostrato dai cartelli stradali bilingue che s’incontrano nella zona. La lingua celtica, che si è conservata sino ad oggi nell’Europa occidentale, si divide infatti in due idiomi: il britonico, che era parlato in Galles, Cornovaglia e Bretagna, ed il gaelico, parlato in Irlanda, Scozia e sull’Isola di Man.

Verso la metà del V secolo, quando erano ormai nati gli ultimi Druidi, il regno di Dyfed, situato nel territorio sud-occidentale di Cymru, era stato colonizzato dal popolo della Demezia e, sulle alture presso l’odierna Carmarthen, si ergeva una piazzaforte celtica ove si trovava la residenza del principe, da cui quest’ultimo regnava sul paese.

Secondo la tradizione popolare gallese, Merlino è nato qui, e la stessa tradizione narrativa riferisce che sua madre era una figlia del Rhi o re della Demezia. Egli stesso afferma chiaramente che suo padre si chiamava Morvryn e descrive, inoltre, una scena che in realtà sarebbe potuta avvenire solamente in un salone reale celtico: Merlino racconta di aver bevuto vino da un bicchiere bianco, in compagnia di comandanti dell’esercito e di aver ricevuto in quell’occasione il proprio nome. Senza dubbio egli fa riferimento ad una cerimonia con cui un fanciullo lasciava l’infanzia per compiere il primo passo nel mondo degli adulti, una cerimonia in cui avveniva l’imposizione del nome, come abbiamo appreso da altre fonti celtiche.

Questo rituale si è svolto, nel caso di Merlino, nell’ambito di un ceto sociale molto elevato. Una dimostrazione di questo sono proprio gli ospiti che hanno partecipato alla celebrazione, come membri della famiglia o come amici della stessa; anche la coppa e il vino bevuto indicano questa elevata posizione sociale. Gli uomini con cui l’adolescente Merlino ha bevuto, erano guerrieri altolocati che, in base all’uso linguistico celtico, devono essere intesi come nobili.

In armonia con questo status sociale è anche il vino (importato dalla Gallia o dalla Spagna), che a quei tempi in Britannia era appannaggio esclusivo dei benestanti, e il bicchiere bianco che costituiva il recipiente per il rituale, infine, possedeva nel V secolo un valore equivalente a quello dell’oro puro.

Il testo non contiene altre informazioni sul nipote del Rhi della Demezia, di conseguenza non si trova alcun riferimento all’età di Merlino quando prese parte alla cerimonia con i nobili del suo popolo, in occasione della quale essi annunciarono per la prima volta pubblicamente il nome che egli avrebbe dovuto portare sino alla fine dei propri giorni. Tuttavia, grazie alla moderna celtologia è possibile fornire una risposta attendibile a questa domanda.

Nella numerologia celtica si ha, infatti, un determinato numero che indica un periodo molto importante, un ciclo a completamento del quale la vita entra in una nuova fase spirituale: questo ciclo comprende tre volte il tre, quindi dura esattamente nove anni e potenzia il numero sacro Tre, che è associato alle tre forme assunte dalla Grande Dea (giovane donna, madre e vecchia saggia).

Al compimento dei nove anni, tutti i bambini celti concludono la prima fase della loro vita, e ciò è accaduto ovviamente anche a Merlino. Con ogni probabilità egli ha ricevuto proprio a quell’età il nome che avrebbe definitivamente portato, un nome che d’altra parte indicava un determinato aspetto del carattere, più pronunciato degli altri.

Il ragazzo, infatti, doveva a quell’ epoca aver già sviluppato tutti i tratti principali della sua personalità: come avveniva presso molte popolazioni indiane, di cui conosciamo bene le usanze, anche per i Celti era pratica comune quella di mettere in risalto gli aspetti caratteriali di un adolescente nell’assegnazione del nome.

È probabile che, segretamente, Merlino provasse una sorta di angoscia al pensiero che l’imposizione del nome ponesse fine alla sua infanzia, e che da allora lo aspettassero nuove e più difficili sfide, le quali erano costituite dalla formazione per diventare Druido, che per Merlino iniziò probabilmente molto presto, subito dopo la cerimonia della sala reale; in questo modo, il ragazzo di soli nove anni si avviava su un percorso di apprendimento decisamente unico nella storia europea, orientato verso lo sviluppo di abilità intuitive e, allo stesso tempo, verso lo studio delle scienze naturali.

Come riferiscono le fonti della tradizione celtica insulare, ma anche molti autori mediterranei dell’antichità, potevano passare anche vent’anni prima che un allievo Druido o, con assoluta parità di diritti, un’allieva Druidessa (Sacerdotessa), avesse raggiunto lo status di Grande Sapiente, sebbene vi fossero certamente anche allievi molto dotati che giungevano alla meta in un tempo sensibilmente più breve.

Dopo aver superato tutti gli esami, la persona interessata si trovava in possesso di un’altissima e completa saggezza e, in base al talento individuale, si era ormai delineato chiaramente il particolare indirizzo della sua futura attività druidica.

mago merlinoI Druidi potevano essere filosofi naturalisti, metafisici, bardi o profeti, ma potevano anche agire in qualità di medici, insegnanti o giudici, ed alcuni di loro sono noti come sovrani o consiglieri di principi e talvolta potevano occupare un rango persino superiore a quello di costoro.

Merlino utilizzava la sua saggezza non solo come precursore e guida spirituale di Artù, ma anche come profeta, metafisico, filosofo e bardo, nonché, dopo la caduta di Camelot, come Rhi (re) di Demezia. Prima di poter esercitare liberamente queste funzioni, dové anch’egli completare la lunga formazione druidica.

Dalle annotazioni irlandesi, ma anche dalle reminiscenze storiche dei piccoli gruppi di Celti esistenti ancora oggi, abbiamo appreso che la scuola dei Druidi di Mona (Anglesey), distrutta dai legionari romani nell’anno 61 della nostra era, era stata riavviata; un’altra scuola era presente sull’isola di Manx (Man), ed una terza doveva essere esistita nel V secolo su Ynys Enlli (Bardsey), di fronte alla penisola di Lleyn, a Sud di Anglesey. Alcune druidesse, infine, vivevano ed insegnavano sulla Ynys Avallach o Avalon. Merlino può aver ricevuto la sua istruzione in una qualsiasi di queste isole.

Molte testimonianze sono a favore di Mona, perché i boschi dei Druidi di quest’isola avevano avuto un tempo una straordinaria importanza in tutta l’Europa nord-occidentale, prima che i Grandi Sapienti fossero massacrati a centinaia dai Romani. Fu soprattutto da quest’isola che fu organizzata la resistenza ideologica e militare contro lo spirito maligno del Drago Bianco che stava invadendo la Britannia.

Erano stati i Druidi di “Mòn, Mam Cymru” (Mona, la madre del Galles), in particolare, a sostenere con tutte le proprie forze l’ultima regina celtica Budicca nella sua lotta per la libertà, minacciando ancora una volta seriamente, intorno alla metà del I secolo dopo la venuta di Cristo, il dominio dei Romani in Britannia.

Dopo la ritirata dei Romani, proprio l’isola di Mona fu teatro di una rinascita dello spirito battagliero all’insegna del Drago Rosso (odierno stemma del Galles), perché qui sopravviveva la sua tradizione, e sempre qui si potevano ancora rintracciare le radici dell’antichissima arte. Dopo la liberazione della Britannia, fu nuovamente possibile attingere a queste fonti, di conseguenza è molto probabile che il giovane Merlino fosse stato posto sotto la tutela dei Druidi di questa scuola.

Ci sono chiare allusioni, inoltre, all’influenza esercitata sulla formazione del futuro maestro di umanità da una seconda componente, che riunisce in sé l’impeto guerriero d’impronta maschile rappresentato da Mona, e lo spirito conciliante d’impronta femminile rappresentato da Avalon. Merlino, infatti, non si occupò soltanto di fornire impulso e sostegno alla lotta armata per la libertà combattuta da Artù (che, per così dire, impugnò ancora una volta la spada di Budicca), ma donò inoltre alla civiltà celtica una visione costruttiva per il futuro, che avrebbe potuto assicurare ai popoli della terra, nel terzo millennio, una convivenza finalmente priva di violenze ed una pace duratura. È probabile in conclusione, che Merlino fosse entrato all’età di nove anni nella scuola dei druidi di “Mòn, Mam Cymru”, per poi passare successivamente a quella di Ynys Avallach, dove concluse i suoi studi.

Questa premessa ci permette anche di spiegare perché fosse stata costruita una fortezza sulle alture di Camelot, proprio nelle immediate vicinanze del tempio custodito dalle Druidesse di Avalon. La fortezza fu costruita qui per rappresentare le due componenti della battaglia futura in favore dello spirito del Drago Rosso, quella bellicosa e quella conciliante, come fossero lo yin e lo yang impegnati l’uno a fianco dell’altro nello stesso conflitto.

Prima che Merlino riuscisse a completare la sua scuola di saggezza druidica, tuttavia, dové affrontare un percorso molto lungo da studente poiché, come già accennato, gli studi di un aspirante Druido potevano anche abbracciare una ventina d’anni, prima che lo studente potesse lasciare il bosco dei Druidi con la qualifica di filosofo naturalista, metafisico, bardo, profeta, astronomo, medico, insegnante, giudice o consigliere dei principi; ma la maggior parte degli allievi Druidi si accontentava saggiamente di uno solo di questi indirizzi di formazione, cosa che non può suscitare stupore, se si considerano i requisiti straordinariamente elevati di ciascuno di essi.

Gli archeologi hanno per esempio dimostrato che un medico celtico di duemilacinquecento anni fa, era in grado di effettuare con successo delle trapanazioni del cranio, e ciò senza le attrezzature messe a disposizione dalla moderna chirurgia. Chi aveva superato “soltanto” un esame druidico poteva, a buon diritto, essere annoverato fra i membri di un’élite e poteva occupare, grazie alle sue eccellenti conoscenze e capacità, il livello sociale più alto all’interno della società celtica.

Considerando le facoltà di questi Druidi, ancor più sorprendente risulta l’attività intellettuale e spirituale svolta da Merlino. Come la sua vita successivamente ha dimostrato, infatti, egli non ha agito soltanto in qualità di profeta, poeta, filosofo e metafisico, ma anche in qualità di politico e di guida spirituale di Artù, nonché, nella sua vecchiaia, come re egli stesso, Rhi della Demezia. mago merlinoA ben valutare la sua formazione, risulta che Merlino avesse imboccato cinque delle vie che si aprivano ai Druidi e che, quindi, aveva sviluppato una sorprendente energia mentale che era cinque volte superiore a quella dei druidi “tradizionali”. In altre parole, il percorso a cinque indirizzi intrapreso da Merlino poteva essere completato soltanto da un genio.

Questo membro dell’alta aristocrazia della Demezia era un esempio di quei rari e straordinari esseri umani che s’incontrano soltanto a distanza di secoli nella storia dell’umanità, ma che sono in grado di cambiare radicalmente il mondo, ammesso che sia accolto ed accettato ciò che essi hanno da offrire.

Data la lunghezza dell’argomento, l’articolo è stato diviso in più pagine:

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2 commenti

  1. All’età di circa 9 anni : Ho visto,da sveglio, una figura vestita da un mantello di colore blè come sottofondo e ricco di stelle di colore bianco con in testa un cappello della stessa fattura.Nel 1949 non sapevo dell’esistenza del Mago Merlino. Anni fà svegliandomi ho visto vicino al mio viso un volto che mi osservava dalle caratteristiche tipiche di un “barbaro” del tempo di Carlo Magno.

  2. wow giuseppe che esperienze ahahah sembrerebbe che merlino ti voglia scegliere come suo moderno successore. anche se da quanto deduco hai 76 anni. fatti crescere una bella barbozza e vestiti in stile gandalf, poi con un bel bastone magari qualche magia riesci a farla ahahah

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