Sui sentieri del Piccolo Popolo…

Pubblicato il: 20 ottobre 2011 ©Giardino delle Fate

Anche nell’era moderna, in cui scienza e tecnologia hanno visibilmente preso il sopravvento su superstizione ed irrazionalità, le persone continuano a vedere il Piccolo Popolo, e il Piccolo Popolo continua a danzare…

C’è chi sostiene che siano leggende e chi invece è sicuro che esistono davvero, c’è chi li ha visti e chi li ha sognati, perfino chi ci ha parlato… Ma, dopotutto, non possono essere tutti folli o sognatori.

In questa pagina sono state inserite informazioni e testimonianze raccolte durante i secoli, sugli avvistamenti degli Esseri Fatati, in maggior modo nel Nord Europa, soprattutto in Irlanda, patria indiscussa delle Fate. Ma non solo, perché anche in Italia esistono luoghi ancora carichi di mistero e di magia, luoghi incontaminati dove la Natura impera, dov’è possibile incontrare il Piccolo Popolo. Seguiteci, e man mano li scopriremo…

Il bosco si è assopito
nel suo candido vestito
tutto tace, tutto è in pace…
anche lo scoiattolo ben riparato
si è presto addormentato.

E la notte finirà
quando il freddo svanirà…
Le Fate della Notte appaiono nella radura…
solo quando la notte è scura.

Ai margini del bosco
dove le Fate vivono
c’è un soldatino… che sta di sentinella.

Quando soffia il suo fiore
tutti i Folletti corrono con coraggio e valore,
e alla guerra giocano sotto la luna e il sole.

È molto vecchio il mondo
ma il tempo gira in tondo,
il mondo nasce ancora
nel tempo in cui rinfiora.

Da tanto il mondo esiste
e qualche volta è triste…
ma ogni margherita,
nascendo gli dà la vita.

L’età del mondo è antica,
ma Primavera, amica, lo fa tornar bambino
con le Fate vicino.

Mentre le genti dormono
le Fate attente spiano le stelle senza nome
che su nel cielo splendono.

Come la notte
il sonno dell’inverno è finito,
le stelle diurne saltano
per darle il benvenuto.

E nel bosco selvatico
stelline innumerevoli
la loro luce spargono i bianchissimi anemoni.

Dove sono le Fate?
E come le troviamo?
Gli anellini cercate che di notte vanno perdendo.

Ma di notte dove vanno le Fate dopo aver danzato?
Forse ce lo diranno le allodole del cielo,
oppure è un segreto che nessuno può dire?

Ma no… nel tuo giardino tu le puoi trovare…
non c’è nessun bisogno di essere viaggiatori lo sai…
le Fate stanno ovunque ci sono i fiori.

★ Scozia ★


Broch or Houlland, Shetland
Nei pressi di questa antica torre di pietra sono state udite delle Fate suonare con il violino una famosa melodia del luogo.

Burnswark Hill, Annandale, Dumrries
All’interno della collina sorgeva un palazzo incantato, dove le Fate malvagie costringevano a lavorare per loro, gli uomini e le donne che avevano fatto prigionieri.

Carmylie Hill, Glasgow
Un tumulo vicino alla sommità del colle era noto come “poggio del popolo incantato”, in quanto le Fate vi danzavano la notte.

Dun Borbe, South Harris, Isole Ebridi
Le Fate vivevano in questa antica fortezza. Qualcuno conficcò nella porta un coltello di ferro che esse non poterono togliere, non osando toccare questo metallo. All’uomo che lo tolse, venne donata dalla Regina delle Fate una macina per il sale.

Dun Borve, Snizort, Isola di Skye
Questa antica fortezza è stata una delle dimore preferite dalle Fate, finché un uomo del villaggio gridò: «La fortezza delle fate va a fuoco!», esse allora fuggirono, e se ne andarono definitivamente quando scoprirono di essere state ingannate.

Dundreggan, Glenmoriston, Inverness
Le Fate che abitavano nelle viscere di questa montagnola hanno sempre cercato di rapire le madri dei neonati, affinché facessero da balia ai loro piccoli. Un contadino la cui moglie aveva appena partorito pascolava il bestiame, allorché, trasportato da un soffio di vento, udì un lamento della propria moglie, lanciò il suo coltello al vento invocando la Santissima Trinità, e la moglie cadde al suolo. L’aveva liberata dalle Fate.
Un’altra donna del luogo rimasta intrappolata a Dundreggan venne salvata spruzzando dell’acqua di Iperico sul monticello.

Dun Osdale, Duirinish, Isola di Skye
Un membro del clan dei Macleod fu invitato ad un banchetto delle Fate che si teneva in questo forte. Quando gli venne offerto del vino dentro un calice d’oro, non lo bevve ma rubò il calice.

Castello di Dunvegan, Isola di Skye
Nel castello viene conservata un’assai malandata “bandiera delle fate”. Numerose sono le leggende che riguardano il modo in cui la famiglia ne sarebbe venuta in possesso. Veniva portata in battaglia perché, secondo una fanciulla fatata, quando non era spiegata, appariva una moltitudine di uomini armati e metteva in fuga i nemici.

Eildon Hills, vicino a Melrose, Roxburgh
Thomas il Rimato, re, poeta e profeta, vide la Regina degli Elfi mentre vagava per le colline, e lei gli lanciò un incantesimo rendendolo suo schiavo. Lo portò in una caverna e da qui nel Regno degli Elfi, dove trascorse sette anni prima che gli venisse concesso di andarsene, con in regalo «una lingua incapace di mentire».

Fairy Hill, Aberfoyle, Perth
Si dice che il reverendo Robert Kirk alla sua morte, avvenuta qui nel 1692, sia stato condotto nel Regno delle Fate. Venne seppellito nel cimitero, ma si racconta che la bara fosse piena di sassi. La sua tomba è facilmente individuabile, coperta da una lastra di pietra arenaria rossa.

Haltadans, Fetlar, Isole Shetland
I Trows (termine con cui vengono definite le Fate delle Shetland) danzavano alla luce della luna, presso certi massi denominati “danza zoppicante”. Una volta in cui ballarono fino all’alba, per punizione furono trasformati in pietre.

Tomnahurich (Collina dei Yews), Inverness
Secondo la leggenda, all’interno della collina vivevano le Fate, e Thomas il Rimatore dormiva in questo luogo con i suoi seguaci.

☆ Italia ☆


Carnia Alpe Verde
Lungo misteriosi sentieri di boschi secolari della Carnia può accadere di tutto, anche di incontrare, tra antiche radici corrose dall’inverno e pallidi fiori della stagione nuova, qualche Folletto impertinente (sbilf), che si diverte con irriverenza a molestare il sonno di una Strega (strie) arcigna brontolona.
Il visitatore non si spaventi, in una natura incontaminata può accadere anche questo, calibri il suo passo, aguzzi lo sguardo e tenda l’orecchio per ascoltare le storie, intrecciate ad antiche leggende, che il vento del nord da millenni racconta.
L’Omenut di Cjanal, ad esempio, è un personaggio non ben definito, ma abbastanza noto nella leggenda popolare carnica, che abita in una fascia molto estesa che va dalla Valle d’lncaroio alla Val Pesarina. Non nocivo, come tutti gli Elfi è un po’ dispettoso, ma soprattutto è un bravissimo suonatore. Si narra di un “omenut” con tanto di tuba verde e frac rosso, che suonava, in certe sere, il violino a Prato Carnico.
La sua musica era stregata e tutti coloro che la udivano, umani e non, erano costretti a ballare. Nessuno riusciva a smettere fintanto che l’Omenut suonava. Ormai questo non avviene da parecchio tempo, forse l’Omenut non si diverte più, oppure, nauseato dal fracasso della nostra civiltà, si è ritirato in luoghi più tranquilli…

I Nani del Castello di Dierico
A Dierico (Paularo), sulla cima del monte Cjastillr, a quota 1250 metri sorgeva un antico fortilizio a controllo della strada romana che, attraverso la Valle d’Incaroio e quella di Pontebba, univa le due grandi arterie romane della via Iulia Augusta e della via Beloio, e quindi anche i centri di Iulium Carnicum (Zuglio) e di Virunum (Klagenfurt).
La sua esistenza è confermata da recenti ricerche che hanno evidenziato l’affossamento di alcune murature della torre di guardia. Raccontano i valligiani che in quel castello mezzo sotterrato, vivessero dei nanetti trogloditi “Guriuts”, i quali avevano il compito di custodire un immenso tesoro. Nascosti dietro i cespugli essi colpivano a morte, coi loro coltelli avvelenati, chiunque osasse avvicinarsi al castello.
Nessuno, neppure tre temerari boscaioli, riuscì mai a sfuggire, né mai i fedeli nanetti rivelarono ad alcuno il loro tesoro.

Calidario, il Lago delle Ninfe – Venturina, Livorno
Il Calidario è un laghetto con sorgente naturale di acqua calda a 36 gradi che sgorga direttamente dalla terra. In questo luogo caro agli etruschi e ai romani, è possibile abbandonarsi alla danza di mille bolle calde provenienti dal grembo della terra: potete accoccolarvi sotto le cascate ed essere accarezzati dalle mani delle volubili Ninfe, potete ascoltare il vostro IO più profondo nelle nicchie, avvolto da vapori eterei di essenze pregiate, potete essere incantati dalla bellezza del thermarium, specchio di altri tempi, ora più vicini a noi.
Quando ci si rilassa o si dorme vicino alle ricche acque termali e ai vapori o ci si immerge per un lungo bagno, il calore della terra lenisce e rigenera il corpo, la presenza della Dea in questi luoghi è personale, sensuale e avvolgente: le sorgenti termali sono gli orifizi naturali del grembo della Dea, i caldi fuochi della terra. Sorgendo dal profondo, le acque premono contro la superficie della terra e la rinfrescano.
Secondo la tradizione, il re o il capo tribù locale si unisce alla Dea bevendo o immergendosi nelle acque. La ferlilità della terra è allora assicurata, talvolta con inondazioni che ricreano nuovamente il mondo. Questa presenza di acqua e fuoco della Dea dona il potere di manifestare i cambiamenti interiori nelle questioni della vita quotidiana. Il paesaggio circostante è davvero straordinario: colline picchiettate da macchie di ulivi vanno a degradare nel blu del vicino mare.

Dégoiz, il paese degli Elfi – Valsavarenche, Aosta
Un paese davvero incantato, basta passeggiare nelle stradine per incrociare gli sguardi curiosi della gente del posto. Ad una prima occhiata tutto pare normale, ma piccoli particolari nelle persone, nei luoghi, vi faranno capire che qualcosa di molto speciale vive in questo paesino all’interno di un meraviglioso e selvaggio parco naturale.
Una leggenda narra che in questa valle vivesse una comunità d’Elfi. Decimati da carestie e dall’avanzata dell’uomo decisero di mescolarsi a loro. Diversi sono i segni di questa storia nel paesaggio e nelle persone, ve ne accorgerete da soli…
Nelle notti chiare di luna piena, si racconta, qui hanno luogo le ridde elfiche.

La valle delle Fate – Val Chalamy, Parco naturale del Mont Avic, Aosta
In alto tra i monti dorati, sono ancora le Fate ad imperversare, numerosissimi i tumuli di pietre, passaggi per il loro mondo. Al fianco dei grandi noccioli, arbusto prediletto dalle Fate, con occhio fermo è possibile scorgere strani fenomeni…
Tantissime anche le farfalle: non meno di 1100 le specie vivono nella valle di Champdepraz, di cui quattro scoperte di recente ed assolutamente nuove per la scienza, e nove trovate in Italia per la prima volta proprio nel Parco. E non è escluso che nuove ricerche riservino altre sorprese, dunque andate tutti sui sentieri del parco di Champdepraz, alla ricerca di una farfalla o di una Fata che potrà prendere il vostro nome…

Le montagne di re Laurino – Alto Adige
La Catena del Catinaccio si estende maestosa all’inizio della valle, dove un tempo i veneziani cercavano l’oro nelle fonti e nei torrenti. Sopra di essa si erge a sentinella della valle la cima del Catinaccio, lo Sciliar. Secondo la leggenda, nel passato vi sorgeva un magnifico giardino di rose, un vero paradiso nascosto agli occhi del mondo, il cui splendore poteva essere ammirato da pochi mortali. Solo dall’altezza delle cime adiacenti era infatti possibile gettarvi uno sguardo.
Il giardino era bagnato da fonti d’oro e d’argento, verdeggiava estate ed inverno in un eterno splendore primaverile, ed era abitato da un popolo di Nani dal carattere mite, governati da un re molto saggio. Un giorno, però, il gigante che abitava il Glunkezer, nemico del sovrano dei Nani, gettò un’intera montagna sul Catinaccio e distrusse quel bel mondo. Ora la zona è impervia e fredda, coperta da un ghiacciaio di recente formazione, non vi cresce più rosa alcuna, né di giardino né alpestre.
In primavera e in estate fiorisce, però, un genere di fiori che scintilla di un colore rosa. È una varietà sessile che, presente in gran quantità, conferisce al pascolo alpino una sfumatura rosata e mantiene viva la leggenda del giardino delle rose.
Il più bello tra tutti i giardini di rose si trova nei pressi di Lagundo, non lontano da Castel Tirolo, è un enorme giardino naturale, molto rigoglioso, pieno di uva e fichi, verde di cipressi e pini, il più suggestivo angolo di tutta la regione.

Il giardino delle rose di re Laurino – Alto Adige
Così viene chiamata ancora oggi dal popolo sudtirolese la ridente regione attorno a Lagundo e Castel Tirolo. La leggenda di Laurino, re dei Nani, sembra essere penetrata nuovamente nella tradizione popolare orale, dalla quale comunque un poeta attinse inizialmente, attraverso un’antica saga tedesca, che costituisce un’appendice del conosciuto Libro degli eroi.
L’antica saga è tessuta romanticamente, la leggenda invece è semplice come lo deve essere una vera leggenda popolare.
Laurino si chiamava il sovrano dei Nani, era un vecchio canuto, pacifico e di buon animo, ed aveva una figlia affettuosa e molto bella, che desiderava tanto un giardino, così pregò suo padre di concederle un fazzoletto di terra alla luce del sole. Il re abitava, infatti, in un castello di cristallo che si trovava nelle profondità della montagna, sulla quale ora si erge l’antico Castel Tirolo.
Il buon padre esaudì il desiderio della figlia, che eliminò dal campo concessole spine e cardi e vi seminò rose di tutte le specie. In questo modo ebbe origine il giardino delle rose, così bello e splendente che la sua vista ancora oggi riempie di gioia il viandante e gli fa dimenticare i suoi crucci. Per consentire a tutti di ammirarlo la fanciulla non circondò il suo giardino con mura o staccionate, ma con nastri di seta dorata, come facevano, secondo l’antico costume pagano dei Germani, i sacerdoti con i loro Dèi, e come fece anche Crimilde con il suo giardino di rose nella palude renana presso Worms. Così tutto il popolo poteva bearsi dello splendore e del rigoglio dei fiori del giardino delle rose.
Come e quando questo regno scomparve, la leggenda non lo racconta con precisione. La regione è ancora un giardino divino, ma né Laurino né sua figlia si vedono più. Solo la leggenda dei Nani o dei Norgglein è ancora, eternamente, viva.
A Castel Tirolo si narra che abiti un Norgglein dal ridicolo nome di Burzingala o Burzingele, che una volta fece una richiesta d’amore alla signora del castello. Si dice che un altro viva sul Mutkopfe, dietro il paese, e che nelle chiare notti di luna faccia risuonare per i pascoli alpini la sua canzone:

Son così grigio
son così vecchio
penso tre volte il prato
penso tre volte il bosco!✯ Irlanda ✯


Ben Bulben, Contea di Sligo
Evans Wentz ha raccolto numerose testimonianze di avvistamenti sul Piccolo Popolo avvenuti tra le ombre di Ben Bulben, come quella dei due uomini che di notte udivano della musica e voci infantili, e quella del vecchio contadino che vide migliaia di “aristocratici” nelle loro armature splendere alla luce della luna.

Dun Aengus, Inishmore, Isole Aran, Contea di Galway
Questo magnifico forte preistorico arroccato su una rupe, era una delle dimore preferite dalle Fate.

Hill or the Brocket Stones, Carns, vicino a Grange, Contea di Sligo
L’aristocrazia scendeva da questa collina come un esercito. Sembravano persone viventi, ma indossavano indumenti diversi, «non erano esseri viventi come noi».

Knockmaa, tra Headford e Tuam, Contea di Galway
Questa collina era il luogo in cui sorgeva il palazzo di Finvara (Finbhearra), gran Re degli Elfi di Connacht. Nel palazzo si trovano anche persone che sono state fatte prigioniere, e da un ingresso si accede inoltre ad un mondo sotterraneo situato all’interno della collina. Il gran re vi è seppellito in un tumulo di pietra, con la moglie Onagh.

Lough Gur, Contea di Limerick
La leggenda narra che le Fate vivessero nelle acque del lago e nella campagna circostante. Dal lago si accede anche al Tir-na-nog, la “terra della gioventù”, dove si rifugiarono i Tuatha de Danann.

Lough Neagh, Contea di Antrim
La città, che sorgeva sotto la superficie dell’acqua, era abitata dalle Fate, e le persone dotate della facoltà di vederle riescono ancora oggi a scorgere le rovine dei suoi splendidi palazzi. I naviganti udivano musiche elfiche e risate provenire dalle profondità dell’acqua durante le feste delle Fate.

Tomba di Newgrange, Contea di Meath
La famosa stanza sepolcrale preistorica era una delle numerose dimore delle Fate, e gli abitanti del luogo vedevano frequentemente il Piccolo Popolo uscire nelle ore della notte e del mattino. Dagda, gran re dei Tuatha de Danann, viveva in questo tumulo.

Rathcroghan, Contea di Roscommon Owneygat
Detta anche “caverna del gatto“, è l’ingresso dell'”Altro Mondo”.

Slieve Gullion, Contea di Armagh
«Il popolo buono di questa montagna è costituito da quanti, dopo essere deceduti, sono stati portati via. La montagna è incantata.»

Slievenamon, Contea di Tipperary
Sul pendio orientale della montagna sorgeva un famoso palazzo delle Fate, da dove queste lanciarono un incantesimo su Fionn mac Cumhail.

✬ Inghilterra ✬


Beedon Barrow, Beedon, Berkshire
Le Fate vivevano su questo poggio, chiamato anche Burrow Hill. Un giorno un contadino che si trovava sul posto spezzò l’aratro, cosicché dové tornare a casa a prendere gli arnesi necessari per ripararlo, ma al suo ritorno constatò che le Fate avevano già provveduto.

Blackdown Hills, Somerset
Nel XVII secolo un uomo che cavalcava nei pressi di Blagdon Hill, credé di vedere una Fata, ma avvicinandosi a lei non vide più nulla, anche se provava la netta sensazione di essere accerchiato da una folla. Tornato a casa, rimase paralizzato e non si riprese più.

Carn Gluze Round Barrow, St. Just, Cornovaglia
Un gruppo di minatori, che la sera rientrava dal lavoro, vide le Fate danzare intorno al monticello.

Clint’s Crags, vicino ad Ireshope, Durham
Si riteneva che la Regina delle Fate vivesse in un palazzo situato in una caverna, ai piedi delle rocce prospicienti la sponda meridionale del torrente Ireshope, nel Weardale.

Cusop Dingle, Herefordshire
Alcune Fate furono viste danzare sotto le digitali.

Dartmoor, Devon
Sono numerosi i luoghi nella brughiera di Dartmoor che si ritenevano frequentati da Folletti: una vasta cerchia di capanne nel Gidleigh Common, un cromlech nella brughiera di Huccaby, il poggio boscoso di Piskies a Huccaby Cleave e la caverna dei Folletti, una grotta sotto Sheepstor.

Fairy Bridge, Ballasalla, Isola di Man
Gli isolani avevano l’abitudine di togliersi il cappello e di salutare il Piccolo Popolo, sul ponte dell’attuale statale A5; una delle loro colline cave era situata a breve distanza.

Fairy Hill, Bishopton, Durham
Quando iniziarono gli scavi di questo antico castello, si udì una voce che invitava gli uomini ad allontanarsi. Tuttavia, i lavori non cessarono e poco tempo dopo gli operai trovarono una grande cassa di quercia. Sperando di trovarvi un tesoro la aprirono, ma non vi scoprirono altro che chiodi.

Fairy’s Toot, Butcombe, Avon
Da questa camera sepolcrale provenivano strani rumori. Si riteneva perciò che vi abitassero Fate e Folletti.

Glastonbury Tor, Somerset
San Collen si recò in visita dal Re delle Fate, nel suo palazzo situato sulla collinetta rocciosa.

Harrow Hill, vicino a Patching, Sussex Occidentale
Gli abitanti del posto credono che qui si situasse “l’ultima dimora inglese delle Fate”. Esse vivevano nelle preistoriche cave di pietra scavate nella collina. Quando gli archeologi all’inizio del secolo andarono sul posto per dare inizio ai loro scavi, le Fate si offesero per essere state ignorate e da quel momento disertarono il luogo.

Kenchester, Herefordshire
Le Fate danzavano tra i ruderi romani, cosicché, quando vi furono ritrovate delle monete romane, vennero denominate “soldi dei nani”.

King Stone, Rollright Stones, Long Compton, Warwickshire
Le Fate danzavano di notte intorno ad un enorme masso situato di fronte al Cromlech. Uscivano da un avvallamento del monticello su cui stava il masso, ed ogniqualvolta venivano posti dei sassi per chiudere il buco, il giorno dopo si scopriva che erano stati rimossi.

Lough Goayr, Kirk Bride, Isola di Man
È uno degli ultimi luoghi dell’isola in cui sono state avvistate le Fate. Facevano schioccare le fruste e gridavano: «Hoi, son N’herin!» (“Forza, verso l’lrlanda!”), presumibilmente si dirigevano verso terre più remote.

Men-an-Tol, vicino a Madron, Cornovaglia
Si riteneva che la Fata guardiana delle pietre fosse in grado di curare le malattie e che avesse il potere di liberare i bambini rapiti dalle Fate cattive. La sostituzione del bambino avveniva presumibilmente attraverso una delle cavità del masso.

Nafferton Slack, Humberside
Si riteneva che una grossa pietra sul declivio orientale della collina fosse dotata di singolari poteri. Alcune volte era apparsa come l’ingresso di un salone illuminato, ed un uomo disse di aver udito una musica soave provenire dal suo interno. Egli aveva visto anche delle Fate entrare nel salone: alcune a piedi, altre a bordo di carrozze.

Ogo Hole, Llanymynech, Shropshire
Questa caverna nella collina era considerata l’ingresso al Regno delle Fate.

Park Mound, Pulborough, Sussex Occidentale
Qui sorgono le rovine di un castello normanno, dove una volta ebbe luogo il funerale di una Fata.

Puckaster Cove, vicino a St. Catherines Point, Isola di Wight
Qui, e più esattamente su una spiaggia, si riteneva che le Fate organizzassero le loro feste.
Un uomo che seguì una strana luce vide delle piccole creature con abiti e cappelli scarlatti danzare al ritmo della musica elfica. Costoro gli diedero della polvere marrone da inalare, che ebbe l’effetto di rimpicciolirlo.
Quando smisero di ballare sedettero su dei licopodi, che subito dopo scoppiarono, rivelando al loro interno della polvere d’oro. Diedero tuttavia all’uomo dell’oro e lo fecero tornare alla statura normale. Da allora in poi nessuno è più riuscito ad ottenere della polvere d’oro dai licoperdi di PuckasterCove.

Pudding Pie Hill, Sowerby, Yorkshire Settentrionale
Dopo aver corso intorno al monticello nove volte e lanciato un coltello esattamente nel centro della sua sommità, appoggiando l’orecchio al terreno udirete le Fate conversare, perché sono state loro a costruire il terrapieno e a farne la propria residenza.

San Cuthberts Well, Edenhall, Cumbria
Il pozzo, ormai ricoperto di erbacce e rampicanti, si trovava nel giardino di un’antica dimora in demolizione e si riteneva che vi abitassero le Fate.
In Cumbria, una “fortuna” era una reliquia che, se custodita con cura, avrebbe portato fortuna alla famiglia e alla casa. A sua volta, la “Fortuna di Edenhall” era un vaso di vetro o un calice che si riteneva essere stato rubato alle Fate, le quali avevano profetizzato: «Se questo vaso si rompesse o cadesse, addio alla fortuna di Edenhall».

Shan Cashtal (Old Castle), Andreas, Isola di Man
Le Fate, attraverso un passaggio sotterraneo, raggiungevano il cimitero di Maughold.

South Barrule Mountain, Isola di Man
Il dio Manannan, la divinità irlandese del mare protettrice dell’Isola di Man, aveva la sua roccaforte a South Barrule, e da lì esercitava le sue arti magiche. I declivi meridionali erano la zona dell’isola maggiormente frequentata dalle Fate.

Stonehenge, Amesbury Wiltshire
È senza dubbio il luogo misterioso più conosciuto d’Europa. In una della prime opere dedicate a Re Artù, la Vita Merlini di Geoffrey di Monmouth, si parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum (Danza dei giganti) che si trovava in Africa, poi era stato portato in Irlanda da un popolo di giganti. Qui era stato sistemato sul Monte Killarus, come monumento funebre per quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius, uccisi dai Sassoni. Re Uther Pendragon tentò di trasportarlo in Inghilterra, ma l’impresa era superiore alle sue forze, così dové rivolgersi al Mago Merlino che, con l’aiuto di un esercito di Elfi, lo trasferì nella piana di Salisbury, presso Amesbury (Wiltshire), dove esiste tuttora con il nome di Stonehenge.
Massi oblunghi simili a colonne spesso sormontati da architravi del peso di parecchie tonnellate, si levano tutt’intorno distribuiti in cerchi concentrici; l’effetto generale è quello di una magica arena in cui non è difficile immaginare antichi sacerdoti Druidi intenti a misteriose evocazioni. Dopo un’occhiata panoramica a 360 gradi, al visitatore non rimane che alzare gli occhi al cielo: è forse lì che si trova la risposta ai molti interrogativi sollevati dalla disposizione dei Megaliti. E difatti pare che sia così.
Abbandonata l’iniziale ipotesi che il complesso fosse una sorta di cattedrale elevata dai Druidi su un terreno magico e destinata ai sacrifici umani, la probabile funzione di Stonehenge è stata forse identificata all’inizio di questo nostro secolo. Gli archi che compongono i vari cerchi concentrici sono rivolti verso il Sole e le costellazioni: secondo il Lockyer, lo scopo sarebbe stato di poter studiare gli spostamenti di questi astri, in base alle ombre proiettate dalle pietre e a certi allineamenti tra il Sole e gli archi, che si verificano in alcuni giorni dell’anno.

Tower Hill, Middleton-in-Teesdale, Durham
Le Fate andavano dalla collina al fiume Tees per lavarsi e fare il bucato. La leggenda racconta che una donna vide una bambina dalle sembianze di Fata, vestita di verde e con gli occhi rossi, seduta su una pietra che aveva la forma di un formaggio. La portò a casa, la fece sedere accanto al fuoco e le diede da mangiare del pane con burro e zucchero, ma la bambina piangeva così disperatamente che la donna decise di riportarla nel luogo dove l’aveva trovata.

Trencrom Hill, vicino a Lelant, Cornovaglia
Gli Spriggans, abitanti della collina, erano guerrieri di orrido aspetto; guardiani dei tesori, avevano il potere di provocare trombe d’aria.
Un uomo, sorpreso a scavare in cerca del famigerato bottino in oro di un gigante, che si credeva fosse nascosto nella collina, fu travolto da una tromba d’aria. Per giunta, ad accrescere la sua paura sopravvenne una banda di Spriggans che uscirono dalla collina e gli andarono incontro con fare minaccioso, diventando sempre più grandi man mano che gli si avvicinavano.

Wick Barrow, Stogursey, Somerset
È un monticello preistorico noto anche come “monticello dei pixies”. Un uomo vi trovò una pala da fornaio spezzata, appartenente ai Pixies, e la prese con sé per ripararla. La riportò sul posto e in seguito vi trovò una torta lasciata per lui dai Pixies, come ringraziamento.

Willy Howe, vicino a Wold Newton, Humberside
Un uomo, passando una sera da questo monticello, udì dei canti e vide una porta che conduceva nelle viscere della collina. Varcando quella soglia si ritrovò in una stanza illuminata a giorno: un gruppo di persone vi sedeva a banchetto ed un servitore gli porse una coppa. Egli gettò via il liquido che conteneva, non volendo cadere sotto l’incantesimo delle Fate, ma corse via con il calice in mano.

✰ Galles ✰


Aberglaslyn Pass, vicino a Beddgelert, Gwynedd
Qui, nel secolo scorso, visse un uomo che sosteneva di vedere spesso le Fate: erano come piccoli uomini che giocavano nel torrente.

Beacon Ring, Trelystan, vicino a Welshpool, Powys
Questa fortificazione sulla collina, attraversata dal sentiero di Offa’s Dyke, era dimora favorita dalle Fate.

Caer Drewyn, Corwen, Denbighshire
Il nome di questo rudere significa “residenza di Gwyn”. Per Gwyn s’intendeva probabilmente Gwyn ap Nudd, Re delle Fate.

Clocaenog Forest, Denbighshire
In questa zona isolata, oggi ricoperta da fitti boschi, e nell’adiacente Hiraethog (le brughiere intorno a Llyn Brenig), le Fate sono state viste con frequenza. Un uomo sosteneva di aver assistito ad una loro danza presso Pont Petrual e di essere stato trasportato nel loro mondo, ma il mattino seguente si era svegliato su un letto di felci che rivestiva il fianco della montagna.
Le Fate danzavano anche sulla collina di Craig Bron Bannog, situata nel cuore della foresta.

Craig-y-Ddinas, Pontneddfechan, vicino a Glyn-Neath, Swansea
L’imponente parete di roccia, con il suo velato scenario boschivo, godeva fama di essere l’ultima dimora gallese delle Fate. La leggenda vuole che re Artù e i suoi cavalieri giacciano addormentati in una caverna all’interno di questa rupe.

Frenni Fawt, Prescelly Hills, Pembrokeshire
Un pastorello vide le Fate danzare in cerchio sulla collina e corse a raggiungerle. Si ritrovò in un magico palazzo dove tutto ciò che desiderava era a sua disposizione, ma esse gli raccomandarono di non bere dalla fontana in giardino. Ansioso di scoprire perché non avrebbe dovuto berne, disubbidì; improvvisamente il palazzo scomparve e lui si ritrovò solo, al freddo, in vetta alla collina.

Chiesa di Llangua, Monmouthshire
Durante il secolo scorso, due persone che passavano vicino alla chiesa scorsero dozzine di Fate che danzavano nei prati retrostanti l’edificio. In seguito le videro attraversare il ponte, in fila per una, ed inoltrarsi nel bosco.

Llyn Cwellyn, vicino a Rhyd-ddu, Gwynedd
Un giovane trascinato in un cerchio delle Fate vicino al lago venne condotto nel loro Regno. Tornato nel mondo degli umani dopo sette anni, scoprì che la sua fidanzata si era sposata con un altro e che i suoi genitori erano deceduti. L’uomo ne morì di crepacuore.

Llyn Rhosddu, vicino a Newborough, Anglesey
Un Fata, che era solita portare una pagnotta di pane ad una donna, per ricompensarla del permesso di usare il suo forno, venne vista immergersi nelle acque del lago.

Llyn y Fan Fach, Black Mountain, Carmarthenshire
Una bella Fanciulla del Lago sposò un mortale. Per molti anni la coppia visse vicino a Myddfai ed ebbe tre figli maschi, ma allo scadere del suo tempo, la moglie dové tornare alle acque, seguita dal bestiame che aveva portato con sé in dote. In seguito ritornò per insegnare ai figli la medicina e i segreti delle erbe mediche. Essi divennero così i famosi medici di Myddfai, i cui rimedi sono stati tramandati in un manoscritto.

Mynydd Llwydiarth, vicino a Pentraeth, Anglesey
Le Fate cantavano e danzavano di notte sulla montagna e intorno al lago. Erano una «stirpe invisibile di minuscole creature benevole», che scomparivano non appena qualcuno osava avvicinarsi.

Pentre Iran Cromlech, vicino a Brynberian, Pembrokeshire
Fate simili a bambini vestiti da soldati, con i copricapi scarlatti, vennero avvistate intorno alle pietre di questa preistorica camera sepolcrale.

Porth Dinllaen, vicino a Morfa Nefyn, penisola di Lleyn, Gwynedd
Le Fate danzavano e cantavano sui siti preistorici di questo promontorio costiero, poi alzavano una ben precisa zolla di terra e scendevano nel loro regno.

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