Rituali delle Fate

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Data di pubblicazione: 15 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

I Rituali occupano una parte importante nella vita e nell’animo di ogni Fata. Non sono particolarmente numerosi né particolarmente elaborati, ma vengono in aiuto di fronte ad ogni tipo di necessità, sia che riguardi una singola Fata che l’intera comunità.

Il Cerimoniere dei Riti è una figura fondamentale per questo ambito, d’ausilio alle Luminose ed alle Crepuscolari per organizzare ogni rituale, ha il delicato compito di ricordare l’importanza di ogni ricorrenza.

La disposizione delle Fate durante i Rituali riprende quella dei Cerchi Fatati. Al centro si trovano l’officiante, la Pietra Lunare se prevista, e le persone coinvolte nel Rituale. Nei momenti di maggior intensità le Fate possono prendersi per mano, facendo confluire la propria Energia al centro stesso del Cerchio.

 ❈ Rituale di protezione del Primo Tocco ❈

Questo rituale può considerarsi una variante informale del Rituale della Fata Madrina, ed avviene quando una Fata viene chiamata a proteggere una creatura appena nata di un’altra razza. In questo caso la Fata darà il Primo Tocco al neonato prescelto, divenendo per lui una guida presente, amica e protettrice: a sigillo di tale rapporto, viene scelto inoltre un soprannome da legare al nuovo nato.

Il luogo e le modalità del rituale variano di volta in volta, e spesso sono influenzati dall’elemento e dalle caratteristiche della Fata prescelta per il Primo Tocco.

Nella maggior parte dei casi la Fata Madrina donerà un oggetto rappresentativo del proprio ruolo al suo Protetto, dopo averlo cosparso di Polvere Fatata.

Possono seguire danze, chiacchiere o banchetti animati delle Fate stesse, o di altri incaricati.

☪ Rituale di protezione con la Polvere Fatata ☪

La polvere viene incantata dalla Gilda delle Streghe, e verrà infilata nei ciondoli che saranno consegnati alle Fate della Notte, affinché possa brillare alla luce della Luna.

Si tratta di piccole ampolline in vetro trasparente dalla forma allungata, chiuse sulla sommità da un tappo di sughero circolare, all’interno delle quali si può notare una finissima polvere del tutto simile a sabbia bianca.

Una preziosa decorazione in Argento, metallo protettivo legato alla Luna, circonda ed impreziosisce il ciondolo, raffigurando uno spicchio di luna calante che dona il suo sguardo benevolo ad una piccola Fata seduta su una roccia.

Affinché il ciondoli possano essere indossati, ad essi viene legato un nastrino di raso disponibile in vari colori, da annodare al collo o anche ai lacci delle loro fluenti vesti.

Prima che i ciondoli siano però consegnati alle Fate della Notte, è necessario effettuare il magico rito sulla polvere che in essi verrà versata.

Durante una notte di Luna calante, periodo ottimo per gli incanti volti all’allontanamento delle negatività, si riempie un calderone con neve raccolta durante la prima caduta autunnale, che al contatto con i raggi della Luna brilla di una luce quasi azzurrina.

La neve si scioglie quasi immediatamente, divenendo acqua, poiché il calderone è già caldo grazie alla fiamma ardente sotto di esso. In seguito si inseriscono i seguenti ingredienti:

5 Fili di Luce: Magica pianta creazione delle Streghe, derivante dalla comune Vite, il cui potere è emettere luce durante la notte, dopo essere stata a contatto con i raggi solari durante il giorno
Polvere di Lucciole essiccate, affinché la loro capacità di illuminare il cammino venga trasferita alla Pozione
3 pietre di Fluorite: questo minerale trasparente, dalle delicate venature colorate di viola e verde, è capace di illuminarsi se viene esposto ad una particolare fonte di luce
3 Candele accese, a simboleggiare la luce che esse portano con sé
1 Pietra di Luna, affinché essa crei un contatto tra il composto e l’Astro di cui è rappresentante assoluta

Successivamente la polvere viene gettata all’interno del calderone, come ultimo e fondamentale ingrediente per concludere la Pozione, che man mano viene mescolata in senso orario, all’aggiunta di ogni ingrediente, usando un mestolo di rame.

Ed in quel momento si recita la formula magica di invocazione, ripetuta poi da tutte le Streghe presenti:

In questa magica notte fatata
Di neve ho gettato una manciata
Gli ingredienti sparsi nel calderone
Hanno fatto sì che creassi la Pozione.
Fili di luce, pietre, candele e lucciole essiccate
Con grande cura e dovizia misurate
Saranno utili all’incanto che ora invoco
In questa sera e davanti a questo fuoco.
Possano i raggi della Luna donare la magia:
Che questa polvere risplenda e così sia!

Il composto all’interno del calderone si illumina di un’intensa luce argentata come quella dei raggi lunari, vorticando fino ad esplodere. In seguito all’esplosione, all’interno del paiolo resta solo la polvere delle Fate della Notte, che risplende di una luce quasi abbagliante color argento. Questa viene raccolta e posta all’interno della sua ampolla, per essere in futuro travasata all’interno di ogni ciondolo che verrà donato alle Fate.

Il rito si così conclude e, grazie ad esso, d’ora in poi la magica polvere incantata risplenderà dall’interno dei ciondoli ogni volta che un raggio di Luna la lambirà, richiamando dunque il forte legame con l’Astro.

✾ Rituale di Ricrescita delle Ali ✾

Questo rituale, uno dei più antichi, avviene in casi del tutto eccezionali, ovvero quando una Fata è stata privata violentemente delle sue Ali, e si creano quindi le condizioni necessarie per accelerarne la crescita naturale.Questo Rito avviene mediante un Cerchio Fatato, in cui le Fate doneranno parte della propria energia alla sorella ‘deturpata’: attraverso il Cerchio Fatato e grazie alla Pietra Lunare che funge da catalizzatore dell’Energia delle Fate presenti, la Fata che si troverà al centro del Cerchio potrà beneficiare di un notevole flusso energetico, che andrà lentamente a ricostruire le estremità mancanti. Questo flusso energetico deriva in parte da ognuna delle Fate che prendono parte al Cerchio, e di conseguenza situazioni quali spossatezza o svenimento non sono da ritenersi improbabili.

Come avviene il Rito
La Fata Luminosa Custode delle Pietra Lunare richiama l’attenzione delle Fate e si porta al centro di una radura. Tra le mani la Pietra Lunare, fondamentale per la riuscita del rito.

Ella poi chiama a sé la Sidhe a cui sono state strappate le ali. Questa si avvicina, seguita da tutte le altre Fate presenti sul luogo.

La Fata Madre, le Luminose e le Crepuscolari, essendo le Fate che hanno più “energia”, si dispongono in un primo cerchio, racchiudendo la Sidhe a cui sono state strappate le ali. Subito le altre Fate formano un secondo cerchio, stavolta più esterno e più distante del precedente. Così ha inizio il rito:

La Luminosa Custode della Pietra Lunare la innalza, invocando l’energia dell’antica terra di Feridia, e pronuncia:

«OH DOLCE TERRA D’ORIGINE, OH ANTICA FERIDIA, REGNO SCOMPARSO CHE RACCHIUDI IL MISTERO DELLA NOSTRA NASCITA… NOI TI INVOCHIAMO. NOI ATTINGIAMO DA TE L’ENERGIA VITALE. AIUTACI A FAR RICRESCERE LE ALI ALLA NOSTRA SORELLA.»

Ella poi consegna la Preziosa Pietra alla fatina e si aggiunge al primo cerchio di Fate. La Sidhe, ricevuta la Pietra Lunare la innalza verso il cielo e pronuncia:

«OH SACRA PIETRA, RACCOGLI LE NOSTRE ENERGIE ED AIUTAMI A RIAVERE CIO CHE MI È STATO TOLTO CON LA FORZA… IL TORTO È STATO VENDICATO… ORA FAI RICRESCERE LE MIE ALI.»

Appena pronunciate queste parole una Fata prescelta, seduta in disparte, intona le prime note di una melodiosa canzone con il suo flauto, accompagnando il Cerchio delle Fate. La Sidhe rimane al centro, ferma, tenendo tra mani la Pietra.

Il Primo Cerchio di Fate, tenendosi per mano chiude gli occhi e rimanendo fermo, lentamente sprigiona la propria aura pronunciando:

«DONIAMO LA NOSTRA ENERGIA A TE SACRA PIETRA LUNARE… KENEM»

A questo punto le altre Fate potranno iniziare a danzare in cerchio, seguendo il suono del flauto e pronunciando sottovoce la parola KENEM.

[ KENEM: dal linguaggio delle Fate significa “Una per tutte e tutte per una” ]

❖ Ennead: Invocazione degli Elementi ❖

Questo rituale è stato consolidato anche dal ritrovamento di una pergamena scritta nella lingua di Feridia, che ne spiega il significato e l’utilizzo. L’invocazione degli Elementi avviene quando le Fate si trovano in un particolare momento di difficoltà, oppure se sentono il bisogno di fortificare l’unione dei Sette Elementi.

Attraverso un particolare Cerchio Fatato, ogni Fata farà confluire la propria energia e le particolarità che l’Elemento Primordiale dona alla sua inclinazione, all’interno della Pietra Lunare: emblema dell’unione e della sua provenienza. Il Rito prevede uno schema fisso di base, che può essere ampliato o personalizzato dalle Fate partecipanti.

Può essere seguito da danze, chiacchiere o banchetti animati dalle Fate stesse o da altri incaricati.

✧ Danza dell’Equinozio ✧

(21 marzo, 23 settembre)
Questo rituale si compie due volte l’anno, quando le ore del dì e della notte hanno la stessa durata e quindi anche i Sette Elementi sono in equilibrio tra loro. Si tratta di una danza in onore della Natura, propiziatoria e benaugurante per la stagione seguente.

In primavera si celebra la maturazione del ciclo produttivo naturale, mentre in autunno la chiusura dello stesso, dando inizio al periodo di preparazione dell’Idromele e delle altre bevande di tradizione Fatata.

«Al centro del giardino, sospesa a mezz’aria, si crea una piccola nube chiara
che lascia cadere delicati fiocchi di neve sull’erba»

Un primo gruppo di Fate composto da Mothansidhe, Fionsidhe, Siansidhe e Liathsidhe si dispongono in cerchio, nel mezzo di una radura per dare inizio alla danza. Le Fionsidhe inizieranno ballando in modo calmo e pacato, sotto la piccola nube e lasciandosi sfiorare dalla soffice neve che cade.

«I fiocchi di neve cadono lenti e circondando le Fate»

Le Mothansidhe le seguiranno iniziando a ballare tra le Fionsidhe, girando vorticosamente su se stesse quasi nascondendosi in nubi di nebbia.

«Una coltre di densa nebbia circonda le Sidhe»

Le Siansidhe quindi si uniscono alla danza, scivolando sull’aria in movimenti aggraziati.

«Refoli d’aria si agitano attorno alla nebbia, circondando le Sidhe»

Le Liathsidhe invece tenendosi all’interno del primo cerchio, accompagneranno le danze battendo sui loro tamburi, simulando i tuoni di un grave e spaventoso temporale invernale.

«Dall’interno del cerchio suoni gravi e profondi incupiscono l’atmosfera, simulando l’arrivo di un temporale»

Questo per alcuni minuti… a poco a poco i tamburi cesseranno, e la danza del primo gruppo si farà più calma.

«I suoni pian piano calano, l’atmosfera si fa man mano più distesa»

Qui entrano in scena le Glasidhe e le Gormsidhe, formando un secondo cerchio attorno alle sorelle.

«Prima qualche rara foglia, dal nulla, pare cadere a terra… poi un numero sempre più considerevole avvolge il secondo gruppo di Fate»

Le Glasidhe danzeranno in modo dolce simulando la caduta delle foglie, stringendo tra le mani dei leggeri veli dai tipici colori autunnali.

«Le foglie secche creano un piccolo vortice al centro del cerchio,
scomparendo poi a poco a poco in delicate goccioline,
che si posano delicatamente sul volto delle Fate»

Le Gormsidhe le accompagneranno tenendo le braccia alzate e facendo scendere piccole goccioline d’acqua dalle loro mani… a ricordare l’inizio delle piogge.

Quando il secondo gruppo sarà formato ed avrà danzato per qualche breve momento, entreranno in scena le ultime due famiglie, le Ruasidhe e le Buisidhe, dando inizio ad una danza molto gioiosa ed intraprendente.

«Ad un tratto le gocce d’acqua si dissolvono e caldi fasci di luce
riscaldano l’ambiente, illuminandolo a pieno giorno»

Le Ruasidhe e le Buisidhe iniziano ballando in maniera scomposta tutt’intorno alle sorelle, riscaldando l’ambiente circostante e i presenti (le Ruasidhe con piccole ed emozionanti saette, le Buisidhe con il calore dei fasci di luce).

«Innocue saette di fuoco circondano l’ultimo gruppo di Fate, rallegrando il luogo»

Successivamente scioglieranno il cerchio e si avventureranno tra i Lottiani, invitandoli a ballare e a festeggiare l’Equinozio, seguite poi da tutte le altre famiglie di Fate.

«L’Atmosfera assume i toni e i colori caldi dell’estate,
tanto da invogliare i presenti ad unirsi alle danze»

«Un’aurea luminosa circonda le Fate accompagnandole nei movimenti»

❂ Rituale di Unione (Matrimonio Fatato) ❂

Questo rituale avviene quando una Fata sancisce il connubio con il proprio Compagno, divenendo l’uno parte dell’altra, sotto la protezione della Natura e dei suoi Elementi primordiali.

È una sorta di matrimonio fatato, che avviene al cospetto della Pietra Lunare e dei Sette Elementi che governano le Fate. Al centro del Cerchio si troveranno l’officiante, la Fata e il compagno, che immortaleranno su di una pergamena le proprie promesse, e si doneranno reciprocamente un oggetto simbolo della propria unione, dopo averlo cosparso di Polvere Fatata.Il rito è il primo che vede l’utilizzo dell’Idromele: la Fata e il compagno bevendo dallo stesso calice, sanciranno la loro unione.

Il tutto avviene al cospetto della Pietra Lunare e può essere seguito da danze, chiacchiere o banchetti animati dalle Fate stesse o da altri incaricati.

Il rituale è riconosciuto dalla Corte del Drago come rito d’Unione: ad un qualsiasi cittadino è lecito ottenere una certificazione ufficiale di matrimonio tramite esso.

Luogo del Rito
Albero della Camarilla o Bosco dei Sussurri

Preparazione del Rito
Nel Bosco dei Sussurri: gli invitati si radunano dinanzi alla grossa quercia secolare disposta verso oriente, alta e maestosa, dove il tronco, circondato da una numerosa famiglia di funghetti, si biforca in due corposi rami.

L’Albero della Camarilla: gli invitati si radunano dinanzi all’Albero della Camarilla. Il tronco è maestoso e le radici, ben piantate, si rendono visibili creando un movimento nel terreno simile ad onde marine.

Ai piedi dell’albero prescelto si dispone un piccolo banchetto di legno di pino, ornato con una candida tovaglietta di canapa; ivi si adagia un morbido cuscino di raso con la Pietra Lunare e due fogli di pergamena con penna e calamaio.

Accanto si dispongono dei piccoli oggetti che simboleggiano la famiglia della Fata che si accinge a celebrare il rito. Dinnanzi all’altarolo un arco di fiori, sotto il quale si recherà la coppia che deve essere unita.

La Fata Officiante si dispone dietro al tavolino di fronte ai due Consorti. Tutte le Fate che assistono alla cerimonia si dispongono in cerchio intorno a loro, e si tengono per mano.

Come avviene il Rito
La Fata officiante dà l’inizio:

«Jeser }{ Siamo qui riuniti nel nome della Grande Madre, per chiedere la sua benedizione su questa coppia che si accinge a promettere amore totale e duraturo. Il Suo sguardo benevolo avvolga questa coppia. Le Sue orecchie odano le promesse ed il Suo spirito le custodisca nei tempi. Su quest’altare sono stati posti alcuni oggetti simbolo dell’Elemento Primordiale da cui la Fata stessa ha preso vita e che ora si unirà al suo Consorte.» (segue la descrizione e il significato degli stessi)

La Fata officiante si avvicina ai due Compagni e prende le loro mani congiunte e le posa sulla Pietra Lunare, posando anche la sua mano su quella degli sposi dicendo:

«La Pietra Lunare che ora sfiorate accolga l’energia del Vostro elemento, e irradi la Luce sui presenti.»

La Fata officiante poi si rivolge alla sposa, chiedendo di pronunciare le proprie promesse, in base all’inclinazione e alle consuetudini della stessa. E poi lo stesso farà con lo sposo, invitandolo a pronunciare i propri giuramenti e a suggellarli con un dono. Invitano, al termine, a riportare le parole su una pergamena posta sull’altarolo.
Compiute entrambe le promesse la Fata officiante prosegue:

«Queste sono le promesse pronunciate da (nomi e cariche dei due consorti) al cospetto della Luce e del Buio, del Gelo, della Nebbia e del Fuoco, della Terra e dell’Acqua. Un giuramento d’amore di fronte alla Natura, Grande Madre a cui promettete d’ora in avanti di essere compagni uno all’altra.
Compagni quando il sole brillerà alto e farà maturare il grano nei campi.
Compagni quando la tempesta si abbatterà sul raccolto, rovinando le fatiche di mesi.
Se uno dei due lascerà cadere il carico, l’altro lo raccoglierà.
Compagni Uniti nel nome della Natura.»

La Fata officiante quindi lascia le mani dei Consorti.

«Ora dinanzi ai presenti tutti, dimostrate il Vostro amore con un bacio che sotto quest’arco di fiori, rappresenterà la vostra unione in un unico corpo.»

La Fata officiante prende una ciotola di legno contenente alcune componenti scelte dalla Famiglia d’appartenenza della Fata coinvolta nel Rito, e le versa in un calice contenente il Sacro Idromele. Prendendo con le mani il calice e porgendolo ai due dice:

«Ed ora che siete tutt’uno, bevete il Sacro Idromele dallo stesso calice, segno tangibile del vostro legame al cospetto della Grande Madre che nulla e nessuno potrà mai slegare. Siate benedetti.»Mentre la Fata officiante pronuncia queste ultime due parole, due Fate scelte dagli sposi si avvicinano, cospargendo il capo e le spalle degli stessi con la Polvere Fatata delle Fate di Feridia, come segno di buon augurio. Infine la Fata officiante prende in mano il Flauto di Giove, e si rivolge a tutte le Fate:

«Per concludere questo Rito d’Unione al cospetto degli Elementi, danziamo tutte insieme, per poter festeggiare quanto la Natura c’ha concesso quest’oggi.»

(Così segue il cerchio fatato, con la Fata officiante che suona il flauto)

Descrizione degli oggetti simbolo delle varie Famiglie da aggiungere nella preparazione dell’Altare

Ruasidhe (Fuoco):
Accanto alla Pietra Lunare viene posta una piccola candela rossa, che simboleggia il fuoco e la forza dell’amore, assieme ad un bastoncino di cannella, conosciuta dalla notte dei tempi per essere una spezia stimolante ed afrodisiaca.

Glasidhe (Terra):
A destra della Pietra Lunare viene posto un sacchettino di raso verde, chiuso da nastri e laccetti decorati da gemme preziose, contenente un pugno di Terra originaria dell’Isola di Feridia, a sinistra un raffinato vassoio in argento, contenente i semi delle più ricercate e particolari piante seminate e fatte crescere con amore nel Giardino Glasidhe.

Mothansidhe (Nebbia):
Sopra all’altarolo viene stesa una seconda stoffa, color lilla ed impreziosita da ricami floreali in tono più scuri. Ai lati della Pietra Lunare vengono poste due ciotole contenenti alcuni piccoli dolci allo zenzero, ricoperti da un sottile strato di zucchero e cannella. Quella di destra è coperta da un telo, su cui è ricamato un uomo che si inchina con deferenza; quella di sinistra da un telo viola su cui è ricamato un serpente in argento, segno di eleganza, impeccabilmente rappresentata delle Mothansidhe.

Buisidhe (Luce):
A destra della Pietra Lunare viene posto un cesto contente pompelmi, arance, ananas e mandarini, frutti che esprimono al meglio il carattere delle Fate della Luce, grazie al loro colore ed al loro sapore acre ma allo stesso tempo dolce. Sull’altare vengono fatti bruciare anche dei bastoncini d’incenso al sandalo.

Siansidhe (Vento):
In direzione della Pietra Lunare viene appeso uno scacciapensieri di madreperla, pronto a suonare al primo refolo di Vento. La Pietra Lunare stessa viene posata su veli sottili e quasi trasparenti, color indaco, morbidi.

Fionsidhe (Gelo):
Accanto alla Pietra Lunare su due cuscinetti di raso color avorio, contornati da piccole roselline bianche, sono poste due ciotole di cristallo, entrambe a forma di mezzaluna, contenenti alcuni diamanti cristallini.

Liathsidhe (Buio):
Poggiato a destra della Pietra Lunare si trova un piccolo stiletto dall’impugnatura e il pomo di adamantite, e dalla lama in metallo. Alla sinistra, invece, viene posta una semplice chiave di metallo levigata, priva di orpelli superflui.

Gormsidhe (Acqua):
A destra della Pietra Lunare vengono poste tre ampolle: una contenente rugiada del mattino, una seconda contenente gocce di spuma di mare, e l’ultima contenente l’acqua del Laghetto. A sinistra invece vengono disposte alcune pietre lisciate dalla corrente, e due grandi conchiglie aperte da cui si creda si possa sentire la voce del mare.

Per approfondimenti visitate la pagina Gli Strumenti Magici

Descrizione dei componenti da aggiungere al Sacro Idromele come simbolo della famiglia della Fata nel Rito

Ruasidhe (Fuoco):
Al Sacro Idromele viene aggiunta della polvere di cannella afrodisiaca, ed alcune foglioline di muira puama scelte con cura dalla Famiglia Ruasidhe.

Glasidhe (Terra):
Al Sacro Idromele viene aggiunto un infuso di Erbe (vaniglia in pezzi, fiori d’arancia, angelica e melissa) raccolte e preparate dalle mani esperte delle Fate GlaSidhe.

Mothansidhe (Nebbia):
Al Sacro Idromele viene aggiunta una parte di vino rosso aromatizzato con miele, cannella e chiodi di garofano.

Buisidhe (Luce):
Al Sacro Idromele viene aggiunta una parte di birra, bevanda frizzante e dorata, gradita dalla Famiglia e paradigma delle sue peculiarità.

Siansidhe (Vento):
Al Sacro Idromele viene aggiunta una piccola quantità di acqua, per rendere la bevanda ancora più leggera e morbida al palato.

Fionsidhe (Gelo):
Al Sacro Idromele non viene aggiunto alcun particolare ingrediente, solo qualche cubetto di ghiaccio a ricordare l’Elemento Primordiale della Famiglia.

Liathsidhe (Buio):
Al Sacro Idromele vengono aggiunti alcuni petali di Fiore di Loto, particolarmente apprezzati dalla Famiglia per le sue caratteristiche.

Gormsidhe (Acqua):
Al Sacro Idromele viene aggiunta l’acqua del Laghetto delle GormSidhe, per rimarcare il legame con la Famiglia d’origine.

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