Stregoneria

Articolo trasferito dalla precedente versione del sito https://giardinodellefate.wordpress.com

Data di pubblicazione: 24 settembre 2011 ©Giardino delle Fate

La Stregoneria è una particolare branca della Magia, e per certi versi possiamo considerarle la medesima cosa, infatti gli strumenti e i simboli per le pratiche sono gli stessi.

Essa è insieme di pratiche magiche e rituali, spesso a carattere simbolico, ed assume forme e significati diversi a seconda del contesto in cui è presente, ma anzitutto differisce per il particolare contatto con gli Elementi della Natura e con gli Spiriti.

Poiché gli Spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la Stregoneria deve avvalersi di pratiche spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli Spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l’aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, o rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie, viaggi, nascite).

In senso stretto e soprattutto un tempo, si confondeva la Stregoneria esclusivamente con la Magia Nera, in quanto collegata a forze occulte che l’officiante (la Strega e lo Stregone) cercava di dominare e di utilizzare per i propri fini. Ma, grazie al neopaganesimo il termine Stregoneria è stato rivalutato ed usato per indicare quelle pratiche antichissime (soprattutto rurali), che sopravvissero all’avvento dei monoteismi e all’estirpazione violenta degli antichi culti pagani, e che in seguito vennero perseguitate con forme di violenta intolleranza come la caccia alle streghe.

Oggi, col termine di Stregoneria, si indicano tutti quegli interventi nella vita di un gruppo di individui tendenti a fornire il benessere (oppure il male) e a rendere propizie (oppure ostili) le forze naturali, sia per un singolo che per tutta l’umanità.
La storia della Stregoneria affonda nella leggenda, nascosta nell’antichità. Poche sono le fonti scritte e generalmente sono oscure, non informano direttamente ma piuttosto illuminano.

Ad esempio la tradizione stregonesca italiana ci presenta la seguente storia della Creazione: in principio la Grande Tenebra, Diana, si divise in due forze uguali e opposte, giorno e notte. La notte era governata dalla stessa Diana, la luna, il giorno dal suo alter ego e fratello, Lucifero, il sole. Diana sedusse Lucifero prendendo la forma di un gatto. Il risultato di questa unione fu la figlia Aradia.

In questa leggenda di Diana, con le sue sfumature gnostiche, vi sono riflessi della tradizione cabalistica di Naama, la seduttrice dell’Angelo Azaele. Naama corrisponde alla Lilith babilonese ed Azaele corrisponde al Dio Sole nel suo aspetto d’oltretomba. Azaele e i suoi “seguaci”, secondo la tradizione, scesero sulla terra al fine di istruire e civilizzare gli uomini primitivi allora esistenti, ed è da loro che si dice derivino tutte le conoscenze e il potere della Magia.

Tuttavia i discendenti dei “Figli del Cielo” non si comportarono degnamente, così i Guardiani ricorsero al loro potere per abbattere le terre dove questi abitavano, scacciando tutta la popolazione in un giorno e una notte con uno sconvolgimento vulcanico e un successivo diluvio (cfr. la tradizione di Atlantide). Si dice che la Sapienza si stata portata via dalle terre perdute prima del cataclisma ad opera di alcuni sopravvissuti, che conoscevano le intenzioni dei Guardiani.

Ad ogni modo, il libro di Noè scritto centinaia di anni prima della nascita di Cristo riporta: “…E gli Angeli, i Figli del Cielo, le videro (le figlie degli umani) e le desiderarono, si dissero gli uni agli altri. E tutti quanti insieme si scelsero una moglie e cominciarono ad entrare in esse e a contaminarsi con esse. Insegnarono magie e incantesimi e a tagliare le radici e a conoscere le piante… E Azazel insegnò agli uomini a fare spade e coltelli e scudi e corazze, e fece conoscere loro i metalli e l’arte di come lavorarli… Semjaza insegnò incantesimi e radici, Armaros a risolvere gli incantesimi, Kokabel le costellazioni, Sariel il corso della luna…”

Oltre a queste ci sono infinite storie e leggende che narrano su come gli uomini e le donne abbiano appreso l’arte della Magia e tutte hanno una cosa in comune, tutti dicono che le arti magiche ci sono state insegnate dalle divinità.

Il primitivo e negativo significato di Stregoneria è stato definito intorno all’Alto Medioevo dalla Chiesa, che considerava coloro che la praticavano (o anche presunti praticanti) esseri malvagi in contatto con Satana. La Stregoneria vera e propria è circoscrivibile ad un ambito europeo e ad un periodo grossomodo compreso fra il tardo Medioevo ed il Settecento, che ne fanno un fenomeno storico ben preciso, caratterizzato soprattutto dalla connotazione diabolica.

La Stregoneria legata ai moderni culti neopagani, viene infatti interpretata come celebrazione della Natura attraverso una nuova esaltazione del culto della Dea Madre (Terra e/o Luna e le varie personificazioni del divino femminile) e del Dio Padre e Figlio (il dio Sole e/o le varie personificazioni del divino maschile), soprattutto attraverso alcuni rituali che implicano l’utilizzo della propria Magia per scopi personali, altruistici o quotidiani.

In senso stretto essi sono soprattutto una riscoperta e reinterpretazione di antichi culti della fertilità e di tipo sciamanico, accompagnati da pratiche magiche o teurgiche che derivano spesso dall’esoterismo e dall’occultismo ottocenteschi. In questo caso i praticanti seguono la Stregoneria Tradizionale (un termine vago per indicare una varia serie di molte pratiche) o la Wicca (detta in certi casi anche Stregoneria Moderna).

Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la Stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti), seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti, adottando un rituale tipico della Stregoneria.

Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell’interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo Stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell’ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria.

Se al contrario, la Stregoneria viene praticata come Magia Nera, essa diventa individuale ed i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, etc…) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte, in quanto le loro pratiche si avvalgono esclusivamente della Magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, e così via).

A volte i capi di una comunità ricorrono alla Stregoneria per motivi esclusivamente politici, e in tal caso lo Stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini, oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).



In principio la Grande Tenebra, Diana, si divise in due forze uguali ed opposte,
la notte e il giorno.
La notte era governata dalla stessa Diana, la Luna,
il giorno dal suo alter ego e fratello, Diano, il Sole.
Diana, dal momento che la Luna segue sempre il Sole,
si innamorò del fratello e lo sedusse prendendo la forma di un gatto.
Il frutto di questa fusione fu Aradia, la patronessa di tutte le Streghe.

★ Origini ★

Sulla Stregoneria è stata prodotta un’enorme letteratura che, lungi dal diradare ogni nebbia che circonda l’argomento, ha spesso prodotto fantasmi ed assecondato fantasiose visioni dell’immaginario collettivo.

Taluni hanno considerato la Stregoneria erede di una religione antichissima che risale al Culto della Grande Madre, a cui erano dedite alcune popolazioni durante il periodo Neolitico. Altri hanno creduto di identificarla con un antico culto pagano vicino a Cernunnos, Dio della Fertilità, il cui culto precristiano era diffuso nell’Europa Occidentale presso le popolazioni più modeste. La raffigurazione di questa divinità come dotata di corna, ne avrebbe favorito nell’Età media la demonizzazione.

Altri ancora hanno pensato alla Stregoneria come ad una pratica codificatasi nel tempo, frutto di una serie differente di pratiche coltivate presso sette eretiche di derivazione gnostica (Catari, Luciferani, Valdesi).

Nel periodo classico le Streghe erano considerate affini al mondo delle tenebre e alla morte, nonché alla notte nel suo significato occulto e alle entità, spesso mostruose, che patrocinavano il regno dei morti. In pieno paganesimo, presso i Greci e i Romani, si credeva che le Streghe fossero in grado di nuocere ai raccolti attraverso malefici, di uccidere, di evocare gli elementi, ed erano associate anche ai negromanti.

Sempre in periodo classico alcune fra le divinità alle quali le Streghe chiedevano assistenza sono i demoni torturatori delle anime dannate, come Ermes e Proserpina, mentre le entità patrone della Stregoneria erano solitamente le dee lunari: Selene, Diana, Ecate.

Ecate, considerata la divinità cosmica patrona delle arti magiche, era rappresentata con tre teste e a volte anche con tre corpi: ciò perché rappresentava il cielo (la Luna), il mondo sotterraneo (Proserpina) e la terra (Diana). Essa vagava nella notte tra i trivi e le tombe e veniva annunciata dai latrati dei cani ed associata al sangue ed al terrore.

Presso le popolazioni latine veniva venerata come Dea delle arti infernalistiche; per tale motivo sia le Streghe che gli Stregoni dell’antichità usavano celebrare i propri riti nei pressi di un trivio considerato simbolo dell’unione degli elementi benefici, neutrali e malefici.

Oltre la figura classica della Strega, ve n’è un’altra che ha avuto origine dai culti e dalle tradizioni nordiche, specie presso le popolazioni celtiche. Presso questi popoli, infatti, esisteva un culto di tipo matriarcale i cui riti impregnarono, segnandola profondamente, la loro religione.

Questa tradizione mitologica si è tramandata all’interno delle trame popolari e folcloristiche fino a sfociare nella Società di Diana, il cui legame con le Streghe è stato riconosciuto sin dall’epoca medievale.

Al centro dei rituali di questa “Old Religion” era la Grande Madre Morrigan, affiancata dal suo consorte Dagda. Dal punto di vista sociale vi era una struttura basata su una discendenza collaterale; al re competeva l’esercizio del potere in rappresentanza della divinità femminile, mentre sua sorella era la depositaria della tradizione magica: spettava alla sorella del re tramandare il Libro del Comando.

La casta sacerdotale era costituita dai Druidi, affiancati a loro volta dalle Druidesse dedite all’amministrazione del culto. Una volta raggiunte le popolazioni celtiche, il cristianesimo osteggiò fortemente il ruolo delle Druidesse, in quanto esse erano figure sacerdotali pagane e questo sacerdozio, che i religiosi cristiani consideravano esclusivo dell’uomo, era considerato assolutamente sacrilego. Le Druidesse furono subito bollate col marchio delle Streghe e considerate veri e propri agenti del male, fautrici di ogni genere di nefandezza.

Le adepte di Diana si riunivano in congreghe denominate Coven. Alla guida dei Coven erano i saggi chiamati Wicca (termine da cui deriva Witch) che nell’Old English significa Strega e che starebbe ad indicare l’origine benefica della Stregoneria. Le seguaci di Diana idolatravano Giano, un dio cornuto, che, attraverso l’ignoranza e la malafede delle autorità religiose cristiane venne identificato con il Diavolo.

Diana stessa fu associata a Salomè, Dea della notte patrona dei riti magici. Narra una leggenda cristiana che Salomè, dopo aver indotto Erode Antipa a far decapitare Giovanni il Battista, pentita, ne ricoprì il capo mozzato di baci. Dalla testa del santo scaturì un vento che la sospinse in cielo costringendola a vagare per l’aria per tutta la notte in eterno.

È estremamente complicato stabilire se le pratiche magiche derivanti da questi culti matriarcali e dedite al culto della fertilità, sia realmente esistita. Nonostante ciò è indubbio che dalle testimonianze storiche e dalle fonti più arcaiche che ci mostrano le usanze e le credenze delle antiche popolazioni in cui questi culti fiorirono, vien fuori un’origine ed un’istanza tutt’altro che malefiche di questi culti.

Vien fuori altresì un’immagine di saggezza e positività dei ministri di queste arti che, lungi dall’essere folli e sanguinari o portatori di sciagure, erano il punto di riferimento di una società arcaica e semplice per la quale gli Dèi erano al tempo stesso benefici e terribili, come del resto è la Natura in sé, oggi come ieri, oggi come domani.

Data la lunghezza dell’articolo, il post è stato diviso in più pagine:

Info Post

loading...

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *